404. tifosi i Liberi e pensanti di Taranto secondo Vendola.

è difficile crederlo, ma “tifosi” in origine era un insulto, ce non a caso faceva rima con schifosi: “malati di tifo”, che toglie la coscienza, inconsapevoli.

il governatore della Puglia Vendola ha usato il termine per la manifestazione di ieri dei cittadini Liberi e pensanti (uno dei non molti segni di speranza che questo paese è riuscito a dare negli ultimi tempi) a favore dell’azione della magistratura a Taranto per imporre il rispetto della legge all’ILVA, cioè alla proprietaria della più grande acciaieria d’Europa, che da decenni avvelena la città, dove i tassi di cancro sono nettamente più alti, e che neppure una precedente condanna è riuscita a piegare.

ecco la cronaca di Repubblica:

Centinaia di persone hanno partecipato per la prima volta a una manifestazione dal comitato “Liberi e pensanti” che ha come portavoce Cataldo Ranieri, operaio 42enne dell’Ilva” e “che è riuscito a portare in piazza altri comitati spontanei.

Il ‘comizio’ di Ranieri (…) si è aperto nella centrale piazza della Vittoria con un applauso di ringraziamento rivolto al gip Patrizia Todisco che ha deciso di sequestrare le aree a caldo dell’Ilva.

“Abbiamo il dovere di salvare la città e i nostri figli perchè noi siamo dei condannati a morte”, ha detto Ranieri (….) Mentre fino a qualche mese fa si invitava la magistratura a fare il proprio dovere sull’inquinamento provocato dall’Ilva, ora ci sono attacchi anche politici a un giudice che ha fatto solo il suo dovere. La gente sa che la classe politica che finora ci ha rappresentato qui a Taranto ci ha tradito e non è mai intervenuta per fermare l’Ilva che avvelena la città”.

dev’essere qui che a Vendola sono fischiate le orecchie e ha deciso di definire tifosi i  coraggiosi manifestanti.

oppure no, non si è neppure fermato ai dettagli: è stata soltanto l’irresistibile tendenza cattolica a non rendere posizione, a mettersi sempre nel mezzo, a non distinguere fra bene e male.

giusto il contrario del messaggio evangelico “sia il vostro linguaggio sì sì, no no”, ma cui questo blog, che una volta si definiva scritto da un ateo cristiano, cerca umilmente e laicamente di attenersi ancora come istanza morale, anche se a volte l’analisi deve essere più complessa.

ma qui no: non può esserci complessità dell’analisi nel dire che non si può imporre di accettare il rischio di morire e di veder morire i propri figli in nome della produzione, oppure nel dire che è uno scandalo senza nome che a pagare i costi della rimessa a norma dell’acciaieria venga chiamata la comunità nazionale e solo in piccolissima parte l’azienda che ha violato la legge.

ma lasciamole dire meglio a Ranieri queste cose:

“Non dobbiamo barattare un posto di lavoro con la salute dei nostri figli”.

“Il governo che ha deciso di inviare a Taranto il 17 agosto prossimo tre ministri. “Vengono – accusa  Ranieri – per tutelare gli interessi dell’Ilva: noi tre ministri li avremmo voluti qui a Taranto per i bambini del rione Tamburi intubati in ospedale perchè ammalati di tumore”.

* * *

ho detto che questa manifestazione è un segno di speranza che anche in Itaia si riesca a formare quella opinione pubblica consapevole, non ideologica, informata, a cui nel mio piccolo da anni sto cercando col blog di contribuire come posso; il secondo è che anche la FIOM ha deciso di appoggiare i giudici, cioè la legalità.

tifoserie, insulta Vendola.

non se ne salva uno, per la Madonna.

dove il “per” indica il complemento di causa: a causa della fede nella Madonna, a causa della degenrazione morale insita nelle ipocrisie cattoliche.

* * *

ma il governo che pone a carico dei cittadini il risanamento dell’acciaieria senza neppure costituire una quota pubblica di proprietà corrispondente ai soldi spesi, in cambio, o che decide di portare il giudice davanti alla Corte Costituzionale che cosa fa se non rivelarsi il perfetto continuatore del berlusconismo imperante?

il berlusconismo imperante senza Berlusconi, per ora – che abbiamo già visto all’opera quando Napolitano ha preteso, contro la legge, di non poter essere intercettato in assoluto – si ripete ora qui, nella manifestazione con blocchi stradali di CISL e UIL “contro il rischio di chiusura della fabbrica”, cioè  contro il giudice, “ la zitella rossa che licenzia 11mila operai Ilva“, come intitola Libero.

ma la novità è che intitolerebbero così, se potessero, anche Bersani e Vendola

forse che l’azienda non deve garantire comunque il salario ad operai rimasti senza lavoro per sua colpa?

chi vuole nascondere queste secondo principio di legalità?

l’Associazione Nazionale Magistrati deve intanto rispondere al ministro Clini, che, non sembri sarcasmo, non è stato nominato ministro dell’Ilva, ma dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare:

Quello sull’Ilva è “un doveroso intervento della magistratura”, visto che “gli organi amministrativi di controllo non hanno assicurato la tutela ambientale”.

“Il diritto alla salute e il diritto al lavoro sono entrambi beni tutelati dalla Costituzione e in base all’art. 41 della Costituzione l’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno alla sicurezza”.

“La magistratura non intende invadere l’ambito di competenza di altre Autorità, ma, in presenza di violazioni della legge penale non può fare a meno di intervenire, con gli strumenti giudiziari ordinari, ove gli organi amministrativi di controllo non siano riusciti ad assicurare negli anni la tutela ambientale, con gravissimo rischio per la salute dei cittadini; situazione, questa, da lungo tempo esistente nell’area tarantina, ben nota e accertata anche sulla base di perizie tecniche”.

ma il ministro risponde:

“La situazione degli impianti siderurgici di Taranto descritta è diversa dalla situazione attuale. Non credo corretto dal punto di vista tecnico procedere alla chiusura degli impianti considerando quanto successo nei decenni passati. Gli eccessi di mortalità fanno riferimento alle esposizioni ambientali dei decenni scorsi e non possono essere riferite alla situazione attuale. Gli interventi in corso a Taranto sono in corso da tre anni. A marzo abbiamo riaperto la procedura per altre misure precauzionali, l’amministrazione è attiva e sta lavorando. Io conosco molto bene le problematiche ambientali e sanitarie che giustificano le azioni della magistratura. Stiamo verificando la corrispondenza degli impianti alla normativa vigente ora”

ministro, abbia pazienza, lo dico, se ci riesco da libero e forte: Lei ha chiesto che ogni organo dello stato faccia il suo mestiere, e sono d’accordo perché la divisione dei poteri è l’essenza stessa della democrazia.

questo controllo non tocca a Lei, tocca alla magistratura: glielo lasci fare.

pretendere di impedirglielo in nome del diritto del governo di fare politica industriale, questa sì è tifoseria…

tifoseria pro ILVA, naturalmente.

ma noi – dico noi Liberi e pensanti – possiamo accettare un governo tecnico, che cerchi di salvare il paese dalla catastrofe con una azione che i partiti da soli non sono capaci di fare, non possiamo accettare un governo di destra sostenuto da tutto l’arco costituzionale, che finga di essere un governo tecnico.

2 risposte a “404. tifosi i Liberi e pensanti di Taranto secondo Vendola.

  1. Pingback: Vendola faccia di bronzo – 239 – Cor-pus 2020·

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