test dell’Unione: insicure le centrali nucleari europee. – 488

1 ottobre 2012 lunedì  19:39

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dopo Fukushima l’Unione Europea ha ordinato un’inchiesta sulle condizioni di sicurezza dei 145 reattori atomici, attivi oppure spenti, presenti in 68 impianti nucleari di 14 dei 27 paesi dell’Unione.

i risultati dovevano uscire la primavera scorsa, poi si decise uno slittamento; si conosceranno ufficialmente al prossimo vertice del 18-19 ottobre, ma oggi in Germania sono uscite le prime indiscrezioni sullo Spiegel (notizia di apertura, non si fa fatica a trovarla) e sul Die Welt, anche attraverso una intervista al Commissario Europeo tedesco Oettinger.

Oettinger è un conservatore della CDU, era il presidente del Land del Baden Wuerttemberg, dal quale fu promosso a Bruxelles, dopo evidenti segni di impopolarità, ad esempio ad un incontro con la comunità italiana arrivò con molto ritardo perché poco prima, in un’altra riunione pubblica, una contestatrice lo aveva centrato con una torta in faccia.

quando si dice i tedeschi, eh?

e dunque Oettinger non è certo un antinuclearista, però onestamente deve dire che 12 impianti nucleari tedeschi non hanno passato la prova: carenza di misure adeguate a prevenire possibili incidenti a seguito di terremoti: e perché sinora semplicemente non si era neppure presa in considerazione l’idea che un terremoto potesse colpire una centrale nucleare tedesca.

e pensare che una di queste centrali, quella di Neckarwestheim, qualche tempo fa contestata con una catena umana di manifestanti lunga 27 km, non è neppure troppo lontana da Stuttgart, la capitale del Land di Oettinger. 154. Sehnsucht nach Stuttgart: nostalgia di Stoccarda.

e che il Baden-Wuerttemberg è certamente la regione più sismica della Germania, e un piccolo terremoto ci fu qualche anno fa quando abitavo ancora là.

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la situazione di insicurezza degli impianti tedeschi non è però affatto affatto isolata: l’indagine è stata condotta in 24 delle 68 centrali, e in pratica nessuna è risultata in regola; per migliorarle serviranno da 10 a 25 miliardi di euro.

particolarmente critica anche per altri aspetti è la situazione di tre centrali nucleari, quella di Temelin nella repubblica ceca, di Olkiluoto in Finlandia e quella di Forsmark in Svezia.

ma la situazione globale peggiore nei 134 reattori europei ancora in funzione è quella della Francia, nella quale non sono state studiate forme di protezione non solo dai terremoti, ma anche da possibili inondazioni, e ci sono ben 55 centrali nucleari da rimettere a norma secondo nuovi standard che tengano conto dell’esperienza fatta con gli incidenti nucleari di questi anni.

* * *

sottolineo due aspetti:

1) solo 14 paesi su 27 dell’Unione Europea hanno impianti nucleari sul loro territorio; tra questi c’è anche l’Italia, che è uscita dal nucleare nel 1987 con un referendum, poi riconfermato l’anno scorso, e che Berlusconi non è riuscito a far ridiventare un paese nucleare; pertanto la maggioranza dei paesi europei, 14 su 27, è contraria allo sviluppo del nucleare; se ci si aggiunge anche la Germania, che ha deciso di uscirne con una  legge del Parlamento, l’equilibrio si sposta ancora e sono 15 paesi antinucleari e 12 per il nucleare.

Hollande ha intanto annunciato la chiusura per il 2016 della più vecchia centrale nucleare francese, quella di Fessenheim, in Alsazia, al confine col Baden-Wuerttemberg tedesco, e sta mantenendo l’impegno a ridurre entro il 2025 la dipendenza della Francia dall’energia atomica dal  75% di elettricità prodotta oggi dalle 55 centrali nucleari del paese al 50%.

ecco l’andamento dell’industria nucleare nel mondo: in verde i nuovi impianti costruiti, in rosso quelli smantellati:

2) le condizioni di sicurezza delle centrali nucleari non riguardano soltanto quelle attive, ma anche quelle chiuse, che sono 11, che sono state pure sottoposte all’indagine dell’Unione Europea: almeno fino a che non siano smaltite le scorie nucleari.

e a questo punto mi viene irresistibilmente in mente la centrale nucleare di Caorso, a una cinquantina di km da casa mia e mica troppo lontana neppure dalla zona del sisma dell’Emilia.

quanti sanno che Caorso è stata chiusa, sì, ma i materiali nucleari per farla funzionare sono ancora  lì? anzi, la situazione sembra addirittura peggiorata: 

a Zerbio di Caorso esisteva ancora nel 2000 un “piccolo deposito” di migliaia di fusti di scorie radioattive sdoganate in semplici fusti, ben lontano dal reattore dove dovevano restare confinate, e nessuno ha mai fatto un serio monitoraggio dei livelli di radioattività nelle zone del comune e dei comuni limitrofi.

da notizie pubblicate sul web, e quindi da prendere con le pinze, nel 2011 il giornalista Gianni Lannes aveva scoperto che il governo Berlusconi aveva affidato lo smantellamento delle centrali nucleari alla società Ecoge, che ha sede a Genova, “dietro la quale sembra esserci la ‘ndrangheta”.

viene riferito, come dato di fatto, che “questa società carica i rifiuti nucleari in container che da Caorso vanno a Genova e poi a La Spezia, in attesa di essere caricati su navi, che a detta del giornalista, verrebbero fatte affondare nel Mediterraneo. E’ assodato che questo metodo è stato largamente usato dalle mafie in passato per “smaltire” rifiuti tossici. Il quotidiano La Stampa, come tutti gli altri giornali italiani, ha impedito a Lannes di pubblicare l’inchiesta”. Dove vanno i rifiuti nucleari di Caorso

in sostanza la centrale termonucleare di Caorso nel corso di questi anni è stata a poco a poco dimenticata lasciando irrisolto un problema scomodo, enormemente costoso.

* * *

paghi della chiusura, gli elettori che la imposero prima e poi la confermarono con due referendum, si sono dimenticati che una centrale spenta, ma piena di sostanze radioattive, è ancora pericolosa.

la centrale sorge del resto sulle rive del Po e nell’autunno 2000 è stata letteralmente graziata dalla furia delle acque.

così come nel maggio di quest’anno dal non lontanissimo e a detta degli esperti imprevedibilissimo terremto.

* * *

questo post è un altro risultato, positivo della mia decisione di ignorare d’ora in poi tutti i quotidiani italiani on line che hanno difeso Sallusti, cioè semplicemente di ignorarli tutti, e di concentrarmi sulla stampa straniera (per me quella tedesca).

bene, si conferma che se ne ricavano informazioni oggettivamente più utili intorno a problemi che ci riguardano da vicino.

2 risposte a “test dell’Unione: insicure le centrali nucleari europee. – 488

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