397. extraterrestri gemelli, quasi umani.

nel quadro della ricerca, in corso da molto tempo e senza risultati, di altra vita di tipo umano nell’universo, notevole fermento ha suscitato tra gli scienziati la notizia data da questo blog dell’esistenza di un sistema planetario che ha non un solo pianeta gemello della Terra, ma due, nel senso che entrambi sono rocciosi come il nostro e piuttosto simili alla Terra anche per altri parametri.

la somiglianza del primo pianeta extraterrestre con la terra è impressionante: ruota attorno alla sua stella in 227 giorni terresti, anche se la durata di un giorno in esso è di 117 giorni terrestri e non di 24 ore; la sua distanza dalla stella è un po’ di più di 2/3 di quella terrestre, quindi il pianeta è di non molto più vicino alla sua stella; il suo diametro è pure di 12.000 km circa, come quello terrestre, più piccolo di soli 700 km, e anche questo pianeta possiede un’atmosfera.

il secondo pianeta è decisamente più piccolo del nostro: il suo diametro è infatti di un po’ meno di 7.ooo km, che però è pur sempre più della metà di quello terrestre; inoltre la sua distanza dalla sua stella è solamente di un terzo superiore a quella terrestre dal Sole.

* * *

entrambi questi pianeti, osservati da lontano, appaiono degli ottimi candidati per la ripetizione su un altro pianeta del processo che ha innescato la vita sul nostro: di qui l’emozione di tutti gli scienziati addetti da decenni ai programmi di ricerca di una vita di tipo umano in altri luoghi dell’universo.

si aggiunga che la stella attorno a cui ruotano è una nana gialla, straordinariamente simile al nostro Sole, per non dire identica, e che la temperatura del secondo pianeta, pur se decisamente più fredda di quella della Terra, può raggiungere comunque in certi momenti e in certe zone i 20 gradi.

ci sarà dunque vita umana o comunque si saranno sviluppate su questi due pianeti forme biologiche di intelligenza?

* * *

la domanda sarebbe destinata a restare per sempre senza risposta, se la straordinaria somiglianza della loro stella col Sole non fosse così esagerata da essere sospetta, cioè da diventare identità.

questi due pianeti non sono infatti altro che Venere e Marte, del nostro stesso sistema solare, la prima con la sua atmosfera di anidride carbonica quasi pura e una temperatura di circa 500 gradi, il secondo quale risulta, desertico e arido campo di violente tempeste di sabbia, anche dalle prime foto inviate alla terra dalla sonda Curiosity.

eccone una, pubblicata da Internazionale.

alla quale sonda questo post un poco beffardo è dedicato, sperando che abbia successo almeno la sua ricerca di una qualsiasi forma di vita, non parlo di vita biologica complessa e tanto meno di vita umana.

* * *

le prime osservazioni astronomiche approfondite di fine Ottocento portarono gli scienziati del tempo a ipotizzare l’esistenza dei marziani, poi per un secolo al centro della narrativa della science fiction.

non credo lontano il tempo in cui guarderemo alla ricerca di altra vita intelligente nello spazio con la stessa consapevolezza che essa esprime un irresistibile bisogno umano di rassicurazione, di tipo prettamente infantile.

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15 risposte a “397. extraterrestri gemelli, quasi umani.

  1. gatti, balene e pettirossi non hanno mai costruito tecnologia adatta a riuscire ad abbandonare questo pianeta e nessuno dei tre ha mai dimostrato abilità nella trasmissione di segnali interplanetari o il desiderio di analizzare le stelle. Ed è proprio questo che distingue una coscienza evoluta da una coscienza elementare (non meno importante… mi piacciono gli animali :D)

    Se i dinosauri di quell’ipotetico pianeta hanno sviluppato caratteristiche che gli hanno portati a raggiungere obiettivi simili in termini tecnologici allora probabilmente sono dotati di capacità di analisi evoluta e quindi di una coscienza evoluta simile a quella umana (esplorare, capire, distruggere ecc) anche se radicalmente diversa dal punto di vista degli obiettivi finali.

    E come noterai davo per scontato l’impossibilità di una integrazione. Ci sono due strade… vicini di casa ma niente di più… oppure vicini di casa che litigano spesso ed eventualmente fanno a botte qualche volta 😆

    • anche questa obiezione non è del tutto pertinente, a mio parere.

      ho fatto tre esempi a caso solo per indicare quanto sia difficile comunicare con intelligenze non umane.

      sulla Terra non abbiamo altre forme di intelligenza evolute tecnologicamente COME le nostre, e noi diamo per scontato che la nostra tecnologia sia la più evoluta perché ci ha portato, che dire?, sulla luna.

      ma questa impostazione è tautologica: dal punto di vista tecnologico di un formicaio una tecnologia di tipo umano che implica l’autodistruzione della specie che la produce potrebbe apparire una perfetta idiozia.

      la vera contrapposizione non dovrebbe essere fra complessa ed elementare, ma fra adatta a garantire la sopravvivenza della specie oppure no.

      da questo punto di osservazione le tecnologie più avanzate sono quelle degli insetti, che sopravvivono da decine di milioni di anni.

      niente ci assicura che dal punto di vista di qualche civiltà tecnologica più avanzata (ammesso che potesse esistere….) la tecnologia umana non appaia rozza e primitiva, una specie di tentativo casuale poco convincente ed effimero.

      niente ci dimostra che una tecnologia più avanzata di qualche specie extraterrestre più intelligente non si fondi per prima cosa sulla scelta di vivere all’interno del proprio pianeta senza uscirne, considerando la scelta troppo dispendiosa dal punto di vista energetico, per esempio.

      cioè si conferma che la molla che spinge gli umani a cercare altre intelligenze nel cosmo è irrimediabilmente antropocentrica, narcisista e in fondo puerile (non è un giudizio su di te, devo dirlo altrimenti si equivoca?).

      • ti pare poco arrivare sulla Luna?

        comunque non credo che la nostra tecnologia sia un arma autodistruttiva. Prima di tutto non mi pare che l’uomo abbia degli adattamenti fisici particolarmente adatti a farlo sopravvivere nel suo ambiente senza la sua capacità di analisi e successiva elaborazione di strategie per risolvere problemi. Anche se a volte distruttiva la nostra tecnologia è la nostra salvezza che probabilmente non durerà in eterno, ma senza la quale ci saremo estinti da un bel pezzo (mi dirai che probabilmente sarebbe stato meglio).

        nessuno ha escluso la possibilità che questi alieni siano estremamente evoluti da farci sembrare insignificanti. E non mi pare che i progetti spaziali siano estremamente “dispendiosi dal punto di vista energetico”. Però ovviamente non escludo l’esistenza di una specie di dinosauri filosofi 😆 … probabilmente più felici di noi.

        • i dinosauri filosofi più felici di noi esistono già in mezzo a noi e sono i polli.

          che la tecnologia sia la nostra salvezza concordo, ma ha funzionato meglio fino a che è rimasta più elementare.

          le tribù dell’Amazzonia non rischiano di estinguersi, se non li sterminiamo noi, noi sì.

          e non dico che sarà meglio: lo spettacolo, per noi che ci abbiamo assistito, è stato decisamente straordinario!

  2. Ma perché sono tutti convinti che Curiosity sia andata “solo” alla ricerca di possibili forme di vita? Prima di tutto MSL svolgerà principalmente un compito di analisi di atmosfera, composizione delle rocce e radiazioni.
    Qui c’è una lista completa degli strumenti di cui è equipaggiata.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Mars_Science_Laboratory#Carico_scientifico
    Potrebbe benissimo scoprire la presenza di uranio… vedrai che bella miniera ci facciamo su Marte 😆

    Come vedi ho colto l’invito a spostarmi su un’altro post. E mi hai anche dato l’occasione di sbarazzarmi delle mie pseudoanalisi dell’economica! Ottimo…

    • beh, non ti avevo chiesto di cambiare post per porre termine alla discussione economica, dove anzi trovo che mi aiuti con osservazioni molto precise; al riguardo ti segnalo questo blog e questo post: http://exult49.wordpress.com/2012/08/11/fragilita-di-sistema/#comment-972

      mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi.

      grazie di avermi ricordato i molti obiettivi della missione Curiosity, che non si esauriscono nella ricerca della vita (batterica) su Marte.

      questo post in realtà è stato suggerito da un video visto su Le Scienze sulla prima mappa quadridimensionale dell’universo in un diametro di 4 miliardi di anni luce; lo trovi qui: http://www.lescienze.it/news/2012/08/09/video/sloan_digital_sky_survey_iii_sdss-iii_pi_grande_mappa_tridimensionale_galassie_massive_buchi_neri-1203019/1/

      l’immensità dell’universo è davvero sconcertante, e fa paura pensare che noi possiamo essere l’unico effimero lampo di autocoscienza parziale in una immensità di mondi che ci appaiono senza significato, ma che forse erano necessari soltanto perché una forma di coscienza potesse nascere a caso.

      insomma viaggiando virtualmente fra le galassie è come se viaggiassimo in un universo di scimmie che battono a caso i tasti di un pc, e una ci riuscirà, a scrivere la Divina Commedia in questa maniera.

      • Non sei tu il colpevole 😆 .
        Mi ero però reso conto che ultimamente mi ero fissato un po’ troppo con le questioni economiche. E forse non ne vale la pena di trovare una soluzione alla crisi. Alla fine chi dimostrerà di essere capace e meritevole un posticino dove vivere felice potrebbe trovarselo… magari emigrando.

        a parte questo sfogo… trovo l’articolo che mi hai suggerito molto interessante. Evidenzia i difetti delle aziende italiane (quelle medio-piccole) che mancano di solidità finanziaria, i difetti della struttura sociale causati da una sostanziale mancanza di “merito” (e qui si aggancia benissimo anche la mancanza di innovazione) e i difetti della della politica che s’intreccia troppo spesso con interessi economici individuali. Lo condivido!
        Ora bisognerebbe trovare qualcuno che si faccia carico proporlo al popolo in modo convincente. Le mie nozioni di economia sono molto limitate, sono troppo giovane e non sono nemmeno italiano… quindi non sono un possibile candidato 😆 .
        Aspettiamo…


        quei video sull’universo fanno sempre un certo effetto…
        mi pare di capire che ne sei rimasto impressionato.
        Però non ho capito se credi ancora che l’umanità sia l’unica forma di coscienza nell’universo.
        Come hai detto tu… in un universo infinito di scimmie è molto probabile che un infinito di scimmie riescano a scrivere la divina commedia.

        • sono contento che quel blog ti piaccia, mi pare che l’autore sia un docente universitario: è certamente di ottimo livello, e non lontano da molte considerazioni che, a un livello più modesto, sto facendo anche io: credo che lo seguirò sistematicamente e cercherò di promuoverlo, come disse la mosca cocchiera.

          quanto alla rassegnazione che tende a prenderci sulle questioni economiche, allora il post che ho scritto poco fa fa proprio per te: secondo me, afo, è una precisa strategia: stanno cercando di confonderci in tutte le maniere, perché quando la gente si convincerà di non capire niente di economia, si convincerà anche di non sapere più nulla di politica e sarà pronta a seguire un capo leggilo e fammi sapere che ne pensi, se vuoi.

          (a proposito, voglio trasferire questa parte di discussione di là, nel suo luogo adatto).

          sul non essere italiano: mi pare strano che se io sono riuscito il mese ad acquisire il diritto alla cittadinanza in Germania senza neppure sapere bene il tedesco come tu sai l’italiano, tu possa avere delle difficoltà.

          sì, sono ancora convinto che noi siamo gli unici nell’universo, tuttavia anche se non fosse così e in altre galassie potesse esserci qualche vaga ripetizione del pianeta terra, la cosa sarebbe praticamente identica.

          l’argomento principale, come sai già, è che perfino sulla Terra, l’essere umano si è formato solamente in Africa: nè l’Eurasia né l’Oceania nè le Americhe sono riuscite a produrre la specie umana, praticamente in condizioni assolutamente identiche.

          questo dimostra da solo quanto casuale sia stata la cosa, a cui si deve aggiungere l’estinzione più volte sfiorata ed evitata per un caso.

          è questo che sgomenta a pensare all’enormità dell’universo: la sua assoluta inutilità dal punto di vista umano e da qualunque altro punto di vista noi riusciamo a immaginare…

          questa paura o questo conforto che mi prende non è sufficiente a farmi cambiare le mie convinzioni razionali, solamente le rende molto dolorose.

          un universo senza vita cosciente di lui ha alla fine prodotto a caso un essere assolutamente effimero che ha raggiunto per qualche anno e in qualche individuo più dotato di altri una vaga forma di consapevolezza dell’universo, peraltro assolutamente inadeguata: tutto questo è semplicemente mostruoso; se un Dio esistesse a creare tutto questo sarebbe orribilmente malvagio e quasi perverso.

          • è assolutamente quasi impossibile che l’uomo sia l’unica forma di coscienza. Però ognuno è libero di sostenere la propria tesi.

            comunque è molto bello vedere che dopo qualche giorno di entusiasmo la stampa italiana ricomincia a buttare fango sulla Nasa per il mancato decollo di Morpheus, sonda lunare. Però pochi sanno che anche il paracadute di Curiosity è andato in mille pezzi nei primi test 😆

            Però ovviamente stanno trascurando il fatto che i test servono proprio a scoprire parti deboli… ed è meglio che una sonda esploda sulla Terra nei test piuttosto che nella missione vera e propria.

            • assolutamente e quasi sono due parole che non vanno volentieri d’accordo.

              che l’uomo non sia l’unica forma di coscienza è assolutamente certo: sulla terra stessa siamo circondati da innumerevoli forme di coscienza diverse da quella umana.

              ma noi non stiamo parlando di forme di coscienza qualsiasi, stiamo parlando di forme di coscienza, cioè di intelligenze, di tipo umano, cioè con una grado di specializzazione estremamente sofisticato e particolare, tanto che basta prendere qualche variante come l’uomo di Neandertal, estremamente simile a noi, per trovarsi già di fronte a una realtà completamente diversa.

              è assolutamente impossibile che esistano altre intelligenze di tipo umano solamente in un universo infinito; anzi, in un universo infinito esistono infinite intelligenze di tipo umano e ciascuno di noi esiste infinite volte.

              tutto questo (e altro ancora) porta a pensare che l’universo non sia infinito e che l’infinito, così come il nulla assoluto, siano solo pseudo concetti della mente umana.

              per quanto fragile sia continuare a discutere di questo tema, proviamo a farlo da un altro punto di vista.

              il mondo ha un creatore?

              se sì, perché questo creatore ha formato un universo così strano che, anche se esistono intelligenze di tipo umano in luoghi diversi del medesimo, esse non sono messe in grado di comunicare fra loro?

              e, se queste intelligenze non esistono, perché mai è stato costruito un universo così assolutamente sproporzionato allo scopo? con un peccato originale, una discesa di Dio sulla terra e una redenzione per ciascun pianeta abitato da intelligenze umanoidi?

              e perché mai Dio avrebbe lasciato l’uomo di Neandertal privo di redenzione? forse perché non aveva l’anima, cioè non era umano?

              l’immensità dell’universo che conosciamo smentisce da sola l’idea cristiana ed ebraica di un creatore consapevole.

              quindi se l’uomo invece è nato a caso, è chiaro che è l’uomo stesso che porta l’ordine della conoscenza nel caos, e in qualche modo crea l’universo con la sua coscienza.

              in questo caso l’immensità dell’universo è semplicemente l’indice di quanto basso sia il grado di probabilità che una forma di coscienza umana possa formarsi, così basso, ripeto,che perfino sulla terra l’evento succede una volta sola.

              insomma, l’immensità dell’universo sta al denominatore della funzione che indica il grado di umiltà necessaria.

              chi insiste per mettere dei numeri al numeratore insiste per abbassare questo indice di umiltà.

              chi non riesce ad accettare che noi siamo soli non riesce ad accettare che siamo figli del caso: dei confratelli servono solamente a dimostrare a noi stessi che siamo necessari.

              ma noi siamo necessari soltanto se è stato un Dio o almeno un qualche divino principio di necessità a crearci, fissazione che è tipica soltanto degli umani di cultura cristiana o islamica, che ci riporta alle contraddizioni esaminate sopra.

              lo so che non ti piacerà molto questa strada un poco filosofica per prospettare le proprie fragili ipotesi sulla nostra unicità nel cosmo, e io stesso non sono neppure troppo convinto che la fragile mente umana abbia gli strumenti per risolvere questi dilemmi.

              però, se sappiamo la fragilità di questa tesi, vediamo altrettanto bene la fragilità ancora maggiore della tesi opposta, che andrebbe dimostrata, ma mi pare impossibile.

              dopodiché vorrei chiudere con una battuta: se l’uomo fosse l’unica forma di coscienza dell’universo, l’universo stesso parrebbe sprecato: possibile che non si sia riusciti da qualche altra parte a fare di meglio? 🙂

              però, tornando seri, questa non sarebbe allora una intelligenza o coscienza di tipo umano…

              • nessuno intende coscienza come esattamente uguale alla nostra. Però qualcosa di simile, creature con capacità di elaborare informazioni e trovare soluzioni a problemi di vario tipo. Cosa che mi pare in fondo tu non escluda…
                però mi pare un gran bel filosofeggiare il nostro.

                • entriamo nelle sabbie mobili, così…

                  se la coscienza e l’intelligenza che andiamo cercando non è esattamente come la nostra, come pensiamo di riuscire ad entrare in contatto con essa, considerando le enormi difficoltà a capirci che già abbiamo come esseri umani fra una civiltà ed un’altra?

                  mi si dirà: il linguaggio della matematica è universale: dubito anche di questo, la matematica tedesca o quella indiana, anche se giungono agli stressi risultati, ovviamente, sono molto diverse dalla nostra, e le loro procedure per oi a volte risultano incomprensibili.

                  dici che stiamo filosofeggiando? se guardo i filosofi ufficiali, e anche i blog filosofici di wordpress direi di no… è da un bel po? che la filosofia è diventata iper.accademica, cioè a rischio di inutilità 🙂

                  • non sono mai stato bravissimo ma bravino di filosofia… e forse come studio mi è costata più o meno come tutte le altre materie messe insieme 😆 , in parte a causa di un italiano non proprio perfetto. Quindi cercherei di non filosofeggiare perché rischio di perdermi per strada…

                    probabilmente sarà molto difficile entrare in contatto con tipi di coscienza diversi. L’unica speranza è che da entrambe le parti ci sia il desiderio di conoscersi pacificamente, almeno inizialmente. Ovviamente una eventuale integrazione tra due specie è fuori discussione…

                    e no… non ti dirò che il linguaggio della matematica è universale. La matematica è una roba troppo instabile per poter assumere caratteri universali, in poche parole si fonda su ipotesi che se cambiate falsano l’intero progetto. Il Graal è la Fisica 😉 . Potrebbero essere sfruttare alcune caratteristiche fisiche di corpi celesti per mettere le prime basi per un linguaggio comune.

                    • caro afo, all’interno dell’umanità stessa le manifestazioni linguistiche sono così profondamente diverse da rendere le traduzioni sempre un tradimento del pensiero originale e da impedire, come testimoni tu stesso, una piena comprensione di una discussione filosofica se solo si svolge in una lingua che non è la propria, pur se poi appartiene perfino alla stessa famiglia linguistica: questo fa sì in ultima analisi che ogni comunicazione linguistica è sempre inficiata dal “rumore” di fondo di una non piena comprensione.

                      gli alieni che cerchiamo con tanta ostinazione nel cosmo, ci circondano su questo pianeta da ogni parte, e sono le altre specie viventi, con alcune delle quali condividiamo sezioni prevalenti di patrimonio genetico e un percorso evolutivo ampiamente comune.

                      eppure, chi di noi comprende il linguaggio dei gatti, delle balene, dei pettirossi?

                      forme evolutive dalla storia completamente diversa ci sarebbero totalmente estranee: facciamo soltanto l’ipotesi miracolosa di un pianeta di tipo terrestre con una evoluzione biologica assurdamente identica alla nostra, in cui semplicemente non sia caduto un meteorite di 10 km di diametro 70 milioni di anni fa e dunque sia continuata l’evoluzione dei dinosauri, peraltro già durata molte più decine di milioni di anni di quella dei mammiferi.

                      immaginiamo che siano comparsi sulla terra dei dinosauri “intelligenti”, e che noi dovessimo comunicare con loro: è o non è una ipotesi semplicemente grottesca?

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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