quando Renzi azzarda i numeri. – 577

29 novembre 2012 giovedì 21:02

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Io non vi voto, dalla campagna di Greenpeace Italia 

quando nel duello televisivo con Bersani ho sentito Renzi esordire promettendo al ceto medio di mettergli in tasca 100 euro al mese, ho avuto una intensa sensazione di deja vu.

mi sono infatti ricordato Berlusconi che fulminava Prodi nel duello televisivo 2006 promettendo agli italiani di togliergli l’ICI.

ed è stato di parola, infatti gliel’ha tolta e al suo posto ci ha messo l’IMU che è tre volte più alta.

l’unica differenza è che Berlusconi la sua mirabolante promessa l’ha fatta alla fine del confronto, quando Prodi non poteva più rispondergli, e Renzi invece l’ha fatta all’inizio, solo che Bersani si è dimenticato di rispondergli concretamente, e vedremo bene perché alla fine di questo post.

ed è qui che ho capito che il grande passo avanti che avremo alle elezioni del 2013 è che di Berlusconi ne potremmo avere anziché uno solo, due: il secondo con quarant’anni di meno e la stessa faccia tosta.

insomma, se non è voto di scambio, questo! Renzi stava promettendo 1.200 o 1.300 euro all’anno (non si è capito bene) per tutti quelli che guadagnano meno di 2.000 euro netti al mese.

comunque, se non lo ha fatto Bersani, di andare a vedere la proposta di Renzi e i suoi numeri nel concreto, ora ci provo io.

* * *

sentiamo bene, prima di tutto, che cosa ha detto Renzi:

Vorrei dirLe che parto da una serie di misure immediate: noi abbiamo inserito nel programma la volontà di dare con 21 miliardi di euro CENTO euro netti al mese per tutti coloro che guadagnano meno di 2.000 euro netti al mese per 13 mensilità; (…) potrei raccontarLe una serie di proposte concrete e puntuali; le abbiamo fatte, alcune sono immediate: noi dobbiamo rimettere in tasca i soldi al ceto medio, vale a dire a coloro che hanno visto aumentare il costo della vita e hanno subito la crisi che stanno vivendo.

o prendiamo sul serio l’espressione ceto medio, e allora ci domandiamo perché Renzi voglia beneficare in particolare proprio coloro che non stanno particolarmente male, oppure ci chiediamo perché dovremme considerare medio chi guadagna al di sotto della media.

Però mi limito a farLe due considerazioni nei due minuti: la prima, bisogna che lo stato centrale, che il potere politico dei palazzi romani abbia la forza di tagliare dove non ha mai tagliato; faccio un esempio concreto: in questi anni noi abbiamo visto aumentare le tasse ai cittadini, ma lo stato ha diminuito le tasse a chi? a chi fa il gioco d’azzardo: nel 2002 erano 12 miliardi il totale di gioco d’affari sul gioco d’azzardo ed era 4 miliardi la tassazione, perché era il 30%; adesso siamo a un valore complessivo di 80 miliardi e la tassazione è appena di 8 miliardi, perché è l’unico settore in cui hanno abbassato le tasse.

Recuperiamo immediatamente quei 20 miliardi e mettiamoli in tasca al ceto medio, ma diciamo anche al ceto medio che la crisi globale che c’è è una crisi che non risolviamo semplicemente mettendo in tasca e bisogna cambiare il modello di sviluppo.

http://video.repubblica.it/dossier/primarie-pd-2012/renzi-20-miliardi-al-ceto-medio-bersani-io-non-prometto/112207/110603

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sono andato un po’ in giro per la rete a controllare e sono arrivato quasi subito a questo interessantissimo articolo http://www.ilpost.it/2012/07/18/il-paese-del-gioco-dazzardo/, che ora vediamo se conferma o no i numeri di Renzi.

il fatturato legato al gioco d’azzardo è passato dai 6,5 miliardi di euro del 1992 ai “14,3 miliardi di euro del 2000” e ai “19,5 miliardi del 2001”; quindi erano diventati 80 miliardi di euro nel 2011.

e stiamo parlando soltanto del gioco d’azzardo legale: slot machine, video-lotterie, Gratta e Vinci, Lotto, scommesse sportive, Superenalotto, bingo e scommesse ippiche. 

si tratta di cifre semplicemente mostruose, e aggiungeteci la dimensione non quantificata del gioco d’azzardo gestito in una dimensione casalinga e privata (poker, canasta, ecc.) o illegale.

Quello del gioco d’azzardo è anzi diventato uno dei settori di maggiore interesse per le grandi organizzazioni criminali: l’espansione del gioco legale non ha ridotto, ma alimentato l’illegalità soprattutto nel campo del riciclaggio di denaro rendendo molto più semplice il passaggio di grandi flussi di denaro tramite internet.

insomma il paese Italia che si lamenta continuamente delle troppe tasse destinati a servizi pubblici è lo stesso che pagherà presumibilmente alla fine del 2012 90 miliardi di euro senza piangere, per il vizio del gioco.

del resto, l’Italia è “il più grande mercato del gioco d’azzardo in Europa e uno dei più grandi al mondo”; “circa 700 mila italiani sono dipendenti dal gioco d’azzardo”.

* * *

se “il fatturato legato al gioco d’azzardo è passato dai 14,3 miliardi di euro del 2000” ai “19,5 miliardi del 2001”, non poteva certo essere di 12 miliardi nel 2002, come ha scritto Renzi; Renzi ha anche detto che nel 2002 lo stato riscuoteva 4 miliardi di imposte sul gioco d’azzardo, pari al 30%; era invece un  poco di più: circa 5,6 miliardi; eravamo quindi ad una tassazione non del 30%, come ha detto Renzi, ma del 25%.

applicando la stessa percentuale agli 80 miliardi giocati nel 2011, lo stato incamererebbe in tutto 20 miliardi, rispetto agli 8,5 miliardi che riscuote adesso, cioè una percentuale di poco superiore al 10%: in tutto un incremento di 11,5 miliardi e non di 20 miliardi, ma di poco più della metà.

quindi o il contributo mensile non potrebbe superare i 55 euro al mese oppure si dimezza quasi il numero dei beneficiati, secondo Renzi.

e fino a qui Renzi sbaglia e dà numeri imprecisi, ma solleva un problema sostanzialmente giusto.

* * *

resta infatti il dato stupefacente sottolineato da Renzi che l’imposta media sulle entrate del gioco è inferiore all’11 per cento, una cifra molto più bassa rispetto all’IVA del 21 per cento che si paga normalmente sui beni di consumo; il gioco di azzardo, dal punto di vista fiscale, è equiparato ai generi alimentari indispensabili.

a questo punto è davvero difficile capire perché si considerino i giocatori più meritevoli di tutela degli altri cittadini e perché non si tassi il gioco d’azzardo, anziché tagliare sulle scuole o sulla sanità e sui servizi comunali.

però questa mia osservazione non coincide con quel che prevede Renzi dato della tassazione che Renzi prevede di destinare gli eventuali ed auspicabili proventi di un aumento della tassazione sul gioco d’azzardo non ad un potenziamento dello stato sociale o dell’istruzione, ma ai consumi privati.

in sostanza Renzi ha fatto benissimo ad additare il problema, però che dire dell’idea di utilizzare questi fondi per una distribuzione e non per una diminuzione del debito pubblico? non sembra altro che un trovata demagogica.

con questo siamo tornati al tema iniziale, e non dev’essere un caso.

* * *

ma non è stupefacente che Renzi non abbia ricevuto risposta? o meglio non abbia ricevuto da Bersani altro che un generico richiamo al fatto che, a proposito dei 20 miliardi, lui promesse non ne fa?

ahimè, l’ultima cosa che va detta è che “nel 2006, la legge Bersani-Visco ha permesso agli operatori stranieri di entrare nel mercato italiano”.

insomma nella liberalizzazione del gioco d’azzardo un ruolo centrale l’ha avuto proprio anche Bersani, pur se i provvedimenti centrali nella liberalizzazione del settore sono poi venuti da Berlusconi e sono una delle più vistose manifestazioni del conflitto di interessi, come risulta da questo articolo del Fatto del 2011:

In realtà si tratta solo di espedienti e di minacce, affinché non si parli del business del gioco d’azzardo, (…) della decisione dei Monopoli di assegnare anche alla Mondadori la concessione per la raccolta delle scommesse, dell’opportunità che, in un momento di devastante crisi politica ed etica, il presidente del Consiglio prima emani disposizioni a favore del gioco d’azzardo e poi concorra e vinca con la sua azienda più importante. (…)

Al di là degli eventuali aspetti giudiziari, resta, grande come una casa, la questione dell’opportunità, della decenza, del conflitto di interessi di chi prima fa una norma e poi ne diventa anche il  beneficiario. (…)

Di questo si tratta e non di altro, come peraltro ha ben sottolineato Milena Gabanelli:

“E’ opportuno che, in un momento come questo, in un Paese con la più alta evasione, il presidente del Consiglio implementi il gioco d’azzardo con il quale tanta gente si rovina?

E che abbia anche un interesse diretto?

Questa è la domanda alla quale occorre rispondere”.

* * *

insomma, da un lato Bersani finge di non conoscere un problema che invece dovrebbe essergli noto benissimo, perché ha già legiferato sul tema, che è al centro di uno dei conflitti di interessi berlusconiani, dall’altro Renzi lo conosce benissimo, ma si conferma il pessimo sindaco che è, dato che lo usa semplicemente per farci della demagogia.

la domanda finale potrebbe essere allora: chi NON votereste tra i due: Bersani oppure Renzi?

oppure nessuno dei due?

per me la scelta è oggettivamente difficile.

* * *

ho scritto Renzi pessimo sindaco, ma non mi riferisco soltanto ai rilievi della Corte dei Conti sulla sua gestione delle spese del Comune.

penso alla pessima situazione evidenziata dalle forti piogge di qualche giorno fa: a Firenze sotto Renzi, incuria totale e mancata di manutenzione dei corsi d’acqua e dei canali della città, immediatamente esondati perché non ripuliti da tempo.

* * *

dal Blog di Beppe Grillo:

Le folli spese di Renzi

Sono Alessandro Maiorano, la persona che ha presentato alcuni mesi fa diverse denunce nei confronti di Matteo Renzi in relazione ai 20 milioni di euro che il sindaco di Firenze ha speso nel periodo in cui era in Provincia.

Sono dipendente del Comune di Firenze da 33 anni, il più anziano dei 6.480 in forza al Comune.

15 mesi fa ho deciso di far emergere alcune situazioni che non mi tornavano relative a Renzi e con l’aiuto di un funzionario del Tesoro, dottor Stefano Bisogno, mi sono messo a “caccia” di fatture, conti e quant’altro.

Nella mia ricerca sono emerse 20 milioni di euro di fatture che Renzi, ai tempi della Provincia, ha dilapidato, sono emerse spese che reputo folli in relazione ad alcune partecipate, sono emerse situazioni che da cittadino non mi sono tornate e ho deciso di rivolgermi alla Guardia di Finanza.

Vi posso fare qualche esempio: 4,2 milioni di euro alla Florence Multimedia, una società di comunicazione che doveva essere usata per valorizzare la Provincia e in realtà è stata usata da Matteo Renzi per valorizzare soltanto la sua persona.

Ci sono poi 707.000 euro dati a una fantomatica associazione chiamata Culter.

70.000 per due viaggi in America con un giornalista al seguito.

3.000 euro spesi all’interno di un Grand Hotel.

150.000 euro dati a la Nazione per realizzare una mostra.

1.800.000 dati per altre donazioni.

Fiori, regali, pranzi, cene, voli intercontinentali.

Per un totale finale di 20.000.000 di euro.

Questo è stato rilevato dal sottoscritto che ha portato questi atti alla Guardia di Finanza.

Alla Guardia di Finanza ho chiesto anche di indagare sulle famose 100 assunzioni al Comune di Firenze e su altre situazioni alquanto strane e bizzarre che riguardano il sindaco.

Sono anche riuscito a far si che il sindaco di Firenze fosse nuovamente messo in mora dalla Corte dei Conti.

Spero quindi che qualcuno indaghi su queste cose e su quelle 100 assunzioni a chiamata diretta del sindaco di Firenze che, manco fosse il presidente degli Stati Uniti, a noi fiorentini sono costate 25-30 milioni di euro.

In questi 15 mesi credo di aver fatto un lavoro che forse a Firenze avrebbe dovuto essere fatto da altri e mi riferisco a molti, molti politici che parlano parlano e poi in realtà non fanno niente.

Bisogna avere rispetto dei soldi pubblici e non fare il nababbo con i soldi dei cittadini.

Questo è ciò che volevo dirvi e con questo vi saluto nella speranza che alla fine tutta la verità emerga.

Alessandro Maiorano

5 risposte a “quando Renzi azzarda i numeri. – 577

  1. Ciò che ha detto Renzi potrebbe anche farmi comodo, ammesso che ci creda a questa promessa……
    Ma questo è il suo programma elettorale?
    A me ciò che interessa non è dare le 100 euro a chi ne guardagna meno di 2000, ma darli a chi è sotto le 300 e\o 500!
    Nel caso.
    Guarda è un discorso inaccettabile. Lo abbiamo già sentito.
    Per me è gente di “spettacolo”.
    Certo che vado a votare…..per esercitare il mio diritto al non voto.

    • grazie del commento, che mi hai mandato quando il post era ancora in una fase di elaborazione e lo avevo lasciato pubblicato a metà della stesura per una crisi di sonno precoce e di stanchezza; adesso l’ho completato e rifinito meglio.

      ci ritroviamo d’accordo al cento per cento ed è un piacere, anche se non finiremo in parlamento, per parafrasare Grillo. 🙂

  2. Pingback: l’incoe-Renza: chi si ricorda del programma di Renzi alle primarie del 2012? – 518. | Cor-pus·

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