442. l’arte di non scrivere un post all’alba.

sono appena svegliato, sto stiracchiando le mie membra, stropicciando gli occhi, filtra davanti a me un pezzo di cielo coperto, ma incredibilmente roseo.

sarebbe l’alba, se sapessimo ancora darle un nome, se fossimo abituati a vederla.

nel cestone dei post non ancora scritti che sta attaccato alla bacheca, ho i materiali per qualche nuova riflessione.

ma non ho nessuna voglia di scrivere un post stamattina.

nella vita ho fatto un passo avanti, e sono diventato un blogger qualche anno fa.

tra poco ne farò ancora un altro, sempre in avanti, e smetterò di esserlo.

l’importante è andare sempre avanti, no?

anche se a un osservatore esterno potrebbe sembrare un vagare senza meta, chi lo dice che gli osservatori esterni sanno qualcosa?

buona giornata, lettori, godetevi l’alba, mica il blog.

non scrivere un post all’alba è un’arte, che richiede un lungo apprendimento che comincia dal lungo girovagare senza meta alcuna.

(lo sapevo che l’Italia mi avrebbe fatto un cattivo effetto, devo tornare al più presto in Germania, sob).

ma dai! anzi, forse è proprio questo il post che sto scrivendo, il post che anzi ho scritto.

24 risposte a “442. l’arte di non scrivere un post all’alba.

  1. Meno male che alla fine lo riconosci:-)
    Nella mia “impermanenza” – ma come dici tu nulla è permanente, si sa- adesso ho una vista simile alla tua per pochi mesi. Solo che dal mio terrazzo si vede la Basilica di Superga. Sì, quella del disastro del Torino di tanti anni fa. Più in basso c’è ancora la torre della torcia olimpica, qui vicino.
    E, appena sveglia, mi chiedo se sono in un hotel o a casa. Scusate l’intimismo di questo post, ma mi sento quasi tra amici.

    • stai parlando di questo passaggio, vero: “lo sapevo che l’Italia mi avrebbe fatto un cattivo effetto”?

      non vedo perché tu ti debba scusare di un commento un poco autobiografico ad un post che lo è altrettanto…

      tu che la finestra della foto l’hai vista anche dal vivo, che dici se io mi sento in un hotel tutto l’anno?

      impossibile per via delle pulizie, vero? 🙂 🙂 🙂

      peccato che non puoi mandarci una foto anche tu…

    • beh, me ne ricordo una tua sotto la neve, che diceva tante cose.

      forse questa foto non è così espressiva e da sola avrebbe detto poco o niente.

      sto comunque aprendo un blog di fotografia, dato che questo è prossimo all’esaurimento dello spazio disponibile: fotoblobb.

      ciao.

      • L’ho rivista proprio questi giorni sul tuo blog di fotografie. Quella foto non dice tanto di per se quanto piuttosto per il momento in cui è stata scattata. E forse sono l’unico che ne capisce il vero significato… è una specie di “riflessione sulla possibilità di fallire”.
        Credo valga lo stesso per la tua foto… se non ne conosci le circostanze è abbastanza difficile interpretarne il significato.

        comunque fammi sapere quando cambierai piattaforma e se ti va di continuare a portarti dietro i vecchi commentatori 😉

        • non ho ancora deciso se chiudere allo scadere del residuo 10% di spazio questo blog e aprirne un altro o rassegnarmi a pagare per mantenerlo aperto; vedremo al momento finale :), ma lo sai che sono contrario all’accanimento terapeutico…

          in ciascuno dei due casi resterò su questa piattaforma, perché riabituarsi ogni volta a piccole tecniche differenti di gestione di un blog per una mente ultrasessantenne come la mia è uno stress.

          il nuovo blog è lì in uno stadio semisperimentale: tra l’altro sono riuscito a riaprirlo poco fa per puro sbaglio, perché naturalmente ho dimenticato la password; è un puro blog di fotografia, non vale la pena per ora di visitarlo, una delle due foto sinora postate è quella pubblicata anche qui stamattina…

          comunque ecco il link: http://fotoblobb.wordpress.com

          per la tua foto, ora che l’hai pubblicata tu ne sei un fruitore come chiunque altro, e i significati che le dai tu valgono come quelli che gli danno chiunque se la guarda.

          quindi ho anche io la mia interpretazione in chiave bortocaliana e anche a me suscita qualche ricordo e suggestione, certamente meno vive che per te.

          rimane il fatto che è una foto che non si dimentica, quindi abbastanza forte.

  2. mauro mauro
    i post si possono scrivere anche con il silenzio
    perchè il silenzio ha voce
    non tutti la sentono ma qualcuno sì
    maria

    • hai detto una cosa quasi simile a quel che dice afo, che tuttavia prevede almeno una fotografia.

      ma il silenzio parla sempre davvero?

      quando saremo morti continueremo a parlare?

      il silenzio parla solo quando sono state delle dritte molto precise per interpretarlo.

      in questi giorni, ad esempio, redpoz, un blogger attualmente in africa, tace; eppure il suo silenzio non ci dice niente di sé.

  3. Ho preso spunto da afo
    il silenzio parla a chi ha buon orecchio
    nel dolore ma anche in amore addirittura straparla
    ma il silenzio ha un’altra lingua e forme nuove di comunicazione
    e non tutti li conoscono
    il silenzio di redpoz è parlante?
    ma forse non vuole che l’ascoltiamo
    vuole fare il lupetto riflessivo
    maria

    • sì, d’accordo, con te e con afo.

      però il silenzio che parla credo che abbia bisogno del sussidio comunicativo, prima e attorno, del corpo, dei suoi gesti, dei suoi atteggiamenti, comunicativi anche senza volerlo.

      trovo che la comunicazione del silenzio virtuale sia piuttosto difficile da interpretare, molto spesso, forse anche soltanto perché non ci siamo molto abituati, e dobbiamo fare esercizio.

      in ogni caso la tua interpretazione del silenzio di redpoz è molto acuta, ma si affianca a molte altre possibili…

  4. bravo redpoz
    sono nuova al mondo virtuale
    ed è presto per dire
    ritorna il solito dilemma
    virtuale e reale che rapporto hanno?
    certo scompare del tutto il linguaggio non parlato
    che dice tanto
    maria

  5. Ah l’alba! La luce che ci risveglia quando ancora non siamo risvegliati. La luce che ci distoglie dal sonno quando stiamo ancora vagando nel buio della notte! Io ho un ricordo splendido di albe conosciute in riva al mare, quando il silenzio della terra era totale ed io mi avvinavo a quell’elemento primordiale che è l’acqua cercando di sfuggire al suo richiamo. Il panorama che c’è nella foto è quello che vedi dalla tua finestra quando si svegli al mattino? E’ una bella veduta. Anche in Germania avrai la stessa veduta? 😛

    • sì, questo è, più o meno, la veduta che ho sotto gli occhi anche in questo momento digitando dal letto sul netbook; è il motivo che mi ha fatto innamorare dei cinque piani di scale che occorrono per arrivare a questa vista.

      in Germania no, la veduta è diversa, dato che sto all’undicesimo piano, ed ha una sua regolarità tedesca…

      http://bortografia.blogs.it/2009/02/13/140-5564389/
      http://bortografia.blogs.it/2009/04/08/274-5913561/
      http://bortografia.blogs.it/2009/03/30/260-5860704/
      http://bortografia.blogs.it/2009/03/12/208-5740919/
      http://bortografia.blogs.it/2009/02/18/155-5598733/
      http://bortografia.blogs.it/2009/02/11/134-5554913/
      http://bortografia.blogs.it/2009/02/10/128-5541862/
      http://bortografia.blogs.it/2009/02/06/119-5517354/
      http://bortografia.blogs.it/2009/01/23/75-5432243/

      e per l’ultima foto, vai anche ai commenti, ti aspetta una sorpresa…
      🙂

      • Cinque piani sempre a piedi? avresti dovuto avere un cuore di ferro allora! Lo consigliano tutti i medici di fare la scale a piedi!
        Ma dov’era la sorpresa? Ho visto il presepe ateo, l’arcobaleno, i grattacieli di new york, il palazzo triangolare, il cielo nuvoloso, la luna,le lattescenze,l’aurora di sangue,le nuvole di latte,…nell’ultimo post cosa avrei dovuto vedere? Ho visto anche i link nei commenti, cosa c’è da vedere? 😛

        • e infatti ce l’ho un cuore di ferro 🙂 lo dicono anche i dottori…

          altrimenti come te lo spieghi che è sopravvissuto ad una decina di arresti cardiaci, che comunque non dipendono da lui – che funziona bene -, ma da altro che i medici non riescono a spiegare, ma che io forse so? (ho avuto il primo arresto cardiaco durante la nascita, e sono nato dopo che i medici avevano già detto a mia madre che ero morto durante il travaglio che era stato piuttosto duro per entrambi).

          nell’ultimo post dovevi vedere esattamente quello che hai visto e che hai perfino commentato!!!!

          ma ti sembra normale vedere un dirigibile in funzione nel 2009???

          ti sei talmente meravigliata che lo hai anche scritto, ma poi non ti sei accorta di esserti meravigliata!!!! donne donne…. 😉 😉 😉

            • no, mi sono sempre guardato dal postare qualcosa di troppo personale sui miei blog di fotografia, e anche su You Tube, se ci sono video solo personali, ho imparato che esiste la possibilità di renderli privati e di non dargli una pubblicità universale.

              questa possibilità esiste anche per i post, ma questo credo che tu lo sappia già…

              in realtà, poi, mettendo insieme tutta la mia collezione di foto in quel blog, esce secondo me un discorso molto più personale di quello ricavabile da qualche foto, ma questo è un altro discorso…

              • A me non piace nemmeno spiattellare le mie cose in pubblico, non sono una di quelle che mette foto personali su facebook, e qui mi sono limitata solo a poche immagini di me, così quasi per scherzarci su. I luoghi che si vedono nel tuo post sono molto belli, anche se io effettivamente ti vedrei meglio in un posto diverso, più intimo, non so come spiegarlo,…tipo una cascina o uno chalet, ecco,…la sento una dimora migliore di un palazzo in mezzo ad altri palazzi. In effetti ero convinta che in Germania ti fossi comprato una bella casetta tra i boschi. Però sai, è subdola la tua privacy: ci concedi l’occhietto e null’altro, come se la vista fosse l’unico senso che ci concedi ma che alla fine non ci concedi affatto 😛

                • aspetta, mi appunto qui questi passaggi del tuo ultimo post, che in qualche modo sento vicini…

                  Ovuli astrali che incrociano le loro eliche di DNA.
                  Un Adamo e una Eva che si sognano soltanto.
                  Non siamo nell’Eden, non siamo soli, non c’è Dio
                  e non c’è l’uomo; in questo vuoto di stelle,
                  dove tutto è stato distrutto, io luna nera
                  e tu sole bianco pensiamo
                  di brillare ancora per un po’.
                  Cuciture di cieli che ci legano ai tramonti,
                  ispezioni nelle strade delle vedute ricercate.
                  Un dondolio tra questo davanzale e il tuo soffitto bianco
                  dove arrivano pensieri che mai conoscerò.

                  la mia casa in Germania è stata una scelta funzionale: 7 minuti a piedi dal posto dove lavoravo.

                  la cascina la sto in effetti cercando, ma in Italia, e veramente l’avrei anche trovata; aspetto solo che i miei figli mi diano il via libera per prenderla.

                  chi mi conosce personalmente mi critica perché la mia privacy sul blog è praticamente nulla: certo, occorre una chiave di lettura, che solo la conoscenza diretta pare possa dare…

                  • Buongiorno 🙂 Hai dunque trovato già una cascina ideale tutta per te? Che bello! Sono contenta per te e che effettivamente volessi questo. Ma che aspettano a darti il via?! Io non mi farei scappare un’occasione del genere. L?hai trovata dalle tue parti? Ci sono posti belli anche lì per le cascine?

                    • sì – che diventerebbe la mia terza casa (o la quarta, se procede anche, con la pensione, l’idea di una casa in Nepal….)

                      la cascina è a un’ora di macchina da qui, in una zona montuosa particolarmente fuori mano e secondo me affascinante: sta con altre due su una specie di spuntone pianeggiante scosceso sui due lati, e sarebbe anche già abitabile da subito.

                      ci sono obiezioni diverse, di cui la principale è la distanza, e ne devo tenere conto, perché vorrei farne una specie di punto di riferimento della mia patriarcale tribù. 😉

                    • terza o quarta casa,….dico, ma sei un imprenditore per caso? No, perchè già è tanto averne una, ma se poi ti metti a dare i numeri allora mi preoccupo. Cosa pensi di fare un mese qui e due lì e tre là…? Io non saprei dividermi tra varie dimore, soprattutto mi scoccerebbe avere le mie cose sparse dovunque. Tu come faresti? Io ho una sola casa e il mio desiderio è di non averla proprio, di avere una baita di legno, o una tenda indiana,…di ridurre tutto al meno possibile, di semplificarmi la vita. Tu invece vedo che sei per la complessità,….Io per esempio ho sempre criticato quegli attori, o persone famose, che hanno case sparse in tutto il mondo e le tengono chiuse quando non ci stanno ( praticamente sempre) e pagano tanti soldi per il personale che gliele tiene pulite. Mi sembra uno spreco assurdo. se un giorno dovessi diventare famosa pure io e decidessi di comprare una mega casa di quel tipo dentro ci metterei bambini malati, famiglie povere, gente che ha perso la casa,….i soldi sennò a che servono?! Anche con la casa che ho volevo fare una cosa tipo laboratorio artistico aperto a tutti, ma ho avuto delle obiezioni e ho rinunciato. Però l’idea di avere 3 o 4 posti in cui dividermi mi complicherebbe la vita, a te no?

  6. @ amleta.

    no, non sono un imprenditore, forse lo sono stato per qualche periodo della mia vita, come secondo lavoro.

    in Nepal sette anni fa poteva comperare un palazzetto medievale in una città stupenda con 1.000 euro, c’è solo il problema che devi intestare la casa ad uno del posto di cui ti fidi, perché gli stranieri non possono acquistare (che sano paese); per il resto sto finendo di pagare i miei mutui e stavo pensando come impegnare la liquidazione.

    da quasi dieci anni vivo fra due case: prima la maggior parte del tempo in Germania e qualche vacanza in Italia, ora il contrario, fra un anno probabilmente fifty fity, fino a che avrò salute.

    è complicato indubbiamente, ad ogni viaggio dimentichi qualcosa di qui o di là, ma anche rasserenante, soprattutto se riesci a collocare mentalmente una parte della tua personalità in ciascun posto, per cui quando sei stanco di una parte di te, la molli e corri dall’altra: bigamia interiore, direi…, e senza scene di gelosia né pericolo di essere scoperto…

    col tempo i libri non sono rimasti più così importanti, soprattutto da quanto esiste internet che li sostituisce abbastanza bene, ma la cascina potrebbe diventare proprio il posto giusto dove raccoglierli tutti: poi potrebbe effettivamente diventare una specie di biblioteca locale: di sicuro lì non esiste una raccolta simile di volumi nel raggio di 20 km almeno.

    comunque tranquilla che non ho proprio nessuno che mi tenga pulite le mie “dimore”, provvedo io, o almeno dovrei, e quindi sono tutte egualmente sporchine… ;).

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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