6. Nyaungshwe all’alba: il ponte di bambù, i monaci in fila per il riso, una cattiva madre.

il ponte di bambù attraversato per arrivare alla parte centrale della cittadina di Nyaungshwe nella luce dell’alba del 6 marzo scorso e poi, lungo la strada del mercato, l’incontro intrigante con la lunga fila dei giovani monaci che ricevono il riso per la giornata: sono i tre temi di questo breve montaggio video sullo sfondo di un’antica musica per arpa birmana; e poi una mamma cattiva, tema che mi affascina sempre.

ne scrivevo nell’ultima puntata della mia cronaca del viaggio birmano il 14 marzo scorso, 122. il mio arrivederci al Myanmar – My Myanmar 20.

risveglio molto precoce domattina, perché nel paese è giorno di mercato, che si tiene a rotazione ogni 5 giorni nelle varie località attorno al lago e prevediamo sarà un’occasione di fotografie spettacolari, come in effetti sarà, a partire proprio dalle prime che dedichiamo alla sfilata dei monaci giovani, avvolti nelle loro tuniche violacee, che mendicano il cibo da una donna che li aspetta sulla strada con un pentolone pieno di poverissimo riso bollito, privo di alcun condimento, e ne dispensa con un mestolone nelle ciotole, come prima razione del pasto della giornata prima che si affrettino verso la pagoda per le preghiere del mattino.

e ci aggiungevo alcune considerazioni sul monachesimo come antica forma incruenta del controllo delle nascite, affidata alle religioni, che ora non è il caso di ripetere.

per ricordare subito dopo un ultimo colpo a cuore datomi dalla madre che nel titolo del video ho definito “cattiva”, ma che forse è semplicemente povera, che chiede l’elemosina esibendo la mano deforme del figlio, sui cui occhi interrogativi si chiude questo breve montaggio della penultima giornata del mio viaggio in Myanmar.

Fotografo anche, su insistenza della madre, un bambino che mi ha comunque colpito per la sua aria triste: cerco il giusto effetto di luce per le sue guance ricoperte di giallo, e poi c’è sempre la difficoltà del fissare l’espressione giusta; ma la madre insiste perché lo fotografi ancora, gli afferra una mano e me la mostra con una specie di raccapricciante spavalderia: guarda, guarda bene, mi dice di sicuro nella sua lingua, mentre mi miagola qualcosa, e infatti il bambino ha due pollici invece di uno solo, e sei dita in tutto: i pollici sono piccolini e affiancati; cerco di fare una foto al bambino nel suo insieme, non sono venuto qui in cerca di mostruosità, mi sono bastate le sorelle giraffa, mentre la madre sciagurata a questo punto pretende una elemosina, cosa che giustifica la sofferenza di quel viso di un bambino che è umiliato ogni giorno e che sarà esibito ancora chissà quante volte ai turisti prima di sera.

Una risposta a “6. Nyaungshwe all’alba: il ponte di bambù, i monaci in fila per il riso, una cattiva madre.

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