la maggioranza mafiosa impossibile per bortocal. – 536

3 novembre 2012   sabato  11:13

.

vedendo che il 53% dei siciliani non è andato a votare e che probabilmente alle prossime votazioni politiche generali sarà lo stesso in tutta Italia, per 12 ore ho provato l’inebriante ed inedito delirio di grandezza di sentirmi per la prima volta parte della maggioranza.

io che ho fatto nel 1971 campagna elettorale per Il Manifesto nelle piazze di mezza provincia, candidando l’errore giudiziario Valpreda, che doveva essere l’Oswald della strage di piazza Fontaa e almeno lo abbiamo tirato fuori dal carcere e fatto dichiarare pirla sì, ma innocente: e abbiamo preso lo 0,7% dei voti.

erano 224.000, me lo ricordo ancora.

non ricordo bene invece come andò con Democrazia Proletaria nel 1976, e credo di essere passato anche per i Radicali, una volta, tanto per parlare di vincenti.

ma insomma, dal temo del referendum sul divorzio del 74 o sulle centrali nucleari dell’87 non mi era mai capitato di ritrovarmi tra quelli che vincono.

* * *

oramai la maggioranza della popolazione italiana, tra elezioni vere e sondaggi, si ritrova nella mia posizione politica dell’astensionismo attivo, ho esultato fra me, incoraggiato anche dall’ultimo post di masticone, uno dei blogger meritatamente più popolari di questa piattaforma, che spiega benissimo perché non andare votare.

poi un paio di tegole mi è caduta sulla testa.

e me le meritavo, snob come sono: anzi, potrebbero essere quasi un sollievo. 😦

* * *

ho infatti scoperto che alle regionali siciliane la mafia non ha votato, nonostante tutti gli sforzi di Grillo di attirarne i voti su di sé; lo dimostra il comportamento dei mafiosi in carcere, nessuno dei quali ha ritirato la scheda.

non lo ha fatto, la mafia, sapendo già che queste elezioni sono assolutamente inutili, non daranno alcuna maggioranza e tra un po’ si ritorna a votare.

ora, stare in maggioranza mi piace, è eccitante, ma in maggioranza assieme ai mafiosi?

no, non ci sono ancora arrivato… 😦

* * *

e questa è la prima tegola, per cui urge distinguersi: io infatti sono per l’astensionismo attivo: cioè mica basta stare a casa a grattarsi la pancia, si va al seggio e si annulla la scheda scrivendo:

NON VOTO IN ELEZIONI IRREGOLARI SECONDO LA CORTE COSTITUZIONALE

già, perché la cosa enorme e taciuta è questa: che la Corte Costituzionale ha sollevato dubbi sulla costituzionalità del sistema elettorale attuale, ma poi pretendono che noi votiamo lo stesso.

se questo non è un regime peggio di Putin, di che cos’altro abbiamo bisogno?

bene, saremo in tre forse a farlo, in tutta Italia: il mio tasso di consens0 pubblico è questo, qui lo certifico.

* * *

ma la seconda tegola è anche peggio, anche se per fortuna cade in testa non solo a me ma a milioni di siciliani:

fatemi capire meglio: la mafia decide di non votare in Sicilia e il 53% dei siciliani non vota?

che è come dire che la mafia controlla, più o meno direttamente, il 53% del voto siciliano, ed è il più grande partito reale della Sicilia?

anche qui a Stoccarda alle elezioni comunali del mese scorso, che hanno eletto il primo Buergemeister verde della città, ha votato solo il 47% degli elettori, ma dietro gli astenuti mica stava la mafia! 

eh va be’, la sai la novità! mi dico da solo, prima che me lo dica qualcun altro…

però è il  vederselo spiattellato sotto gli occhi che fa male.

e poi, la maggioranza di italiani che è intenzionata a non andare a votare, lo fa forse per gli stessi motivi? è, in altri termini, una maggioranza italiana mafiosa?

* * *

ultima considerazione: le percentuali reali di consenso dei partiti vanno calcolate sul 47%.

in attesa che qualcuno porti avanti politicamente la mia proposta di proporzionare i seggi assegnati in Parlamento alla percentuale dei votanti, questo significa che il nuovo partito personale di Grillo (dopo quello di Berlusconi e quello di Di Pietro, in barba alla Costituzione) è il più grande in Sicilia perché ha preso il 18% del 47%, cioè meno del 9%.

e su questa base di consenso Grillo chiede di fare il capo di governo e di mettere il compare Di Pietro a fare il presidente della Repubblica semianalfabeta (l’aggettivo, volutamente, può essere riferito sia a Di Pietro, sia alla repubblica: libera scelta… ;)).

così qualcun altro gli regala la Mercedes, come quel suo vecchio indagato.

* * *

questo era il magistrato Di Pietro che Grillo vorrebbe Presidente della Repubblica http://it.nntp2http.com/politica/pds/200… :

1) 100 milioni senza interessi dall’imprenditore inquisito Gorrini, poi restituiti con assegni circolari avvolti in carta di giornale poco prima di dimettersi dalla magistratura, nel 1994;

2) 100 milioni senza interessi dall’imprenditore inquisito D’Adamo, denaro restituito nel 1995 in una scatola da scarpe messa agli atti;

3) periodiche buste di contanti sempre da D’Adamo;

4) centinaia di milioni, ottenuti dagli imprenditori Gorrini, D’Adamo e Franco Maggiorelli, per i debiti contratti dall’amico Eleuterio Rea al gioco d’azzardo;

5) una Mercedes CE da 65 milioni ottenuta da Gorrini e rivenduta all’amico avvocato Giuseppe Lucibello per una cifra poi utilizzata da Di Pietro per comprarsi una Fiat Tipo bianca; i soldi sono stati restituiti con assegni circolari emessi nel maggio 1994 ma incassati nel novembre successivo, prima delle dimissioni;

6) una Lancia Dedra per la moglie di Di Pietro da parte di D’Adamo;

7) l’utilizzo di una garçonnière dietro piazza Duomo, di proprietà di D’Adamo, fino all’inizio del 1994; l’utilizzo di una suite da 5-6 milioni al mese pagata da D’Adamo, a partire dal 1989, per almeno un anno e mezzo, al Residence Mayfair di Roma, dietro via Veneto;

9) l’acquisto di un appartamento a Curno con soldi forniti da Gorrini;

10) la disponibilità di un appartamento a canone gratuito, fornito da D’Adamo, per il collaboratore Rocco Stragapede;

11) i pacchetti di pratiche legali dalla Maa di Gorrini per la moglie;

12) le consulenze legali da D’Adamo per la moglie;

13) l’impiego per il figlio, due volte, alla Maa di Gorrini;

12) i benefit vari da D’Adamo: vestiario di lusso nelle boutique Tincati, Fimar e Hitman di Milano, un telefono cellulare per sé, un telefono cellulare per l’amico Rocco Stragapede, almeno quindici biglietti aerei Milano-Roma, un mobile-libreria per la casa di Curno;

13) i benefit vari ottenuti da Gorrini: ombrelli, agende, penne, cartolame vario, viaggi in jet privato per partite di caccia in Spagna, Polonia e nella riserva astigiana di Giovanni Conti, alcuni stock di calzettoni al ginocchio.

13 risposte a “la maggioranza mafiosa impossibile per bortocal. – 536

  1. D’accordo, e parecchio sulla questione di Grillo che urla di aver sbancato in Sicilia. Anche perchè, non si può proprio sentire che un partito comandi il parlamento siculo con 285.202 voti in una regione che ha più di cinque milioni di abitanti. Anche se a cose del genere siamo abituati, è successo qualcosa di simile alle ultime politiche.

  2. Il fatto che i detenuti per reati di associazione mafiosa abbiano disertato le urne è un elemento sintomatico che da solo non può farci conoscere la realtà, e la moltitudine delle faccette. Niente deduzioni da sintomi.Spero.E spero che lo stesso sintomo possa leggersi in chiave diversa. La mafia non ha votato perchè
    non ha il suo uomo da votare. La mafia si dà una pausa di riflessione, nel mentre cerca l’uomo giusto? Vacilla? Non dava più garanzie il vecchio uomo che l’ha rappresentata? Il numero degli astenuti, partito di maggioranza, corrisponde al numero dei voti di scambio? Ma no, in tanti non abbiamo votato senza averla mai incrociata la mafia. Il vizietto di generalizzare forse le giova, come le giova la confusione di notizie e deduzioni bislacche. Io mi chiedo: se la mafia e lo stato non sono concorrenti, di chi è fatta la maggioranza?
    Se governa la minoranza, per fortuna non mafiosa, è democrazia o dittatura? E se dittatura è, e non ci si deve meravigliare perchè abbiamo eletto a maggioranza dittatori amari svenditori, si tratta di una dolce dittatura, fatta di non mafiosi. Ed è la prima volta!

    • se le deduzioni non si fanno dai sintomi, da che cosa bisognerà farle? l’importante è che non abbiano valore presunto di certezza, ma non possiamo precluderci le ipotesi, smentibili lungo la strada, altrimenti rischiamo di non potere capire più niente.

      semmai sottolineiamo che per la prima volta la mafia non vota per il governo, presente o immediatamente futuro dell’isola, il che non può essere che un titolo di merito per questo governo, evidentemente impresentabile da un punto di vista mafioso.

      forse è la stessa cosa che accenni tu, quando dici che la mafia non ha un suo uomo da votare, che intendo non nel senso che tra i candidati non ci fossero molti uomini potenzialmente della mafia, ma che mancava loro il requisito storicamente essenziale, cioè quello di potere fare da ponte col governo centrale, dato che la mafia sa bene di essere un problema nazionale e non meramente siciliano (lo sa meglio di molti italiani…).

      dunque col governo Monti il filo sessantennale che ha sempre visto la mafia al governo in Italia si è spezzato, e questa non è cosa da poco né per i siciliani né per l’Italia.

      come vedi, ci troviamo ampiamente.

      semmai ci sarebbe da discutere molto sul concetto di democrazia; che, come ho detto altrove, a me pare prima ancora la separazione dei poteri che il governo della maggioranza, oltretutto considerando il carattere aleatorio e facilmente manovrabile della maggioranza stessa…

      ma da questo punto di vista una mafia non più direttamente rappresentata a Palazzo dei Normanni è un grosso passo avanti verso la divisione democratica dei poteri anche in Sicilia, e quindi nell’Italia tutta.

  3. vabbè, ma ti sei scelto un “case study” un pò difficile, dai…. premesso che -in qualche modo- dai voti dei mafiosi in sicilia è un pò difficile scampare, l’unica cosa che possiamo credere è che siano proporzionali fra votanti e non-votanti. quindi, stavolta, ti è toccata la maggioranza dei mafiosi.

    ma sarebbe poi diverso in elezioni nazionali?

    su Di Pietro preferisco dire poco: una persona con meriti e demeriti. probabilmente inadatto a fare il Presidente della Repubblica.

    più interessante il tuo, ormai solito, calcolo sulle maggioranze reali. Da me avevo provato ad essere un pò più provocatorio: se volessimo tirare fino in fondo le conseguenze del principio democratico, potremmo sostenere che gli eletti così sono illegittimi.

    • no no, caro red: le analisi sul significato della astensione della mafia alle elezioni regionali siciliane si moltiplicano anche altrove, e l’opinione comune, e anche molto ragionevole, secondo me, è che la mafia abbia voluto lanciare un segnale molto forte.

      la mafia ha voluto lasciare spazio a Grillo, per minacciare i poteri costituiti.

      ho letto oggi che qualche esperto di cose di mafia teme che, come nel 1992-93, questa instabilità politica della mafia (ci fu anche allora) possa preludere a qualche nuova stagione di terrorismo mafioso.

      non è detto che le cose si ripetano, però secondo me la mafia ha voluto far sapere chiaramente che Mario Monti non può contare su di lei.

      e del resto di recente lo aveva fatto capire anche il Movimento dei Forconi, del resto paramafioso.

      ho perso i contatti col tuo blog, di nuovo gli articoli non mi vengono segnalati e mi ero convinto che tu non stessi scrivendo, ora passo a vedere.

      • intendevo “difficile” per la tua posizione sull’astensionismo: trattandosi di sicilia, è gioco facile trovarsi in compagnia di mafiosi….

        entrambe le considerazioni che fai (su Grillo e sui pericoli dell’instabilità) mi paiono, se non totalmente giuste, quantomento meritevoli di attenzione.
        consola in qualche modo sapere che ciò implicherebbe una totale mancanza di supporto a Monti… almeno uno che si salva!

        • caro red, io mica sono un astensionista ad oltranza né un anarchico per principio: sono un astensionista mirato.

          alle regionali non ho nessuna ragione sostanziale per non votare: il sistema elettorale è corretto.

          alle politiche, vediamo: la Corte Costituzionale aveva criticato il premio di maggioranza senza un tetto da cui farlo partire: ora che pare che il tetto ci sarà, grazie a Rutelli, non avrò più motivo di astensione… 🙂

          facciamo conto che questa sia una battuta un po’ provocatoria? eppure parlo seriamente.

          col tetto al 42,5% per il premio di maggioranza, io a votare vado certamente.

          • sto meditando un post su quel premio, ma sono talmente di corsa che non so se ho voglia di mettermi ad affrontare tutti i tecnicismi che avrei in mente….
            ti accenno qui solo alcuni punti di risposta:
            – io sono contrario per principio al premio di maggioranza, troppo distorsivo
            – QUESTO premio è aggravato da una semplice considerazione: il premio in sé dovrebbe servire ad evitare le coalizioni, consentendo ad uno/due partiti di governare da soli. questo le impone
            – la logica del premio può essere evitata con semplici accorgimenti nella legge elettorale stessa (tipo di sistema, dimensione delle circoscrizioni, sbarramenti)
            – rimangono altri gravi problemi del porcellum, manco affrontati (anzi, aggravati col moltiplicarsi folle delle preferenze)
            – QUESTO premio di maggioranza è chiaramente pensato per fare uno screzio a qualcuno (PD), obbligandolo ad alleanze scomode, quando non per blindare esplicitamente Monti o obbligare ad un nuovo voto nel giro di 15gg per l’impossibilità di governare

            • anche io sto meditando un post sull’argomento, e forse questa sera provo a scriverlo.

              ho già in mente l’inizio, e di solito quando succede basta sedersi e continuare a scrivere:

              era il 1953; De Gasperi, che aveva vinto le elezioni del 1948 col 48,5% dei voti alla Camera e il 48,14% al Senato – percentuali che nessuno vedrà mai più – sentiva che il miracolo non si sarebbe ripetuto e fece approvare dal Parlamento una nuova legge elettorale.

              questa prevedeva di assegnare il 65% dei seggi della Camera alla lista o alla coalizione che avesse raggiunto il 50% più uno dei voti validi.

              cioè semplicemente di rafforzare in Parlamento una maggioranza già conquistata, non di crearne una artificiale inesistente.

              il Partito Comunista e il Partito Socialista condussero un’epica battaglia contro questa legge accusandola di essere distorsiva della democrazia e la chiamarono “la legge truffa”: lo scontro in Prlamento fu durissimo, con tumulti, e la procedura di approvazione così forzata da sfiorare il colpo di stato.

              tutte cose che giocarono contro la colazione di centro che l’aveva imposta: Democrazia Cristiana, Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Liberale Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Südtiroler Volkspartei e Partito Sardo d’Azione.

              questi presero tutti assieme poco più della percentuale che la Democrazia Cristiana aveva preso 5 anni prima, cioè il 49,8% dei voti, per 54.000 voti il premio di maggioranza non scattò, De Gasperi uscì dalla scena politica, la legge fu abrogata nel luglio successivo e lui morì 12 mesi dopo.

              questo piccolo resoconto per dire che la sinistra italiana ha nella sua storia e nel suo patrimonio culturale, se ne avesse ancora uno, la battaglia contro il principio stesso del premio di maggioranza.

              ma da quando nella sinistra si è diffuso il morbo dello spirito maggioritario, la sinistra si è dimenticata di se stessa.

              ora che dire del porcellum? cioè della legge elettorale attuale disegnata da Calderoli (ma lui dice ce gli fu imposta, adesso…), che assegna il 55% dei seggi alla Camera alla coalizione o al partito che consegue il maggior numero di voti alle elezioni? e che fa lo stesso, regione per regione al Senato, ottenendo l’insano risultato di calpestare il principio rappresentativo della democrazia senza dare in cambio neppure la governabilità?

              ecc. ecc.,

              per fortuna fra poco ho un impegno di lavoro, e quindi mi fermo.

              però come vedi su un punto mi ritrovo d’accordo con te: sul rifiuto istintivo del premio di maggioranza come strumento per garantire la governabilità.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...