Transparency International: già in crisi il candidato SPD anti-Merkel. – 494

5 ottobre 2012 venerdì  06:51

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pochi giorni fa la SPD ha finalmente scelto il candidato anti-Merkel delle prossime elezioni politiche tedesche 2013: ogni confronto col caos che domina il Partito Democratico in Italia per le elezioni di primavera è fuori luogo ed espone di nuovo l’autore di questo blog all’accusa di essere antiitaliano o, peggio per alcuni :(, filotedesco…

voci di dubbio sulla scelta, si sono levate subito, dato che Steinbrueck sembra soprattutto uno specialista nel perdere le elezioni, e questo forse è il vero scopo che la SPD vuole raggiungere…

ma qualcun altro ha obiettato che, essendo il candidato socialdemocratico più spostato a destra, già ministro delle finanze nel precedente governo Merkel di grosse Koalition, era il candidato più adatto a togliere voti al centro alla Merkel, e in fondo quello che avrebbe potuto meglio garantire un merkelismo senza la Merkel (eventualmente) oppure, molto più realisticamente una nuova grosse Koalition su linee sempre di merkelismo appena un poco corretto.

pochi commentatori politici italiani delle cose tedesche sembrano infatti in grado di capire che la politica tedesca (e in altri paesi) non è una politica personalistica fatta dai candidati, ma una linea di equilibrio sociale dei poteri reali che può subire in fondo poche oscillazioni di sostanza: e dunque non è la Merkel che dà la linea alla Germania, come noi pensiamo debba essere la politica secondo una logica italiana, ma la Germania che dà la linea alla Merkel.

* * *

la designazione di Steinbrueck sembra tuttavia un clamoroso passo falso: il quotidiano progressista Der Spiegel lo attacca oggi nell’articolo di apertura per la scarsa trasparenza dei suoi redditi personali: Transparency International rimprovera Steinbrück.

mentre scrivevo il post, l’articolo è passato in seconda posizione, per dare spazio alla crisi turco-siriana.

* * *

non sono un ingenuo e posso pensare che lo Spiegel preferisca tirare la volata ai Verdi.

però, da bravo italo-tedesco provvisoriamente immigrato in Italia :), sono lieto di apprendere che esiste un’organizzazione internazionale che si  chiama Transparency International.

qualcuno ne sa qualcosa da noi?

* * *

e, soprattutto, che cosa aspetta Repubblica, l’equivalente italiano, più o meno, dello Spiegel, ad aprire una simile campagna contro Renzi (per la condanna subita dalla Corte dei Conti) o contro Bersani (per il suo rapporto con Penati)?

tiro a indovinare, naturalmente, perché Repubblica, da Sallusti in poi, io non la leggo più, ma se dovessi avere sbagliato qualche lettore mi mandi il link all’articolo in questione: mi cospargerò il capo di cenere, farò pubblica ammenda, e perfino – è la peggiore delle punizioni – tornerò ad aprire il sito di Repubblica per fare il copia e incolla della notizia, giuro.

10 risposte a “Transparency International: già in crisi il candidato SPD anti-Merkel. – 494

  1. tu continui a presentare lo Spiegel come un giornale progressista… io, ripensando anche alle sue origini, lo vedo quasi più come un giornale liberale-conservatore (anche se riconosco che i conservatori tedeschi sono progressisti per noi!).
    di qui, mi riesce un pò difficile pensare che voglia tirare i verdi…

    comunque, la scelta di Steinbrueck ha sorpreso e deluso anche me.
    ma la tua analisi potrebbe esser giusta: o prendere i voti che mancano al centro (tanto a sinistra si può fare un rosso-verde) o perdere, per evitare una Grosse Koalition che, come dicevamo, peserebbe moltissimo all’SPD.
    ma un terzo mandato per la Merkel sarebbe quasi disastroso per l’europa….

    Trasparency international ogni tanto salta fuori…
    su Repubblica: ancora niente su Bersani, ma Scalfari ha stroncato per bene Renzi nel suo ultimo editoriale
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/09/30/come-arrivare-al-dopo-monti-in-buona.html?ref=search

    • mah, forse a questo punto dovremmo chiederci che cosa intendiamo per progressista.

      in Germania i conservatori sono certamente la FDP (variante liberale), la CSU (variante cristiano-sociale) e la CDU (variante centrista a base religiosa): con queste forze Der Spiegale ha avuto scontri anche memorabili.

      a meno che tu non metta tra i conservatori tedeschi anche I Verdi, che forse lo sono davvero da un certo punto di vista.

      sono andato a riguardarmi la storia dello Spiegel su wikipedia (ma non la voce italiana, squallida):: è nato nel 1947 su input degli occupati inglesi, ma Der Spiegel di cui parliamo è un fenomeno nuovo degli ultimi vent’anni e una delle pubblicazioni di maggiore rilievo europeo per il suo successo.

      io resto colpito dalla forza del suo accento ecologista, spiccatissimo, per questo ho parlato di Verdi come suo possibile punto di riferimento politico in questo momento: in Germania poi i Verdi sono un partito direi quasi di centro o di centro-sinistra, più che di sinistra come vediamo noi l’ecologismo in Italia.

      rimasi molto colpito alcuni anni fa quando a Tuebingen la CDU locale rinunciò ad un proprio candidato sindaco per appoggiare il 28enne candidato verde, che peraltro vinse le elezioni.

      d’altra parte non vedo come puoi definire complessivamente conservatore, ad esempio, un giornale che ha avuto per decenni come corrispondente in Asia Terzani.

      non credo che la SPD miri a perdere, ma che dia per scontato di non riuscire a vincere, e questo difficilmente potrà farlo, fino a che la Linke rifiuterà di governare con lei.

      quindi la carta su cui puntano è probabilmente una grosse Koalition, possibilmente a guida Steinbrueck.

      dal quale non possiamo aspettarci niente di meglio, anzi, dato che la Merkel è il leader più europeista che ha la Germania – ed è proprio questa forse, la sua forza.

      l’articolo di Republica no, non corrisponde affatto alle mie richieste: è una polemica politica soft che in fondo avvalora Renzi, ma non solleva alcuna questione relativamente al modo in cui sta amministrando il comune di Firenze: nel momento stesso nel quale lo attacca è la migliore forma di appoggio a Renzi, perché non va a fargli i conti in tasca.

      Der Spiegel, che non è affatto conservatore, lo sta facendo col candidato progressista, ma il modello Spiegel non attecchisce in Italia…

      in Italia manca una informazione critica, libera e indipendente, il che significa – come ci dicevamo poco tempo fa – che manca una vera democrazia, considerando che non c’è democrazia dove manca una opinione pubblica.

      a arrivo al paradosso di dire che, fino a quando ho smesso di leggerli tutti, ho finito col trovare maggiori spunti di informazione aperta su Libero (e capisci quanto mi costa dirlo) che su Repubblica, per non parlare del blog indottrinante di Beppe Grillo.

      • la FDP è sicuramente conservatrice, ma sino ad alcuni anni fa rappresentava comunque una visione liberale della poltica che aveva una sua spinta innovatrice. questo almeno al momento della sua fondazione…
        non dico che Spiegel li rappresenti, ma mi pare che in qualche modo incarni uno spirito molto “tedesco”: attento al sociale, ma senza sommovimenti. attendo allo spirito dei tempi, certo, che spiega anche l’atteggiamento verso i verdi.
        ma nel complesso non lo direi propriamente progressista…. anche se probabilmente sbaglio io.
        il che, sic, mi riduce molto la stima nei suoi confronti (paradossalmente) e mi cambia completamente la percezione del panorama giornalistico tedesco: che giornali conservatori seri hanno, allora?

        ma andiamo ai contenuti.
        sul “conservatorismo” dei verdi, proprio lo Spiegel pubblicava un interessante articolo sugli ecologisti nazi… curioso, ma neppure troppo, connubio.
        SPD: la tua analisi è probabilmente fondata, visti i rapporti con la Linke. con quel “mira a perdere” ripensavo soprattutto a quali sacrifici una Grosse Koalition imporrebbe ai socialdemocratici. ma certo sarebbero ben diversi se il cancelliere lo scegliessero loro.
        la Merkel il leader più europeista della Germania? dissento fortemente.

        torniato alla nostra italia, cioè e Renzi: a me francamente non sembra che l’articolo di Scalfari sia leggero con lui. insomma, lo definisce chiaramente un candidato di destra e di qualità mediocre.

        • caro red,

          non mi ripeto su Renzi: ritengo che Scalfari tacendo sugli aspetti discutibili della morale politica di Renzi gli faccia un favore, accreditandolo come candidato credibile.

          del resto diverse questioni scottanti sono già state sollevate sul Fatto, al tempo in cui lo leggevo, e Scalfari le conosce benissimo: come mai fa finta di ignorarle completamente?

          ma veniamo a temi più interessanti che la quinta colonna Renzi: ci ricordiamo tutti quandoi andò da Berlusconi, no?

          per smentirmi sulla Merkel la più europeista in Germania, devi solo farmi il nome di qualche illustre politico tedesco che lo sia di più.

          i quotidiani tedeschi conservatori, peraltro fatti molto bene e leggibilissimi, sono Die Welt, che appoggia la Merkel, e la FAZ, che rappresenta i circoli economici di Frankfurt, ma non per questo i liberali tedeschi.

          i liberali sono il partito della lotta alle tasse e allo stato sociale, quindi per me sono la destra.

          Der Spiegel è un settimanale, fra l’altro, anche se il suo sito è aggiornato come quello di un quotidiano; se dovessimo cercare un quotidiano progressista dovremmo rivolgerci alla Sueddeutsche Zeitung, che è diffusa per paradosso nelle regioni tedesche più conservatrici.

          e comunque la Germania è in movimento: i Verdi hanno appena vinto le elezioni primo turno per l’Oberbuergermeister di Stuttgart, maggioranza relativa oltre il 40%, e ora si va al secondo turno.

          • sugli europeisti: Schulz, lo stesso Steinbeck, Gabriel, Muentenfering (se l’ho scritto correttamente), guarda azzarderei persino Trittin, Frank e Ypsilanti. ….praticamente tutta l’SPD!
            Ma di certo più di tutti resta Helmut Schmidt. ah, peccato non possa correre….

            Sui giornali tedeschi, io soffro di idiosincrasia per i giornali del gruppo Springer, quindi Die Welt per quanto conservatore non lo considero affatto reputabile ed affidabile. quanto alla FAZ (e, almeno di nome li conosco….) in generale concordo con la tua classificazione, ma come per lo Spiegel secondo me si posizionano in una tendenza molto più liberale di un semplice giornale conservatore… insomma, sono quasi progressisti. similmente la Sueddeutsche Zeitung.
            quando dico “conservatore”, per FAZ, Spiegel e SDZ non intendo certo al modo quasi reazionario di certi nostri connazionali.
            il fatto è che in Germania, come tu sai meglio di me, sono molto più tolleranti e liberali in certi aspetti dei diritti civili. ecco, di conseguenza che anche un conservatore ci appare molto più progressista….

            • il 93enne, ma vitalissimo ex-cancelliere Schmidt, dell’epoca pre-unificazione addirittura, è certamente più europeista della Merkel, come dimostra un suo recente intervento.

              ma è fuori della politica attiva.

              Schulz ha accenti più europeisti della Merkel, anche questo è vero, ma mi pare dipenda più che altro dal suo ruolo…: è il presidente del Parlamento europeo, difficile pensare che possa essere diversamente; e comunque in questo momento la sua carica prevale sulla sua funzione politica in Germania.

              Steinbeck, lapsus evidente per Steinbrueck, (ma Steinbock significa stambecco), oppure per Beck?: Steinbrueck è un antikeynesiano; siccome gli italiano misurano l’europeismo in neokeynesismo, dubito che possa essere considerato più europeista della Merkel dal punto di vista “neokeynesiano”, cioè dalla prospettiva di uno stato che vuole continuare a spendere a spese degli altri come l’Italia (il dibattito parlamentare attuale sulle pensioni e la prevista reintroduzione dei gradoni, senza copertura finanziaria, è semplicemente allucinante!).

              di Gabriel ho parlato bene recentemente anche con te, perché mi sembra più deciso nel contrastare il potere della finanza; è stato comunque messo ai margini dal partito; e non credo che questo lo renda più europeista, semmai meno, da un certo punto di vista, e forse più internazionalista, semmai.

              di Muentefering non conosco posizioni particolarmente europeiste, ma dev’essere un limite di informazione mia.

              Trittin, Frank e Ypsilanti non li conosco quasi per niente, e tanto meno conosco le loro posizioni sulla crisi dell’economia europea.

              continuo a pensare che chi ritiene che la SPD avrà posizioni più morbide della Merkel sugli aiuti ai paesi europei in crisi non conosca bene la mentalità tedesca; però posso sbagliare.

              il modo migliore di saperlo sarebbe che la SPD vincesse le elezioni :): avremmo, io e te, la prova del nove; purtroppo questo mi pare quasi impossibile, come dimostra l’avvio stesso della campagna elettorale tedesca con oltre un anno di anticipo.

              Die Welt è un po’ noioso, come tutti i quotidiani tedeschi, ma l’edizione della domenica è una specie di enciclopedia dove si trova sempre qualche informazione utile; e non c’è molta differenza fra leggere una rivista italiana e uno di questi quotidiani tedeschi più o meno conservatori; fra tutti il meno approfondito è proprio il più progressista, la Sueddeutsche Zeitung, e per questo la leggevo e la leggo raramente.

                • di troppa pietra (Stein) è popolata la SPD! 😉

                  quanto a Steinmeier…

                  “Die SPD will die politische Einigung Europas vorantreiben, um die Handlungsfähigkeit zu stärken. Mit großer Mehrheit beschlossen die Delegierten den Leitantrag des Parteivorstandes. Dazu gehört, wirtschafts- und finanzpolitisch enger zusammenzuarbeiten und mehr demokratische Legitimation. „Entscheidend ist ein klarer Wille und ein Bauplan”, warb Frank-Walter Steinmeier zuvor um Zustimmung”.

                  è evidente che queste posizioni della SPD sono europeiste, ma la Merkel dice forse qualcosa di diverso?

                  del resto i due partiti hanno governato assieme su posizioni non troppo distanti da questo punto di vista.

                  ma se per “più europeista” intendiamo meno propensi al rigore, posso sbagliare, ma a parte Schmidt che ha attaccato recenrtemente l’egoismo tedesco, non ricordo posizioni significativamente divergenti da quelle della Merkel.

                  anche perché sarebbe pesantemente punita dall’elettorato, già molto disaffezionato dalla SPD.

                  però credo di avere individuato una fonte delle tue informazioni, ad esempio qui (purtroppo all’articolo non si riesce ad accedere):
                  http://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-7-2012/item/2744-una-via-d-uscita-dalla-crisi-crescita-e-occupazione-in-europa.html

                  può darsi che io mi stia ostinando su una tesi sbagliata. 😦

                  oppure che in Italia qualcuno accentui delle differenziazioni non troppo spiccate per portare acqua al proprio mulino…

                  erto, leggendo la stampa tedesca con una certa regolarità tutta questa differenzziazione non l’ho notata.

                  tu dici perché leggo troppo lo Spiegel e lo Spiegel è conservatore perché non dà spazio a queste tesi? può darsi, amico mio, che dire? in questo caso sarei un perfetto esempio di tedesco manipolato dalla stampa di regime… 🙂

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