8. Ludovico Vico, democratico, e la campagna elettorale più insulsa della storia.

difficile ricordarsi una campagna elettorale più insulsa di quella che è appena cominciata; ci sarebbe solo da sperare che non duri sempre così, ma non c’è da farci conto.

ma di questo può rendersi conto facilmente chi ha memoria di altre campagne elettorali italiane nel tempo o esperienza diretta di campagne elettorali di altri paesi, meglio ancora se di tutte e due, come il sottoscritto, nella sua veste di attempato emigrato provvisoriamente in Italia.

non c’è, per ora, la minima discussione sui contenuti, ma la semplice riedizione mediatica della rissa per le precedenze che rese nei Promessi Sposi Ludovico, poi padre Cristoforo, un assassino: in questo caso le questioni di precedenza riguardano la televisione, naturalmente, dato che per la maggior parte degli italiani resta l’unico mondo reale.

come se l’esito delle elezioni potesse essere determinato dal numero di passaggi in televisione di questo o quello!, verrebbe da dire, come per ripetere una grande corbelleria.

e invece è proprio così! incredibile, ma vero, alla fine i voti si disporranno, con modeste variazioni, secondo le percentuali delle apparizioni televisive di questo o quello.

per questo il numero e la consistenza della comparsate televisive è al centro del 50% del dibattito!

perché l’esito delle votazioni si sta costruendo prima delle elezioni, che sono solo chiamate a registrarlo, una specie di Auditel, insomma.

e il rito stesso delle elezioni in questo contesto diventa grottesco, dato che queste non sono una occasione civile per discutere delle grandi scelte che abbiamo davanti, ma un teatrino dei pupi, anzi dei burattini, mossi da mani sconosciute, a parte la personale ambizione e avidità.

* * *

per menti normalmente lucide, questo non può che essere una tragicomica conferma dell’inganno della democrazia rappresentativa nell’era della comunicazione di massa, ma non pare che molti se ne rendano conto.

come mai il suffragio universale e la formazione dei mezzi di comunicazione di massa procedono nella storia di pari passo?

la risposta è semplice: si è concesso di votare a tutti, quando si è stati ben sicuri di controllare tutti o quasi tutti.

chi può più protestare contro un potere che ha l’apparenza di essere stato scelto dal popolo?

per questo, fatemi dire almeno una frase di propaganda a favore della mia scelta dell’astensionismo attivo, solo l’astensione dalle elezioni mantiene prima di tutto psicologicamente liberi di potere efficacemente opporsi ad un potere che abbiamo lasciato che ci rimanesse del tutto estraneo.

* * *

l’altro 50% dell’informazione che circola riguarda la formazione delle liste dei candidati.

già, perché nel sistema elettorale nauseabondo in cui voteremo (anzi, voterete) ancora una volta, scegliere le candidature significa già scegliere gli eletti.

alla faccia del popolo sovrano!

per questo, ecco un ceto politico di inamovibili che lottano come piragna per un posto giusto in lista.

senza differenza di metodi o di valori, salvo chi fa le primarie per le candidature, ma anche qui quella di Grillo è stata una farsaccia impiantata su un rozzo canovaccio da commedia dell’arte, e le uniche serie sono state quelle del Partito Democratico (vedremo con quali risultati qui sotto).

* * *

ho appena letto che in Ungheria, oggi sotto una semidittatura di una destra peggio che berlusconiana, la Corte Costituzionale ha bocciato la legge elettorale: prima che sia applicata, naturalmente.

da noi vi pare che dal 2005 ad oggi la Corte Costituzionale abbia avuto il tempo e la voglia di trarre le conseguenze dalla sua affermazione generica che questa legge elettorale non è compatibile con la Costituzione democratica?

ed è la stessa Corte che ha dato ragione a Napolitano, dove in tutta evidenza aveva torto, condizionando il futuro di questa repubblica in senso para-monarchico. 

ci toccherà ancora votare con una legge antidemocratica: chi vuole, almeno…

ma come è possibile piegarsi a questo sopruso?

* * *

ma noi siamo il paese della Costituzione più bella del mondo, secondo quell’anima bella di Benigni e le altre anime belle che ripetono lo slogan, ma vorrei sapere quanti si sono dati la pena di leggere effettivamente altre costituzioni che giudicano senza conoscerle…

nazionalismo e provincialismo beceri: prendo la Costituzione tedesca, non per le mie ben note simpatie, ma soltanto perché un apprezzabile blog di questa piattaforma la sta pubblicando in italiano a puntate, che è certamente più brutta della nostra, che non si presterebbe mai ad uno spettacolo di Benigni, ma come la Germania nel suo insieme rispetto all’Italia, è più brutta ma molto più ben funzionante.

com’è che nella Costituzione tedesca più brutta è scritto ben chiaro che anche un comune cittadino può sollevare questione di incostituzionalità ai vari livelli e invece nella nostra possono farlo solo i giudici o gli esponenti di poteri politici riconosciuti?

Art. 93. – Il Tribunale Costituzionale Federale decide: (…)

4.-a. sui ricorsi di costituzionalità che possono essere intentati da chiunque ritenga di essere stato leso dalla pubblica autorità in uno dei suoi diritti fondamentali o in un diritto contenuto negli artt. 20 comma IV, 33, 38, 101, 103 e 104;

perché gli italiani hanno un Costituzione molto elegante ed esteticamente ben fatta, ma sono cittadini di rango inferiore?

* * *

il silenzio sui programmi riduce tutto ad un teatrino puerile dove il popolo è chiamato a votare dei personaggi che, tutti, Monti compreso, si guardano bene dal dirgli che cosa intendono fare o assumersi un qualche impegno anche solo illusorio nei suoi riguardi.

forse perché non rispondono al popolo, ma ai poteri che effettivamente li fanno eleggere.

a parte il mister che promette di abolire l’IMU che ha istituito lui, dicendo che può essere sostituita da altri balzelli, ma allora non si capisce perché non lo abbia fatto due anni fa; ma lui risponde solo a se stesso di quel che fa.

insomma, sono lontani (ma non troppo, 7 anni soltanto) i tempi della seconda campagna elettorale di Prodi e della sua fabbrica del programma, con produzione di voluminoso documento finale, su cui tutti i media ironizzavano.

escluso Grillo, che un programma ce l’ha, ma è quello che avrebbe potuto scrivere un bambino delle elementari.

oggi saremo costretti a muoverci alla cieca: il Partito Democratico che cosa vuole? mantenere o cancellare la riforma Fornero? che politica estera farà, se Renzi la vorrebbe sul Medio Oriente opposta a quella di Bersani?

e sarà possibile governare tenendo insieme la linea di Renzi con quella di Vendola? no, non dovrebbe esserlo, a meno che le rispettive linee politiche non siano solo fumo negli occhi per gli sciocchi.

* * *

bene, ma l’ho già fatta anche troppo lunga.

veniamo al Ludovico Vico del titolo: ma chi è? e che cosa c’entra con questo post?

è un deputato del Partito Democratico, e traggo la sua biografia dal suo stesso profilo online:

Nato a Taranto l’11 febbraio del 1952.

A 16 anni milita nel movimento studentesco e subito dopo nelle formazioni della nuova sinistra e nelle lotte operaie e bracciantili.

Nel 1977 si iscrive alla Fillea-CGIL.

Operaio nei cantieri dei programmi Ceca, è coordinatore dei Consigli di fabbrica.

Si iscrive al PCI.

Nel 1981 è segretario della zona orientale della CGIL.

Nel 1983 Segretario generale della Federbraccianti CGIL.

Segretario Generale nell’ambito della Camera del Lavoro di Taranto (dal 1993 al 2000) e poi segretario regionale nel 2001.

Segretario provinciale dei DS di Taranto.

Capogruppo in Consiglio Comunale.

È stato eletto per la prima volta alla Camera nel 2006.

È componente della commissione Attività produttive e vicepresidente della commissione d’Inchiesta sui fenomeni di contraffazione e pirateria in campo commerciale.

Vico ha partecipato alle primarie del Partito Democratico per la scelta dei candidati al Parlamento per la Circoscrizione di Taranto, risultando quarto con 2.869 preferenze.

di lui Il Fatto di oggi riferisce che è stato intercettato nell’inchiesta Ilva, mentre diceva:

“Ora, a questo punto… lì alla Camera dobbiamo fargli uscire il sangue a Della Seta (ambientalista, ex presidente di Legambiente, uno dei pochi ad opporsi ai disastri della fabbrica)”.

il bello è che Roberto Della Seta è un senatore del Partito Democratico!

l’on. Vico ha proposto la modifica dell’art. 674 del c.p., “il getto pericoloso di cose”,  l’unico articolo del codice penale per il quale l’Ilva veniva puntualmente condannata, in modo da derubricare la pena a semplice sanzione amministrativa. Depenalizzare, insomma.

l’ex giudice Casson, esponente dello stesso partito, ricevuta l’informazione, risponde:

“(Silenzio) Ah, allora è molto grave. E, lo ammetto, sono sorpreso”.

* * *

anche io ritengo la cosa molto grave, lo ammetto, ma da tempo non sono più sorpreso.

12 risposte a “8. Ludovico Vico, democratico, e la campagna elettorale più insulsa della storia.

  1. schifato da certe persone.vivendo a Taranto,pensavo che almeno fosse intervenuto Bersani a far pulizia…ma come si dice qui “stamm accis”,siamo uccisi…dai politici,oltre che dall’Ilva,ciao.

  2. ma si è mai discusso di contenuti, dico da vent’anni a questa parte?
    ebbene sì: i voti indeci si attribuiranno sulle “faccione” dei manifesti o le comparsate televisive.

    credo, ma ci spero?, che comunque il programma e le idee del PD verranno fuori….

    • secondo me sì, nelle precedenti campagne elettorali, almeno fino al 2006, dei contenuti si discuteva; la deriva è iniziata con Veltroni nel 2008 che mise al centro della campagna elettorale la vocazione maggioritaria.

      sul fatto che emerga un programma chiaro del Partito Democratico, ci credo poco, semplicemente perché dentro il partito convivono linee diverse difficilmente sintetizzabili.

      per cui sono al paradosso che credo di più alla capacità di realizzare quel poco del “mio” programma che ritrovo in Monti che in quel qualcosa di più che potrei ritrovare in Bersani.

      • la vocazione maggioritaria…. e le scenografie naturalistiche!
        però il PD un’elaborazione sui programmi l’ha già fatta con le primarie, Bersani dovrebbe solo darvi il giusto rilievo

        • sarà duro che ci riesca, considerando che i media considerano gli italiani degli imbecilli, e pare abbiano anche ragione… 😦

          del resto neppure a me i temi centrali del programma Democratico sono chiari; anzi, faresti cosa utile a evidenziarceli, credo, anche solo con dei link.

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