120. il conclave nell’età di internet…

con internet pensare di condurre un conclave secondo le antiche tradizioni è veramente assurdo.

del resto se un papa è arrivato a dimettersi sotto l’onda di internet che rivelava le magagne pedofile e affaristico-malavitose della Chiesa, vuol dire che l’autoritarismo del passato ha davvero consumato tutte le sue carte.

un conclave pubblico o quasi riporta a tradizioni del primo millennio ancora più antiche, quando il papa veniva eletto in piazza dal popolo di Roma.

anche oggi infatti il vero conclave si svolge fuori dalla Cappella Sistina, nelle cosiddette Congregazioni, dove i cardinali che hanno qualcosa da dire prendono la parola e delineano il papato e la Chiesa che vorrebbero.

il conclave vero e proprio dev’essere breve ed è perdipiù dopo la riforma di Woitila sottoposto al vincolo insuperabile di un accordo dei due terzi più uno dei cardinali.

ci si entrerà quando l’accordo sarà stato se non raggiunto, almeno delineato.

* * *

più fuori ancora si svolge oramai un conclave parallelo che utilizza la rete.

i gruppi americani politicamente attivi in senso democratico contro la Chiesa pedofila che hanno portato alle dimissioni di Ratzinger si sono fatti vivi ancora in un comunicato nel quale hanno indicato una serie di cardinali compromessi con lo stesso problema.

ci stanno dentro praticamente tutti i papabili non americani, a cominciare da Scola.

e ieri Scola ha fatto la sua contromossa, facendo filtrare sui giornali italiani che il candidato più papabile è lui, che avrebbe l’appoggio di una quarantina di cardinali; Repubblica guida la sua campagna elettorale fuori conclave.

non credeteci: è solo un ricatto; se Scola avesse già la maggioranza dei cardinali dalla sua parte, non avrebbe bisogno di farlo sapere.

vuol far sapere invece di essere un osso duro.

i cardinali che votano sono 115; se Scola ne controlla davvero 40 è in grado di bloccare l’elezione di ogni altro papa, perché avrebbe appena 2 cardinali di più del quorum necessario ad un altro per essere eletto.

e infatti il conclave è stato intanto spostato fino a martedì pomeriggio.

* * *

se le mie analisi sono giuste, il nuovo papa sarà americano o sostenuto dagli americani.

non direttamente del Nord America, magari, perché un compromesso potrebbe essere necessario.

potrebbe bastare a chi ha fatto cadere Ratzinger anche un sud-americano?

il cardinale Scherer, brasiliano, andrebbe benissimo: oltretutto è figlio di immigrati tedeschi: un compromesso perfetto, ma contro la Curia italiana…

oltretutto si chiama anche Pedro e farebbe felice perfino san Malachia con la sua profezia…

l’ultimo papa: Petrus romanus.

* * *

ma no, sto sbagliando tutto: secondo Repubblica è Scola il capo dei rinnovatori, che è sostenuto dagli americani, che però schierano altri due papabili in proprio.

invece Scherer, sudamericano, è l’uomo della Curia, contro cui si battono gli americani.

chi è quel vaticanista?

immaginatevi che Scola è totalmente organico a Comunione e Liberazione, e l’ultimo suo importante intervento pubblico che si ricorda è appunto al meeting annuale di Rimini dell’associazione del 2010, dove disse che i “moralisti” sarebbero i più insidiosi tra i peccatori in quanto abuserebbero del richiamo a comportamenti esemplari; e già che c’era elogiò Renato Farina:

“sono pochi i giornalisti bravi come lui”.

per chi non lo sapesse Farina era il giornalista vicedirettore di Libero un tempo, fu condannato a sei mesi per favoreggiamento del rapimento della CIA in Italia di Abu Omar, nel 2006 prima delle elezioni pubblicò un falso dossier contro Prodi preparato dai servizi segreti italiani, fu radiato dall’ordine dei giornalisti per avere collaborato con i servizi segreti, e fu ancora condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per un falso in atto pubblico commesso per fare visita in carcere a Lele Mora, ed è l’autore reale dell’articolo di cui si assunse la responsabilità Sallusti, finendo condannato per diffamazione; per diffamazione della Bocassini è stato del resto condannato anche Farina il mese scorso: notizie tutte ricavabili con un clic da wikipedia.

come disse a Rimini il cardinale Scola, molto a proposito:

“Diventa allora necessario liberare la categoria dalla testimonianza dalla pesante ipoteca moralista che la opprime riducendola, per lo più, alla coerenza di un soggetto ultimamente autoreferenziale”.

questo cardinale è per Repubblica l’alfiere del rinnovamento del Vaticano.

e sarebbe appoggiato dagli americani.

mentre il suo avversario, il cardinale Scherer, sarebbe uomo dello IOR, dato che è tuttora membro della commissione di vigilanza sullo Ior...

* * *

Scola che collaborava strettamente con Ratzinger nella Congregazione che dirigeva ad insabbiare gli  scandali pedofili sarebbe il rinnovatore?

e Scherer che invece ha una posizione molto rigorosa sul tema rappresenterebbe la Chiesa del passato?

a che punto siamo ridotti?

e noi lettori di Repubblica dobbiamo sorbirci un conclave fatto da Scola sulle pagine del quotidiano?

mi domando dove hanno la testa a Repubblica e se sono dei giornalisti oppure dei velinari.

7 risposte a “120. il conclave nell’età di internet…

  1. il conclave…: ovvero il tradimento del termine “ecclesia”…
    santa romana chiesa e’ una infame dittatura della speranza

    • hai ragione.

      il conclave è proprio la negazione dello spirito evangelico.

      se gli italiani non fossero così cattolici, cioè non amassero tanto il potere, potrebbero accorgersene facilmente.

  2. Pingback: 131. lui è il papa, ma io sono padre Pio. | Cor-pus·

    • patrizia, ti confesso sinceramente che sono un poco scioccato.

      l’ho indovinata alla lettera… e quasi nei dettagli.

      questo significa che la mia analisi complessiva sulla chiesa cattolica e Obama è giusta…

      diciamo pure che Obama ha fatto fuori Bin Laden.

      ma la sta facendo pagare anche alla Chiesa cattolica.

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