gipictus’s birthday. – 410

18 agosto sabato   21:23

.

Dear Bortocal,

It’s your friend gipictus’s birthday in 2 days (http://www.blogs.it/user/gipictus).

Why not send him a message with your birthday wishes, or even dedicate a post on your blog to this special person on his birthday?

Just go to http://www.blogs.it/login.php to write a birthday message or a private post on your blog.

Your blog.de team.

Photo: Gipictus Jorg Schwipper

da LADY PHILOSPHER’S BLOG – PIERCED WAS THE HEART DIVINE – Glittering dew drops exploded with a jasmine glow.

e così fra due giorni (ma praticamente oggi, intanto che ho tergiversato con la pubblicazione del post) è il compleanno di Gipictus.

Gipictus? che strano nick, ma Gi sta per G., Giorgio in italiano per un blogger dal nome tedesco, Joerg, e pictus, l’ho scoperto col tempo, è riferito agli affreschi-tatuaggio del suo corpo immenso, di cui ho sentito parlare sul blog da chi lo aveva conosciuto direttamente.

io non l’ho mai visto dal vivo, non ci siamo mai incontrati, nonostante lui sia nato proprio a Stuttgart, dove io vivevo (vedi gli strani casi della vita) e dove aveva ancora sua madre; ma neppure quando venne a trovarla ci siamo visti di persona.

ma mi viene giusto in mente che potrei provare a cercarla la prossima volta che tornerò nella città tedesca…, per parlarle di lui e per sentire qualcosa di più di Joerg.

* * *

perché non mandi un messaggio a gipictus per il suo compleanno? suggerisce il blog, con un programma automatico.

sarei felice di poterlo fare, davvero, ma non so più come raggiungere gipictus: il suo blog giace muto da più di due anni; l’ultimo post era “Operazione Mordecai”.

vorrei proprio parlare a gipictus, perché era davvero una persona speciale: il programma lo dice di tutti, ma questa volta ci ha azzeccato.

* * *

tanti altri blogger sono scomparsi in questi anni, qui penso soprattutto agli amici di blog tedeschi: Nebenschauplatz, ad esempio, autrice di versi minimalisti, per i quali ho un debole; oppure quell’altro mio amico Blogger di Germania (per questo con la maiuscola) che di nick faceva “caramellino”, in italiano; ma di loro non so bene perché siano spariti dal regno della scrittura; il motivo del silenzio di gipictus, invece, sono venuto a saperlo.

certo, potrei scrivere a gipictus un post privato sul mio blog, oppure perché no, perfino un post pubblico, come sto del resto facendo, non mi sento di tediarlo con la faticosa ricerca di password che magari ha dimenticato: forse se gli scrivo qui, in qualche modo riuscirà ad arrivare a queste righe, non oso pensare che mi mandi in qualche modo una risposta.

* * *

mi rendo conto delle sue difficoltà, del resto, visto che dopo due anni di lotta col melanoma, Gipictus ha varcato la soglia della comunicabilità e sta al di là del limite del nostro comune buco nero mortale della fine.

noi che siamo momentaneamente di qua non ci rassegniamo del tutto, ciononostante: abbiamo un cervello poco plastico, abbiamo una mente plasmata sull’essere e non sul non essere, in qualche modo siamo programmati male, ma sono errori inevitabili che si ha a che fare con memorie operative antidiluviane, nel senso proprio del termine.

noi non sappiamo accettare la morte, che è poi la realtà più semplice che ci sia e da un certo punto di vista forse addirittura l’unica vera realtà.

io penso ancora Gipictus come se fosse vivo, nei momenti in cui questo pensiero si fa più intenso è davvero come se lui fosse ancora vivo, solo uscito un attimo dalla vita e dal blog, ma pronto a ritornare.

* * *

non è la prima volta che scrivo un post in ricordo di Joerg Schwipper: 278. scrivimi ancora, Jörg.

dopo quel post avevo avviato (ma purtroppo anche quasi subito sospeso, per i pressanti impegni di lavoro) una riedizione dell’attività di Gipictus come blogger; si possono vedere qui i suoi primi interventi sulla piattaforma di blogs.it. Sotto la neve pane

(purtroppo nel passaggio al blog l’impaginazione salta)

31 risposte a “gipictus’s birthday. – 410

  1. coincidenza, avevo letto anch’io quel messaggio ieri.
    Conservo ancora il messaggio che mi è arrivato l’anno scorso, di una notizia attesa però atroce lo stesso
    “è andato dagli angeli”.
    Io so che agli angeli lui aveva molto da dire, alla pari, come un fratello, direi.

  2. commento ricevuto privatamente:

    Caro Mauro,
    l’uomo dipinto, il mio migliore amico, amava molto questa sequenza (tra le altre, tantissimi altri pretesti di autobiografia), come me del resto:

    Ed è così che voglio ringraziarti, io che sono ancora da questa parte delle cose, nel sogno del sogno che è la vita.

  3. pictus, e un melanoma… una logica, tetra. Orrenda. Una logica da combattere. Non so di chi parli in questo post, non conoscevo/sco questa persona, ma grazie di avere scritto queste riflessioni.

    (credo che accettare la morte non significhi nulla, nel mio piccolo. O si muore o non si muore.)

    • ecco che il tuo occhio un po’ speciale come sempre ha colto un dettaglio inedito della storia: il melanoma che all’inizia si confonde come fosse un tatuaggio, ma poi si rivela un blob da film dell’orrore, dotato di vita propria, che di giorno in giorno disegna una figura più complessa, avviluppando alla fine l’intero corpo in un disegno mortale, e i medici che invano, operazione dopo operazione si affannano a cancellare questo segno del comune destino e alla fine devono arrendersi al proliferare del disegno.

      la metafora è potente, perché effettivamente la morte non è altro che un disegno che abbiamo, fin dalla nascita, DENTRO di noi e che gli anni semplicemente esplicitano e rendono visibile.

      accettare la morte significa essere consapevoli di questo disegno e vivere felici lo stesso: è quel che tu hai scritto di molto bello nel tuo blog (che continua, maledizione!, a non essermi segnalato!): “piang no, Rosa, avuma fa’ la nostra vita”.

      e, a proposito, credo che anche tuo nonno sia stato una persona importante per te, da come ne scrivi e dallo straordinario ritratto che ne hai tracciato, sento quanto ti è spiaciuto perderlo: sai, è bello per un “giovane” nonno come me, che non ha modelli cui rifarsi, perché non ha mai conosciuto i suoi nonni e si rende conto adesso che questo ha portato una specie di fragilità nella sua vita, sapere che anche un nonno può essere un esempio di libertà mentale e un punto di riferimento per un nipote; è importante saperlo per un ruolo che devo tutto costruirmi ex novo.

      grazie della visita.

  4. Caro Mauro, non dimenticheremo Jorg. Però non posso non pensare che i veri amici di Jorg sono stati quelli che l’hanno accompagnato negli ultimi mesi, vicino al suo letto, quando era malato.
    Altro che chiacchiere e parole. Altro che simboli, specchi, illusioni.
    Per fortuna ha avuto soprattutto una persona cara vicina, si chiama Luisa, che l’ha aiutato quando lui ha attraversato l’inferno fisico (come mi scriveva allora in dettaglio per mail). Mi colpisce questo, forse perchè come Jorg ho scelto di vivere senza una famiglia tradizionale accanto, e quindi fa sperare che qualcuno si prenda cura di te quando sei agli sgoccioli, con amore assoluto 🙂
    E’ consolante pensare che non è stato solo, all’ultimo. Comunque lui era forte e si dava forza da solo. L’ho sentito per telefono poco tempo prima, sofferente ma lucido, con la sua visione spirituale intatta.
    Che grandezza, ci pensi?
    Un abbraccio.
    Pat

    • cara patrizia, ci sono amicizie diverse.

      c’è chi ha conosciuto lo Joerg carnale (tu, se non sbaglio, fosti in vacanza con lui e altri due amici nell’Oman qualche anno fa, e comunque lo hai vissuto anche nella sua fisicità e dunque nella sua concretezza) e chi come me ne ha una immagine solo virtuale, quasi libresca, solo che rispetto a un libro c’è stato qualcosa di più, perché un libro non ti risponde, non ti commenta, non ti scrive mail.

      io mi ritengo in questo secondo gruppo più defilato, mi sarebbe anche piaciuto conoscere Joerg di persona, ma a volte mi sono trattenuto al pensiero che vi era anche in questo un rischio; certamente non gli sono stato particolarmente vicino nella fine; inoltre, nonostante la lunga convivenza col cancro dei miei due genitori per un totale di 10 anni di vita, sono particolarmente maldestro e impacciato nel gestire il problema della morte altrui: con mio cugino, morto l’anno scorso alla stessa maniera, feci una gaffe orribile, perché per il suo ultimo compleanno gli regalai dei sigari preziosissimi, peccato solo che sulla scatola ci fosse scritto “Il fumo uccide”, e lui non la prese benissimo.

      i conti con la propria morte sono molto difficili, e se c’è bisogno di qualcuno che ti assista almeno nei bisogni più elementari quando si fanno sempre più difficili, per il resto ritengo che la solitudine con se stessi, in quel trapasso di prospettive, sia un bene prezioso, da lasciare il più possibile intatto.

      ho conosciuto solo un amico capace di vivere bene la propria morte, Andrea, spento dall’AIDS, morto con un sorriso sulle labbra e la forza buddista di sussurrare negli ultimi giorni che la malattia era stata un dono bellissimo, perché gli aveva fatto capire davvero la vita.

      a quanto so, a quanto ho letto, a quanto ho capito della sua consapevolezza del proprio inevitabile percorso, che era maggiore di quella di alcune persone che gli stavano accanto, credo che anche Joerg sia morto guardando in faccia il proprio destino e la fine del proprio destino; ma, fosse rispetto o viltà, so bene di non essergli stato accanto, salvo che per qualche parola scritta, che ho lasciato cadere quando lui non ha avuto più voglia di replicare.

      non sono pentito di questa scelta: come dici tu, aveva accanto le persone di cui aveva davvero bisogno, e questo è un conforto per chi lo sapeva soffrire e lottare vanamente…

  5. Bella questa tua lettera. Onesta e commovente. Ho appena finito di leggere “L’invenzione della solitudine” di Paul Auster che riflette molto su questi temi in modo sublime.
    Ci riguardano tutti, in vari modi.

  6. è il primo romanzo di Auster e incredibilmente a detta anche di molti il più bello 🙂 edizioni Einaudi, lo trovi facilmente. Ti ho già detto che adoro Auster e te lo ridirò 🙂
    il romanziere tedesco di cui ti avevo parlato e che parla molto della “memoria” in senso anche filosofico (Auster fra l’altro lo adora) è Sebald, il libro si chiama “Austerlitz”

    • esco a comperarlo subito; poi ne parliamo :), e già che ci sono, se lo trovo, potrei rovinarmi del tutto e comperare anche Sebald.

      peccato solo non avere una biblioteca vicina a casa… 🙂

  7. Dear Bortocal and good fine friends of JOERG…
    I celebrated now 2 years while Jorg was alive and now this very beautiful tribute to him in honor of his life and death.
    The story of his impact on my life is too painful and beautifully of dreams, celestial providence and tragedy.
    Cancer and how naively i imagined it only to find she is not only Medusa with many heads and weapons she has many ghastly and fiendish friends simaler the last movie of the matrix.
    I simply wanted to help him and he said he felt like John Lennon, motherless.
    Of course this was not true and naive once again i was. 😉
    He has some of the most unique and precious loved ones such as you all.
    I can only say that my feeling was he showed his sunny face and stoic as Buster Keaton and he sent the song of Charlie Chaplin ‘Smile though your heart is breaking’
    I remember somehow once he suggested I read a turquoise women he had found a story of.
    I dont know who she was, but she seemed to be a lady of aquamarine jeweled tears is all I can remember?
    She wrote about a pin wheel so shiny and flowing that she made for her grandmother and how she put the flurry fluffy dancing thing in her garden path spinning as if from a grandchilde.
    Somehow this pinwheel later turned into tears, beautifully salty turquoise tears which soaked up the computer keyboard with sadness hidden.
    The letter R and another like a fallen teeth fell from being drowning in tears.
    I used to cry so deeply that it rained outside and i don’t know why but I knew this was his way to say he was deeply horrifically terrified to die.
    But, i never said a word in type.
    i spoke to the sky.
    So i did not know him incarnate.
    i never heard his voice but i spent every day for 2 years almost online to hold his proverbial hand of the not sunny side which he never could share as he never wanted to scare anyone or burden them and i saw the last photo before he died as if he were inconvenience to cry it was his fingers making the peace sign.
    i travelled to Florence to help him if i could, but it seems he waited just long enough and then he died same day as my mother.
    he knew i could not travel to massa until after the 31st of August from Florence.
    So, i flew and changed my life so much to go there i knew in my heart to touch the proverbial boat of the endless sea.
    Luisa says he went into a coma on the 31st.
    So, when i got to his, door, she answered and there he was cremated in a jar and i fell on the floor.
    She was so sweet, kind, considerate.
    i could not arise.
    The cat mouf mouf so fat.
    Well, i spent 2 days with hitires family and friends and they were so kind.
    I could see he was always around so much love.
    He must have felt very loved.
    I did not know him as others, im sure not as lucky to know him in person yet i believe he found an ultimate way to communicate and that was with brief symbols, words so few and the orchestra of images.
    In the end to me he became a kaleidescope of inks, ether, blood, paint and photo synthesis.
    i am that silly child whom never stopped believing he could kill medusa, his melanoma. i am happy i knew him a i.
    spoke of Luisa Ruggio once.
    he said they had an unbreakable bond deeper than blood.
    I see now how talented you all are.
    God Bless and my heart aches for the hole torn with claws of slow death.
    i will never be the same.
    He shared as he could the agony in his psyche.
    i guess he needed a hand to in the dark like Hansel and Gretl.
    God has his way of putting people in our paths.
    it will forever be a mystery.
    He would say Lady Philosopher…
    Dio you think i become a star and light up the night?
    I would say no no you will become a bisquit and be eaten up by a hungry giant so please stay here and do not light up the sky…
    Stay and be an angel on earth, a bodhisattva and guide others with the gold of art, literature and soup.
    He said, he did not want to be just human.
    He said we learn how to love but never how to say goodbye.
    i pray if it is not patronizing and the strangest thing happened….
    A truck with a loud speaker sat be neath my window and played he said his favorite song ‘Aint no sunshine when shes gone’
    He used to always write that on his wall before he would go for surgery.
    it’s as if to sa y that now he is in a new place and he is laughing, and playing lots of jokes.
    he can lead others to beauty with fluttering of a butterfly wing.
    Dante says love moves the stars in the sky… so all our love will help him lead others to poems, paintings, photos and soul.
    Thank you amy goodbye to joerg.
    Take care!
    Susan

    • thank You, Susan

      Caro Bortocal e cari begli amici di JOERG…
      ora ho festeggiato 2 anni di quando Jorg era in vita e adesso questo tributo molto bello a lui in onore della sua vita e della sua morte.
      La storia del suo impatto sulla mia vita è troppo doloroso e magnificamente fatto di sogni, provvidenza celestiale e tragedia.
      Il cancro, e come ingenuamente io l’ho immaginato, solo per scoprire che non è soltanto una Medusa con molte teste e armi, ha anche molti amici orribili e diabolici. alleati come nell’ultimo film di Matrix.
      Volevo soltanto aiutarlo e lui mi ha detto che si sentiva come John Lennon: senza una madre.
      Naturalmente questo non era vero e ingenua ancora una volta io ero.
      Lui ha qualcosa di ciò che si ama come unico e prezioso, come voi tutti.
      Posso solo dire che quel che sentivo era che lui mostrava la sua faccia solare e stoica come Buster Keaton e mi mandò la canzone di Charlie Chaplin ‘Sorridi anche se il tuo cuore si sta spezzando’

      Ricordo in qualche maniera una volta lui mi suggerì che io leggessi “Una donna turchese” una storia che lui aveva trovato.
      Non so che cosa fosse, ma sembrava essere una donna dalle lacrime simili a gioielli di diamanti azzurri ma questo è tutto quello che mi ricordo.
      Lei scrisse di un fiore di carta cosi’ splendente e rotante che aveva fatto per sua nonna e di come lo aveva fatto volare leggero leggero danzando nel viale del suo giardino saltellando come se fosse tenuto da un bambino.
      In qualche modo questo fiore di carta in seguito si trasformo’ in lacrime, belle salate lacrime turchesi che incrostavano la tastiera del computer di una tristezza nascosta sotto ai tasti.
      La lettera R e un’altra come un dente caduto si salvarono dall’essere coperte di lacrime.
      Piangevo così forte che pioveva fuori e non so perché, ma sapevo che questo era il suo modo di dire che era profondamente orribilmente terrorizzato di morire.
      Ma, non ho mai detto una parola sulla tastiera , ho parlato al cielo.
      Quindi non lo conobbi di persona.
      Non sentii mai la sua voce ma spesi ogni giorno per 2 anni quasi sempre online per tenergli la proverbiale mano del suo lato meno solare, che non potè mai condividere perché non voleva spaventare mai nessuno né dare a nessuno un peso e vidi l’ultima foto prima che morisse come se fosse sconveniente piangerlo, era una foto delle sue dita che facevano il segno della pace.
      Sono andata a Firenze per aiutarlo se potevo, ma sembra che avesse già aspettato abbastanza a lungo e quindi morì nello stesso giorno di mia madre.
      Sapeva che non potevo viaggiare fino a Massa prima del 31 di Agosto da Firenze.
      Cosi’, viaggiai e cambiai la mia vita così tanto da andare là dove sapevo nel mio cuore di toccare la proverbiale nave del mare senza fine.
      Luisa dice che andò in coma il 31.
      Così, quando arrivai alla sua porta, fu lei a rispondermi e là lui fu cremato in un’urna e io caddi a terra sul pavimento.
      Lei era così dolce, gentile, sensibile.
      Non potevo alzarmi, il gatto miao miao così grasso.
      Beh, passai 2 giorni con la famiglia e amici ed erano così gentili.
      Potei vedere che lui era sempre circondato da così tanto amore.
      Deve essersi sentito molto amato.
      Io non lo conoscevo bene come gli altri, non sono stata sicuramente abbastanza fortunata da conoscerlo di persona eppure credo che lui avesse trovato un suo modo di comunicare e questo era per mezzo di brevi simboli, parole così rade e un’orchestra di immagini.
      Alla fine per me lui era diventato un caleidoscopio di contenitori di colori, di etere, di sangue, di pittura e di sintesi di foto.
      Io sono quella stupida bambina che non potè mai smettere di credere che lui potesse uccidere la medusa, il suo melanoma.
      Sono contenta di averlo conosciuto e ho parlato con Luisa Ruggio una volta.
      Lui mi disse che aveva un legame che non si poteva rompere, più profondo del sangue.
      Adesso vedo quanto siete talentuosi tutti.
      Dio vi benedica e il mio cuore fa male per i chiodi infissigli dalla sua lenta morte.
      Non sarò mai più la stessa.
      Lui ha condiviso come ha potuto l’agonia che era nella sua psiche.
      Suppongo che avesse bisogno di una mano per poter cercare nel buio come Hansel e Gretel.
      Dio ha il suo modo di mettere le persone sulle loro strade.
      Sarà per sempre un mistero.
      Lui mi avrebbe detto Donna Filosofo…
      Avresti mai detto che sarei diventata una stella e che avrei illuminato la notte?
      Avrei detto no no: diventerai un biscotto e sarai mangiata da un gigante affamato quindi per favore stai dove sei e non accendere la luce del cielo…
      Stai ora e sii un angelo sulla terra, un bodhisattva, e guida gli altri con l’oro dell’arte, della letteratura e della minestra.
      Diceva che non voleva essere un semplice umano.
      Diceva che impariamo ad amare ma mai a dire addio.
      Io prego, se non è troppo intrusivo, e la cosa piu’ strana è successa….
      Un camion con un forte altoparlante si è fermato proprio sotto alla mia finestra ed ha suonato la sua canzone preferita ‘no, non c’è tramonto da quando lei se ne è andata’.

      Scriveva sempre questo sul suo muro prima di andare in sala operatoria.
      E’ come se per dire questo adesso lui si sia messo in un luogo diverso e stia ridendo, e giocando ad un sacco di giochi.
      Lui può portare gli altri alla bellezza con la leggerezza dell’ala di una farfalla.
      Dante dice che l’amore muove le stelle nel cielo… cosi’ tutto il nostro amore lo aiuterà a portare altre persone verso la poesia, la pittura, la fotografia e l’anima.
      Grazie a te per il tuo addio a joerg.
      Stammi bene!
      Susan

      traduzione di Jean de la Croix, rivista in qualche punto.
      i video di You Tube sono stati aggiunti da me sulla base delle canzoni citate da Lady Philosopher

  8. Pingback: gipictus. « Cor-pus·

  9. Ho conosciuto bene Jörg in una delle sue tante vite. Ma di lui Blogger so veramente molto poco. Oggi, più di altri anni in questo giorno, il pensiero corre a lui e per caso mi ritrovo qui. Quante cose da dirgli ancora…. e neanche un posto dove immaginare stia riposando ora.
    Ciao, “Crucco”!

    • ciao, Alma.

      mi ha prima commosso questo tuo commento e poi mi ha fatto ricordare.

      tra non molti giorni avremo un altro anniversario da ricordare, dopo questo della sua nascita.

      mentre Joerg ha smesso di correre e noi invece non abbiamo smesso di vivere, cioe` di trasformarci.

      forse ci ritroveremo ancora, a ricordarlo.

  10. Pingback: perche` non scrivero` il romanzo di Joerg Schwipper – 456. | Cor-pus·

  11. please please PLEASE never take this down. I miss Jorg so much, and this is such a beautiful post.

  12. Pingback: gipictus. – 367 | Cor-pus·

  13. Pingback: Gipictus. 5 settembre 2012 – wp 367a/2011 – 699 – cor-pus-zero·

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...