111. cronaca minore da Napoli: l’Italia è in guerra ma non vuole saperlo.

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brucia in un incendio che appare subito doloso e camorrista la Città della Scienza di Napoli.

un rogo che appare simbolico dell’inutilità, anzi dell’odiosità del sapere in questo paese sciagurato.

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e ancora più simbolico il silenzio distratto dei quotidiano che dovrebbero buttare come notizia di apertura le foto di questa nostra quotidiana Beirut di una guerra civile mai finita.

e invece titolano sui giochini di potere tra Grillo Bersani e Berlusconi, piuttosto, o su quelli un poco più epocali che si svolgono sempre a Roma per designare un altro capo di governo, quello della Città del Vaticano, che regnerà a vita, se non si pente.

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un paese che distrugge se stesso nella corruzione, nel malaffare, nella camorra, e intanto litiga sulle poltrone, adesso guidato in questo dall’ultimo pseudoindignato di turno, Grillo, è un  paese già morto e non lo sa.

un morto che neppure più cammina: un morto imbalsamato, immobile, o forse carbonizzato.

come le nostre speranze?

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la notizia intanto ha guadagnato qualche posizione nei giornali online.

un post di Antonio, che ha anche commentato qui sotto, esprime la stessa angoscia e approfondisce le motivazioni del gesto:

Napoli brucia, anzi muore!

Il rogo alla Città della Scienza, quasi sicuramente doloso, è uno schiaffo in pieno viso ad un moribondo.Il rogo segue decenni di inutili dispute politiche sul recupero dell’ex acciaieria di Bagnoli.I motivi di tale disputa è sotto gli occhi di tutti: i soldi!

In primis i fondi per la riqualificazione dell’area.

Già poco tempo fa era venuta a galla una prima truffa su fondi acquisiti ma mai spesi per recuperare l’area.

C’è da scommettere che i fondi, in futuro, non mancheranno e saranno copiosi.

C’è da scommettere che i fondi, in futuro, non mancheranno e saranno copiosi.
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Ma l’area di Bagnoli ben si presta ad una lucrosissima speculazione edilizia, il posto è incantevole, costruire e vendere è facile, già solo questo fatto fa capire come siano forti le opposizioni a qualsivoglia progetto serio di recupero.Ecco perché la politica è bloccata: troppi interessi per cementificare, nessun interesse per realizzare opere pubbliche di utilità alla cittadinanza.
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Ed ora, in periodo di crisi, il rogo dell’unica struttura pubblica costruita nell’area: sarà difficile ricostruire in breve tempo data la carenza di fondi.
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Un messaggio chiaro: Bagnoli non va recuperata per la città, adesso non ne esiste più neanche la possibilità economica; Bagnoli va cementificata. E’ ciò che vogliono le forze malavitose della zona.
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E’ ciò che la politica non solo non riuscirà ad evitare ma che avallerà senza problemi in futuro facendo appello ai bilanci pubblici.
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Ma questa ennesima umiliazione alla cittadinanza rischia di essere l’epitaffio sulla tomba della città.
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In passato, anche nei periodi più bui, molti napoletani hanno reagito con forza grazie ad un retroterra  culturale che a Napoli è fertile e vivo.
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Oggi però proprio questo retroterra sta venendo meno: senza cultura e senza sapere la città perderà l’ultima possibilità di reagire da sola ai suoi problemi e sarà una dolorosa agonia.
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Nell’indifferenza generale.
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quindi perfino l’indignazione degli onesti, perfino la voglia di reagire e di non dargliela vinta sono perfettamente funzionali alla strategia camorrista.
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sarebbe un’emergenza nazionale, e quindi da unità nazionale degli onesti, ma c’è qualcuno che è più onesto degli altri e vuole governare da solo, senza avere la maggioranza…
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dal commento di antonio, che mi ricorda nel tono e negli accenti quasi una delle Lettere dei condannati della Resistenza:
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E’ con il cuore a pezzi che apprendo notizie del genere, e, qualsiasi sia la valutazione del fatto che comunque si inquadra in un contesto ben preciso, (…) non posso che essere doppiamente triste: da un lato la città è prostrata e senza speranza dall’altro, una sempre più superba e brutale criminalità che si muove in una città oramai indifesa dalla legge, abbandonata dalle istituzioni e in preda a criminali rapaci.
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Non posso dirti con quale dolore sto scrivendo queste, dopo anni passati a promuovere attività sportive e volontariato in città. Che tristezza.
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Napoli sta cadendo, chi sarà la prossima?
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caro antonio, la prossima è già caduta da tempo, sotto gli occhi di tutti noi, ed è la Lombardia prima di Formigoni ed ora di Maroni, oramai campo aperto per tutte le camorre nazionali.

8 risposte a “111. cronaca minore da Napoli: l’Italia è in guerra ma non vuole saperlo.

    • non solo lo meritiamo: ne siamo gli autori, anche se non tutti.

      ma arrivati a questo punto chi non si tira fuori da questo paese, potendolo fare, è complice.

  1. Come darti torto? Anche non vivendo più a Napoli, è con il cuore a pezzi che apprendo notizie del genere, e, qualsiasi sia la valutazione del fatto che comunque si inquadra in un contesto ben preciso, come ho riportato nel mio blog, non posso che essere doppiamente triste: da un lato la città è prostrata e senza speranza dall’altro, una sempre più superba e brutale criminalità che si muove in una città oramai indifesa dalla legge, abbandonata dalle istituzioni e in preda a criminali rapaci.
    Non posso dirti con quale dolore sto scrivendo queste, dopo anni passati a promuovere attività sportive e volontariato in città. Che tristezza.
    Napoli sta cadendo, chi sarà la prossima?

    • caro antonio, sia il tuo post sia questo commento li ho usati per arricchire il mio discorso, ti ringrazio ancora una volta del tuo contributo.

      poi su qualche dettaglio abbiamo piccole differenze di valutazione, probabilmente, ma sta benissimo così, sono sicuro che lo scopo profondo che ci unisce è comune.

      – non sono riuscito a mandarti un commento da te per problemi tecnici di gestibilità sul mio schermo del tuo post-

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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