87. ritorno ad Ernakulam.

eccomi “costretto” a riprendere i miei montaggi video del viaggio nel Sud dell’India del novembre 2010 dal punto in cui li avevo lasciati esattamente un anno fa, per i più urgenti video birmani.

si dà il caso, infatti, che questi montaggi, pazienti e laboriosi, anche se tanto modesti nei risultati, non essendo altro che un frammentario diario per immagini, abbiano su di me un effetto rilassante, come immagino che fosse una volta per gli uomini la partita a briscola all’osteria o per le donne fare i ferri a casa propria (anche se poi questo lavoro artigiano assomiglia piuttosto al ricamo).

* * *

tra novembre 2010 e febbraio 2012 c’erano stati soltanto 8 video, tutti girati ad Ernakulam e dintorni, nel Kerala, e dedicati ai primi tre giorni lì.

questo contiene le poche immagini e le riprese del pomeriggio del 3 novembre, a partire dall’arrivo alla casa di John (o Jon, come questa volta ho preferito chiamarlo nei titoli):

a questo punto John dice che vuole mostrarmi casa sua;(…) la casa e’ piena di muratori e di pittori, poi arrivano sorelle, mamma e cognati.

ma la sorpresa maggiore e’ la casa stessa: versione mignon del palazzo che abbiamo appena visitato, bel giardino di accesso, ancora in sistemazione, porticato con due piccole ali aggettanti, marmi nobili, due piani, un paio di bellssimi pezzi di antiquariato,

la mamma gentilissima, forse avvisata per cellulare, ha preparato un risotto squisito con pesciolini freschi e una senape stuzzicosa fatta in casa; non so come ringraziare.

il fatto piu’ straordinario, comunque, un vero insegnamento, e’ come un cameriere indiano che lavora solo nella bella stagione italiana, sia in India un personaggio ricco e rispettato.

dovro’ cambiare la mia immagine sociologica degli immigrati, credo, e dovrebbero farlo in tanti, anche in Italia.

* * *

subito dopo il pranzo, John mi porta, con un giro in moto molto lungo, a Cochin:

intanto John con un lungo percorso di traffico migliore di un giro sull’ottovolante, quanto ad emozioni, mi riporta al centro: mi faccio lasciare a Cochin, pero’, sull’isola di fronte ad Ernakulam, approfittando del fatto che anche lui ha un appuntamento proprio li’.

Cochin la conosco bene, dopo l’anno scorso: John,dopo essersi fatto dare il mio numero di cellulare, mi lascia a due passi dall’internet cafe’ dal quale ho digitato un paio di cronache 2009, io salgo di corsa a collegarmi; ne ho di cose da raccontare!

379. XI, 7. Ernakulam, la casa con sorpresa di John.

e la cosa sorprendente è che questa cronaca stessa è stata scritta a metà del montaggio video e in diretta da Cochin stessa!

* * *

così mi sembrava di ricordare, almeno; ma pare che non sia andata proprio così: infatti la cronaca della giornata la trovo pubblicata su wordpress solo il 6 novembre: è possibile che sia stata scritta ma non pubblicata, lasciata in bozze?

e se il tempo fosse soltanto una forma di fortissima miopia?

questo fu invece l’unico post della giornata, un aforisma col titolo “la miopia del tempo”, sul quale si innestò uno dei dialoghi di straordinaria profondità che allora mi capitò per lungo tempo di condurre con una commentatrice poi scomparsa dal blog.

ritrovo queste tracce, ripercorro il mio blog e le sue polemiche: il berlusconismo pareva ancora trionfante, e le crepe che avrebbero portato ad abbatterlo sembravano semplici smagliature: le cose che scrivevo erano come appesantite da quel clima malsano.

* * *

quel pomeriggio sulle rive di Cochin, dove la laguna si apre verso il mare aperto di fronte all’isola di Vypeen, non fu considerato degno di cronache né scritte né quasi fotografiche: lo ricordo trascorso in parte disteso su una panchina a riposare e sonnecchiare, a fianco di una piccola rozza loggetta sul mare, o ad ascoltare il gracidare delle cornacchie, inutile e ripetitivo come l’incontro con un ragazzo che trasporta un grande ammasso di flauti e già si staglia quasi contro il tramonto che annera.

non ci furono molte foto perché quello era già il terzo ritorno a Cochin.

poi, perché non abbia fotografato il localino dove ho mangiato del pesce appena pescato non saprei dire: l’unica ipotesi che mi sento di fare è che ci possa essere una sovrapposizione mnemonica di cose avvenute in tempi diversi nello stesso luogo.

l’ultima immagine del video riguarda il lunghissimo viaggio di rientro all’hotel sulla moto di Jon.

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è strano come una distanza di poco più di due anni sia sufficiente a logorare il ricordo ben di più di quella di un anno e qualcosa che mi lega alla Birmania.

oppure tutto dipende dal fatto che non ho ancora ripercorso attraverso le riprese e le foto, momento per momento, quel viaggio, salvo che per le sue prime tre giornate, e c’è bisogno di questo lungo lavoro della memoria artigiana per tornare a viverlo altrettanto intensamente?

eppure, alcune foto della giornata erano già state pubblicate qui, pochi giorni dopo il rientro: 

bortografia 737. tra Ernakulam e Cochin.

eppure ho l’impressione che, se non ci fosse stato questo puntuale quanto inutile accompagnamento, quasi tutto sarebbe nebuloso ed incerto.

* * *

comunque ecco il link al video di You Tube, nulla che valga davvero la pena di essere visto, niente che superi la dimensione di un monologo postumo con me stesso, come quello appena trascritto.

from the house of John in Ernakulam to Cochin – My India, 6 9

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