105. quei nemici di Grillo nostalgici del porcellum.

un blog è soprattutto di chi lo commenta, un poco di chi lo legge e solo per la piccola parte residua di chi lo scrive.

la massa dei commenti ricevuti qui sui miei ultimi post di Grillo impone che io continui sul tema: non ho cose eccezionali da dire, le sento condivise da molti nei diversi contatti della vita reale, ma le trovo poco rappresentate in rete, e dunque mi sento obbligato a dirle anche qui, oltre che col flatus vocis…

* * *

se guardiamo alla situazione politica italiana staccandoci per un momento dal clamore della propaganda interessata, alcune cose ci sembreranno subito chiare.

1. le elezioni sono andate nel migliore dei modi possibili e segnano comunque la fine del berlusconismo: per un soffio, ma basta; a meno che gli errori degli altri non lo rimettano in piedi per l’ennesima volta.

che cos’è tutto questo berciare su Bersani che ha perso le elezioni e Renzi che le avrebbe vinte?

Bersani poteva avere il 51% dei voti? Renzi lo avrebbe avuto?

ci siamo bevuti, negli anni del berlusconismo, il concetto stesso di democrazia?

solo perché esiste una legge scellerata che dà la maggioranza dei parlamentari al partito di maggioranza relativa?

* * *

2. i nostalgici dei Democratici al governo col 30% dei consensi vogliono smetterla di lamentarsi della legge elettorale del Senato che dà il premio di maggioranza regione per regione, e così impedisce l’asso piglia tutto che abbiamo già visto all’opera con Berlusconi, dove un partito di minoranza nel paese può governare a proprio arbitrio e perfino modificare la costituzione?

vogliamo ringraziare Ciampi presidente della Repubblica che proibì, Costituzione alla mano, che anche al Senato il premio fosse nazionale e potesse instaurarsi una dittatura di fatto?

volevamo che fosse Bersani il dittatore di fatto dei prossimi anni in Italia? e con, o meglio contro, l’opinione pubblica rivelata dalle piazze elettorali di Grillo?

o scellerati nelle intenzioni, o stupidi nelle analisi, o criminali nelle proposte!

e parlo di Repubblica, del Corriere, dei poteri reali di questo paese che adesso sono in affanno e spargono il panico perché sono nel panico loro!

così è provvidenziale; tutti se lo sono dimenticato e ragionano come se il porcellum andasse bene, ma ricordiamo che Bersani, al massimo, avrebbe avuto il 35%, e non si governa col 35%, figuriamoci col 30%.

chi continua a ripetere queste cose, cancelliamolo per favore dall’elenco delle persone attendibili, è un antidemocratico.

* * *

3. e quelli che, dopo i mesi dei LORO sondaggi, vengono oggi a dirci che, in base ai sondaggi, Renzi avrebbe vinto (col 40%! e per fare una politica di destra) o che la metà dei grillini vogliono appoggiare Bersani?

sono privi di ogni vergogna: come possono pensare di essere ancora credibili?

basta, stacchiamo la spina da questi media, per favore…

la stampa italiana si è rivelata assolutamente inattendibile, manipolatrice dei suoi lettori peggio di Berlusconi, e occorre fissarselo in testa: sono una disfatta della classe dirigente, di questo paese e forse non solo, queste elezioni; e questa disfatta, merito indubbio di Grillo, è comunque positiva…

o meglio:  il merito – in negativo! – è di Grillo, ma la colpa, per la parte positiva, e dunque – se vogliamo – il merito, è dei politici italiani, che direi sono il peggio possibile in Europa, escludiamo pure l’Ungheria, i Balcani e la Grecia…

* * *

4. gli italiani sono oggi per un 40% di destra, divisa un quarto con Monti e un quarto con Berlusconi; e per il 60% antiberlusconiani, divisi per metà col Partito Democratico e per metà con Grillo.

dimentichiamoci la legge elettorale che andrà cancellata al più presto, se non altro per obbedire alla Corte Costituzionale che lo ha richiesto invano da anni.

guardiamo alla democrazia reale.

quali sono le maggioranze reali, le maggioranze di cittadini, possibili?

io ne vedo una sola, obbligata, necessaria: l’accordo tra Grillo, SEL e democratici: su molti punti le posizioni non sono distanti.

e ieri Grillo ha tolto di mezzo l’ostacolo maggiore perché si è definito europeista e ha chiesto però di ricontrattare il debito: una posizione ragionevole, finalmente, sulla quale è possibile convergere.

* * *

5. un governo di democratici e grillini assieme non potrebbe essere presieduto da Bersani (tanto meno da Renzi) e neppure da Grillo: dovrebbe essere presieduto da una personalità fuori dai due schieramenti ed accettabile da entrambi.

avanti, la ricerca è aperta, datevi da fare: io mi rendo comunque disponibile… 🙂 🙂 🙂

e battute a parte si troverà la persona giusta, se si vuole, che permetta di non perdere la faccia a nessuno dei due contendenti.

uno come Pisapia, per dire il primo nome che mi viene in mente, ma ce ne sono altri, senza rimettere in discussione il comune di Milano.

cerchiamo tra i sindaci, o tra gli ex sindaci… 

un uomo nuovo, non Prodi, che riserviamo per la presidenza della repubblica.

oppure la presidenza diamola a una donna, alla Bonino, per esempio.

ma la scegliamo assieme ai grillini, non con Berlusconi.

* * *

6. qualcuno vuole farci credere che sia possibile una maggioranza fra Partito Democratico e Berlusconi, mediata da Monti o chi per lui.

ma Grillo è meglio di Berlusconi, anche se Berlusconi è un matto finto e Grillo un matto vero; tuttavia è con lui che si deve dialogare, per quanto difficile sia, e non con l’altro.

sembra che Napolitano abbia già pronto l’incarico per il direttore della Banca d’Italia, Draghi, un nuovo governo tecnico che continui sulla linea di Monti, bocciata dalle elezioni.

Napolitano stia al suo posto: ha debordato parecchio negli ultimi tempi dal suo ruolo istituzionale e decidere come si governa non tocca a lui, ma al popolo.

e il popolo si è espresso chiaramente contro questa proposta.

se la proposta andasse in parlamento, credo che non sarebbe appoggiata da SEL, ma credo anche che porterebbe alla scissione del Partito Democratico.

berlusconiani, montiani e mezzo Partito Democratico potrebbero forse avere una maggioranza nel parlamento e forse anche nel paese.

però sarebbe una beffa agli elettori, che durerebbe pochissimo…

* * *

7. tolta di mezzo questa proposta rimane solamente soltanto l’altra, l’alleanza obbligata di democratici e grillini.

altrimenti si spiana la strada a nuove elezioni e a Grillo al governo.

Grillo da solo? un semidittatore ancora dopo Berlusconi?

è vero che Grillo è vecchiotto, ma l’età media si è talmente allungata, vedi Berlusconi…, che se andasse al potere rischiamo di ritrovarcelo anche lui fino a dopo gli ottanta, come Fidel Castro, anche se lui si richiama piuttosto esplicitamente a Chavez.

però, il mondo è molto più complesso oggi.

la rete che ha creato il fenomeno Grillo è l’unico strumento per tenerlo sotto controllo.

il fenomeno del blog di Grillo è già in parte vecchio e superato: il futuro è la rete effettivamente paritaria.

la costruzione di una rete di informazione digitale è solo all’inizio, ma è già cominciata; sarà la rete che controllerà le pulsioni autoritarie di Grillo.

ecco un esempio: ricevo e trasmetto questo commento:

afo 2 marzo 2013 alle 23:30

Il Nobel per Fisica e Medicina a Grillo subito.

Non solo è riuscito a spostarsi in giro per l’Italia senza consumare nemmeno 1 litro di benzina (moto perpetuo?), ma è riuscito a trovare tecniche ultra efficienti per saltare tutte le cene da qualche anno a questa parte (oppure mangia di nascosto per non offrire nulla agli altri… da puro genovese :lol: )

http://www.beppegrillo.it/movimento/donazioni/ vedere “Spese Sostenute”

insomma, niente Grilli per la testa.

* * *

ed ecco, in un gran finale, alcune conclusioni.

mi hanno molto colpito ieri sullo Spiegel diversi commenti positivi di lettori tedeschi ad una presentazione molto critica di Grillo: dicevano tutti, più o meno: peccato che non ce ne sia uno anche qui!

può darsi che con Grillo, come già inventò il fascismo, l’Italia abbia inventato il populismo per l’Europa del 21esimo secolo?

sarebbe stata preceduta peraltro da Chavez e prima ancora da Peron: da bravo paese cattolico e tutto sommato sudamericano, solo geograficamente finito fuori posto…

però teniamoci la mente aperta e vigile.

di fronte alle novità storiche le capacità di previsione razionale sono molto scarse, diciamocelo chiaramente: ci sono aspetti tragici, oltre che tragicomici nel razzismo di Grillo, nel suo autoritarismo, nel suo vezzeggiare i neonazisti, nel suo spaccare il paese tra giovani disoccupati e pensionati; poi ci sono aspetti interessanti e propositivi, nella discussione sulla democrazia digitale, ad esempio, oppure nella lotta alla politica come casta, che a me paiono del tutto condivisibili.

fifty fifty? probabilisticamente molto improbabile (!): il bicchiere sarà certamente un po’ più che mezzo pieno o mezzo vuoto, ma mi pare impossibile dire adesso da che parte pende la bilancia.

non ci resta che seguire il corso della storia (non è una scelta), cercando di fare in modo che gli aspetti positivi (dal nostro punto di vista) prevalgano su quelli negativi, direi.

18 risposte a “105. quei nemici di Grillo nostalgici del porcellum.

    • su Mina sarei entusiasticamente d’accordo, oltretutto era di casa a Brescia una volta, a mezzo km in linea d’aria da casa mia: mezzo km più che altro verticale, visto che stava a metà del monte Maddalena, con vista ultrapanoramica sulla città.

      donna ultraintelligente e perfino brillante scrittrice..

      peccato solo per quella residenza in Svizzera per sfuggire al fisco.

      no, improponibile.

      (e scusa se faccio finta di averti preso sul serio… :))

  1. @Bortocal
    “Sono una disfatta della classe dirigente, di questo paese, queste elezioni”. Aggiungo: Queste elezioni sono una disfatta del corpo elettorale, che, figlio di una scuola pubblica indecente, naviga a vista e delega il governo della Repubblica ai giullari, ai disonesti, ai qualunquisti e, da ultimo, agli apologeti del fascismo senza fissa dimora (si annida ovunque).
    Un paese (classi dirigenti e popolo) che non coltiva la propria cultura (umanistica e scientifica) è un paese “spaesato”, destinato al declino e ad essere colonizzato dall’Oriente in ascesa.
    Questo fenomeno si inserisce nel contesto più vasto che accomuna tutto l’Occidente (perché l’Europa unita non decolla? Perché la finanza americana spadroneggia? ). L’Occidente dei saperi esiste da 2500 anni. I suoi “cervelli” hanno sempre dialogato, ma ai popoli (barbari in patria) è arrivato ben poco,
    Io intravedo all’orizzonte i prodromi della nullificazione dell’essere “civilizzato”. Solo il Web (condiviso e orizzontale) potrebbe salvarci, ma chi pone mano ad esso, con un progetto di lungo respiro?
    Sereno tramonto!

    • accolgo volentieri l’augurio finale che sul piano personale mi pare molto azzeccato… 🙂

      sai che condivido le tue considerazioni, però colgo un tono troppo cupo, a mio parere.

      però, se partiamo dalla premessa che il paese è quello che hai descritto tu, diciamo anche che non ci ritroviamo con l’8% di Alba (spu)Dorata.

      in un paese ignorante e credulone per ora non siamo nelle mani di un fascista dichiarato e stiamo seppellendo Berlusconi, se non facciamo troppi errori.

      nel cambio di Grillo con Berlusconi, ci abbiamo guadagnato, direi.

      sulle domande più ampie, che riguardano il ruolo dell’Europa e dell’Occidente, a me pare che prima di tutto occorra una parola di buon senso: niente fa decadere i popoli come il benessere e il successo: vorrò vedere la Cina fra cinquant’anni…

      oggi l’Occidente è privo di impulsi positivi, ancora ancorato agli allori di un paio di secoli che furono.

      c’è qualcosa di fisiologico in tutto ciò.

      mi fa piacere però che tu condivida l’idea che la speranza sta nel web e nella trasmissione orizzontale del sapere e dell’informazione.

  2. Solo una nota riguardo Renzi. La vittoria di Bersani alle primarie ha secondo me favorito il drenaggio di voti dal PD verso Grillo. Se avesse vinto Renzi credo sinceramente che il PD avrebbe preso almeno 5 punti in più. Sempre con un pelino di fantapolitica, credo che anche il revamping di B sarebbe stato minore. Renzi avrebbe chiuso la bocca a B e lo avrebbe sfidato sul suo stesso terreno, quello della comunicazione, cosa che Bersani non è in grado di fare. Sul resto, sono totalmente d’accordo con te.

    • forse non siamo d’accordo su Renzi, ma uno che è contrario alla cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia ed è equidistante fra palestinesi e stato di Israele può essere definito di sinistra?

      che senso ha votare qualcuno, che dovrebbe essere “dei nostri” per far passare le idee degli altri, della Lega per esempio?

      basta questa domanda, secondo me, per capire che Renzi (oltretutto inseguito dalla Corte dei Conti per la cattiva amministrazione al Comune di Firenze) è una pura operazione mediatica e di potere, secondo me.

      • Renzi è sicuramente una operazione con una forte componente mediatica. ma è forse l’unico modo che consentirebbe di scollare l’etichetta del PCI dal PD. Credo che in Italia esistano due pattuglie di irriducibili, che sono i blocchi PCI e DC. Il resto è elettorato fluttuante. Però, siccome la paura dei “comunisti” è forte e molto, basta che B faccia “babau” e tutti se la fanno addosso. Renzi dà assai più fiducia, mediaticamente parlando, di Bersani, e avrebbe assai più presa sui fluttuanti. Mi rendo conto che non è molto “etico”, ma la guerra è guerra.

        • sorry, la mia guerra è per alcuni valori, non per alcune posizioni di potere.

          anche i laburisti hanno scelto Blair per vincere, che li ha portati a fare la guerra in Iraq.

          a questo punto preferisco salvarmi la coscienza.

          temo di essere nella pattuglia che tu definisci irriducibile: non sono disposto a tutto pur che “i miei” (miei di chi?) vadano al governo a fare qualunque cosa… 😦

  3. quello che trovo inadeguato è che il PD reagisca a questa grande sfida per il paese con piccole proposte tattiche, non con veri cambi di strategia, che come dici fra un paio di post, potrebbe far litigare, ma poi si starebbe meglio, forse.

    • ci sono alcune richieste di Grillo completamente condivisibili, e altre a cui la gente non credo badi più di tanto, ma che sopporta perché condivide le prime.

      ci vuole tanto a cercare di spiazzare Grillo offrendogli di gestire assieme queste parti del suo programma e con un capo del governo scelto di comune accordo?

      ci vuole tanto a sfidarlo aprendo una trattativa pubblica, alla luce del sole, sulla rete, per batterlo sul suo stesso terreno?

      mi pare che siamo di fronte o all’inadeguatezza, oppure alla voglia di non rinunciare ad un potere che neppure si ha.

  4. 1. forse, dico forse, Renzi avrebbe fatto un pò meglio… ma quanto meglio?
    quanto alla fine di Berlusconi, terzo, io ancora ci andrei cauto: gli elettori l’hanno già ben resuscitato da novembre 2011: già allora invitavo a non cantar vittoria e se non si fanno riforme ora, al prossimo giro potrebbe essere ancora bene in sella.

    2. concordo, anche se i problemi del porcellum restano.
    pensa che la sera di lunedì ero quasi arrivato a sperare che vincesse Berlusconi alla Camera…

    3. evidente che, oltre alla stampa, i sondaggi andrebbero trattati scientificamente, propongo risultati reali e “ritocchi” assieme.

    4. concordo (peccato che oggi il Grillo abbia dichiarato che siamo già “di fatto fuori dall’euro”). il problema maggiore è la divisione non fra destra e sinistra ma fra populismi e “ragionevoli”.
    questa sarà durissima da superare.

    5. sono abbastanza d’accordo, ma credo Bersani debba provare.
    resta il problema di capire chi….

    6. dubito i democratici sosterrebbero una proposta tecnica, dopo l’insistenza sulla necessità di un governo politico.
    comunque non tecnico-economico, sulla scia di Monti. e sicuramente non con Berlusconi: posso testimoniare che tutta la base è in fermento contro questa ipotesi.

    concordo sulle conclusioni, d’altronde queste esplosioni di protesta non sono nuove… solo, in Italia si sono organizzate in modo diverso che altrove.
    ma già eravamo stati precursori con Berlusconi…
    ti consiglio questo articolo, se non l’hai già visto (sul blog di Wu Ming c’è anche il seguito)
    http://www.internazionale.it/news/italia/2013/02/26/il-movimento-5-stelle-ha-difeso-il-sistema-2/

    • 1. trovo stucchevoli le discussioni su Renzi che avrebbe fatto meglio: ma per fare una politica ben diversa!

      quale politica allora non conta proprio niente?

      allora interessa solo il potere?

      2. mica ho capito la speranza che vincesse Berlusconi: attacco di masochismo puro?

      4. continuo a pensare che la distinzione sia fra destra e sinistra e non fra ragionevoli o irragionevoli, altrimenti dovrei pensare che abbiamo già perso… 😦

      6. sono felice di avere conferma della rivolta della base democratica contro l’potesi, che è anche di Napolitano, di un governo tecnico con Berlusconi di nuovo.

      mi spiace la democrazia comporta che ora si governa con Grillo perché ciò che unisce con Grillo pesa almeno altrettanto quanto separa da Berlusconi.

      quell’articolo l’ho già visto, lo trovo acuto; mi pare che il giudizio internazionale su Grillo sia molto meno scandalizzato di quello italiano; orse c’è più abitudine alla democrazia.

      con questo mantengo tute le mie riserve su Grillo come personaggio politico, sia chiaro.

      • no, no, ovviamente la politica conta eccome!
        è semplice senno di poi, possiamo anche concedere a questi geni della politica 3-4 punti percentuali “pro Renzi”.
        su Berlusconi: in realtà no, più che altro speranza che fosse lui a schiantarsi contro l’impossibiltà di governare.
        sulla distinzione: evidentemente le due si incrociano.
        e temo abbiamo veramente perso, ma da molto tempo….

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