Mare di Galilea – Sulle orme di Cristo. R.R., il suo Israele, 5.

5 agosto 2012 domenica  21:03

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continua il resoconto del viaggio in Israele di R.R.; trovate la precedente puntata e i link alle precedenti qui: R.R., il suo Israele, 4. Safed: Kabbalah e ortodossia. L’apertura verso il mistero e l’ingombrante memoria

devo però premettere che penso che in questa puntata R.R. sia rimasta almeno in parte sopraffatta dalla potenza dell’apparato propagandistico del cristianesimo, ma la sua testimonianza può essere interessante proprio per questo.

io stesso del resto sono rimasto molto colpito dalla mia visita a Gadara, oggi in Giordania, un altro luogo in cui i vangeli collocano la cacciata dei demoni in “una legione” di porci, e alcuni critici moderni vi identificano una azione guerrigliera  contro una legione romana: ma per il motivo opposto a quello che ha condizionato R.R.: l’assoluta solitudine e autenticità dei luoghi, mai oggetto di alcun intervento religioso 239. le mie intuizioni su Joshua.

mi limito ad un esempio solo: Jeshu non è stato allevato a Nazaret, se teniamo fede al Vangelo secondo Luca (pur se si tratta di un’opera del II secolo). 

Luca sviluppa un passo di Matteo, 13, 54:

E, recatosi nella sua patria, li istruiva nella loro sinagoga.

nessuna traccia di una sinagoga del I sec. d. C. è mai stata trovata a Nazaret, che non viene mai menzionata nel Vecchio Testamento o in alcuno scritto giudaico antico.

ma Luca, che, a differenza di Matteo, dà al luogo il nome di Nazaret, in questo passaggio dimostra inequivocabilmente che non poteva trattarsi di Nazaret (in pratica si contraddice da solo): 4, 14 ss.:

Jeshu (…) ritornò in Galilea. (…) E si recò a Nazaret, dove era stato allevato ed (…) entrò nella sinagoga il giorno di sabato. (…) All’udir queste parole, tutti i presenti nella sinagoga si sentirono pieni di sdegno e, levatisi, lo cacciarono fuori dalla città e lo condussero fin sopra una rupe del colle su cui la loro città era stata edificata, per precipitarlo di sotto.

ma Nazaret non è “costruita su un colle” e non era certamente una città, al tempo di Jeshu, e ancora nel V secolo Girolamo ne parla come di un viculus (villaggetto) abitato da un centinaio di persone . 

secondo e ultimo esempio: il discorso della montagna: non fu mai tenuto; il cosiddetto discorso della montagna è una costruzione progressiva avvenuta per accumulazione di diversi detti di Jeshu, di cui si può cogliere il processo a partire dai Detti di Jeshu (Vangelo di Tommaso), attraverso i successivi ampliamenti nei vangeli canonici.

quindi le tradizioni grandiosamente magnificate negli edifici visitate da R.R., sottoposte ad analisi critica, si rivelano per ampia parte leggendarie e prive di base storica.

insomma, per dirlo con uno slogan, le orme, immaginarie, di Cristo non sono quasi mai quelle, storiche, di Jeshu.

* * *

All’orizzonte è solo una striscia di azzurro un po’ più scura che si distingue perché è contornata di monti, il lago di Tiberiade, che esagerando qui chiamano mare di Galilea, fondamentale per la sopravvivenza dello stato di Israele, dato che il Giordano, per i nostri standard è poco più di un rigagnolo e gli altri fiumi sono torrentizi e stagionali.

Siamo qui alla ricerca delle testimonianze dei primi discepoli, Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni e Matteo che erano di Cafarnao, e di Cristo stesso che cominciò la sua predicazione dalla Galilea.

Qui si sono svolti molti fatti importanti per la religione cristiana, compresi diversi miracoli, perché, a quanto pare, proprio da queste parti Gesù era solito ritirarsi in meditazione.

Qui Cristo camminò sulle acque e ammonì Pietro, che lo aveva seguito, di non avere abbastanza fede perché, preso dalla paura, stava cominciando ad affondare.

Qui sulla riva, dove oggi sorge il santuario detto del Primato, Cristo risorto affidò a Pietro la guida della Chiesa.

«Simone, mi ami tu?».

«Sì, Signore, io Ti amo».

E così l’amore fu più forte del tradimento…

* * *

Molti cercano di andare ad immergere almeno le mani nell’acqua di questo lago per quanto di per sé sia piuttosto torbida e fangosa.

Vado anch’io o almeno ci provo. Anche se il lido è piuttosto inospitale e di fatto si rischia di scivolare e di fare un bagno non programmato.

Io riesco bene o male nell’impresa ma, l’amico che mi ha accompagnato in questo viaggio vorrebbe forse camminare sulle acque, perché, non riuscendo a tenersi in piedi sulle pietre del greto, casca quasi dentro!

* * *

Il monte delle Beatitudini dove Cristo enunciò i suoi più famosi insegnamenti, è un giardino di pace pieno di piante e fiori dal quale si gode una splendida vista sul lago.

Qui tutti cantano o leggono le scritture, pellegrini di ogni nazionalità si avvicendano dentro la chiesa che presenta grandi finestre rivolte al panorama ad altezza d’uomo.

Altre finestre sotto la cupola dorata ricordano invece le beatitudini enunciate da Cristo proprio in questo luogo.

Anche qui, come negli altri santuari cristiani, la testimonianza antica deve essere vista dai fedeli all’interno della chiesa anche se, in questo caso, la “reliquia” è il lago stesso; più spesso, invece, l’oggetto di venerazione è inglobato nella costruzione.

Purtroppo qui è difficile trovare santuari antichi, molti sono stati costruiti ex novo o ricostruiti.

In questo caso la costruzione ex novo in stile neoromanico è opera dell’architetto italiano A. Barluzzi molto noto in Terrasanta perché negli anni ’30 fu incaricato da Mussolini della costruzione di diversi santuari in alcuni luoghi significativi per la fede cristiana, anche quando in zona esisteva già qualche precedente chiesa ortodossa.

In genere gli interventi sulle rovine degli edifici precedenti, quando esistono, risultano molto pesanti e discutibili.

* * *

Arriviamo poi a Cafarnao,

dove Cristo si trattenne a lungo anche perché qui c’era la casa di Pietro del quale, ricordano i Vangeli, guarì la suocera, compiendo poi altri miracoli come quello dell’indemoniato e molte guarigioni come quella del servo del centurione; ma il rapporto con questa città non fu dei migliori: infatti si indignò con gli abitanti perché non avevano creduto nonostante questi segni:

«Guai a te, Corazin, guai a te, Betsaida!

Perché se in Tiro e Sidone fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi, già da tempo si sarebbero convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere.

Perciò nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi.

E tu, Cafàrnao, “sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai precipitata!”. 

Il sito è proprietà dei francescani dalla fine dell’800, ma, sebbene si intuisca la presenza di una grande città romana, poche testimonianze sono state portate alla luce.

L’unica parte accuratamente scavata è una zona dove si riteneva che ci fosse la casa di Pietro e dove oggi ci sono le rovine della basilica bizantina di cui si possono vedere gli scavi da dentro la chiesa moderna fatta erigere sopra gli scavi.

Inoltre molto interessante è la sinagoga risalente nella forma attuale al II secolo d.C, della quale restano diverse colonne e il portale.

Attraverso dei saggi fatti negli strati più antichi sono state scoperte anche le tracce della sinagoga precedente risalente probabilmente all’epoca in cui Cristo vi insegnò assiduamente.

In genere sono i francescani a occuparsi attivamente dei diversi luoghi sacri di Terrasanta, spesso incoraggiando gli scavi alla ricerca dei siti antichi ricordati nei Vangeli, anche se francamente questa insistenza mi pare un po’ morbosa.

A dire la verità credo che conti il ricordo degli insegnamenti più della certezza che ci si trovi sul luogo esatto di certi eventi narrati dai testi sacri.

La nostra guida, però, sostiene che molti, soprattutto quelli che vanno in pellegrinaggio – e non in un tour culturale come noi – sono piuttosto ossessionati dall’idea che i luoghi e gli oggetti venerati nei santuari siano sacri, e siano esattamente quelli ricordati nei Vangeli.

Una generale sindrome della reliquia che mi lascia alquanto perplessa…

* * *

Qui vicino, sempre sul lago di Tiberiade a Tabgha si ricorda il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Purtroppo anche qui la costruzione attuale è del 1982 sul luogo di due precedenti santuari: uno costantiniano, che conteneva, appunto, sotto l’altare la roccia sulla quale Cristo aveva posato i pani e i pesci; successivamente nel V secolo fu sostituito da una chiesa bizantina di cui si possono ancora vedere parti dei bellissimi mosaici pavimentali.

Si trattava di una basilica cruciforme a 5 navate della quale restano purtroppo solo frammenti.

Bisogna considerare anche che la zona oltre ad essere politicamente così turbolenta è anche soggetta a forti terremoti che molto spesso hanno determinato la rovina delle precedenti costruzioni.

La depressione del Mar Morto, infatti, si trova lungo la faglia che partendo dal Kenya forma il Mar Rosso per giungere fino in Israele creando anche il mare di Galilea.

Tra le immagini raffigurate negli antichi mosaici, opera di esperti artigiani egiziani, è molto interessante il nilometro che serviva appunto nell’antico Egitto per segnare l’andamento delle piene del Nilo e intorno, troviamo molte figure di uccelli tra le quali spicca la cicogna che sconfigge il serpente, simbolo ovviamente della vittoria di Cristo sul Maligno.

Al centro del presbiterio, davanti all’altare, troviamo il mosaico dei pani e dei pesci, che sono rispettivamente due e quattro, perché il quinto pane si considera Cristo stesso.

Questo miracolo appare così importante per i cristiani perché dimostra più di ogni altro che Dio ha bisogno degli uomini: infatti solo attraverso la generosità di coloro che avevano i pochi pani e i pesci e li hanno messi a disposizioni di tutti Cristo ha potuto compiere il miracolo.

* * *

A pranzo ci fermiamo in un locale sul lago e naturalmente si mangia pesce, ma con scarsa soddisfazione: sa decisamente di fango e di lago.

Per me è quasi immangiabile.

D’altra parte anche l’acqua che esce dai rubinetti in genere ha il classico odore lacustre.

Tutti la bevono compresa me, ma non sono del tutto convinta della sua potabilità…

* * *

Ci rechiamo poi a Nazaret, famosa nei Vangeli almeno per due episodi: l’annunciazione e la predica di Cristo nella sinagoga dove annunciò di essere il Messia e fu pesantemente contestato e minacciato di morte.

16 risposte a “Mare di Galilea – Sulle orme di Cristo. R.R., il suo Israele, 5.

  1. ricevo da R.R. e la ringrazio del commento:

    Caro Mauro,
    ho letto la premessa che hai scritto al mio diario di viaggio riguardo ai luoghi cristiani e devo dire che alcune affermazioni mi lasciano perplessa, anche se una tua replica me l’aspettavo, conoscendo almeno a grandi linee le tue idee sul cristianesimo.
    Però alcune cose che hai scritto non mi convincono: anzitutto perché Nazaret è costruita lungo un pendio, per cui, si tratta effettivamente di un’altura. Io non sono stata alla sommità, non so se ci sia o meno uno strapiombo da qualche parte, però il colle esiste. Inoltre la chiesa melchita ancora oggi esistente, secondo le testimonianze antiche sarebbe stata costruita sulle rovine della sinagoga.
    Certamente sono testimonianze tarde, però bisogna anche essere cauti nel dire che sicuramente si tratta solo di invenzioni propagandistiche, perché spesso poi quando si va a scavare sotto questi antichi santuari si trovano sempre cosruzioni e reperti antichissimi.
    E’ chiaro che oggi come oggi diventa difficile accertare a livello archeologico l’effettivo uso di questi edifici che possiamo magari vedere solo in pianta, però devo dire che a me sono bastate le rovine di Troia per capire quanto sia effettivamente difficile far collimare i dati archeologici con quelli letterari, anche se a dispetto di tutte le confutazioni, quella città è molto probabilmente davvero l’antica Ilio e così infatti è ritenuta anche attualmente.
    Per quanto riguarda il discorso delle beatitudini, anche qui la mia perplessità non diminuisce: anche se non fossero state enunciate tutte insieme ciò non significa che non siano state dette.
    Francamente sono molto più complesse e contraddittorie le testimonianze riferite ad altre religioni come per esempio il buddismo, ma anche lo stesso ebraismo: proprio tra i rotoli del Mar Morto sono stati trovati recentemente alcuni libri sapienziali non contenuti nella Bibbia ufficiale. Almeno così ci diceva la nostra guida che aveva studiato all’università storia delle religioni. A me sembra che a volte quando si parla di Cristo si vada a spaccare il capello in quattro a livello di testimonianze storiche, cosa che se fosse applicata a gran parte delle documentazioni antiche in nostro possesso in altri ambiti meno discussi dovremmo concludere che metà di ciò che consideriamo “storia” è invece assai meno documentato e assai meno certo.
    Il problema, sicuramente, è che la maggior parte delle testimonianze è “di parte” per così dire, però possibile che il Gesù storico sia stato completamente diverso da quello descritto? Mi sembra decisamente una forzatura. Possibile che gli apocrifi siano certamente più attendibili degli altri vangeli? Sarà. Qualcosa ho letto anch’io – sicuramente meno di te, che a quanto vedo sei un esperto della materia – e francamente in genere mi sono sembrate testimonianze molto popolareggianti nel senso di “mitologiche” e di carattere decisamente miracolistico.
    Le religioni, poi, per la loro stessa natura, sono date dalle stratificazioni, dalle interpretazioni nel corso del tempo, in questo senso, credo ci si debba rassegnare al fatto che ci saranno sempre contraddizioni tra versioni diverse. Alla fine deve essere il messaggio a convincere o meno o la fede, per chi ce l’ha.
    Bisogna considerare se ciò che ci è stato tramandato sia davvero frutto di superiore saggezza, magari dovuta anche a precedenti influenze, per esempio quelle degli Esseni o magari del Mitraismo; però io personalmente, magari sbaglierò, ma non mi concentrerei troppo sulle diatribe storiche o filologiche.
    E’ un parere come un altro, ovviamente.

    • cara R..
      con questo commento hai posto tante questioni diverse, e hai dato un contributo importante.

      non ho mai visto Nazaret con i miei occhi e mi sono sempre dovuto riferire a quanto ne ho letto, e non sempre erano notizie concordanti, quindi sto a quel che hai visto tu: punto fermo è che non era una città al tempo di Jeshu, e difficilmente un borgo con un centinaio di abitanti poteva avere una sinagoga, e i vangeli parlano di una città costruita sulla sommità di una collina con una sinagoga. probabilmente la soluzione è pensare che questi fatti si siano svolti nella vicina città di Sefforis, cui probabilmente Nazaret, a 7 km di distanza, faceva riferimento, dato che risponde a queste caratteristiche, ma dove non è stato costruito alcun edificio cristiano semplicemente per un problema di nome.

      lascio poi perdere la dibattuta questo del vero significato di nazareno, abitante di Nazaret o seguace di una particolare setta ebraica?

      il fatto è invece che il collegamento Jeshu – Sefforis è imbarazzante, essendo questa città stata il centro della rivolta del 4 a.C. (quella che si collega alla “strage degli innocenti”, che dalle fonti storiche non erano affatto bambini), e si voleva forse occultare il legame organico che la figura storica di Jeshu ebbe col movimento rivoluzionario degli zeloti, al quale appartengono per i tipici soprannomi zeloti alcuni degli apostoli.

      quanto al discorso delle beatitudini, se si tratta di una compilazione progressivamente costruita, e l’analisi filologica dimostra che è così, costruire un santuario nel luogo in cui “fu pronunciato” è certamente un falso; dopo di che è questione dei cosiddetti fedeli se credono a religioni fondate su sistematiche menzogne di fatto.

      bada bene che non sto affatto riferendomi ai valori etici del cosiddetto discorso delle beatitudini, che sono in parte apprezzabili, in parte opinabili come molti valori etici, ma al fatto che essi vengano fatti passare collegandoli a riti e comportamenti superstiziosi: può anche darsi che per la media degli esseri umani non ci sia altro da farli che convincerli a fare del bene con la forza della superstizione, e questo sarebbe il più grande dei miracoli, senza alcun dubbio; tuttavia questo collegamento rende anche particolarmente intolleranti le persone che credono con queste motivazioni a quei valori e pensare che essi abbiano un’origine divina porta a misconoscere il valore dell’etica di altre religioni.

      il problema non è se certi meccanismi ci sono anche in altre religioni, a me pare comunque in misura minore; la storia dei libri sacri del cristianesimo è particolarmente aberrante quanto a falsificazioni, mentre il Corano, proprio alla luce delle devastanti esperienze cristiane ha una storia certamente più lineare, anche se non del tutto priva di ombre,

      ma questi sono aspetti minori: la sostanza del problema sorge, ad esempio, quando si considera la costruzione di un Santuario del Primato, per un primato mai dato, il capo indiscusso della prima comunità dei messianisti dopo la morte di Jeshu fu suo fratello Giacomo; quanto a Simone detto Pietro non fu mai a Roma, questo è praticamente certo; ed ecco la prova ulteriore di una mescolanza inscindibile dei valori etici con la menzogna.

      infine i vangeli apocrifi: sono un’accozzaglia di testi molto eterogenei, perlopiù tardi e di nessun valore storico; salvo alcune eccezioni, e in particolare i cosiddetti vangeli di Tommaso e Filippo scoperti nel 1947 a Nag Hammadi, nella cosiddetta biblioteca gnostica, che sono certamente più antichi dei vangeli che abbiamo oggi come riconosciuti, dato che questi non erano noti al primo storico del cristianesimo Papia, vissuto nella prima metà del II secolo, e questi due sì.

      certo, perché accanirsi tanto su questi “dettagli”?

      direi semplicemente perché altri avvenimenti storici o altri testi non hanno un’influenza così profonda sulla vita attuale delle persone e soprattutto non pretendono di avere un carattere sovrannaturale: una simile pretesa va esaminata con molta cura; poi chi preferisce credere senza riflettere può naturalmente estraniarsi da tutto questo, e buon per lui…

      ringrazio ancora della pazienza delle tue considerazioni.

  2. Caro Mauro,
    premetto che scrivendo il diario di viaggio mi sono limitata a raccontare quello che ho visto e sinceramente non ho mai pensato se effettivamente Gesù fosse stato proprio in quel luogo o a 10 km di distanza: la zona è talmente ristretta che si tratta di luoghi tutti vicinissimi. Io non sono una fanatica della “verità storica” dei santuari per me è molto più interessante la stratificazione culturale che ci sta dietro. Perché quella fa parte effettivamente della nostra cultura occidentale e ha tutta la profondità delle generazioni passate. L’aspetto affascinante, secondo me, non sta nel sapere se Gesù sia stato esattamente in quel luogo preciso o nell’altro, ma è di carattere antropologico e riguarda come gli uomini nelle varie epoche e culture lo abbiano vissuto e interpretato. Perciò dal mio punto di vista il monte delle Beatitudini sta benissimo dov’è, per quello che rappresenta.
    Detto questo, posso però risponderti su alcuni aspetti anche nel merito: innanzitutto, accanto alle grotte che secondo la tradizione sarebbero quelle dove viveva Maria, sono stati trovati molti reperti di un villaggio, effettivamente piccolo, di cui si possono vedere gli scavi accanto alla chiesa dell’Annunciazione. Non dimentichiamoci poi che ci sono anche le testimonianze degli ortodossi che essendo di diretti discendenti della Chiesa più antica in genere mantengono la memoria di luoghi antichissimi ( vedi la famosa fontana). Ho letto parecchie delle cose che hai scritto riguardo al fatto che Gesù fosse uno zelota e sinceramente su questo avrei dei dubbi, anzitutto perché tra l’altro ho trovato alcune testimonianze in rete di ebrei che dubitano fortemente di certe etimologie dei nomi, ma soprattutto perché ci sono invece molti indizi che Gesù avesse ricevuto una educazione da parte degli Esseni. Ci saranno anche stati degli zeloti tra i suoi discepoli, ma dubito che quella fosse stata la sua formazione. Per esempio nelle grotte che vengono considerate la casa della Vergine (dentro la basilica dell’Annunciazione), è stato trovata una struttura tipica del bagno rituale degli Esseni, molto simile a quelle di Qumran. E allora c’è da chiedersi: non è che in quelle grotte vivesse una comunità di Esseni? Nota bene che anche a Qumran di per sé ci sono reperti di un villaggio, ma molto limitati eppure siamo certi che fosse una zona abitata, solo che, appunto, la gente viveva in grotte, grotte che forse nel caso di Nazaret ( ma questa è una mia ipotesi) potrebbero essere anche scomparse sotto la città attuale. Tant’è vero che anche la fontana accanto alla basilica di San Gabriele in realtà è un pozzo profondo. Ho notato che la tendenza a vivere in grotte della popolazione di queste zone doveva essere molto diffusa all’epoca, forse anche per ragioni climatiche. Si trovano molte testimonianze di questo. Beninteso: non è che voglio impuntarmi su Nazaret, è semplicemente per far notare quanto in realtà le cose siano più complesse di quello che sembrano. Altro argomento interessante è il fatto che secondo i Vangeli Gesù non faceva altro che girare avanti e indietro per il lago di Tiberiade e in effetti le zone citate sono tutte molto vicine: tra il colle delle Beatitudini e l’altra collina di Tabgha dove si dice sia avvenuto il miracolo della moltiplicazione dei pani c’è pochissima distanza. Tra Cafarnao e Chorazin anche. Quello che colpisce è il fatto che Gesù fosse un gran camminatore, che amasse le zone in collina se non in montagna e che fosse sempre in movimento anche se in zone distanti pochi chilometri le une dalle altre. Mi è venuta in mente quella frase del Vangelo “il figlio dell’uomo non sa dove posare il capo”: effettivamente l’impressione vedendo i luoghi dal vero è proprio questa, che il suo fosse un ruppo itinerante. Per quanto riguarda il “primato” il mio interesse è sul messaggio non certo sul “dogma”: sulla apparentemente assurda scelta di chiedere a chi aveva tradito di essere tra i principali responsabili della comunità che Gesù aveva creato. Tu sostieni che Gesù fosse zelota, ma molti dei suoi comportamenti rimandano agli Esseni e molti indizi dei Vangeli anche. Per esempio il fatto che si ritirasse a meditare e pregare in luoghi deserti, anche perché è noto che, mentre gli altri ebrei pregavano solo al Tempio finché è esistito (e questo me lo ha confermato anche la nostra guida), gli Esseni contestavano questa centralità; infatti c’è, appunto, nel Vangelo il problema della preghiera perché i discepoli non sapevano come pregare, probabilmente perché erano fuori dal Tempio. E poi non è strano che Giovanni il Battista fosse proprio suo cugino (o che le fonti lo dicano tale) e che si parli di un bagno rituale di Cristo, appunto, nel Giordano? Anche il suo ritiro nel deserto e la lotta col demonio, è su questa linea. E’ curioso anche che nel colle del Getsemani dove Gesù sarebbe stato arrestato, anche qui, tra le altre cose, c’è una grotta dove si dice si ritirasse a pregare. L’inizio del Vangelo di Giovanni riecheggia la lotta tra buio e luce tipica di uno dei testi scoperti a Qumran. Poi sicuramente Giovanni e Andrea erano discepoli di Giovanni il Battista e quindi Esseni. I suoi primi discepoli, quindi venivano da quella comunità. C’è anche da pensare che se Gesù da bambino discuteva con i dottori della Legge, doveva aver ricevuto un’educazione molto approfondita delle Scritture già in giovane età. In ogni caso simili analogie aprono interessanti domande: è vero che Gesù non aveva moglie? A quanto sembra gli Esseni potevano essere sposati oppure no, però in genere nel mondo ebraico si prendeva moglie molto giovani e, anzi, era considerato un fatto fondamentale nella vita di un religioso, come del resto vediamo anche oggi. Questo spiegherebbe anche il fatto che nella chiesa primitiva tutti avevano moglie ( a parte gli anacoreti) e così, infatti, è rimasto nel mondo ortodosso ( a parte i monaci che, però, hanno una vocazione molto specifica). Aveva figli? Tu sostieni di sì. Io non mi pronuncio, ma potrebbe anche essere. Questa idea che se Gesù avesse avuto una famiglia allora sarebbero messi in dubbio il suo insegnamento o la sua persona è tipica della Chiesa cattolica, ma francamente mi sembra un po’ assurda. E’ molto più interessante invece, il fatto che dalle idee degli Esseni Gesù si sia in parte distaccato, soprattutto perché aveva una visione decisamente aperta del suo messaggio, visto che coinvolgeva sempre anche persone che, secondo la Legge, sarebbero state impure o peccatrici. In ogni caso, molto probabilmente gli Esseni non erano meno rivoluzionari degli Zeloti: per esempio erano contro la schiavitù e quindi in rotta di collisione sicura con tutto il mondo romano. Tant’è vero che l’insediamento di Qumran venne abbandonato proprio quando cadde anche la fortezza di Masada con i resistenti Zeloti, almeno secondo Giuseppe Flavio che è l’unico a parlare del loro suicidio di massa.
    Voglio ricordare, comunque, che i Vangeli non possono essere trattati come l’opera di uno storico propriamente detto, avendo un carattere fondamentalmente religioso e ciò spiega anche perché i detti di Gesù potrebbero essere stati sintetizzati e riuniti in modo diverso. Sarebbe un po’ come chiedere al libro della Genesi di spiegare effettivamente la formazione del cosmo…

    • cara R.,
      grazie anche della replica.

      se i santuari venissero costruiti solo per sottolineare il valore etico di certi messaggi sarei d’accordo con te sulla insignificanza della loro posizione; ma il santuario viene costruito sul Monte delle Beatitudini per affermare che proprio lì è stato tenuto un discorso che è solo una pia invenzione.

      con questo siamo alle radici malate del cristianesimo, che afferma valori – non sto a vedere ora quanto positivi e quanto no (perché c’è anche molto di negativo nel cristianesimo, eticamente parlando, come in tutte le cose umane, accanto alla ricchezza e profondità del messaggio etico) – che vorrei provare a considerare anche soltanto nei loro aspetti positivi, ma li diffonde ancorandoli a magia, superstizioni e falsificazioni storiche.

      l’amore per gli uomini non l’ha inventato il cristianesimo, l’hanno inventato i filosofi greci; il tratto caratteristico del cristianesimo non è di affermare questo valore, perché per questo sarebbero bastati i filosofi, ma di affermarlo in collegamento stretto con dogmi e leggende contrarie alla ragione umana: cioè di avere trasformato un concetto filosofico in un dovere bigotto, da adempiere per conformismo e ipocrisia anziché per libero e sovrano convincimento.

      poi gli uomini hanno effettivamente accettato questi valori proposti così piuttosto che in modo puro, ma questo è un altro discorso.

      per il resto: non credo che Jeshu personalmente fosse uno zelota, per forma mentis, anche se c’è almeno un episodio evangelico che lo fa pensare, e molti dei detti attribuiti a lui fanno emergere un fondo di pensiero simile; tuttavia, in quanto discendente di Davide predestinato alla restaurazione del regno il suo ruolo era più ampio; zeloti erano certamente alcuni dei suoi seguaci, a cominciare da Giuda Iscariota, il Sicario; questo almeno secondo studi sinora molto diffusi, leggerò le nuove obiezioni e ti dirò che cosa ne penso, anche se sinceramente il quadro storico reale della figura di Jeshu, aldilà delle mistificazioni dei vangeli “canonici” del II secolo, e delle coeve pseudo-epistole paoline, mi sembra accertato in maniera così solida, che mi pare che le contestazioni che ancora vengono siano scaramucce di retroguardia,

      su Jeshu esseno: è la tesi di Ratzinger, che ritengo palesemente sbagliata: ci sono arrivato per conto mio, ma mi fa piacere vedere che la mia opinione è la stessa di Kueng:
      « Dove stanno le differenze tra Gesù e i cenobiti esseni o i monaci di Qumran?…Nonostante qualche lineamento comune, tra Gesù e i monaci si apre un abisso.La comunità dei discepoli di Gesù non ebbe caratteri eremitici o monastici. 1) Nessuna segregazione dal mondo. Gli esseni si segregarono dal resto dell’umanità per tenersi lontani da ogni contaminazione. Vollero essere la comunità pura di Israele. Emigrazione all’interno! Ciò vale a maggior ragione per gli uomini di Qumran….Gesù invece,non pretende un’emigrazione interna o esterna che sia. non uno straniamento dal meccanismo del mondo,non un atteggiamento di fuga dal mondo. Teorie di tipo estremo orientale sullo sprofondamento interiore sono estranee a Gesù. Egli non vive in un convento e nemmeno nel deserto….La sua azione si svolge in pubblico,…in contatto persino con chi ha una pessima reputazione sociale, con chi secondo la Legge è impuro e come tale è aborrito da Qumran» (a Pag.212-213 Essere cristiani op. cit.in bibliografia.)

      io ho detto più schematicamente che Jeshu è l’antitesi degli esseni, che sono degli asceti bigotti, giusto il contrario comunque di un suo tratto essenziale, talmente originale e sconcertante per i discepoli che alla fine, TUTTI e non il solo Giuda Iscariota, lo abbandonano, da essere sicuramente storico.

      in una mia ricerca sono arrivato a capire che l’episodio famoso della adultera che Jeshu rifiuta di lapidare avviene il mercoledì successivo al suo ingresso a Gerusalemme come re ed è quello che segna la sua disfatta, e precede immediatamente il suo totale abbandono, così come l’essersi fatto ungere re dalla moglie Maria Maddalena ha creato nei discepoli uno sconcerto che giustifica il tradimento di Giuda.

      ovviamente non pretendo che si accettino certe interpretazioni specifiche frutto di ricerche personali, ma certamente il rifiuto di lapidare l’adultera segna un solco invalicabile fra Jeshu e gli esseni, così come la teoria del sacramento della camera nuziale, testimoniata dal nucleo antico estrapolabile dalla tarda versione gnostica del vangelo di Filippo.

      i numerosi tratti comuni innegabili fra Jeshu e gli esseni vanno ricercati nella comune appartenenza alla cultura ebraica, e certamente anche alla circolazione delle idee tra le diverse interpretazioni dell’ebraismo del suo tempo; quindi non mi dilungo in una analisi che sarebbe estenuante dei singoli punti di contatto, ma richiamo a questa distinzione di fondo, che è chiarissima a chiunque non voglia fare di Jeshu il portatore di un movimento chiuso e negatore della vita, come quello degli esseni, integralisti dell’ebraismo del loro tempo.

      del resto mi sembra che tu stessa alla fine dica qualcosa di simile, e differenzi Jeshu dagli esseni, che mi pare il punto centrale di questa discussione.

      quanto a Qumran, occorre stare attenti: non esiste alcuna prova certa che le rovine scoperte vicino alle grotte fossero effettivamente di una comunità monastica essena: l’abbinamento suggerito dalla vicinanza delle grotte è e avventuroso e privo di solide basi.

      “L’inizio del Vangelo di Giovanni riecheggia la lotta tra buio e luce tipica di uno dei testi scoperti a Qumran”, questo è vero, ma si tratta di un brano inserito in un secondo momento su un testo ben diverso che non comprendeva affatto questa contrapposizione.

      non ho detto che Jeshu avesse “figli”, ma ritengo consistenti gli indizi che ne avesse avuto uno (chiaramente nato dopo la sua morte) ed è quel Menahim che i rivoltosi della guerra giudaica nominarono re – e chi altro poteva essere re in una linea dinastica davidica se non il figlio di Jeshu? che era anche il nipote di Giuda il Galileo? così scrive o sembra scrivere Giuseppe Flavio…-; quel Menahim che alla fine fu ucciso – perché completamente pazzo – dal capo militare della rivolta degli zeloti, che era Lazzaro, il figlio di Jairo, proprio lui, il cognato di Jeshu…

      ora, siccome Giuda il Galileo non rivendicò mai una discendenza davidica, ma ne era probabilmente il dissimulato padre, ecco che nel caso di Jeshu essa veniva a realizzarsi per via materna, e questo spiega la presenza del parallelo messia sacerdotale, Giovanni il Battista, da ricondurre sempre alla linea dinastica davidica per lato di madre.

      quanto a Giovanni il Battista la sua vicinanza al mondo essenico è forte, così come quella del successore di Jeshu a capo spirituale (ed erede in questo di Giovanni il Battista) del movimento messianista, suo fratello Giacomo, dalla forte caratterizzazione ascetica – dato l’evidente rifiuto di assumere tale ruolo da parte di Giuda il Gemello (Tommaso), col quale si compie una prima frattura importante nel messianismo ebraico.

      incidentalmente osservo di avere dimostrato che Giovanni il Battista viene incarcerato per impedirgli di ungere re Jeshu, ma viene ucciso in carcere dopo la morte di Jeshu e non prima come dice la vulgata.

      che questa linea dinastica attorno a Jeshu esistesse lo conferma il fatto che Traiano la fa ricercare e scopre che gli ultimi aspiranti possibili al trono di questa linea dinastica sono i discendenti di Giuda il Gemello, dei semplici e inoffensivi contadini che decide di lasciare in pace.

      insomma il messianismo o “cristianesimo”, nato prima di Jeshu e ad opera di colui che ne fu probabilmente il padre naturale, Giuda il Galileo, produsse Jeshu e non ne fu prodotto e concluse la prima fase della sua storia con la grande guerra giudaica finita nel 70; in parte continuò poi fino all’ultima rivolta ebraica del 135.

      ma la nascita del cristianesimo, come lo intendiamo oggi, cioè come religione distinta dall’ebraismo e diversa dal messianismo ebraico che pure si autodefiniva di “cristiani”,, avvenne solo dopo il 70 e si consolidò definitivamente dopo l’ultimo fallimento del 135.

      tutto quello che si racconta delle origini del cristianesimo nei testi cristiani che oggi possediamo non è compatibile col reale quadro storico che tracciano le altre fonti, ed è frutto di una rielaborazione e reinterpretazione, ma meglio si dovrebbe dire occultamento e mistificazione, delle reali origini del movimento e della sua tragica autodistruzione.

      nella quale rientra anche l’invenzione tarda della resurrezione, significativamente assente da tre dei vangeli conosciuti da Papia: la fonte G, I detti di Jeshu di suo fratello gemello Giuda e il Vangelo di Filippo.

      il fatto che il cristianesimo sia l’unica religione che nega se stessa e la verità del suo nascere non è certamente senza importanza nella valutazione; e il fatto che i cristiani ancorino il valore dell’amore universale a una simile costruzione fantastica e dogmatica è tragico, a mio parere.

    • c’è di tutto e di più lì dentro: mi pare poco utile nello stato in cui si trovano le diverse informazioni, grazie comunque della indicazione…

  3. Ho letto il post e gli scambi , il tuo commento approfondisce tanto potrebbe risultare più lungo del resto di R. R. Del resto i numerosi studi che hai svolto ti consentono di replicare aggiungendo e rivedendo quel qualcosa di mistificato che emerge .
    Mi si sono incrociati gli occhi e il cervello ,ho riletto dove mi distraevo . Ammappete che caldo !

    • in effetti nei primi cinque volumetti che ho preparato l’anno scorso con i miei primi studi cristiani (prima di abbandonare l’impresa) ho inserito anche questi commenti, come meritavano.
      però ho dovuto correggere diversi punti, in parte perché allora avevo qualche informazione sbagliata, in parte perché rispondendo a braccio sono caduto in qualche imprecisione.

      la questione è molto complicata e qui discuto con R. seguendo ancora un metodo che oggi ho abbandonato, e cioè considerando vere almeno alcune cose raccontate dai vangeli.
      vedi ad esempio quello che scrivo sull’adultera, che Gesù salva dalla lapidazione. oggi conosco le prove certe che si tratta di una storia inserita nel III secolo, visto che ci sono codici precedenti che non l’hanno.
      certo, questo non basta a negare che possa essere stata una tradizione trasmessa a voce per due secoli, ma dovrebbe impedire di considerarla un fatto certo della vita di Jeshuu, come ho fatto io.

  4. Si ho capito a me pare giusto non dare nulla per certo nulla di ciò che è scritto nei vangeli . Del resto uno studio basato su fonti storiche così dovrebbe essere.
    Lo studio che hai fatto non è andato perduto , hai fatte le correzioni a posteriori ,d’accordo ,del resto hai neppure avuto la presunzione di fare una pubblicazione su la larga scala .
    È uno studio molto impegnativo quello che ruota attorno a Jeshu ,non consente di scrivere articoli di notevole rilievo culturale e in modo trasversale . Tra filosofia ,scienza ,storia ,politica , virus batteri a iosa , salute , amore , stato sociale ,lavoro ,quantistica ,viaggi di ieri e chi più ne ha più ne metta ,stai facendo meglio che puoi .
    Mi fa molto piacere ,come ti ho già detto seguo diversi blog preferisco passare il tempo dove trovo una grande vivacità intellettiva e contenuti validi . L’ apertura al dialogo è importante ,talvolta arriva la stanchezza unita alla situazione cui siamo già giunti non diamo per scontato scambiarsi con altri analisi e pensieri costruttivi utili a schiarirsi le idee .
    . Non tutti lo vogliono tra blogger e commentatori . In compenso le sinapsi del cervello ti funzionano . Sto crollando 🤞Chissà cosa ho scritto 🤪

    • direi che la presunzione di fare una o più pubblicazioni è venuta col tempo, anche se so benissimo che sarà assolutamente di nicchia e quasi soltanto uno sfizio personale; quando discutevo con R. non c’era ancora, e giustamente. scrivevo sulla base di una convinzione generale e senza fare verifiche, ed è quella che chi scrive di resurrezione e di annunciazione dell’arcangelo Gabriele è ovviamente uno scatenato bugiardo, non stiamo a vedere se in buona o in cattiva fede, probabilmente i due tipi umani si mescolavano tra i primi seguaci di quel povero Jeshuu, senza che fosse possibile distinguerli.
      anche nel post successivo di questa serie ho fatto una affermazione tremendamente sbagliata, e me ne vergogno assai.
      ma tengo ben ferma la barra sul punto principale: come si può sensatamente discutere con chi afferma che l’Annunciazione è un fatto storico, pretende di stabilire dove avvenne e ci costruisce anche una pesante basilica sopra, del tutto estranea alla cultura di quel posto?
      avevo pesantemente toro in qualche affermazione particolare, ma R., credente com’era in questo modo distorto, aveva un torto ben più profondo di tutti i miei torti particolari.

      su tutto il resto che dici, ti ringrazio (hai dimenticato le foto :-), ma solo perché non le curavo dieci anni fa e del resto non le sto curando più neppure adesso)…
      rimane la grande domanda se tutto questo affastellamento dilettantistico ha un senso in tempi di iper-specializzazione dove l’unica possibilità di dire qualcosa di originale è di calarsi in un tema specifico, dimenticando tutto il resto.

      • Le foto come ho fatto a dimenticarle ?
        Sono bellissime !!!
        L’unico senso è la ricerca della verità di spiegazioni di buon senso ,corrispondenti ad una realtà possibile . È una forte curiosità , è il desiderio di comprendere tentare di sviscerare un mistero buffo ahh haha ahh con rispetto e passione

        • le foto le ho dimenticate anche io, del resto tendo a metterle in alternativa con i video, o gli uni o le altre, anche se poi sono due forme di espressione completamente diverse: i video, direi, sono la prosa, mentre le fotografie assomigliano alla poesia.

          mistero buffo, tragico, tragicomico, assurdo: la scelta dell’aggettivo dipende da noi. 😉

          • Caspita mi pareva che c’erano … Si mistero profondo ma non troppo tragicomico dipende da noi la scelta più forte ɜ la prima scelta 😘

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