due problemi sulla schiavitù. [borforismi 88]

10 agosto venerdì 19:24

.

il problema non è tanto capire come si fa a rendere liberi coloro che hanno scelto di vivere da schiavi.

il problema vero è perché mai si deve farlo.

* * *

siamo incastrati in un dilemma senza uscita: non ha senso farlo, ma lo facciamo continuamente.

da un lato tutti schiavi: qualcuno, in mancanza di più piacevoli schiavitù, schiavo della presunzione di non esserlo (ogni riferimento autobiografico è puramente casuale)…

ma la libertà è un concetto sfuggente, buono per tutti gli usi, e particolarmente per i peggiori.

dall’altro lato essere schiavi di qualcuno o di qualcosa è certamente un sollievo, come sanno tutti gli innamorati, anche perché la coscienza di una schiavitù principale ti garantisce l’incoscienza di tutte le altre.

dunque la discussione verterebbe essenzialmente sul tema “la mia schiavitù è più bella della tua”: il tema più idiota del mondo…

che cosa ci spinge verso la schiavitù degli altri sentendoci dei potenziali liberatori resta un mistero: forse il piacere di un ruolo eroico?

ma che cosa ci spinge invece verso il ruolo della vittima del proprio destino e della propria schiavitù, se non il piacere della negazione di noi stessi?

17 risposte a “due problemi sulla schiavitù. [borforismi 88]

  1. Premesso che siamo tutti schiavi di qualcosa o di qualcuno, aggiungendo poi che essere liberi è un’utopia, mi/ti domando: non è che essere schiavi ci solleva dal problema di dover vivere contando solo su noi stessi, esseri limitati e limitanti? E se siamo tutti più o meno schiavi, non ha molto senso sforzarsi di liberarne altri, presunti tali, e per giunta tramite libera loro scelta. Complicata la faccenda…

    • siamo incastrati in un dilemma senza uscita.

      tutti schiavi: qualcuno, in mancanza di più piacevoli schiavitù, schiavo della presunzione di non esserlo (ogni riferimento autobiografico è puramente casuale)…

      la libertà è un concetto sfuggente, buono per tutti gli usi, e particolarmente per i peggiori.

      essere schiavi di qualcuno o di qualcosa è certamente un sollievo, come sanno tutti gli innamorati, anche perché la coscienza di una schiavitù principale ti garantisce l’incoscienza di tutte le altre.

      dunque la discussione verterebbe essenzialmente sul tema “la mia schiavitù è più bella della tua”: il tema più idiota del mondo…

      che cosa ci spinge verso la schiavitù degli altri sentendoci dei potenziali liberatori resta un mistero: forse il piacere di un ruolo eroico?

      ma che cosa ci spinge invece verso il ruolo della vittima del proprio destino e della propria schiavitù, se non il piacere della negazione di noi stessi?

      – ma tu guarda che cosa mi fai scrivere ancora…

      • si potrebbe dire che il segreto della felicità è il saper scegliere una schiavitù a noi congeniale…
        il problema è capirlo prima di rendersi schiavi di qualcosa di cui non ci libereremo più
        dovrebbero insegnarlo a scuola: la schiavitù rende liberi, ma bisogna sceglierla bene!

        • risposta a questo bellissimo commento, misteriosamente scomparsa!

          ti comunicavo, fra l’altro, di avere inserito come perfetto “borforisma” alieno nel blog loro dedicato.

          ora controllo che sia partita almeno la mail personale…

            • strano, a me la mail risulta regolarmente partita e consegnata ieri mattina alle 7:40: mi stavo giusto chiedendo come mai non c’era risposta, e come al solito – maledizione” non mi correggerò mai – nella forma a me congeniale “ma dove ho sbagliato? in che cosa l’avrò offesa??”, anziché in forme normali riguardanti eventuali contrattempi…

              comunque l’ho rispedita poco fa

    • vorrei risponderti che lo leggerò, ma temo di far parte di quella ampia categoria di italiani che scrive più di quanto legga, anche se indubbiamente questo mi appare una specie di contrappasso o contraccambio dovuto per il moltissimo tempo passato a leggere da giovane.

  2. È un tempio la Natura ove viventi
    pilastri a volte confuse parole
    mandano fuori; la attraversa l’uomo
    tra foreste di simboli dagli occhi
    familiari. I profumi e i colori
    e i suoni si rispondono come echi
    lunghi che di lontano si confondono
    in unità profonda e tenebrosa,
    vasta come la notte ed il chiarore.

    Esistono profumi freschi come
    carni di bimbo, dolci come gli òboi,
    e verdi come praterie; e degli altri
    corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno
    l’espansione propria alle infinite
    cose, come l’incenso, l’ambra, il muschio,benzoino, e cantano dei sensi
    e dell’anima i lunghi rapimenti.

    Togli “l’anima” e mettici quello che senti più tuo
    Alda Merini

    Ho conosciuto in te le meraviglie”
    Ho conosciuto in te le meraviglie

    meraviglie d’amore sì scoperte

    che parevano a me delle conchiglie

    ove odoravo il mare e le deserte

    spiagge corrive e lì dentro l’amore mi son persa come alla bufera

    sempre tenendo fermo questo cuore

    che (ben sapevo) amava una chimera.

    Gli occhi dell’amore.

    Sulla schiavitù :

    SUPPLICA A MIA MADRE

    È ‘ difficile dire con parole di figlio
    ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
    Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
    ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
    Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
    è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
    Sei insostituibile. Per questo è dannata
    alla solitudine la vita che mi hai data.
    E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
    d’amore, dell’amore di corpi senza anima.
    Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
    sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
    ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
    alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
    Era l’unico modo per sentire la vita,
    l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
    Sopravviviamo: ed è la confusione
    di una vita rinata fuori dalla ragione.
    Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
    Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…
    Pier Paolo P

    Die Liebe hat einen Triumph und der Tod hat einen,
    die Zeit und die Zeit danach.
    Wir haben keinen.

    Nur Sinken um uns von Gestirnen. Abglanz und Schweigen.
    Doch das Lied überm Staub danach
    wird uns übersteigen.

    Ingeborg Bachmann

    Il tempo è soltanto una impressione, un’ idea universale della nostra mente
    Un giudizio estremo
    Non ti pare ?

    Ciao …

    • be’, non ho trovato il commento sparito, in compenso nello spam ho trovato e recuperato quest’altro di due giorni fa.

      che Il tempo è soltanto una impressione, un’ idea universale della nostra mente non è affatto un giudizio estremo. non lo disse solo Kant per primo 250 anni fa, ma oggi è un fatto assolutamente certo, confermato dalla fisica delle particelle: a questo livello del mondo il tempo non esiste, si forma solo nei livelli più complessi, come effetto dell’entropia, una legge statistica che rende quasi impossibile il ricostituirsi di uno stato precedente delle particelle tra le possibilità quasi infinite di stati diversi.
      ovviamente prevale uno di questi, il che rende impossibile il ritornare indietro che a noi sembra possibile nello spazio, e dunqeu dà al tempo la sua apparenza tipica della irreversibilità.
      ma dove le particelle sono considerate in se stesse, questa legge statistica viene meno e la singola particella può sempre tornare allo stato precedente, quindi per lei il tempo non esiste.

      • Bravissimo Mauro io sono miope a momenti strabica .🤔Il tempo magari sono attimi in moviola…A volte un vortice emozionale, mi manca il fiato e la testa diventa un battitore elettrico…
        Non vorrei perdere tempo invece non so che combino oltre a perdere tempo
        .😉
        Ma noi che c’entriamo con questa particella, entropia si l’ho letto più volte . La particella si . Noi no
        Per favore mi spieghi il segreto del tuo ricordare ? Impari a memoria qualcosa ogni giorno … Fai allenamento !? O hai una riserva in più rispetto alla norma di materia grigia ….
        Comunque è un’altra conferma che perdiamo uno stato precedente , veramente via via perdiamo ogni stato…
        E basta a finire sempre lì ,ma
        sono un mulo
        Tu come stai ? La mia pressione arteriosa è scesa … Era ora vedrò se me la cavo 🐞
        Il cortile … i maialini ?
        E la temperatura d. e f. ? Buon sabato 😀

        • fine di un sabato abbastanza impegnativo per cose varie; ma forse è il momento di un ultimo post sulla fattoria per raccontarle…

          non so bene a quale ricordare ti riferisci, a me sembra di essere smemorato…

          buono che la pressione si è abbassata: la mia non so, a volte mi sembra troppo bassa, ahaha

    • la canone di Tenco cantata da Dalida la vedo adesso, non so perché ieri non era visibile.
      la trovo sconvolgente, ascoltandola con la consapevolezza di quel che hanno vissuto chi la compose e chi la interpreta con una forza quasi superiore all’originale.
      sicuramente mentre la canta Dalida pensa a Tenco e fa mergere dal testo dei significati nascosti che fanno venire i brividi.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...