gli omosessuali per forza di Albertini (e del papa). – 32

20 gennaio 2013 domenica 10:15

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E’ chiaro che il figlio di una coppia omosessuale cresce in un ambiente che quasi lo obbliga a essere omosessuale. L’omosessualità non è un valore, ma è una scelta. Libera e assolutamente autonoma. Ma perché dobbiamo condannare, o comunque obbligare, un figlio ad essere necessariamente omosessuale, quando invece potrebbe essere tranquillamente eterosessuale?

questa è la logica di Gabriele Albertini, candidato alla Regione Lombardia e candidato al Senato per la lista Con Monti per l’Italia. 

Albertini è un idiota?

da come parla si direbbe di sì, sul piano politico.

se crescere in una coppia omosessuale obbligasse il bambino a diventarlo, come mai crescere in una coppia etero non impedisce a molti di diventare gay lo stesso?

e comunque, se fosse vero che sono gli orientamenti sessuali della famiglia in cui cresce che determinano gli orientamenti sessuali del bambino, allora non sarebbe una forzatura anche l’orientamento eterosessuale di un bambino cresciuto in una coppia conforme, e magari più propenso di suo, senza l’esempio dei genitori, ad orientarsi diversamente?

come, si direbbe a guardarlo, proprio nel caso di Albertini stesso?

* * *

giustamente, mi viene fatto notare in un commento che questa, semmai, è proprio la realtà attuale.

nelle famiglie etero effettivamente vi sono diversi tentativi, spesso violenti, di condizionare in questo senso la sessualità dei figli, per malinteso conformismo e rispetto della normalità.

soprattutto nella fase complessa dell’adolescenza, dove è abbastanza comune attraversare dei momenti di sessualità non ancora ben definita, sono frequenti vere e proprie costrizioni, a a volte minacce e violenze fisiche, su un figlio, perché nasconda le proprie eventuali pulsioni verso il proprio sesso.

e dico eventuali, perché molto spesso queste violenze nascono nelle famiglie etero che vogliono garantire un atteggiamento sessuale conforme nel figlio anche soltanto all’apparire di “sintomi” o meglio indizi semplicemente ambigui.

non credo che nessuna famiglia omosessuale userebbe mai le stesse violenze verso un figlio che esprimesse orientamenti eterosessuali, che anzi verrebbero sentiti come una forma di arricchimento del proprio.

* * *

be’, mi si risponderà – e trasecolerei  per una risposta simile: etero e gay la maggior parte lo diventa per semplice imitazione sociale.

fosse anche vero, e forse in una certa misura lo è, l’imitazione è semmai prevalentemente sociale, non familiare.

tuttavia questa spiegazione non è soddisfacente, dato che è facile constatare che l’omosessualità è più diffusa in molti paesi, ad esempio quelli islamici, che in apparenza la reprimono più duramente, e perfino Israele, che è per molti aspetti una moderna teocrazia rabbinica, appare oggi un paese fortemente gay, in barba alla lapidazione prevista dalla bibbia ebraica:

Non giacere con un maschio come si fa con donna: è cosa abominevole (Levitico, 17, 22)

Se un uomo giace con un altro uomo come si fa con una donna, tutti e due hanno commesso una cosa abominevole: siano messi a morte. Il loro sangue ricada su di loro (Levitico, 20.11)

nulla però si dice sui rapporto sessuali che vengono consumati in piedi: la scappatoia per gli ebrei gay osservanti di Israele dev’essere questa… 🙂

se poi, in piedi o a letto, due gay maschi compiono degli atti sessuali che assolutamente non possono essere compiuti fra uomo e donna (non è il caso di sforzare la fantasia per specificare meglio…), la morale rabbinica è salva, direi.

* * *

e pensare che basta una osservazione scevra da pregiudizi per capire che l’omosessualità non ha in se stessa nulla di moralmente riprovevole, fino a che si svolge nel rispetto altrui, ma è uno dei meccanismi biologici di regolazione delle nascite creati dalla natura in tutte le specie viventi nelle situazioni di sovrappopolazione.

* * *

Albertini continua:

L’unico argomento che farebbe la differenza in caso di matrimonio gay è banalissimo e non particolarmente nobile: la reversibilità delle pensioni. La conseguenza del matrimonio è che il coniuge dello stesso sesso potrebbe ottenere una pensione di reversibilità. In caso contrario, no, perchè non è considerato coniuge. Perchè in una situazione di riduzione dei costi pensionistici togliamo al metalmeccanico e lo facciamo andare in pensione un poco più tardi, mentre diamo invece un vantaggio a qualcosa che è neutrale agli effetti della società?

forse perché la costituzione prevede che tutti gli esseri umani siano uguali indipendentemente dal loro sesso, cioè dalle loro scelte sessuali?

forse perché la realtà ride di Albertini e prevede che anche qualche metalmeccanico possa essere gay?

se questa è la destra italiana più europea…

* * *

ma ammettiamo che, dal punto di vista di Albertini il problema della pensione di reversibilità sia un argomento così  banale da risultare stucchevole: è veramente degna di nota la sua osservazione finale sul fatto che gli omosessuali sono “neutrali” per la società, lui intendeva dire improduttivi (con buona pace della Forster, lesbica dichiarata, che ha messo al mondo due figlie, e il gossip dice con quel macellaio di Mel Gibson: gli opposti, etero- oppure omo-sessuali si attraggono…).

dunque la morale cattolica di cui in questa occasione il presunto laico Albertini è l’eco stantia, valuta gli esseri umani in funzione della loro produttività, o meglio della loro ri-produttività?

ulteriore conferma non solo della assoluta mediocrità valoriale di questa presunta etica cristiana, ma, se ce ne fosse bisogno, in epoca di bomba demografica in via di esplosione, del fatto che tale morale è radicalmente inadatta ai tempi, anzi pericolosissima, anzi delittuosa.

* * *

P.S. colgo l’occasione per precisare che il mio astensionismo attivo (scrivere sulla scheda in cabina elettorale “”NON VOTO IN ELEZIONI ANTICOSTITUZIONALI”) non è una posizione talebana di principio, ma una azione politicamente mirata unicamente alle elezioni per il parlamento, per ottenere una riforma elettorale civile, senza la quale è grottesco andare a votare.

pertanto nelle elezioni regionali lombarde e in quelle per il nuovo sindaco di Brescia, intendo votare e nel primo caso voterò naturalmente per Ambrosoli, il candidato presidente di regione scelto nelle primarie del centro-sinistra, al quale almeno non si possono imputare stupidaggini di questo tipo.

15 risposte a “gli omosessuali per forza di Albertini (e del papa). – 32

  1. Ciao Borto.
    La questione degli omosessuali è semplicemente uno dei tanti specchietti per le allodole. Ogni politico mira ad un elettorato, in questo caso parliamo di elettori di centro-destra che hanno queste idee. Nulla di più nulla di meno.
    La questione è meramente numerica, questa la dice lunga sul livello dei nostri politici ma anche sul livello medio degli italiani che decidono di votare questi personaggi solo perché “difendono la famiglia” :() .
    Ora basterebbe pensare a tutte le violenze che si perpretano sulle donne e spesso sui bambini dentro le mura domestiche, e il numero elevato di divorzi con i relativi strascichi di bambini contesi per capire che l’istituzione familiare non si difende impedendo a due persone dello stesso sesso a voler vivere insieme ma educando le persone (tutte) riguardo l’importanza della famiglia (fondata da uomo e donna o da persone dello stesso sesso, ne vogliamo parlare?) intesa come volontà di collaborare per vivere insieme e costruire un nucleo familiare responsabile, ma questa è una scelta politicamente meno appagante perché, non basandosi sulla stupidità, non da’ voti.
    Di fatto la famiglia italiana è allo sfacelo, e non per colpa dei gay, ma degli eterosessuali, che non sono ingrado di reggere, in molti casi alla responsabilità insita nell’istituzione familiare.
    A mio avviso la questione della libertà sessuale (e la chiamo così perché non è una questione da confinare ad un gruppo di persone, pochi o molti che siano) va portata alla ribalta non solo dai gay ma da tutti i cittadini che pensano che sulla propria sessualità non possa esserci un corpus normativo e legislativo perché lo stato in questo non deve assolutamente entrarci, a meno ovviamente di reati sui minori.
    Allo stesso modo, se le tendenze sessuali sono motivo di preclusione e discriminazione di alcuni cittadini, bene, bisogna fare in modo che ciò non avvenga, altrimenti sarà in futuro possibile discriminare altre persone per altri motivi (ricordiamo che insieme agli ebrei e agli zingari, nei lager ci finivano anche gli omosessuali, eppure oggi ce ne dimentichiamo).
    Sarebbe interessante una seria riflessione riguardo il concetto di famiglia che ci portiamo dietro e questa riflessione non può certo venire da politici in cerca di voti.
    Una nota: io non sono mai stato “obbligato” ad essere eterosessuale da mio padre, non credo che un padre o una madre coscienti e responsabili, anche nel caso di famiglie gay, obblighino i propri figli alle proprie scelte. A me sembra vero il contrario: spesso per dei genitori “normali” scoprire l’omosessualità del figlio è un’onta che porta a vere e proprie persecuzioni: tali modi di fare non sono mai condannati dagli eterosessuali, eppure sono delle vere e proprie violenze domestiche, ma questo ad Albertini non importa, a lui importa, come ti dicevo, di essere eletto.
    Ti abbraccio, alla prossima.

    • caro antonio, intanto buon anno.

      questo commento è molto bello, e mette in luce un aspetto che ho completamente trascurato nel post, e che credo anzi di dover integrare, raccogliendo il tuo importante contributo: che nelle famiglie etero effettivamente vi sono diversi tentativi, spesso violenti, di condizionare in senso etero la sessualità dei figli, sopratutto nella fase complessa dell’adolescenza, dove è abbastanza comune attraversare dei momenti di sessualità non ancora ben definita; e non credo che nessuna famiglia omosessuale userebbe mai le vere e proprie costrizioni, a a volte minacce e violenze fisiche, su un figlio, perché nasconda le proprie eventuali pulsioni verso l’altro sesso; e dico eventuali, perché molto spesso queste violenze nascono nelle famiglie etero che vogliono garantire un atteggiamento sessuale conforme nel figlio anche soltanto all’apparire di “sintomi” o meglio indizi semplicemente ambigui.

      ma siamo soltanto alla preistoria di una questione che, come dicevo nel post, nasce soprattutto dalla sovrappopolazione del pianeta, che ha soltanto due forme possibili di controllo: la contraccezione nel caso di una vita sessuale etero e l’accettazione di forme di sessualità non procreative, come l’orientamento omosessuale, che oggi sono una risorsa per l’umanità e non un peso.

      la chiesa cattolica che è contraria sia all’una che alle altre è oggi la protagonista di un grande crimine contro l’umanità del futuro.

      un abbraccio a te.

  2. mi sono limitato a leggere le prime righe ma tanto basta….!!!
    albertini e’ un aurentico coglione….!e spero di essere nel vero perche’ al contrario sarebbe un uomo di grande malafede e cinismo pre elettorale…(il fantomatico elettore cattolico).

    in ogni caso io sono fermamente convinto che l’omosessualita’ e’ un obbligo perche’ e’ iscritta nei geni di chi possiede questo orientamento sessuale.

    mi piacerebbe vedere la reazione dei vecchi parrucconi che parlano in nome di dio,quando la scienza lo evididenziera’.

    • peccato che tu non abbia letto più avanti: sforzati, dai.

      ci ho anche scritto che ritengo l’omosessualità un comportamento, fino a prova contraria un comportamento non sta scritto quasi mai nei geni, ma ha origini prevalentemente sociali e si apprende.

      quindi personalmente non la ritengo per niente “un obbligo” di carattere naturale, e mi pare che la scienza sia orientata a considerarla appunto un comportamento come tanti al quale non è necessario dare un particolare rilievo in un’epoca in cui è bene che una parte della popolazione rinunci spontaneamente e per sua felicità a riprodursi.

      la tesi di antonio, che ha commentato per primo, è che Albertini sia un cinico sfruttatore dei pregiudizi, cioè un politico mediocre, di quelli che gli elettori accorti, anche quelli etero, dovrebbero fiutare a naso ed evitare come la peste, per non farsi prendere in giro.

  3. ma che c***o vuol dire “l’omosessualità non è un valore”??? perchè, l’eterosessualità lo è???
    odio queste affermazioni senza senso… almeno dicesse esplicitamente che “la diversità non è un valore”, allora ci capiamo!

    ovviamente le affermazioni sulla “costrizione” a crescere omosessuali sono emerite idiozie. mentre sono storia presente le continue costrizioni e violenze varie che si esercitano perchè un omosessuale non lo dichiari e viva apertamente. altrimenti, fare outing non sarebbe tanto difficile e traumatico.
    quella sulla neutralità, per concludere, è poi il colmo: se fosse presa seriamente, smonterebbe da sola tutta l’argomentazione di Albertini. se è neutrale, non v’è motivo per discriminarla…
    complimenti ai nostri liberali, i migliori d’Europa!

    • dicendo che “l’omosessualità non è un valore, ma è una scelta”, Albertini ha scritto una frase poco comprensibile, in quando anche i valori si scelgono o si rifiutano, e le scelte si fanno perché le si considera un valore (molto più difficile il contrario, nonostante Petrarca: vedo il miglior, ed al peggior m’appiglio”).

      forse voleva dire che lui non la considera un valore positivo; bene, ne prendiamo atto; ma poi la libertà di scelta dei singoli va rispettata ed egualmente rispettata oppure no?

      anche la parola “neutrale” Albertini secondo me l’ha usata a sproposito, volendo dire qualcos’altro; ma l’ho già scritto nel post.

  4. non sono in accordo con te sul fatto che l’omosessualita’ sia un comportamento.
    se effetttivamente fosse come tu affermi avrebbero ragione i religiosi professionisti nell’affermare che gli omosessuali vanno educati.

    seri e prolungati studi,della scuola di genetica di londra,su famiglie ad alta incidenza di individui omosessuali ha evidenziato loci genici eguali.
    studi seri ma scarsamente divulgati.

    • ti rispondo solo sulla seconda parte, perché sulla prima si aprirebbe un discorso veramente troppo ampio: dico soltanto che quei “comportamenti” che sono i desideri non sono assolutamente controllabili secondo nessuno o quasi, e infatti nel post scrivevo che le chiese si limitano a cercare di controllare alcuni aspetti esteriori della sessualità e la chiesa cattolica stessa non considera una colpa l’omosessualità intesa come orientamento sessuale e del desiderio.

      ti rispondo invece sulla cosiddetta “scuola di Londra”: non sei stato molto ricco di indicazioni, comunque mi sono aiutato da me, sapendo vagamente anche prima di questo post dell’esistenza di tesi di questo genere.

      sono così arrivato ad esempio a questa intervista http://www.gay.tv/news/community/le-origini-dellomosessualita-un-dibattito-scientifico/ e me la sono letta, restando molto perplesso.

      del resto l’autore stesso, il dottor Qazi Rahman, dice: “sappiamo che circa metà di esse è dovuta ai geni”, cioè identifica la componente genetica in “circa” il 50% dei casi: non è un po’ poco per affermare l’origine esclusivamente genetica dell’omosessualità?

      ma poi che cosa intende l’autore per omosessualità: la transsessualità?

      ad un certo punto scrive: “tra i gay, c’è una grande varianza di comportamenti con uomini gay estremamente sportivi, aggressivi e competitivi. Anche questo, deve essere spiegato dalla scienza”. !!

      se l’omosessualità è di origine genetica, come si deve considerare, invece, la bisessualità?

      se l’omosessualità è di origine genetica, come si deve considerare il fatto, piuttosto evidente, che essa un peso diverso in culture umane differenti?

      e le esperienze omosessuali precoci di cui sappiamo da certi rapporti scientifici sulla sessualità umana? l’autore se la cava dicendo che “Per quanto riguarda le esperienze sessuali preadolescenziali, esse sono così diffuse che c’è da chiedersi come mai piuttosto solo una minoranza di chi le pratica cresca omosessuale”.

      però proprio il fatto che quasi la metà dei maschi secondo il rapporto Kinsey ha avuto occasionali esperienze omosessuali come si concilia con una teoria genetica dell’omosessualità?

      “quasi il 46% degli individui maschi ha “interagito” sessualmente con persone di entrambi i sessi nel corso della vita adulta, e il 37% ha avuto almeno un’esperienza omosessuale[1]. L’11.6% degli uomini di etnia caucasica (fra 20 e 35 anni) ha ottenuto un valore sulla scala di Kinsey pari a 3 (esperienze/attrazioni eterosessuali e omosessuali in pari quantità) nella vita adulta.[2] Lo studio inoltre riporta che il 10% dei maschi americani è stato “pressoché esclusivamente omosessuale per almeno tre anni tra i 16 e i 55 anni”[3] (ovvero, nella scala tra 5 e 6).
      Al 7% delle persone di sesso femminile non sposate (età 20-35) e il 4% delle sposate (età 20-35) fu assegnato un valore sulla scala di Kinsey di 3 (esperienze/attrazioni eterosessuali e omosessuali in pari quantità).[4] Dal 2% al 6% delle donne, età 20-35, erano pressoché esclusivamente omosessuali[5] e dall’1% al 3% delle donne non sposate erano esclusivamente omosessuali[6].

      e come conciliare con l’origine esclusivamente genetica della omosessualità la scala Kinsey? http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_Kinsey

      alla fine mi accontento di una osservazione del dottor Rahman (che dal cognome non sembra propriamente di origine inglese), parlo di quella della seconda parte della citazione, che tocca proprio il nostro tema: “I minori che hanno subito violenze omosessuali da piccoli hanno la stessa percentuale di omosessualità da adulti degli altri gruppi. Lo stesso vale per i figli cresciuti da coppie gay conviventi”.

      se è vero (ma tutta questa intervista è poco coerente e piuttosto confusionaria, secondo me), Albertini dovrebbe segnarsela.

    • bellissimo aforisma. che si dimentica di Dio, ma solo in apparenza, perché si ricorda che per un vero cristiano dio è amore e sta ovunque ci sono persone che si amano.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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