Exult49’s, Stato di diritto storto all’ILVA e nel paese tutto.

15 agosto mercoledì   10:58

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mi risparmio oggi di scrivere il post che avevo in mente, dato che Exult49 lo ha scritto già al posto mio sul suo blog e meglio di quanto avrei potuto fare io: copio e incollo, correggo solo un poco il titolo, mi inserirò soltanto per qualche breve commento in corsivo.
 
                                                                                                        * * *

Una formula che descritta in termini colloquiali distingue le organizzazioni statuali serie da quelle facete, o se preferite, tra Stati che hanno rispetto di sè e repubbliche delle banane: il “divide” in tal caso è fornito ed interpretato dalle classi che governano quegli Stati, tra poveri cialtroni intellettualmente dediti a mentire, anche a sé stessi, e uomini che rispettano il mandato elettorale nei confronti del proprio elettorato.

Purtroppo non essendoci più, per via della vigente legge elettorale di sospetta costituzionalità, un rapporto diretto degli eletti con quest’ultimo, l’elettorato, si ritiene che tutto è possibile e gestibile. 

* * *

Prendiamo il caso ILVA: dopo anni di completo menefreghismo da parte della politica territoriale, regionale, nazionale, scoppia la bomba.

Ed il povero giudice Todisco diviene l’affossatore dell’economia nazionale.

Apriti cielo. Questi cialtroni di parlamentari nazionali si affannano a definire il provvedimento preso come un atto inqualificabile; a cominciare da Gasparri, un  giornalista divenuto tale per grazia ricevuta , tenuto conto del povero italiano di cui era, o meglio è, dotato.

Come d’altronde gran parte dei politici dei vari partiti nei quali sono cresciuti. I soliti.

Oltre il 50% è al 2° mandato, oltre il 30% al terzo mandato. La stragrande maggioranza da destra a sinistra. Cicchitto un ectoplasma socialista, tenuto in vita da ossigeno berlusconiano.  D’Alema,Veltroni, la dirigenza del PD al 4° mandato, così come quella del PDL e UDC. Quest’ultima formazione poi,  il lobbista l’ha in casa; Caltagirone, con annesso organo d’informazione, il Messaggero.

Il governo, per bocca del ministro Clini,  mette sul piatto 320 milioni per la rimessa in stato ambientale dell’area Taranto. La famiglia Riva sembra disposta a sborsarne 80, ma non se ne conoscono né modalità né tempi. L’attuale ex prefetto di Milano, Ferrante, ”commis di Stato”, rapidamente assoldato in qualità di Presidente dall’ILVA per far fronte alla bufera che poi in effetti si é scatenata, si ingegna…..

Strani capovolgimenti di strategia. Un anno fa Riva ed  Ilva erano  tranquilli , non temevano, con i 2 miliardi  di fatturato annui, coperti come erano da tutto l’arco dei partiti politici. Fino ad un mese fa mettevano sprezzantemente sul piatto solo 2 milioni di euro per la messa in sicurezza. Una bazzecola.

Il tribunale,  già da mesi, aveva avvertito la dirigenza e la proprietà, ma niente. Orecchi da mercante, certi come erano che ancora una volta l’avrebbero  sfangata senza troppi oneri.

Poi qualcosa è andato storto. Ferrante  da ex prefetto, fino a due anni fa, siede alla presidenza di questo colosso dell’acciaio senza avere la minima conoscenza del settore, di management, di finanza. Forse si riteneva che occorresse qualcuno in grado di assicurare “l’ordine pubblico!”

C’è da chiedersi come ci sia arrivato. Ed infatti a questa domanda un Bohh suonerebbe azzeccato…

* * *

Ma forse  il bohh sarebbe ancora più eclatante quando si scopre che questo ex prefetto, di stretta osservanza pidellina,  è passato attraverso la cruna dell’ago della Famiglia Ligresti.

Come i fratelli La Russa. E gli amici degli amici, sono anche amici dei Riva. E si sa che la lobby di quest’ultimi è potente.

Ha sempre foraggiato la politica nazionale direttamente ed indirettamente.

Come al solito, si giunge sempre, risalendo il canale del denaro, ai depositari delle verità assolute.

In questo paese, non mi si prenda per il solito rompiscatole, siamo in presenza di un tessuto connettivo lobbistico di forte spessore che, attraverso prebende legali e talvolta illegali, riesce a coartare qualsiasi forza politica, o quanto meno i politici che in quelle forze politiche hanno maggior peso.

Quando mi prendo gioco delle proteste popolari nei confronti della politica, dei partiti, non intendo discuterne le ragioni.

No, faccio presente e sottolineo che occorre risalire ai pescatori, non fermarsi alle esche.

* * *

I rappresentanti politici oggi in Italia sono dei poveri accattoni, quasi tutti: diciamo poveri come giudizio morale, non come riferimento ai lauti redditi personali che si assicurano.

Se vogliamo cambiare davvero questo paese occorrono riforme che impediscano il foraggiamento, l’acquisto dei rappresentanti, ovvero dei voti parlamentari di cui le aziende, le associazioni, le categorie professionali, la chiesa, hanno bisogno per mantenere inalterato lo status quo.

* * *

Alcuni dei miei lettori hanno erroneamente ritenuto che la mia critica fosse nichilista.

Che sia supportata da  un pessimismo cosmico e dalla inevitabile considerazione – corollario che non vi sia soluzione, nè alternativa alla situazione.

(questo è un punto in cui Exult49 ed io ci differenziamo: ritengo che il pessimismo cosmico, definito anche nichilismo da parte di chi preferisce parlare in nome di verità assolute, sia un potente strumento di demolizione delle pretese arroganti degli apparati dei potenti: in ogni caso, dato che la catastrofe inevitabile non è tuttavia già in corso totalmente irrimediabile, la previsione sarcastica, in merito alle promesse di eterna felicità di cui i potenti ci assordano fin che possono, non esclude che noi ci diamo umanamente da fare per realizzare per noi stessi e per gli altri la vita migliore possibile).

No, al contrario, credo fermamente che la soluzione risieda in riforme mirate e profonde che mutino alla radice gli equilibri economici sui quali poggia il potere attuale.

Ma per far questo occorre capacità di analisi, determinazione, pianificazione,  volontà politica e, soprattutto, un supporto  elettorale maggioritario e diffuso.

* * *

Quest’ultimo è lo scalino più alto. Perché l’ignoranza diffusa del paese rende la comprensione difficile. Per questo si occupano i media, e si possiedono i quotidiani.

Il gioco è sempre lo stesso. Si lanciano “bombe clusters”, quel tipo di bombe a deflagrazione, in migliaia di frammenti a tempo ritardato, cioè temi valoriali: omosessualità, immigrazione, unioni di fatto,  riconoscimento di cittadinanza a figli di stranieri, nord contro sud, famiglia, patria,  ecc, ecc.

Ed i gonzi , abboccano, si mettono a cianciare , senza comprendere che mentre loro discutono del niente, la chiesa, i gruppi di potere, i concessionari  di ogni tipo di servizio pubblico capace di generare denaro fresco , li hanno già messi in cinta.  

(anche qui non direi che questi temi sono “niente”, dato che riguardano aspetti diversi, ma altrettanto importanti della vita reale delle persone; è vero tuttavia che vengono spesso agitati a scopo di distrazione, come scrive Exult49).

* * *

Le prossime elezioni si annunciano di questo  tipo.

Ecco perché detesto profondamente i Grillo di oggi, i Buffoni di ieri, i Di Pietro di domani.

Perché sono quelli che con l’arringa e la veemenza oratoria, pur se profondamente crassa ed insulsa, riescono a distogliere l’attenzione dai veri obiettivi, alleggerendo il peso ed il focus sulle lobbies.

* * *

Torniamo quindi allo di Stato di diritto che ha il dovere di difendere l’interesse pubblico. Il dovere di perseguire coloro che commettono reati gravi, come  mettere a rischio l’incolumità, la salute pubblica, ponendo la collettività di fronte ad una dicotomica scelta:  salute o lavoro. 

In uno Stato di diritto questo non s’ha da fare !!!!! 

Per  troppi anni  si è lasciato correre.

Se si ritiene tecnicamente possibile mettere in sicurezza gli impianti dell’alto forno, quello che sprigiona diossina in quantità, senza che sia fermato il processo produttivo, bene.

Altrimenti, prima si procede, meglio è. Ogni ulteriore rinvio è inaccettabile.

Il governo, se vuole degnamente rappresentare lo Stato, farà bene a non ricorrere alla Consulta per non rendere ancora più labile lo Stato di diritto di questa povera Repubblica sempre più alla mercé  di mentecatti, cialtroni, faccendieri  che vogliono piegare lo Stato di diritto ai loro sporchi interessi.

(il governo però questa scelta l’ha già fatta: è una svolta grave, gravissima, dato che riporta l’Italia appunto a non essere uno stato di diritto, ma una repubblica post-berlusconiana pur sempre delle banane, e pone termine all’illusione – mia – che il governo tecnico potesse rappresentare u punto di svolta rispetto al malcostume nazionale).

11 risposte a “Exult49’s, Stato di diritto storto all’ILVA e nel paese tutto.

  1. in questi giorni sono usciti articoli allucinanti sul tema ILVA, finanziamenti ai principali partiti e oggi
    anche stralci di conversazione di Riva con il figlio, al quale riporta la conversazione con Vendola “sinistra ecologia”.

    Francamente trovo peggio inserire in questo argomento Grillo, piuttosto che accusarlo di distogliere
    l’attenzione da lobbies. “Più volte ho ribadito di non essere un fan di Grillo”, ma non si può metterlo ovunque
    come il prezzemolo, alleggerendo il peso ed il focus sulle responsabilità di chi governa da oltre un ventennio questo paese.
    In questa vicenda si sono ammalate e sono morte persone, Io personalmente vorrei che i vertici dei partiti,
    che hanno ricevuto denaro dai Riva, vengano messi agli arresti preventivi, o almeno che vengano interdetti dai pubblici uffici.”in eterno”
    e cmq questa situazione elettorale imbarazzante, di non scelta non l’ha causata Grillo, lui è l’effetto.
    Dovrebbero pagare pure per questo.
    ciao
    ivan

    • condivido la tua valutazione e anche le tue proposte: tempo fa avevo scritto che i partiti della seconda repubblica vanno più o meno sciolti tutti come associazioni a delinquere e va fissata per decreto la non rieleggibilità di chi abbia già messo piede in parlamento, con un vincolo successivo insuperabile di due mandati: come dopo il crollo provocato dal fascismo, il Partito Fascista fu messo fuori legge.

      le mie prime considerazioni personali sull’ILVA (sull’altro post) precedevano queste fughe di notizie allucinanti (le notizie, non le fughe, in questo caso)ma le presentivano, come del resto non è neppure difficile fare:: lasciamo stare Bersani, finanziano con 100.000 euro per il partito, ma anche Vendola ne esce a pezzi, pur nell’indubbia onestà personale: però, invece ce girare l’Italia per diffondere le sue “narrazioni” faceva meglio a starsene in ufficio a studiare i dossier.

      su Grillo il mio giudizio peggiora di giorno in giorno: sull’ILVA sembra avere dimenticato al sua meritoria campagna degli anni passati, e ne parla per brevissimo inciso in un post di ieri dedicato invece alla difesa del reddito da impresa. il silenzio, combinato con questa sua nuova posizione, parla da solo.

      naturalmente, come un qualunque politico di destra, grida contro le tasse (una patrimoniale con Grillo? credo che non sia neppure nel suo vocabolario non in quello di Grilli, il nuovo ministro dell’Economia) e propone di ridurre Il debito “in due modi: si ristruttura”, cioè si esce dall’euro e si dichiara fallimento, puoi immaginare con quali conseguenze economiche “o si tagliano le spese non essenziali in modo draconiano”: come qualunque demagogo di destra Grillo si guarda bene però dal dire quali sono le spese non essenziali da tagliare, dato che i costi della politica, persino se potessero essere tagliati del 100%, economicamente sono comunque bruscolini.

      un suo commentatore che ha più buon senso di lui propone invece il reddito minimo di sopravvivenza, ma ha scelto il blog sbagliato per parlarne.

      • non un apocrifo un ippocrifo 🙂 scherzo
        (la verità: francesco è mio fratello che ha un account collegato al mio…ha un account che gli creai io nel 2008 2009…francesco è più giovane di me quasi dieci anni, più serio (ha fatto già un figlio) lavora come cuoco con mio cognato che fa il barman…e io? io sono sempre stato solo ed unicamente..tonio.
        ah..per mio fratello, malgrado l’età (non ha neppure 24 anni ancora) internet è un evento rarissimo…non si collega mai, lavora e basta…ma ha molti più amici più vita più di me..saluti)

        • (e francesco non ti conosce e mai commentato)
          scusa per queste dichiarazioni, ma mi andava di chiarire un pò sulle identità.

          • ah ah, ecco risolto un equivoco che non saprei neppure più dire come mai si creato…

            avevo un commentatore su blogs.it, Francesco C., di Roma, che avevo anche conosciuto personalmente in un passaggio nella capitale due anni fa, che aveva una mail simile e una simile abitudine di commentarmi ogni volta con un nick diverso; probabilmente ai miei occhi vi siete dati il cambio senza che io mi accorgessi che dietro la maschera sempre variata c’era un blogger nuovo!

            mi pare che altra volta fossimo andati vicini a risolvere l’enigma, ma siccome mi avevi detto di avere un fratello che si chiamava Francesco, io tra me e me avevo continuato a pensare che fossi ancora quella persona lì!

            ok, piacere di conoscere sia te, Tonio, sia tuo fratello, che resterà ancora alla larga dal blog, peraltro! 🙂 🙂 🙂

  2. Onestamente, sono talmente ubriacato da tutto che almeno il blog di grillo lo evito.
    Sopratutto da quando è uscito che aveva pubblicizzato un evento di fn sul suo blog.
    Però trovo incredibile che qui nessuno sia responsabile di nulla. Anche di fronte a un danno così eclatante.
    Guccinii giorni fa ha detto che si dimette da italiano, forse sarebbe meglio dimettersi da essere umano.
    Buonanotte
    Ivan

    • è triste essere delusi da qualcuno nel quale si aveva creduto (è anche il mio caso): ovviamente mi ritrovavo in alcune delle cose che diceva e in altre no (la TAV, per esempio), ma fino a che era un blogger e un comico, non era un problema, naturalmente.

      nel momento in cui è diventato un politico, le cose sono cambiate, perché il consenso è molto più impegnativo, e le aree di dissenso importanti: io non perdono a Grillo di essere contrario alla cittadinanza italiana per i figli di immigrati nati in Italia: è una posizione semplicemente neonazista.

      io, come forse avrai letto, sono proprio nelle condizioni di farlo: dimettermi da italiano, intendo, perché quanto al dimettersi da essere umano, lascio che ci pensi la natura, è affar suo.

      ma il potere oramai accedere alla nazionalità tedesca e, se voglio, rinunciare addirittura a quella italiana, in questi tempi grami è per me una specie di coperta di Linus psicologica: non dico che lo farò, ma l’idea di poterlo fare, se voglio, mi fa sentire come l’ebreo che può scappare dalla Germania nel 1938.

      buona notte a te, ora vado, oggi ho camminato un po’ in alta montagna e c’è di bello che gli occhi mi si chiudono da soli…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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