Grilli, Monti e le lezioni finlandesi sui vocaboli mancanti. – 405

13 agosto lunedì   07:00

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e così, da non molto abbiamo un nuovo ministro dell’economia, Grilli: periodo fortunato questo per i “grilli” di tutte le specie.

ma questo Grilli ha un vocabolario economico monco, e ci tiene a far sapere, tramite stampa, che dal suo ha strappato la pagina dove sta scritto “patrimoniale”; invece – per ridurre con provvedimenti straordinari la massa del debito pubblico italiano, propone la dismissione di beni dello stato.

segue in questo le indicazioni del Corriere della Sera, cioè della borghesia che conta, avida di mettere la mani su qualche bene dello stato (giusto come i Riva hanno fatto anni fa con le acciaierie, vedi Taranto), ma poi non è neppure detto che questi beni non finiranno soprattutto in mani estere.

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ora, non voglio cadere nella solita tendenza italiana alla guerra di religione, patrimoniale sì, patrimoniale, alla quale spingerebbe l’argomentazione molto povera data dal ministro, che è un “no, perché no”.

sto soltanto alle sensate osservazioni fatte al settimanale tedesco Der Spiegel dal primo ministro finlandese, mica da un radicale testa calda come l’autore di questo blog.

“Al momento dovrebbe essere privo di interesse per i Paesi in difficoltà vendere le partecipazioni dello Stato, con i prezzi che sono così bassi.

Queste partecipazioni potrebbero invece essere utilizzate per garantire i titoli da vendere sul mercato.

Noi abbiamo utilizzato le proprietà patrimoniali dello Stato come pegno, riuscendo a ridurre sensibilmente gli interessi e in breve tempo siamo riusciti a risparmiare il 10% del nostro Pil”.

evidentemente, da lontano, i finlandesi si preocuppano, come membri della stessa Unione, che l’Italia faccia le mosse giuste.

e, se si viene scelti come membri di un governo tecnico, bisognerebbe anche essere all’altezza, cioè tecnici davvero, no?

e non approfittare della posizione e della definizione per fare invece gli interessi di chi è interessato ad arraffare a poco prezzo quanto c’è di interessante nel patrimonio pubblico del nostro paese.

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la soluzione alternativa è chiara, ma Katainen, come si chiama il premier della Finlandia, e il nome sarebbe da imparare, ha detto di più, e cioè “di aver già fatto questa proposta durante l’ultimo vertice europeo di giugno a Bruxelles e di averla ripetuta durante il suo recente viaggio a Helsinki a Mario Monti”.

ma Monti ha anche lui , evidentemente, dei problemi di vocabolario.

nel vocabolario di questo governo non manca solo la parola “patrimoniale”, manca anche la parola “pegno”.

e infatti, dice Katainen, Monti “non si è impegnato” a realizzarla.

* * *

sarebbe interessante che ci venisse spiegato non solo perché tassare i ricchi deprime l’economia e vendergli i gioielli di famiglia invece no, ma anche perché vendere per sempre i gioielli di famiglia è meglio che metterli al banco dei pegni per diminuire gli interessi da pagare agli usurai.

forse sarebbe questo per il Partito Deocratico il momento di battere un colpo?

2 risposte a “Grilli, Monti e le lezioni finlandesi sui vocaboli mancanti. – 405

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