mente da mentire? – borforismi [115]

23 settembre 2012 domenica  17:39

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oltre che a credere in Babbo Natale, fin da piccoli veniamo abituati a pensare che siamo menti che vengono dotate di un corpo.

mi è difficile capire i motivi di questo capovolgimento della realtà dei fatti.

(pare però che imparare a credere alle bugie fin da piccoli aiuti ad accettare le inevitabili menzogne della vita adulta: è solo allenamento precoce).

come è evidente, noi siamo invece corpi vivi, che si dotano di una mente, fino a che vivono.

35 risposte a “mente da mentire? – borforismi [115]

  1. Bortocal, è tutta questione di specchio e di corrispondenza tra quello che vedo e quello che sono.
    Non credo si tratti di capovolgimento della realtà ma di unificare il visibile con l’invisibile. E’ sempre la stessa questione di divisione o alleanza. Da piccoli se vediamo la nostra immagine allo specchio non ci riconosciamo ma siamo.
    Crescendo creiamo la nostra immagine mentale e cerchiamo conferme nello specchio. Se lo specchio non ci riflette sono guai, ma non sempre per fortuna. Credo che la mente sia troppo potente per diventare succube di un corpo ingrato.
    Oggi si cura troppo il corpo e quasi niente la mente. Io li metterei d’accordo, ma ci vuole testa per farlo.
    Non è che abbiamo preso un abbaglio?

    • mettere d’accordo la mente con il corpo?

      certo, è proprio quello che vorrebbe aiutare a fare anche questa riflessione…

      ma come è possibile un accordo se una delle due parti pretende di essere il tutto e di cacciare l’altra?

      e sto parlando della mente, naturalmente, quando pretende di essere anima immortale, a scapito di un corpo mortale.

      tu però dici che questa riflessione non è attuale, perché in realtà oggi sopravvalutato è il corpo.

      per quanto sopravvalutato possa essere, nessuno però crede ad un corpo immortale…

        • la mente cristiana guarda se stessa: vedendo soltanto un corpo, pensa che sia un’altra cosa.

          il corpo che vede (e comprende anche la mente) è certamente reale, però non è immortale, né come corpo né come mente.

  2. un allenamento come tanti altri… i giuristi scandinavi ti direbbero che anche per le regole vale lo stesso, come allenamento ad obbedire.

    bella comunque l’inversione, anche se si capisce abbastanza bene perchè ci si focalizzi sulla mente (credo: perchè si spera così di far acquisire alla gente un auto-controllo che il corpo tenderebbe a non avere)

    • e forse anche perché ciascuno di noi insegue l’immortalità.

      e siccome quella del corpo non può essere affermata, a che cosa possiamo riferire la nostra voglia di immortalità se non ad una mente sganciata dal corpo, che poi chiamiamo anima?

      • e questo ci riporterebbe ad un’altra, lunghissima discussione che abbiamo altrove sostenuto (quella su arte e memoria).
        ora, quasi per rimettere il dito nella piaga, a me viene quasi da ricollegarle queste due discussioni…. infatti, se il corpo è destinato a perire mentre la mente-anima ha chances di salvarsi e perdurare, potremmo leggere tutta la discussione sulle “opere” umane e sulla loro “memoria” come una versione storico-materialista dell’immortalità, quindi un approccio per chi non voglia seguire letture “metafisiche” o trascendenti.

        • io non penso che la mente-anima abbia vere possibilità di salvarsi: semplicemente la sua decomposizione è un poco o più di un poco più lenta, ed esce dal quadro di osservazione individuale.

          tanto è il nostro bisogno di immortalità che questo ci basta per attaccarci all’idea che almeno l’anima-mente sia immortale.

          in questa fede laici e credenti si differenziano solo per qualche particolare.

          del resto il problema della scissione fra mente e corpo e l’impossibilità della mente di accettare la sua mortalità potrebbe perfino avere una base fisiologica, dato che il corpo è formato da cellule rinnovabili che si avvicendano nel corso della vita, ma il cervello è l’unico organo umano fato da cellule che non subiscono ricambio.

          • oh no, non attribuivo a te questa interpretazione. semplicemente la prendevo a modello logico.

            in effetti, l’idea che la decomposizione mentale sia più lenta di quella fisica è un assunto alquanto problematico: poteva reggere in tempi precedenti, quando il lavoro fisico “distruggeva” il corpo molto rapidamente. ma oggi? oggi in cui regna l’alzheimer?
            quanti casi vediamo di persone fisicamente ancora più o meno “funzionanti” la cui mente li ha abbandonati….
            non dovremmo, quindi, oggi ripensare tale idea?
            (cosa, in qualche modo, avvalorata anche dal dato biologico sulla rinnovabilità delle cellule)

            quanto alla mia distinzione, concordo sul fatto che è marginale. ma non parlerei di “laici”, piuttosto “materialisti”.

            • ho dato per scontata la discussione precedente, e parlando di decomposizione più lenta della mente, mi riferivo alla sua possibilità di sopravvivenza parziale attraverso la scrittura o altre forme di fissazione della memoria.

              forse sono oscuro o involuto, perché mi si potrebbe obiettare che anche l’immagine del corpo può sopravvivere.

              eppure un corpo che riesce a sopravvivere almeno in immagine non potrà essere scambiato mai per un corpo vivo e vero, mentre per la mente non è così.

              anche se il corpo- mente che ha prodotto certi testi o certe immagini non c’è più, noi sentiamo ancora vive e attuali le parole di un corpo perduto, in particolare se eravamo già abituati a leggerle.

              leggendo i versi di una poesia e perfino ascoltando una canzone, niente ci dice se l’autore è vivo o morto.

              come il gatto di Schroedinger, lui resta in uno stato intermedio, finché non vanga un osservatore a sciogliere il busillis.

              mi pare tuttavia che la nostra discussione stia navigando fra troppi equivoci, sbaglio? 🙂

            • ah, dimenticavo (anche se poi magari il mio commento di risposta verrà anticipato all’altro ;)): per me il materialismo può essere una variante di religione, il laicismo no; per questo ho usato laico piuttosto che materialista.

      • Il desiderio di immortalità è un mito che non invecchia. E la vita ha l’eternità del mito perchè si ripete in modo costante. Zarathustra desidera fortemente il ” nuziale anello degli anelli, l’anello del ritorno” e dice:<>. Il mito
        ritorna ed è storia dell’uomo. Tutto finisce e nasce di nuovo, ed è gioia la creazione.

  3. Ora ho capito perchè saltano le parole, Bortocal vuole solo gli apici e non ama i caporali.
    Riprovo
    Il desiderio di immortalità è un mito che non invecchia. E la vita ha l’eternità del mito perchè si ripete in modo costante. Zarathustra desidera fortemente il ” nuziale anello degli anelli, l’anello del ritorno” e dice: “.Ancora non trovai donna da farmi desiderare figli, se non questa donna, che io amo: perché ti amo, Eternità”. Il mito
    ritorna ed è storia dell’uomo. Tutto finisce e nasce di nuovo, ed è gioia la creazione.

    • non saprei dire perché quando usi le virgolette la citazione non salta, e se invece usi i segni matematici di maggiore e minore sì, a suppongo che sia un meccanismo di wordpress, io c’entro poco.;)

      per il resto, se l’uomo si accontentasse dell’eterno ritorno sul quale si fonda l’eternità della vita non avrebbe bisogno di credere nell’anima, e questo Nietsche lo sapeva benissimo.

      il fatto è che invece non si accontenta dell’eternità mitologica, ed allora nasce il cristianesimo, in cui i nuovi eroi (i santi) diventano immortali senza essere più mitologici, ma storici.

      • Dal film “Nostra Signora dei Turchi” del 1968:

        “Ci sono cretini che hanno visto la Madonna e ci sono cretini che non hanno visto la Madonna. Io sono un cretino che la Madonna non l’ha vista mai. Tutto consiste in questo, vedere la Madonna o non vederla. […] I cretini che vedono la Madonna hanno ali improvvise, sanno anche volare e riposare a terra come una piuma. I cretini che la Madonna non la vedono, non hanno le ali, negati al volo eppure volano lo stesso, e invece di posare ricadono. […] Ma quelli che vedono non vedono quello che vedono, quelli che volano sono essi stessi il volo. Chi vola non si sa. Un siffatto miracolo li annienta: più che vedere la Madonna, sono loro la Madonna che vedono. E’ l’estasi questa paradossale identità demenziale che svuota l’orante del suo soggetto e in cambio lo illude nella oggettivazione di sé, dentro un altro oggetto. Tutto quanto è diverso, è Dio. Se vuoi stringere sei tu l’amplesso, quando baci la bocca sei tu. […] Ma i cretini che vedono la Madonna, non la vedono, come due occhi che fissano due occhi attraverso un muro: miracolo è la trasparenza. Sacramento è questa demenza, perché una fede accecante li ha sbarrati, questi occhi, ha mutato gli strati -erano di pietra gli strati- li ha mutati in veli. E gli occhi hanno visto la vista. Uno sguardo. O l’uomo è così cieco, oppure Dio è oggettivo. […] I cretini che non hanno visto la Madonna, hanno orrore di sé, cercano altrove, nel prossimo, nelle donne – in convenevoli del quotidiano fatti di preghiere – e questo porta a miriadi di altari. Passionisti della comunicativa, non portano Dio agli altri per ricavare se stessi, ma se stessi agli altri per ricavare Dio. L’umiltà è la conditio prima. I nostri contemporanei sono stupidi, ma prostrarsi ai piedi dei più stupidi di essi significa pregare. Si prega così oggi. Come sempre. Frequentare i più dotati non vuol dire accostarsi all’assoluto comunque. Essere il più gentile dei gentili. Essere finalmente il più cretino. Religione è una parola antica. Al momento chiamiamola educazione”.

  4. se metti la citazione dentro i caporali () i caporali restano e salta la citazione
    se vuo che la citazione resti devi usare gli apici (” “). Ho fatto la prova e mi è toccato di riscrivere. 🙂

    • tu chiami apici quelle che io chiamo virgolette “”

      e io ho provato a chiamare apici <> quelli che tu chiami caporali.

      ma che non sono sicuro che abbiano alcun tipo di autorevolezza effettiva e perfino di popolarità in questo blog 😦

  5. accetto la precisazione terminologica, che ha una sua ragion d’essere (fra l’altro, molto acuta).

    quanto agli equivoci… vero. ma non ti viene quasi da pensare che siano il sale di ogni discussione? ovvero, se vi fosse una piena, immediata, assoluta comprensione del discorso altrui, sarebbe possibile discutere? e, soprattutto, sarebbe possibile per la discussione evolvere?

    le tue precisazioni sulla diversa sopravvivenza della mente e del corpo sono intriganti.
    ma:
    – non sono esse stesse frutto della menzogna iniziale? (o forse era questo stesso il senso del tuo post…)
    – non potremmo dire il contrario per altre opere: le piramidi? la muraglia cinese? senza dubbio, anche lì vi è una componente celebrale, ma non mi pare che (almeno di primo impatto) sia quella che più ci colpisce

    • certo, gli equivoci hanno qualcosa di più piacevole della perfetta comprensione…

      il che fa addirittura pensare che il vero profondo equivoco si annidi piuttosto lì dentro… 🙂

      per il resto (nella fretta di uscire a cena con la figlia cinese…) sì alla prima domanda.

      e questione apertissima la seconda: se non fosse che il fatto che si possa sopravvivere sia attraverso le piramidi che con la Divina Commedia dimostra appunto che la distinzione fra mente e corpo non regge.

      chieso scusa della fretta e fino a più tardi, passo e chiudo.

  6. Pingback: 30.001 visite al blog – 383 – comma22corpus·

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