43 risposte a “l’astuzia della ragione. borforismi [129]

  1. Ritorna l’articolo 3 della Costituzione “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
    Ma dobbiamo leggerlo sapendo che contiene princìpi di ordine etico e filosofilco, non regole tecniche. Gli uomini non sono uguali per natura. La “civiltà” poi li rende ancora più diversi. E l’uguaglianza che c’entra? Potremmo renderli più simili eliminando tutte le differenze esterne lasciando solo quelle naturali.
    E’ vero, ma dovremmo fare un viaggio all’indietro per tornare all’età della pietra.
    Ma perché? Neanche la nostra Costituzione ci vuole uguali. Ci vuole pari nella dignità ( spero Bortocal di averti fatto capire 🙂 il perché l’uguaglianza è concetto politico e la parità concetto etico) e uguali davanti alla legge (che dovrebbe rimuovere tutti gli ostacoli per dare a tutti la possibilità di migliorarsi e vivere felici).
    Se siamo diversi, a ciascuno il suo diritto. L’uguaglianza genera diseguaglianza perché è contro natura e contro la storia dell’uomo.

    • no, il mio spunto non è un diretto commento alla Costituzione, che in questo articolo non sta parlando di diritti, ma di dignità, e peraltro la riserva ai cittadini.

      Costituzione di un tempo beato in cui dall’Italia si emigrava soltanto; la presenza di esseri umani senza cittadinanza ha fatto sì che la Costituzione della pari dignità diventasse il manifesto programmatico delle diseguaglianze non solo di diritti, ma anche di dignità sociale.

      però io mi chiedo se, oggi, per mantenere le diseguaglianze nelle forme mostruose che hanno assunto, sia proprio necessario dire che tutti gli uomini hanno pari dignità, anche se sono dei miserabili.

      non è vero, è una bugia! l’accattone indiano che tende la mano tremante sul punto di morire di fame non ha affatto la stessa dignità mia, che posso decidere se dargli o no la moneta che gli salva la vita fino a domani.

      ma allora la parità concetto etico è una mistificazione, e l’uguaglianza concetto politico un sogno puerile che può diventare un incubo?

      • No, dovremmo continuare a sperare in un cambiamento culturale. La cultura, anche la tua, resiste e può rinascere dalle macerie. L’articolo 3 è fondamentale per il cambiamento e lo è anche il successivo articolo
        9 che parla di sviluppo della cultura e quindi di valorizzazione dei saperi. Mi viene la malinconia pensando
        alla dignità scippata all’indiano che dignitoso resta (forse) solo nel cuore. Devo rileggere Sen, il regalo che ti ho regalato, e dirti grazie per averlo accolto in un battito d’ali. Il pensiero di Sen corre sempre verso gli oppressi e gli emarginati e li cerca per salvarli. E ribalta la logica di una economia che divora tutti per soddisfare la grande pancia di pochi. Grazie Bortocal 🙂

        • mi ha molto colpito, direi fulminato, leggere qualcosa della vita di Sen dopo avere scritto questo commento, e avere saputo che determinante nella sua formazione fu l’aver visto da bambino morire di fame un mendicante sui gradini della sua scuola in India…

          sono senza parole: è la stessa immagine che mi è passata per la mente citandolo.

          l’unica spiegazione razionale che trovo è che io avessi già letto la biografia di Sen e che poi l’avessi consapevolmente dimenticata.

          per il resto, la cultura non si diffonde mai universalmente, può fare come i ghiacciai dell’Artide, allargarsi e restringersi, o anche sparire del tutto come pare faranno loro nell’estate del 2016, ma non coprirà mai la terra intera.

          la cultura sarà sempre di nicchia per il motivo banale che gli esseri umani sono prevalentemente stupidi e anche molto stupidi: questo non smette di renderli adorabili o almeno compatibili, naturalmente, a seconda dei casi.

          però cancella ogni possibilità che sia mai la cultura dirigere la vita degli uomini.

          (so che non intendevi questo, la cultura che rinasce è solo la cultura che sopravvive, ma a proprio uso e consumo soltanto).

          risveglio cupamente pessimista, lo ammetto.

          e quello che in questo momento mi si sta facendo chiaro (per l’ennesima volta) è l’inconsistenza della democrazia formale: sempre, ma soprattutto dove il popolo si è abbrutito.

          .

          • Suvvia, tante nicchie messe insieme fanno un territorio articolato, una cittadella trecentesca con le basole di pietra che non si possono divellere. La tua nicchia è importante! Sta toccando tanti nervi scoperti e ne parliamo. Stai facendo la tua parte, e non è poco, e io ti vengo appresso e altri si possono svegliare dal colpo di sonno.
            Intanto, buon risveglio a te che sei già sveglio 🙂

          • Tu dici che la cultura è di nicchia perché la maggioranza è scimunita. Sen dice che alla scimunitaggine si può rimediare con la “capacità” e che ” un impegno sociale per la libertà dell’individuo deve implicare che si attribuisca importanza all’obiettivo di aumentare la capacità che diverse persone posseggono effettivamente, e la scelta tra diversi assetti sociali deve venire influenzata dalla loro attitudine a promuovere le capacità umane…aumentare le capacità umane deve costituire una parte importante della promozione della libertà individuale”.
            Bortocal, verità è che ci hanno reso stupidi. Verità è che non vogliono rimediare, perché gli stupidi fanno comodo alla bella “democrazia”.

            • verità è anche che il sonno degli stupidi genera molti più mostri del sogno della ragione, ma che chi cerca di svegliare gli stupidi rischia solo le male parole.

              gli stupidi mica vogliono essere svegliati, del resto il risveglio non li renderebbe più intelligenti, ma solo più consapevoli, e dunque il rifiuto di svegliarsi è per loro anche una forma di difesa dal dolore di scoprirsi stupidi.

              quindi chi cerca questa azione che lui definisce razionale, ma è in realtà vagamente dissennata, rischia sempre qualcosa, e in fondo senza vera ragione.

              tuttavia, come dire, maria? è inutile continuare ad esortare chi stupido non è ed è consapevole di vedere in qualcosa più chiaramente degli altri, a starsene zitto e buono senza rompere le scatole a chi vegeta bene nella sua inconsapevolezza: non ci riuscirà mai!

                • sei sicura?

                  pensa che io ho la presunzione opposta, di essere un pochino più popolare di te nella comunicazione… 🙂

                  ma certo hai ragione per quel che riguarda il disprezzo degli stupidi.

                  perché la vita mi ha insegnato che ci sono degli stupidi che sono desiderosi di imparare quasi come le persone intelligenti, che sanno sempre di non sapere, ma sanno bene che cosa non sanno.

                  gli stupidi desiderosi di imparare sono già sulla strada dell’apprendimento e a volte sono in un atteggiamento migliore di chi presume già di sapere molto (come me).

                  ma niente è più odioso e inutile di uno stupido fisso nel suo mondo chiuso ed ostile ad ogni cambiamento di mentalità.

                  e sinceramente non capisco per quale motivo si debba risparmiare agli ottusi di rinfacciargli il tempo perduto della loro vita.

                  tu dici che è presunzione aristocratica?

                  no, io credo che ci siano alcuni casi di una chiarezza assoluta dove il rimprovero è un dovere civile… 😉

                  e perfino una forma di solidarietà umana, per quanto molto poco apprezzata…

              • a ” non starsene zitto e buono e rompere le scatole a chi vegeta bene nella sua inconsapevolezza” contribuisce a fare capacità. E siccome tu non sai stare zitto, aiuti Sen a realizzare il suo progetto. Sei come il
                secondo figlio, quello che dice no e fa sì, della parabola dei due figli, tanto cara all’attuale papa che predica bene, ogni tanto, e razzola male, sempre. 🙂

                • cominciare a non predicare bene è il primo passo per opporsi alla nefanda abitudine di predicare bene e razzolare male; se poi arriva anche il secondo (razzolare bene), it will be wonderful…

                  (esco da un pomeriggio intero passato a chattare in inglese col Nepal, in una lingua che non conosco.

                  namasté.)

                  • Ti faccio da segretaria , cosa vuol dire NAMASTE’?
                    La parola namaste letteralmente significa “mi inchino a te”, e deriva dal sanscrito: namas (inchinarsi, salutare con reverenza) e te (a te). A questa parola è però implicitamente associata una valenza spirituale, per cui essa può forse essere tradotta in modo più completo come saluto (mi inchino a) le qualità divine che sono in te. Unita al gesto di unire le mani e chinare il capo, potrebbe essere resa con: le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine che sono in te, o anche, meno sinteticamente, unisco il mio corpo e la mente, concentrandomi sul mio potenziale divino, e mi inchino allo stesso potenziale che è in te. In sostanza, dunque, il significato ultimo del saluto è quello di riconoscere la sacralità di ognuno di noi. Oltre a essere un saluto buddhista, è anche indù, che vuol dire mi inchino alla luce del dio che c’è in te.

                    • 🙂

                      “fior fiore dai commenti:
                      Namasté, per il suo significato, è il saluto più bello che esista: è un modo per provare ad incollare il tuo interlocutore nel momento dell’incontro, al suo lato migliore, è un modo per iniziare una comunicazione con la promessa anche da parte tua, al momento in cui lo ripeti, di esprimere il divino che è in te”.

                      chi è l’autore di questo commento, inviato su un altro blog?

                      (Bortocal)

                • Bortocal, ho fatto un torto alla logica e anche al papa, nell’ultimo rigo avrei dovuto scrivere “quasi sempre” anziché “sempre”. Chiedo venia 🙂

              • Dovremmo essere liberi e uguali per capire chi è stupido e chi no ( forse c’entra Popper). Se non si rimuovono gli “ostacoli” che si incontrano fin dalla nascita è facile scambiare un disgraziato per cretino. Troppo facile. L’uguaglianza formale, che sembri detestare, vuole le classi sociali. Questo modello è adottato dalla scuola che tratta gli studenti come se fossero uguali ( certe volte discrimina in modo volgare, ma per ora lasciamo perdere), cristallizzando le differenze culturali di partenza ( rimuove gli ostacoli?). Così facendo ci ha convinti che le diseguaglianze culturali siano dovute a differenze naturali. Senza dire che il prof trasmette valori di alcune classi.

                • veramente parlavo di blogger, non di studenti: non ho mai conosciuto ragazzi cretini nel senso in cui uso sopra la parola, e per me, per definizione quasi, nella scuola, ma direi nell’adolescenza, non ne esistono.

                  quanto agli adulti l’analisi delle cause sociali non pregiudica l’analisi degli esiti individuali…, e credo che i due piani non vadano confusi fra loro, come io ho fatto per anni, altrimenti l’esito è una paralisi esistenziale. 😦

                  le cause sociali on possono diventare giustificazioni individuali considerando che c’è anche chi supera i condizionamenti, volendo.

                • dire che “dovremmo essere liberi e uguali per capire chi è stupido e chi no” è esattamente come dire che non lo possiamo dire mai.

                  e non è vero!

                  anche tu lo dici, ogni tanto!

                  diverso è pensare di avere assolutamente ragione nel dirlo, ma per il resto siamo umani, e togliamoci la soddisfazione, ogni tanto… 😉

                  • No e no, io me la prendo con il peccato e salvo il peccatore 🙂 Ma non sapevo che peccassero di cretinaggine solo i blogger 🙂 Ora che so, me la prendo anche coi peccatori

  2. @ maria x il commento delle 20:15.

    le mie fonti, ufficiali oppure no, dicono la stessa cosa delle tue, e cioè che Ratzinger non può sbagliare sempre: sarebbe una specie di dogma della fallibilità pontificia al contrario… 🙂 🙂 🙂

    ma è proprio per questo che sono così curioso di sapere dove non sbaglia(ovviamente basta anche un esempio solo… ;)).

  3. questa è la sintesi della grande contraddizione del diritto “borghese”: la pretesa di essere universale in quanto generale ed astratto, di superare così le distinzione che la storia aveva stratificato in mille titoli diversi senza rendersi conto, invece, di dar libero corso ad altre forme di disuguaglianza.
    uguaglianza formale ed uguaglianza sostanziale non coincidono affatto.
    ma possiamo pensare di abbandonare la prima senza sicurezza di ottenere la seconda?
    l’uguaglianza formale è un caposaldo minimo, ma temo indispensabile, della nostra civiltà giuridica.
    non a caso, in seguito, le corti costituzionali hanno dato libero accesso alle “discriminazioni positive”, che altro non sono se non eccezioni a quel principio per favorire tutte le categorie svantaggiate

    • mi unisco a maria nella sua supplica, che in me diventa o invocazione o pressing o ultimatum. 🙂

      hai qui davanti a te un lettore con un’occhio operato alla cataratta, e l’operazione non è riuscita bene e ci vede un poco opaco e l’altro occhio con la cataratta che avanza…, abbi pietà di me.

      ti ho perfino trovato un bel tema grigio verde (absit…) che mi pareva carinissimo: che cosa ci vuole a fare solamente una prova?.

      • non credo di voler cedere né alla supplica, invocazione, pressing o ultimatum…. 😉
        non voglio, ovviamente, farti un torto e me ne dispiacerei molto.
        però quel tema e quello stile mi piacciono davvero… eppoi, sinceramente, cambiarli è un lavoraccio che non voglio affrontare. non ora.
        comunque sia. ho trovato abbastanza rapido creare un nuovo blog “di facile lettura” nel quale ripubblicare tutto (ci proverò, l’intenzione è quella….). anche se coordinare le cose, specie i commenti si preannuncia una seccatura. vedremo quanto a lungo può reggere questo esperimento

        http://easyredreader.wordpress.com/

        • continuo ad intromettermi nei fatti tuoi, e mandami pure a quel paese, o semplicemente smetti di rispondermi; oltretutto rischio per passare per un esperto di blog, che non sono.

          questo è il terzo tema che uso su wordpress: cambiare tema non mi ha mai dato problemi e non ho mai dovuto cambiare widget né altro, salvo la foto della testata (spero di non ricordare male).

          sono sempre e soltanto andato in Bacheca, poi sulla colonna di sinistra ho cliccato su “Aspetto” e nella tendina che si apre su “Temi”; aperta questa pagina scendo su “Temi disponibili”: nel “cerca” inserisco il nome del tema; in un commento io ti avevo suggerito “Vostok”, che è un buon compromesso, perché conserva alcune caratteristiche del tuo, ma ha una leggibilità decisamente migliore.

          a questo punto ti si visualizza, e clicchi su Anteprima dal vivo, e te lo vedi; se non ti piace chiudi e non fai altro; lo attivi solo se ti piace, e come vedrai in questo tema lo sfondo è semplicemente grigio anziché nero cupo, e basta questo a leggere bene.,

          ma il bello è che, anche dopo averlo attivato, in ogni momento puoi ritornare al tuo look precedente facendo in 30 secondi il processo inverso inserendo di nuovo.il nome del tema attuale (che ti dicevo allora, è specializzato per post fotografici).

          naturalmente restando su questo tema potresti giovare un poco ai vecchietti che aspirano di leggerti aumentando leggermente la grandezza dei caratteri, operazione altrettanto facile..

          credo che qualunque di queste soluzioni sia infinitamente più economica che rebloggare ogni giorno i tuoi post su un secondo blog.

          comunque adesso vado a vederlo, e poi taccio per sempre (solo su questo argomento, naturalmente…:))

    • e adesso ti rispondo nel merito, riproponendo il tema appena accennato.

      sono convinto che l’eguaglianza formale apparente non sia affatto una garanzia, ma una mistificazione DENTRO la quale si nasconde la diseguaglianza sostanziale.

      se proviamo a riflettere ci accorgiamo subito che le mostruose diseguaglianze prodotte dalla civiltà tecnologica apparirebbero immediatamente inaccettabili se non fossero MASCHERATE da questa eguaglianza giuridica che IN REALTA’ è invece proprio lo strumento attraverso il quale si realizzano.

      insomma l’eguaglianza dei diritti è la narrazione mitografica per introdurre la disparità delle condizioni.

      se non ci fosse la finzione che gli uomini hanno tutti le stesse possibilità chi potrebbe accettare che alcuni muoiano di fame e altri guadagnino centinaia di milioni di euro l’anno?

      occorre passare attraverso una critica della democrazia formale per arrivare ad un mondo nuovo…

      coglimi pure in contraddizione, stasera sono stanco.

  4. @ redpoz
    Caro Redpoz, ti avevo lasciato a smanettare coi colori. Sono ritornata a guardare il tuo blog per leggerti.
    Sei veramente bravo, il problema è che non posso vederti bravo fino in fondo. I miei occhi non reggono
    la sfida 🙂 e non ho problemi di diottrie 🙂
    Pensaci, Redpoz
    Complimenti per la sintesi che sta sopra.

    • maria, mi ero perso la tua risposta.
      come ho detto sopra a bortocal, sono un pò “affezionato” in fondo a questo stile.
      ed un pò non ho voglia di affrontare tutti i cambiamenti (widget, colori… etc. etc) che un nuovo tema mi impone.
      potrei passare al bianco, ma non mi ispira granchè….
      quindi, almeno come soluzione di compromesso, ho intanto creato un nuovo blog più “accessibile” ove ripubblicherò gli stessi contenuti e col quale cercherò di coordinare i commenti:
      http://easyredreader.wordpress.com/

  5. @ redpoz
    Caro Redpoz, il tuo post ha visto la luce! Potresti 🙂 usare il blu o il rosso amaranto o il verde inghilterra 🙂 per le parole che vuoi evidenziare, anziché il ceruleo. E ancora, ma solo per le parti fondamentali, caratteri più grandi. Non ti arrabbiare Redpoz, sei tanto bravo.

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