97. e io me ne scappo di nuovo in Kerala.

almeno con la fantasia, almeno col ricordo, fino a che non riuscirò a liberarmi da questa specie di dipendenza morale dal lavoro, che mi impedisce la scelta della pensione persino a 65 anni, fatemi ritornare nel Kerala!

è incredibile come ricominciare i montaggi video  sul mio viaggio del novembre 2010 nella punta della penisola indiana stia scatenando una nostalgia davvero dolorosa, perfino poco controllabile.

* * *

niente a che vedere, almeno soggettivamente, con l’onesta documentazione da poco finita del viaggio in Myanmar, un paese molto più ricco dell’India,  dal punto di vista strettamente artistico, ma chiuso, nel confronto, nella morsa della monoculturalità buddista: appena incrinata da qualche isolata presenza islamica.

il Kerala, che fu per secoli o millenni, la porta dell’India verso occidente, è il trionfo della mescolanza di culture e tradizioni, tutte comunque riassorbite in una inconfondibile impronta indiana.

* * *

questo montaggio, che merita un poco di più del solito la definizione di video, per la prevalenza non comune per me di immagini in movimento, è la cronaca di alcune ore di viaggio a partire dall’hotel di Ernakulam, dove il risveglio mi accoglie tra il fitto cinguettio di uccelli esotici e cornacchie, perfino nel cuore del quartiere urbano vicino alla stazione, prima con un motoriksciò fino alla stazione degli autobus e poi, a risalire verso i monti Ghati, sulla strada per Munnar, stazione di montagna.  

ecco la descrizione di allora, 380. XI, 8. Munnar, la Paris Texas di Mike.:

arrivo alla stazione dei bus di Ernakulam che l’autobus per Munnar, un paesotto turistico di montagna a 1.500 metri sui monti Gathi, si sta gia’ muovendo; salgo di corsa e mi sistemo verso il fondo: voglio abbandonare definitivamente il paesaggio del Kerala tropicale di pianura, con la sua alternanza di palmeti e lagune, che gia’ conosco, per esplorare un paesaggio ed un ambiente nuovi.

i primi km sono di periferia urbana, che riprendo compulsivamente con la camera per una specie di confronto filmico che vorrei fare tra una periferia indiana e quella cinese di Shanghai; pero’ mi stufo subito, e’ chiaro che non c’e’ gara tra la capitale economica della Cina e quella di una modesta citta’, pure se del Kerala, lo stato piu’ avanzato dell’India secondo certi canoni occidentali, ma neppure tutti.

la cartellonistica indiana della periferia di Ernakulam è infatti il secondo tema delle immagini del video, che sottolineano assieme qualche presenza cristiana (i cristiani sono il 40% della popolazione del Kerala, e la più importante presenza in percentuale di questa religione in quel sub-continente).

ma è il caos dei tabelloni pubblicitari grandi spesso come interi palazzi e caoticamente accumulati senza alcuna regola precisa che caratterizza in modo inconfondibile ogni città indiana.

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dopo il trasferimento in uno dei rugginosi e spericolati autobus gialli di linea la cittadina di Perumbavor è la prima sosta.

ho trascurato di descrivere a parole allora lo spettacolare paesaggio tra cui l’autobus risale i primi tornanti fino alla stazione, che invece la camera continua a riprendere nel tentativo fallito di incrociare almeno una volta le scimmie che stazionano in vari punti lungo la strada, spesso sul muretto che protegge i punti più pericolosi.

ma poco male, perché in questo modo, oltre ad una vegetazione stupenda e a scorci montuosi via via più affascinanti, si incrociano almeno alcune delle spettacolari cascate dei dintorni di Adimali, la cittadina dalla fermata degli autobus con un edifico centrale a forma di edicola.

alla prima sosta dell’autobus, in un paesino oramai a mezza costa, dove io mi rimpinzo di noccioline.

ma a questo punto la mia cronaca di allora si fa assorbire dalla nascente amicizia con John, un ragazzo texano, appassionato di fotografia, e come scoprirò più avanti, di scrittura, diretto a Munnar come me,

ma questo sarà oggetto dei prossimi video e relativi viaggi della memoria nello spazio tempo.

* * *

from Ernakulam on the bus. first step Perumbavoor, second one Adimali – My India, 6 10

corre l’obbligo di dire che tutto il mio entusiasmo è solamente soggettivo e che il video è noiosissimo, fatta salva forse solo la musica.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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