42. la svastica birmana e la mia passeggiata per Nyaungshwe.

questo montaggio video, quasi esclusivamente di fotografie, inizia con quella che chiudeva il montaggio precedente: siccome l’ho aggiunta anche al titolo del post nella home page, l’avete già vista.

è un giovane uomo, accucciato davanti al market di Nyaungshwe, con un elmetto nazista in testa.

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di elmetti con la svastica, portati da giovani motociclisti, ne avevo già visti in giro qui nel Myanmar e fotografati credo un paio, immagini che sono già state viste da chi ha seguito sistematicamente i miei montaggi su questo viaggio (forse due o tre persone in tutto…).

ero rimasto incuriosito, ma, credendo di non potere approfondire l’argomento più di tanto, avevo riposto lo stupore nell’archivio della mente, dal quale è riuscito ieri per una coincidenza che ha alquanto del miracoloso: un articolo sul tema, di Massimo Galli, sul periodico ItaliaOggi, che di solito si occupa di tutt’altro.

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per chi fosse interessato, la svastica che si incontra portata con tanta naturalezza in Myanmar non è propriamente la svastica nazista, è quella buddista.

la differenza fra le due è chiaramente spiegata da queste due immagini.

questa è la svastica buddista:

250px-hinduswastikasvg1 (1)e questa è la svastica nazista:

svastica[1] si tratta di una differenza di inclinazione, evidentemente.

ma bisogna ammettere che la differenza è molto sottile, soprattutto quando la svastica viene inserita all’interno di un contorno rotondo.

inoltre non mancano raffigurazioni della svastica nazista in cui essa appare assolutamente identica a quella buddista.

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ricordo ancora il mio stupore quando trovai la svastica come motivo decorativo delle inferriate di antiche finestra di una pagoda che si affacciava sulle mura di Nanchino, in Cina, e sinceramente nulla saprei dire oggi dell’inclinazione dei bracci della medesima: non ci badai.

nel mondo indiano in cui è nata e poi nel mondo buddista, la svastica, come raffigurazione simbolica del movimento del sole, guardato volgendo le spalle al nord e assimilato a quello di una ruota che rotola verso destra, diventa facilmente un simbolo della vita che si propaga e continua.

quindi un simbolo gioioso e di buon auspicio.

* * *

e tuttavia bisogna ammettere che questi elmetti, come quello che compare nella prima immagine di questo video, sono qualcosa nello stesso tempo di più specifico: questa è proprio la perfetta imitazione del’elmetto di un soldato nazista, non riporta soltanto  una generica svastica, ma anche l’aquila del Terzo Reich.

molti birmani amano Hitler?

in questo popolo buddisticamente pacifico e non violento si annidano i sintomi possibili di una violenza estrema e dell’odio razziale?

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a leggere l’articolo che ho citato, parrebbe di sì: uno dei più famosi gruppi rock birmani si chiama Iron Cross, Croce di ferro, dal nome della decorazione militare prussiana ricevuta anche da Hitler. 

e però è un gruppo che ha avuto anche un  ruolo importante nella lotta contro la dittatura militare, da poco conclusa.

nello stesso tempo, però, i birmani Hitler non lo conoscono; in Asia si conosce ben poco dell’olocausto e l’educazione ricevuta nel Myanmar sotto la dittatura militare filocinese, da poco sostituita da un nuovo governo filooccidentale, era ispirata alla dura critica del colonialismo britannico, che ha dominato questo paese fino a settant’anni fa, prima di essere abbattuto dal padre di Aung San Suu Kyiil generale nazionalista e comunista Aung San: l‘eroe nazionale il cui ritratto campeggia sulle banconote, e nel video se ne vede una appesa nel negozio del barbiere dove sono andato a farmi tagliare i capelli.

simbolo di opposizione al governo militare (in quel momento ancora al potere), come Aung San si era opposto agli inglesi; e del resto, in un primo momento, pur di abbattere l’occupante coloniale, si era anche alleato con i giapponesi, che combattevano a fianco di Hitler.

* * *

il resto di questo video è dedicato al paio d’ore indolenti trascorse per concludere la mattinata in attesa della partenza, dopo il risveglio precoce per la visita al mercato: di fronte all’alternativa di ficcarmi in qualche museo oppure di girare semplicemente a zonzo in luoghi poco turistici, ma autentici, ho scelto la seconda opzione, e ne sono stato ben ripagato.

la Birmania mi pare condivida con l’Italia una straordinaria ricchezza artistica, anche minore e abbandonata; assieme alle immagini di qualche ultima casa di foglie di palma intrecciate e di bambini che si lavano al fiume, ecco ruderi sparsi, una collinetta che è certamente il mucchio di rovine creato dal crollo di qualche antico monumento totalmente dimenticato.

paese che ha tuttora per me un fascino particolare, che le svastiche birmane neppure riescono ad incidere neppure un po’.

* * *

io esco di nuovo per girovagare nel paese, del quale la guida evidenzia poco di interessante, che pare condannato al suo destino di puro punto di appoggio per le meraviglie più lontane del lago, nel quale si trovano solo pochi resort ed hotel di altissimo livello, e invece ha i suoi scorci accattivanti, le famigliole che si lavano al fiume, le rovine di qualche pagoda che aprono uno squarcio involontariamente archeologico nel cuore delle strade paesane; su di una mi arrampico, a sfida degli eventuali serpenti, per dare un’occhiata all’insieme del borgo da quei trenta metri di altezza.

122. il mio arrivederci al Myanmar – My Myanmar 20.

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22 risposte a “42. la svastica birmana e la mia passeggiata per Nyaungshwe.

  1. Stavo x dire la stessa cosa di G . Grazie All ‘amicizia con un condomino giapponese! Molto bello il tuo collage di immagini e fa riflettere il contrasto tra il tripudio di ori e forme armoniose con la crudezza del ‘dove ‘ sorgono.
    Bravi gli It in a bravissimo tu “arrivi bene ” detto in gergo musicale!
    Sheraciaociaociao

    • ciao shera. curioso di sapere come sei finita qui 😉

      mi hai dato l’occasione di riguardarmi il video e di provare un attacco acuto di nostalgia.

      in Giappone a settembre non mi e` capitato di trovare svastiche, ma l’arricchmento che viene dai commenti ben fatti e` sempre straordinario.

      grazie tantissime di questo commento.

  2. quel pazzo scatenato di hitler aveva preso questo gioioso simbolo del sole come logo per la sua comunita’ criminale.
    anche in Giappone su molti templi c’e questo simbolo,ma nessuno osa accostarlo al nazismo:”il lato oscuro della natura umana”…..”fatti non foste….”…sperem..!

    • i pazzi sono tutt’altro che isolati: questo è il secondo o terzo post mio più letto in assoluto, e non credo proprio per quel che c’è scritto!

      ma per l’amore per la svastica, e non certo quella gioiosa e amorosa della tradizione buddista!

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  5. Complimenti per il blog. Hitler riprese la svastica dalla cultura orientale, essendo lui stesso un esoterista e appassionato di mitologie antiche. Quello però è proprio un elmetto nazista. Magari in Birmania lo hanno preso solo per il simbolo a loro familiare, ignorando la storia nel contesto nazista.
    Un saluto

    • come ho spiegato anche nel post c’è anche un vero e proprio filonazismo poco consapevole in Myanmar, che ha diverse e complesse radici storiche.

      grazie dell’apprezzamento.

        • evidentemente c’è qualcosa nell’immaginario occidentale che connette la popolarità di Hitler (intesa come fama) al suo ruolo di malvagio assoluto; in Oriente invece lo si conosce poco, e le ragioni della popolarità sembrano variegate.

          un saluto a te.

  6. La svastica è un simbolo presente anche in Giappone. Prende il nome di Manji, e rappresenta il Dharma universale, l’armonia, l’equilibrio degli opposti. Si distingue in “omote manji” quando gira anterioemente, con il significato di amore e misericordia; prende invece il nome di “ura manji” quando ruota posteriomente, con il significato di forza e intelligenza.

    Senza scordare che la svastica (che dal sanscrito significa “fortunato”) era presente anche nelle decorazioni greche.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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