i baci del tempo. – 379

28 luglio 2012 sabato 09:42

.

non so

dove tu abbia preso questa

immagine, che hai mandato

non a me soltanto, ma

al mondo intero; so però

che la mia attenzione hai richiamato

al luogo chiaro e puro

che le faceva da cornice.

.

non so

come hai potuto ritrovare

tu che non hai mai visto il mio viso

l’immagine già perduta del mio

essere stato un giovane uomo

capace per te di delirare

almeno nella mente.

.

o cara, i miei innamoramenti

furono per gran tempo immaginazioni,

fantasie cinematografiche

come questa scena seppia

dove tu sei l’altra, evidentemente,

e non esistiamo né io

né tu,

 ma solo questo spazio della mente.

.

dove in un altro dei miliardi

possibili di universi

si sono piegate le curve dello spazio tempo

come un paio di labbra che si baciano,

ed erano le nostre.

.

(che non si incontreranno mai

nel tempo loro adeguato

altro che per sussurri di poesia)

* * *

queste parole sono dedicate a L.R., che le ha suscitate.

18 risposte a “i baci del tempo. – 379

  1. la ricerca per immagini rende obsoleto il celare le identità delle fanciulle sotto iniziali puntate – tanto per dire, non trova senso poesia che non conosca il tempo in cui respira… ciò detto, been there, seen that, ma questa poesia è molto bella, come spesso sai fare tu… peccato per l’inversione oggetto verbo “la mia attenzione hai richiamato”, che è un pezzo di pane posso in una cesta di pane caldo e fragrante, e che emenderei riportando l’ordine dei costituenti originale… non c’è bisogno di rima ad allontanare, a fine verso, e gli artifici non necessari sono come buchi di culo sul gomito. E questo potrebbe essere un gran bel gomito.

    • pfui, come mi sento meglio ad avere passato tutto sommato l’esame, anzi no: ad avere passato / l’esame, tutto sommato. 🙂

      beh quella di qui sopra è una rima orrenda e ridicola, ma quella che ti ha tanto indignato (accidenti alla rima in -ato? non me ne libero più dopo la traduzione dei quella maledetta poesia tedesca sul goal mancato… (appunto) secondo me no.

      non è vero che l’inversione non è necessaria: non so dirti perché, ma senza controllare, perché avrai ragione certamente tu: hai richiamato la mia attenzione non mi suona come endecasillabo; non che l’originale sia più solido da questo punto di vista, lo ammetto…

      però è reso necessario dalla rima distanziata mandato/richiamato, rima che marca concetti affini, e poi “adeguato”, che rammenda al fondo il tutto.

      nel testo ci sono molte di queste rime distanziate: non so /so però / non so: questa è la chiave musicale e concettuale del testo; mente / evidentemente / mente (di nuovo!); mio /io…

      anzi devo evidenziarne ancora di più un’altra, delirare / ritrovare, temo aggiungendo per simmetria quel che a te suona come un buco nel gomito: forse due saranno un poco meglio, magari con sopra una pezza rotonda di cuoio che trasforma uno sbrego in un’eleganza?, ma occorre il coraggio di un’altra piccola inversione “letteraria”.

      non per ostinarmi o svalutare le tue osservazioni, che sono sempre molto azzeccate: purtroppo sono un anziano signore della prima metà del secolo scorso, questo concetto a volte non è chiaro, perché tendo a mimetizzarlo e perché chi legge si identifica nel testo da contemporaneo: ma non sarà male non dimenticarlo.

      grazie mille!!!

      ah, aspetta: l’identità della fanciulla sarà svelata senza false modestie quando me ne avrà dato lei il permesso: per una volta che mi ricordo i miei doveri di gentiluomo!!! 🙂 🙂

      • ahahah buonissima risposta, bortocal… e sì, su due buchi uno può mettere un paio d’occhiali e fingere che siano occhi. Aiuta 🙂 Dai che sei bravissimo. Ah, guarda che non avete capito una minchia. Io sono Sherlock Holmes, e il nome della tua fanciulla te lo rivelo via email. A me non si nasconde NULLA. Imparate, bifolchi 😛

        • beh, carissimo,non avevo ancora finito l’esercizio di autoanalisi testuale a cui mi hai così opportunamente costretto; ho trovato ancora delle rime che non sapevo neppure ci fossero…

          con il solito stupore: ma è possibile, mio Dio (qui non è nominato invano) che si facciano tante cose con l’ispirazione in mano senza neppure saperlo…

          l’inconscio come una specie si animale da tenere al guinzaglio, come credeva Freud? quale bestemmia, lui che scrive poesie e si serve di noi, e magari è anche collettivo…

          il nome della fanciulla: resto in tema con l’ultimo post serio: è uns egreto di Pulcinella, ma questa volta Napolitano non c’entra, e credo che sarà anche contenta di dirmi, e vai, Mauro, che aspetti a mettermi per nome e cognome?

          ancora un attimo solo, please, il bello del blog a ben guardare è che ci si fa letteratura è una letteratura in diretta e potrebbe quasi sembrare di essere in televisione!

        • e poi, aspetta, riuscirai a dimostrare che tutto il tuo valore investigativo dimostrato qui (in effetti, ricevuta la mail, ci hai azzeccato al primo colpo) non è frutto in un occasionale colpo di culo, se mi saprai dire (ma rigorosamente via mail!) chi è la R.R. che manda i suoi resoconti di viaggio su Israele.

  2. Sono giorni che ritorno dentro una poesia di Buzzati. Ora so che tornerò per molto tempo dentro questa, camminerò in essa, farò il bagno e resterò a guardare ciò che è sparso, immanente, fuori dalle sue finestre.

    Grazie.

  3. Un tempo scrivevi belle poesie d’amore …Bravo Mauro 🌹Sai i commenti mi hanno divertito ,quello di Luisa continua sull’argomento amore

      • Questa tua poesia mi arriva non definita in un tempo ! Lo spazio pur limitato appare rarefatto è per i due amanti ♥️
        Immortale , sì
        Questo blog è vecchio io lo seguo perché aiuta la cononoscenza di te .
        Gli altri forse credono che appartenga ad un altro tempo . Ci sono affinità con i tempi odierni , a volte la storia viene replicata . Ecco cosa penso succintamente. Ti abbraccio 💚💙

  4. Ho messo tanti like ai tuoi articoli o post , lo sai bene , stavolta mi è passato di mente …
    Credo che non ti riferisci a me 🐞❣️

    • effettivamente mi sono espresso molto male e anche con qualche errore di battitura, per cui il mio commento è incomprensibile.
      è di me che volevo parlare e dire che sarebbe bastato da parte mia mettere un like al tuo commento, ma in questo blog non si possono mettere i like.
      mi spiace averti dato l’occasione di pensare che stessi criticando te. e poi da quando i like sono diventati obbligatori?

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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