1. 2012 in review e buon 2013 ai lettori.

capodanno in Germania

bene, questo blog ha giusto compiuto 7 anni da poco, contando anche la sua vita precedente su blogs.it 

sette anni sono molto anche nella vita reale delle persone, figurarsi per un’entità virtuale fatta di parole, e secondo alcuni sono una specie di ciclo esistenziale addirittura: concordo con questa teoria, anche perché sento che sto entrando giusto nel decimo ciclo della mia vita personale.

sarebbe il tempo di un bilancio, di una svolta, forse anche di smetterla per un po’: ehi, parlo del blog, evidentemente, mica di me stesso!

intanto c’è stato il silenzio, per me benefico e disintossicante, di questi 10 giorni di vacanza senza internet e senza blog, a parte un paio di capatine all’internet cafè, che non è proprio giusto sotto casa, quando sono in Germania.

ho già raccontato come i tedeschi sono speciali non solo nell’organizzazione, ma nell’incapacità di rimediare a un loro errore quando sbagliano: questa volta si sono dimenticati di prelevare dal mio conto corrente tedesco l’importo delle ultime fatture del telefono e hanno cominciato a tempestarmi di lettere, regolarmente rimaste nella cassetta postale laggiù in attesa del proprietario, in cui mi minacciavano di tutto e di più come cliente presunto moroso; e alla fine, visto che non rispondevo, mi hanno staccato il collegamento telefonico, oltre che quello internet; pagare prontamente. perfino una esosa tariffa di 100  euro per lo sblocco, non è servito, e neppure protestare tre volte presso il negozio Vodafone di riferimento, perché si decidessero a rimettermi internet in casa in fretta, visto che ci stavo oltretutto solo pochi giorni: la burocrazia ha eretto i suoi muri impenetrabili e i diversi addetti del negozio (ogni giorno uno staff diverso, wow!!) hanno cominciato a parlare a vanvera come commessi italiani: il primo, un iraniano, mi ha promesso lo sblocco entro due ore; la seconda, una bellissima mediterranea dagli occhi di  fuoco, ha detto che c’erano state le feste di mezzo, e che di solito il collegamento lo ristabiliscono in 48 ore; il terzo, autentico svevo, ha detto che gli altri due si erano sbagliati e che dovevo chiamare la Vodafone e farmi spiegare come fare a ristabilire il collegamento e mi ha dato il solito numero 1212 della Vodafone tedesca; io ho tremato, pensando alle difficoltà del dialogo, ma dopo la solita attesa globalizzata e interminabile è risultato che chi sbagliava era il terzo e aveva ragione la seconda: dovevo solo aspettare, ein wenig Gelduld, un poco di pazienza.

sempre noi dobbiamo averla; e loro? c’era tutta questa fretta di tagliarmi il collegamento a vanvera?

bene, a questo punto ho disdetto il contratto e ho anche chiesto indietro i miei soldi, quelli della Sperrung; il che significa che d’ora in poi, quando andrò in Germania sarò anche senza internet (ovviamente finché non faccio qualche altro contratto).

* * *

stranamente in questi giorni che si prospettavano vuoti, ma poi si sono riempiti di tutto, anche di molto dolce far niente, il blog non mi è mancato, anche perché ho continuato a scrivere sul netbook quando mi girava, ma senza nessuna ansia da prestazione quasi professionale, per così dire (e ahimè per voi, credo che stiano per arrivarvi a puntate gli arretrati… :()

insomma, mi sono ritrovato regredito alla mia condizione di vent’anni fa circa e precedente, quando internet non c’era e io avevo l’abitudine di tenere dei quaderni sui quali mi annotavo quel che mi passava per la testa, senza nessuna pretesa, ma per la semplice curiosità di rileggermi quando sarebbe stato: cosa che tra parentesi ho fatto, e a volte con divertimento, perché questi quaderni li avevo portati in Germania.

era quasi meglio allora, mi sono detto, se non fosse che…

se non fosse che mi sono invece mancati, e molto, i commetantori (comprendendovi anche le commentatrici; che lingua strana l’italiano, deriva dal latino che aveva homo per indicare l’essere umano in generale e poi vir e mulier per l’uomo e la donna; esattamente come il tedesco: Mensch, e poi Mann e Weib; l’italiano no, ha una parola sola, uomo, sia per indicare sia l’essere umano in generale, sia la variante maschile di genere contrapposta a donna; quindi ogni volta che fai un plurale maschile non sai mai se vuoi indicare tutta quella categoria, o solamente i maschietti; va be’, lasciamo perdere).

quindi care commentatrici e cari commentatori, buon 2013, e buona ripresa di contatto, spero.

mi troverete più in forma che mai, rilassato al punto giusto, e spero che la svolta del settimo anno stia in un disincanto ben temperato, da vivere come un progresso nella relazione fra me e il mio blog, e per suo tramite fra me e voi.

* * *

il resto del post è un prodotto automatico di wordpress, che si è inventata questo bilancio blog 2012; più che altro è curioso, a leggerselo tutto (cliccare sul link in fondo…).

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

19,000 people fit into the new Barclays Center to see Jay-Z perform. This blog was viewed about 110.000 times in 2012. If it were a concert at the Barclays Center, it would take about 6 sold-out performances for that many people to see it.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

10 risposte a “1. 2012 in review e buon 2013 ai lettori.

  1. Bentornato! Rinnovo gli auguri per questo nuovo anno e li raddoppio per la lunga attività sul blog! Sette anni mi sembra un tempo enorme….ci vuole una costanza non indifferente, impegno voglia di scrivere…non so se riuscirò a tenere così a lungo…
    Mah…non metto limiti…si vedrà…
    Buona serata
    .marta

    • ciao, carissima:bentornata anche a te.

      anche a me sette anni sembrano un tempo enorme, e se vado a riguardarmi com’ero come blogger, mi trovo anche molto cambiato, non direi in meglio, peraltro.

      sono certamente più consapevole, ma evidentemente la consapevolezza non basta a rendere migliori.

      io auguro vita altrettanto lunga al tuo, che marcia alla grande, anche se nato da poco; del resto non puoi parlare di tenacia mia tu, che mi batti di gran lunga e ci stai mettendo davvero l’anima.

      • Ha ragione Michele Lecchi: non mollare.
        La consapevolezza non renderà migliori…ma neppure …peggiori.
        Per quanto riguarda il mio blog sono meravigliata anch’io di constatare che in pochissimo tempo ho tanti lettori. Sarà la novità….boh…

        Ricordo di essermi spaventata e, conseguemente, di aver chiuso il mio blog su tumblr: in quattro mesi 2750 lettori. 50 messaggi di media…alla fine ho mollato. Eppure ricordo bene di essermi iscritta proprio per poter postare immagini e pensieri su cui “sfogare” il mio “estro”…in un angolo tutto mio.

        Ti ringrazio dei complimenti…vorrei che tu ne avessi altrettanti di lettori…anche perchè i tuoi posto sono effettivamente moooolto più interessanti dei miei: perlomeno è farina del tuo sacco, non credi?

        Stammi bene..
        a presto
        .marta

        • veramente, cara marta, il tuo non è un blog, è un plebiscito! 🙂

          credo che non potrei mai avere neppure un decimo dei tuoi consensi: secondo me si coglie qualcosa di trasversale, di profondamente positivo e per questo tranquillizzante.

          devo poi dire che dedichi al blog una energia miracolosa che lascia a bocca aperta anche me.

          poi non sempre ci si sente addosso la stessa energia e la stessa voglia di fare, ma questo è un discorso da sessantenne 😉

          (ah, questo post è molto ispirato da wikipedia, io ho solo rielaborato un po’).

            • io imparai a usare i programmi informatici vent’anni fa per un incidente gravissimo che mi tenne a casa tre mesi; il tuo infortunio spero sia stato assai meno grave, e in ogni caso è fortunato, almeno per i lettori che lo hanno condiviso con te, spero facendotelo sentire meno…

              buon pre-2014, allora, giusto per non dire 13 neppure per sbaglio… 😉

  2. io ho cominciato su Blogs.it il 1 gennaio 2006, … e sono ancora la….
    Mi raccomando non smettere di bloggare, se ti dovessi stancare allora scegli di migliorarti o di modificarti, ma non mollare…
    Ciao e buon anno!

    • forse te l’ho già detto un’altra volta, ma quando sono arrivato su blogs.it 35 giorni prima di te, mi sentivo molto pivello e quando ho cominciato a guardarmi intorno e ho scoperto te ed altri (ci ho messo due o tre mesi…), avevo una grande ammirazione per voi, perché vi consideravo gli esperti del blog, dai quali imparare nella mia imbranataggione… 🙂

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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