come si prova a smontare il papiro di Jeshu (Gesù) sposato. – 472

22 settembre 2012 sabato  06:01

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qualche giorno fa avevo ricevuto in anteprima, attraverso ResearchGate, un sito di scambio di informazioni di carattere scientifico al quale sono iscritto, la notizia della presentazione da parte di Karen L. King della Harvard Divinity School di un  frammento di papiro copto del IV secolo dove Jeshu parla di sua moglie.

Il frammento di papiro (Afp/Harvard Divinity School/Karen L. King)

era in spagnolo, e con molti commenti “Opus Dei”, ma mi ero ripromesso di farne uno scoop, ma prima che potessi organizzare il mio post la notizia è stata pubblicata dal Corriere, sezione Esteri, vai a capire perché, dato che riferisce di una conferenza stampa fatta in Italia, ma da una straniera, quindi la notizia è da esteri, ecco perché.

e adesso non mi resta che scrivere un piccolo post zuzzurellone sul modo in cui viene data la notizia.

* * *

premetto di considerare praticamente certo che Jeshu fosse sposato.

i motivi sono diversi:

il primo e più forte è che la sua azione si colloca nel quadro di una rivendicazione dinastica del trono di Israele in quanto discendente di Davide, e non è concepibile che chi rivendica un trono come suo legittimo erede non si preoccupi di dare ai suoi seguaci anche un figlio per continuare la stirpe regale;

il secondo è che un rapporto amoroso di Jeshu con Maria di Magdala non è una novità, dato che nel vangelo a lei attribuito si dice che Jeshu la baciava spesso sulla bocca e questo non è concepibile nel mondo ebraico, altro che attraverso un legittimo matrimonio; 

e poi, il vangelo di Filippo, una raccolta commentata di detti di Jeshu la cui parte originaria è più antica almeno di alcuni vangeli riconosciuti (secondo la testimonianza di Papia, II secolo, che lo conosce già) e che ci è arrivata in un manoscritto copto del IV secolo, si conclude parlando dell’unico sacramento che Jeshu conosce, quello della “camera nuziale” che unisce, secondo Jeshu, l’uomo a Dio, ed è inconcepibile che chi predicava l’unione con Dio attraverso l’amore fatto con la propria sposa non praticasse anche il sacramento che proponeva agli altri;

nella descrizione delle nozze di Cana che troviamo nei vangeli canonici stessi Jeshu si comporta non da semplice ospite, ma da padrone di casa ed è sua madre che si preoccupa della buona riuscita, e queste dunque sono chiaramente le sue, non casualmente poste all’inizio della sua missione pubblica, dato che sono giusto l’atto fondativo della dinastia, dato che con esse Jeshu, discendente di Davide, sposa Maria di Madgala, discendente degli Asmonei, cioè degli ultimi re “nazionali” degli ebrei;

dalla storia della Guerra Giudaica di Giuseppe Flavio si può ricostruire che dal matrimonio con Maria di Magdala nacque a Jeshu un figlio, in tutta evidenza postumo, che i rivoltosi zeloti della guerra ebraica alla fine degli anni Sessanta dopo Cristo posero effettivamente sul trono all’inizio dell’insurrezione, ma venne ucciso durante la guerra stessa; e poiché di trattava degli stessi zeloti che avevano appoggiato il tentativo di Jeshu di quasi quarant’anni prima, non è pensabile che essi avessero cambiato famiglia regale di riferimento.

* * *

insomma questo papiro è solo un piccolo altro tassello di un quadro che ha una sua evidenza storica abbastanza solida, direi, e non dipende dal Codice da Vinci e da Dan Brown, che ha dato solo forma di romanzo alle ricerche decennali di diversi studiosi non accademici, e per fortuna ci dà l’immagine di un Jeshu uomo tra gli uomini anche nei suoi desideri e nella sua vita sessuale.

però già la scopritrice, per non essere sottoposta al pubblico dileggio dei fanatici organizzati, è costretta a dare la notizia con molta prudenza e diverse circonlocuzioni:

La King ha precisato che il papiro non può essere considerato una prova che il Gesù storico fu davvero sposato.

Il testo fu scritto secoli dopo la vita di Gesù ma è interessante  – “perché sarebbe”, scrive il Corriere, ed escludo che la studiosa abbia usato il condizionale per screditare se stessa –  come l’attestazione di un dibattito, anche tra i primi fedeli, sul valore del celibato nella Chiesa e sul ruolo della donna nella Cristianità.

L’idea che Gesù potesse avere una moglie è contenuta nel bestseller «Il codice da Vinci».

Ma  non è una prova che Dan Brown avesse ragione.

questo sì che è divertente: usare un papiro per smentire un romanzo!

* * *

è evidente che non basta che qualcuno scriva, parecchio tempo dopo, che qualcun altro era sposato, per credere che lo fosse davvero, ma naturalmente si può dire lo stesso del contrario, e l’unica conclusione ragionevole sarebbe che non lo sappiamo con assoluta certezza, se non vi fossero tutti quegli indizi che coerentemente disegnano un quadro convergente e se gli indizi contrari che qualcuno si affanna a cercare non fossero straordinariamente fragili o spiegabili facilmente in altro modo.

ma c’è chi non si rassegna; per costoro l’unica prova indiscutibile del matrimonio di Jeshu sarebbe, per fare una battuta, trovare la copia delle pubblicazioni o la sua fede nuziale, o qualcosa di analogo e corrispondente; e non è neppur detto che non direbbero subito che si tratta di un falso.

e tuttavia il principio della ragionevole combinazione degli indizi potrebbe portarci a concludere che certamente Jeshu si era sposato prima di iniziare l’avventura che lo avrebbe portato a cercare di impadronirsi di Gerusalemme, fallendo il tentativo e rimettendoci la vita, se potessimo parlare di lui come di un personaggio storico come tanti altri, senza dover temere di offendere la suscettibilità dei credenti per questo.

* * *

comunque il Corriere è preoccupatissimo non di fare seriamente il punto sul problema, mettendo a confronto le diverse tesi più o meno storiche esistenti sul tema, ma di non urtare i propri lettori cattolici.

e se urta invece i suoi lettori laici e vagamente informati sul tema, come me, poco male: tanto sono quattro gatti in Italia.

il Corriere non si accontenta di far dire “sarebbe” alla studiosa che mostra il papiro alla stampa, ma presenta la notizia con una serie di umoristiche precisazioni:

nel papiro Jeshu “farebbe riferimento a una «moglie»”.

virgolettato “moglie”, come per ridere, e poi il condizionale.

nel papiro invece sta scritto:

«Gesù disse loro: “Mia moglie…”».

ora potrebbe anche essere che si tratti di una fantasia, di una leggenda oppure, nella mentalità di certi bigotti, di una diffamazione, però una cosa è certa: che, almeno nel papiro, Jeshu fa riferimento ad una moglie, e non “farebbe”.

Secondo la studiosa, il frammento – scritto in copto e risalente al quarto secolo – conterrebbe una frase mai esistita nelle Sacre Scritture.

avanti coi condizionali!

e poi, eh già, bella storia quella che dei numerosi vangeli del II secolo che parlavano di Jeshu sono considerati Sacra Scrittura solo quelli che si adattano ad una certa lettura della sua figura, e gli altri svalutati per il fatto stesso che testimoniano interpretazioni diverse e danno notizie sgradite, o meglio hanno potuto darle fino a che non sono stati cancellati quasi completamente dalla storia con le persecuzioni e la condanna a morte di chi li conservava.

* * *

ma la svalutazione dei contenuti non basta:

Il frammento di papiro è sbiadito

come tutti i papiri dopo qualche millennio…

e le sue dimensioni sono più piccole di quelle di un biglietto da visita.

che cosa volete che conti un biglietto da visita.

Su un lato, ci sono otto righe, leggibili solo con la lente d’ingrandimento.

sarà credibile una cosa scritta così in piccolo?

Il testo conterebbe presumibilmente anche la frase:

«Lei sarà in grado di essere mia discepola».

ora il testo quella frase la contiene, non è un’ipotesi, e il fatto che Maria di Magdala, la moglie di Jeshu, colei che lo unge re di Israele la notte prima della sua cattura, sia da Jeshu considerata una sua discepola, anzi la sua discepola prediletta, è un fatto che risulta molto fastidioso a tutti i suoi seguaci maschilisti legati alla svalutazione della donna dell’ebraismo tradizionale, ma altrettanto documentato anche da altre fonti.

La provenienza del frammento è sconosciuta e anche il suo proprietario ha chiesto di restare anonimo.

si vergogna! 🙂

quanto alla provenienza incerta, purtroppo è un dato comune per i papiri che finiscono sul mercato clandestino, e impoverisce di molto, ma non del tutto, la possibilità di collocarli in un preciso contesto culturale.

* * *

La studiosa di Harvard aveva finora condiviso le sue scoperte solo con un ristretto circolo di esperti in papirologia e linguistica.

Adesso però chiede che anche altri studiosi si esprimano sul frammento.

credo che sarà ben presto accontentata.

se questo è un assaggio, buona fortuna, miss Karen.

e buona fortuna anche alle pie mistificazioni della chiesa cattolica.

è in atto, evidentemente, una diabolica congiura laicista di tutti i papiri ancora dissepolti del Medio Oriente che cercano di farsi scoprire in una successione inarrestabile, da Hag Hammadi ai rotoli del Mar Morto, dal vangelo di Giuda a quest’ultimo.

* * *

una marea di scoperte scientifiche che porrà fine alla mistificazione della storia delle origini del cristianesimo costruita nel IV secolo in parallelo alla sua assunzione come religione di stato del decadente impero romano e mantenuta in piedi fino ad oggi da una religione altrettanto politicizzata e asservita ai diversi poteri esistenti.

e ristabilirà la verità di un maestro di giustizia, che era contemporaneamente un rabbi e  l’erede al trono di Davide, che aveva fratelli e sorelle, fra i quali un fratello gemello, che si sposò ed ebbe un figlio, che fallì nel suo attacco alla monarchia degli usurpatori, ma lasciò al figlio il compito di riprovarci, che venne crocifisso e sottratto alla croce con un sotterfugio, ma morì per le ferite riportate.

e che solamente decenni dopo, per porre rimedio alla catastrofe che aveva annichilito il movimento che lo aveva creato, sostenuto e ricordato, venne trasformato nel fondatore di una nuova religione antiebraica nella quale divenne un Dio.

il Dio perfetto fuori del tempo e dello spazio, a cui dedicare una obbedienza assoluta, non solo fisica, ma mentale, dio del quale aveva bisogno l’impero romano dopo alcuni secoli nei quali era diventato assolutamente impossibile pensare che un Dio fossero ogni volta gli imperatori turpi, dissoluti, meschini, ambiziosi e a volte furiosamente pazzi che ne avevano delineato la storia.

9 risposte a “come si prova a smontare il papiro di Jeshu (Gesù) sposato. – 472

  1. Ciao, di tanto in tanto passo e trovo qualche succulento post religioso! 😉
    Non sarei così sicuro del matrimonio di Gesù, le motivazioni mi sembrano deboluccie. La stessa mistificazione della chiesa nel IV secolo che ha prodotto dei risultati deleteri (magari ci torno con un post fra qualche tempo) non avrebbe avuto il potere di cambiare le informazioni su Gesù che si trasmettevano nelle comunità nelle regioni del Tigri, nonchè alcune comunità africane (in particolare copti). Ma le stesse invasioni barbariche che avrebbero segnato l’inizio della fine dell’impero, avrebbero interferito nei piani di “remake” della storia di Gesù. Storia che invece è pressoché la stessa nelle varie comunità (il pressoché significa con gli stessi elementi importanti per la fede).
    Ovviamente ciò non implica che io abbia ragione e tu torto, semplicemente credo ci siano due possibilità: la prima è che è possibile che Gesù non era sposato (per le altre parentele, come i fratelli però non si può essere così sicuri) la seconda è che una eventuale menzogna risalirebbe a prima del II secolo.
    Anche qui si veleggia nel campo delle ipotesi.
    Concordo con quanto hai scritto nella parte finale riguardo le motivazioni che sorreggevano il passaggio della cristianità a religione di stato e anzi aggiungo che non fu un passaggio trionfale per diversi pastori e cristiani, ma un trauma tremendo, in quel momento la chiesa tradì la sua missione per acquisire il potere.
    I risultati sono sotto gli occhi di tutti ancora oggi, 1600 anni dopo.
    Ciao a presto!

    • caro antonio, dissento su alcuni punti della tua replica.

      che Jeshu avesse dei fratelli è assolutamente certo, se non altro perché lo scrive Giuseppe Flavio a proposito di Giacomo e con lui non vale di certo lo pseudo-argomento dell’uso improprio del termine greco “adelphòs” (che significa “dello stesso utero”) usato per i vangeli; e non mi si può certo venire a dire che l’autore delle lettere di Paolo non sapeva bene il greco! dato che anche lui definisce Giacomo fratello di Jeshu.

      e così non ci sono dubbi sul significato di Judas “toma”, fratello gemello in ebraico, col termine ripetuto anche in greco didimos, inequivocabili,

      e siamo a un papiro del 125 d.C.,; a giudicare da quel che abbiamo il vangelo di “Tommaso”, cioè la raccolta dei “detti di Jeshu trascritti da suo fratello gemello Judas”, che nel IV secolo la chiesa condannò e il più antico testo cristiano e il più diffuso nelle origini del cristianesimo.

      questo testo è stato poi trovato nella cosiddetta “biblioteca” di Hag Hammadi trascritto in copto nel IV secolo, ma esistono due papiri della prima metà del II secolo che ne riportano delle parti e uno in particolare proprio il titolo; il che significa che allora circolava tranquillamente la notizia dell’esistenza dei fratelli di Jeshu, che erano poi un gruppo del “comitato centrale insurrezionale” 🙂 dei 12,

      ma non mi dilungo oltre, se vuoi puoi leggere qui: http://bortoprima.blogs.it/2006/12/22/29_22_dicembre_2005_a_natale_se_devi_dir~1467054/
      è un post di sette anni fa, ma per me conclusivo sulla faccenda.

      del resto se chi viveva alla fine del I secolo (l’autore del vangelo secondo Marco) o nel II secolo (l’autore delle pseduo-lettere di Paolo e quelli degli altri vangeli sinottici) parla con naturalezza della famiglia di Jeshu, perché dovremmo dare più credito a chi ha voluto negarla secoli dopo?

      e veniamo al matrimonio di Jeshu, per me altrettanto certo (ma potrei sbagliarmi, anche se questo costringerebbe ad una radicale reinterpretazione storica dell’intero movimento messianico formatosi prima ancora che lui nascesse e che ha prodotto la figura storica di Jeshu).

      tu hai detto genericamente che gli argomenti sono debolucci.

      a me non pare proprio, però puoi dettagliare, mi faresti un grande favore.

      in particolare, dove si afferma esplicitamente per la prima volta che Jeshu NON era sposato? forse certi silenzi delle fonti dipendono dal fatto che era considerato del tutto ovvio che lo fosse?

      “Era molto raro per gli Ebrei maschi del tempo di Gesù essere celibi, poiché il fatto poteva essere considerato come una trasgressione della prima mitzvah (comandamento divino): “sii fruttuoso e moltiplicati” e ciò per la tradizione ebrea è pressoché impensabile per un rabbi o maestro http://it.wikipedia.org/wiki/Sposa_di_Ges%C3%B9

      impossibile in particolare per il fondatore di una dinastia: sarebbe crollato tutto.

      “il suo celibato, trattandosi di una situazione non comune, avrebbe dovuto essere menzionato e spiegato. Da notare che tuttavia questa spiegazione manca nel caso di san Giovanni Battista o di san Paolo”.

      però loro erano appunto in tutta evidenza dei predicatori e non i fondatori di una dinastia, e il ruolo di Jeshu è ben diverso da quello di Giovanni il Battista; e inoltre le fonti in questo caso sottolineano il loro celibato.

      (parlo di quello di Paolo, in particolare, che viene presentato come qualcosa di strano, mentre non lo sarebbe stato se anche il fondatore fosse stato celibe; la stessa difesa del celibato fatta da Paolo nella Prima lettera dei Corinzi ha senso solo se si ammette che Jeshu fosse sposato, altrimenti non avrebbe avuto senso non citare il suo esempio, e neppure si sarebbe potuto dire che le due condizioni erano simili; aggiungo che occorre rileggersi i passi dei vangeli dove Jeshu parla di eunuchi nel regno di Dio: c’è forse una qualche sfumatura autobiografica? a me non pare proprio).

      se hai tempo e voglia mi piacerebbe approfondire con te l’argomento, in particolare dove parli di “informazioni su Gesù che si trasmettevano nelle comunità nelle regioni del Tigri, nonchè alcune comunità africane (in particolare copti)”, ma qui l’origine dovrebbe essere la stessa.

      “Con il Concilio romano del 386, infatti, venne per la prima volta stabilito che vescovi e sacerdoti sposati non potessero più convivere con le proprie mogli”. http://it.wikipedia.org/wiki/Celibato_sacerdotale

      molto interessante poteva essere la conoscenza delle opinioni dei cristiani del Kerala, scoperti dai portoghesi nel 1400 e rimasti isolati per più di mille anni dal resto del mondo cristiano; qualcuno li fa risalire alla predicazione di “Tommaso” (e paradossalmente il maggiore indizio a favore del fatto che Jeshu non avesse figli viene semmai proprio dai suoi Detti: vedi il n. 13 nella numerazione dell’edizione Einaudi dei Vangeli apocrifi).

      ma non mi risulta che nessuno ci abbia pensato.

      • Innanzitutto scusa per il ritardo ma ho avuto un po’ di … contrattempi in questo periodo.
        Comincio subito col dire che la questione dei fratelli di Gesù per me non è fondamentale per la fede (un po’ come non lo è per i cristiani protestanti), quando accennavo al fatto che non si può essere sicuri delle altre parentele intendevo proprio che io non condivido la visione che esclude a priori eventuali fratelli di Gesù, la ritengo troppo arbitraria.
        Per quanto riguarda il matrimonio, devo dire che tutte le ipotesi che si fanno sono pur sempre ipotesi e le diverse tradizioni non hanno mai tramandato notizie del genere, per cui accetto le ipotesi in quanto tali e attendo ovviamente gli sviluppi di studi più approfonditi. Ovviamente qui la tua visione degli eventi storici è diversa dalla mia, ma è ovvio che sia così, altrimenti saremmo la stessa persona 😉
        Spero di tornare un po’ più spesso. Ciao!!!!

        • caro antonio, come vedi quanto a ritardi della risposta, ne ho accumulato un poso anche io…

          spero che tu legga almeno questo cenno di saluto, con i miei auguri per te dredente di buone feste cristiane.

          credo che tornero’ ancora sulla questione: la certezza che Jeshu fosse sposato nasce dalla corretta interpretazione della sua funzione nella cultura ebraica: come restauratore del regno di Davide Jeshu doveva necessariamente dare degli eredi: che non fosse sposato non era neppure concepibile nella cultura ebraica del tempo; per questo non viene detto piu’ di tanto, era cosa ovvia; solo piu# tardi si cancellarono anche le vaghe tracce di cui ho parlato.

          d’altra parte occorrebbe capire, nel caso contrario, che significato avrebbe per un credente che Jeshu fosse celibe: solo perche’ piu’ tardi, molto piu’ tardi, i preti lo diventarono?

          ma lasciamo le dispute.., un abbraccio, spero che tutto vada bene.

  2. PS: per l’interpretazione giornalistica del papiro concordo con te. L’articolista del Corriere assomiglia a Vespa quando deve dire qualcosa che non gli va, è imbarazzante che in Italia esista un giornalismo di questo tipo.

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