123. troppe comete nel 2013?

la stampa ci invita ad esultare: il 2013 sarà l’anno delle comete (e degli asteroidi, per ora uno previsto e uno imprevisto).

ben 4 sono annunciate: una oggi al punto più vicino a noi, purtroppo inutile scrutare il cielo: nuvole e nebbia…

poi ci sarà la cometa di Pasqua e perfino una cometa di Natale che si annuncia spettacolare, addirittura 100 volte di più del pianeta Venere, quindi certamente visibile perfino di giorno (anche se ho visto fallire molto spesso queste previsioni).

per il momento questa al telescopio appare già così:

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* * *

una di queste comete ha perfino una modesta possibilità, 1 : 600, di andare a schiantarsi su Marte l’anno prossimo, nel viaggio di ritorno,  dopo quella che nel 1984 finì su Giove, e l’anno scorso, mi pare, un’altra, la Elenin, che entrò nel Sole.

la frequenza è inconsueta, queste collisioni cosmiche piuttosto eccezionali.

aggiungeteci gli asteroidi, e qualcuno si è già preoccupato su questa piattaforma di pubblicare una tabella degli avvistamenti negli ultimi anni solo negli Stati Uniti, annunciandoci che il cielo ci sta cadendo sulla testa:

2005 463
2006 517
2007 587
2008 726
2009 694
2010 951
2011 1.628
2012 2.219
2013 321 (primi due mesi)

oppure sono soltanto i nuovi strumenti che ci fanno vedere cose che finora restavano quasi sempre nascoste?

* * *

due delle comete di quest’anno, sulla base dei calcoli compiuti sulle loro orbite, provengono dalla cosiddetta dalla nube di Oort, una fascia sferica di milioni di comete che circonderebbe a grande distanza il sistema solare: fra 0,3 e 1,5 anni luce dal Sole, da 20.000 a 100.000 Unità Astronomiche; ma vi sarebbe anche una fascia più interna tra le 2.000 e le 5.000 Unità Astronomiche di distanza dal Sole, chiamata nube di Hills.

le comete che passano più spesso vicine al Sole verrebbero invece dalla fascia di Kuiper, che inizia dall’orbita di Nettuno, a 30 Unità Astronomiche dal Sole e si estende per altre 20, e alla quale appartengono anche Plutone, un tempo considerato vero e proprio pianeta, col suo satellite Caronte, ed Eris, Makemakis, Sedna e Quaoar, troppo grandi per essere considerati asteroidi, ma troppo piccoli per essere dei veri e propri pianeti.

 qualcuno ha osservato che ci sarebbero dei cicli di estinzioni di massa nella Terra, con una cadenza di circa 26 milioni di anni, e cercando di spiegarli, ecco la teoria di una fascia di comete, detta di Oort dall’autore di questa teoria.

ai confini del sistema solare qualcosa periodicamente destabilizzerebbe le comete della fascia  mandandole a bombardare l’interno del sistema solare.

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* * *

parlare di nube di Oort, che è già per suo conto un’ipotesi, per quanto abbastanza attendibile, significa dare il via ad un ricchissimo repertorio fantastico.

dalla nube di Oort di passa infatti facilmente a Nemesis, la stella nana bruna gemella del Sole, che non è mai stata osservata, ma ipotizzata perché l’84% delle stelle simili al Sole osservate fa parte di un sistema binario e perché occorre che qualcosa destabilizzi periodicamente le comete, per fargli fare i disastri registrati nel tempo sulla Terra per cause sconosciute.

del resto, se le diverse culture popolari condividono una paura ancestrale delle comete, il motivo non potrebbe essere una memorizzazione profonda dei guai che possono combinare e hanno combinato nella storia del nostro pianeta?

* * *

ma se Nemesis esistesse davvero con le tecniche odierne avremmo già dovuto rilevarla.

inoltre se fosse Nemesis a provocare le estinzioni di massa, leggo che l’ultima sarebbe avvenuta 5 milioni di anni fa, quindi saremmo fuori tiro.

i conti non mi tornano affatto con l’estinzione dei dinosauri avvenuta 65 milioni di anni fa, ma si vede che 26 milioni è un valore medio…

tranquilli allora?

anche considerando che l’intensità delle estinzioni si sta riducendo nei diversi milioni di anni passati?

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* * *

tranquilli, nel senso che non abbiamo alcun motivo documentato per temere, dal cielo, visto che la massiccia estinzione i  corso dipende dagli uomini e non ha una causa astronomica…

ma vigili anche verso il cielo, perché potremmo non avere ancora scoperto qualche rischio che proviene anche da lì.

se Nemesis non c’è, potrebbero essere le cause che forse periodicamente destabilizzano le comete della presunta fascia di Oort spedendone alcune, attraverso distanze immense, in direzione del Sole.

ad esempio l’ipotesi detta di Shiva, che fa riferimento invece all’oscillazione del sistema solare attraverso il piano galattico.

oppure quella di fasi di intenso vulcanesimo, che tuttavia può non essere in alternativa alle altre, dato che il vulcanesimo stesso potrebbe essere determinato da forti impatti cosmici.

* * *

A seguito di un periodo di intenso vulcanismo la percentuale di anidride carbonica presente in atmosfera può aumentare velocemente, sfavorendo l’assorbimento di ossigeno da parte dei mari.

Microrganismi marini produttori di acido solfidrico normalmente abitano in prossimità del chemioclino (zona di equilibrio tra acque sature d’acido e ricche d’ossigeno).

Una riduzione dell’assorbimento dell’ossigeno nell’oceano conduce a un innalzamento del chemioclino.

Secondo uno studio pubblicato su Le scienze, se la percentuale di anidride carbonica presente in atmosfera raggiungesse un valore limite, stimato intorno alle 1.000 parti per milione, il chemioclino potrebbe raggiungere la superficie dell’oceano, rendendo anossico – cioè privo di ossigeno – il mare e liberando tremende bolle di gas venefico su tutto il pianeta.

Il gas avrebbe effetti deleteri anche sullo scudo dell’ozono, favorendo la distruzione del fitoplancoton che è alla base della catena alimentare.

la citazione è presa dalla voce “estinzione di massa” di wikipedia e vale quel che vale: la voce non pare abbia una grande qualità.

tuttavia la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è già arrivata a 391 parti per milione nel settembre 2012 e la meta delle 1.000 parti per milione non è irraggiungibile, anche soltanto con metodi umani e biologici…

* * *

se Nemesis ci fosse, avremmo una situazione meglio definita, dopotutto.

forse è proprio questa la sua funzione: darci delle paure finte, alle quali non crediamo davvero, per distrarci dai motivi di paura veri…

35 risposte a “123. troppe comete nel 2013?

  1. ci sarà persino la “stella” a Natale… manca solo il Messia e siamo a posto.

    mi chiedo se una nana bruna così vicina sia poi così difficile da individuare. Però è anche vero che ti avevo raccontato come siamo molto miopi nell’osservare corpi celesti vicini.

    • non capisco come fai a dire che ci manca il messia: ne abbiamo appena trovato uno…

      in Italia c’è sempre abbondanza di messia.

      leggo e la cosa mi convince che una nana bruna anche a un anno luce e mezzo darebbe segni identificabili di sé.

      aggiungi, come sai già, che tutto dice che il nostro sistema solare è anomalo e dentro una galassia a sua volta anomala: niente di strano che non ci sia una stella gemella, del resto c’è Giove a cui è mancato poco per diventarlo…

      • bisogna però trovare un grosso pannolone… per Natale lo mettiamo nel presepe 😆

        perché anomala? A me invece sembra molto normale… una galassia a spirale come tante altre.
        E poi il Sole non è mica l’unica stella solitaria. Diciamo pure che a volte se non c’è affinità di idee si può anche divorziare 😆

        • difficile fare previsioni su che cosa potremmo fare di Grillo a Natale: anche Isaia butterebbe la spugna… 🙂

          la nostra galassia è una galassia gigante, molto rara nell’universo, e ho dedicato un post tempo fa, sulla base di un articolo delle scienze a dimostrare come anche le caratteristiche delle galassie sono importanti per la possibilità dello sviluppo di altre forme di vita di tipo umano nell’universo: mi pare di ricordare che tu mi avessi anche commentato…

          galassia anomala, sistema solare anomalo, a quanto vediamo, e pianeta del tutto anomalo col suo satellite spropositato, nato probabilmente da un urto cosmico inconsueto: ma fermiamoci qui prima di riprendere la discussione…

          • me lo ricordo vagamente il post a cui fai riferimento. Se non sbaglio sostenevi che la nostra galassia avesse un buco nero centrale troppo piccolo. Il problema è che sono poche le galassie di cui sappiamo con una certa probabilità la struttura. In genere si tratta più che altro di ipotesi (soprattutto si pensa che ogni galassia possa avere buchi neri centrali ma non si è certi).
            Conosciamo veramente poco persino dell’universo osservabile (tra materia oscura e energia oscura)… credo sia abbastanza azzardato dire che siamo un’anomalia. Dopotutto non ci sono granelli di sabbia sulla Terra quante sono le stelle nell’universo (quello attualmente “conosciuto” visto che confini non ne abbiamo ancora trovati).

            Grillo?… chi è Grillo? (ho promesso di non parlare più di politica 😆 )

            • sulle questioni scientifiche non credo di avere delle opinioni, mi pare una contraddizione in termini: riportavo gli esiti degli studi molto rigorosi di un astrobiologo, pubblicati su una delle più serie riviste mondiali.

              comunque proprio stamattina ad un dibattito il prof, Bignami, dell’Accademia dei Lincei, ha sfottuto a un dibattito chi sostiene tesi come queste; quindi, come vedi, c’è spazio per tutti.

              smetteremo di essere un’anomalia quando troveremo davvero un pianeta identico alla terra; per ora dal nostro punto di osservazione lo siamo.

              ma poi dovremmo ancora spiegare come mai in sei grandi aree continentali su sette, già solo su QUESTO pianeta, non sia apparsa nessuna forma di vita neppure lontanamente simile all’uomo e l’evoluzione abbia seguito strade diverse.

              • mi sembra alquanto improbabile che questo astrobiologo abbia analizzato anche l’1 % di tutte le galassie che, per quanto riusciamo a vedere, si aggirano su 100 miliardi… figuriamoci poi le miliardi di stelle che ciascuna ne contiene (a parte che non sono osservabili). Quindi non lo definirei uno studio molto rigoroso…

                però mi piacerebbe leggere qualcosa su questi studi. Ti ricordi mica il nome dello scienziato?

                  • c’è una differenza… il campione deve, a mio modesto parere, avere una consistenza di almeno lo 0,1% sul totale. Ho letto che la lingua italiana consiste principalmente in 160.000 parole. Attribuendo ad ogni parola una galassia si riuscirebbe a coprire solo lo 0,0016% delle galassie ipotizzate.
                    Tieni conto che osservare singole stelle in altre galassie è quasi impossibile. Ammettiamo pure che riescano a osservare tutte le stelle di 8 galassie più vicine alla nostra (ciascuna con 400 miliardi di stelle… impossibile già riuscire a dare un nome a tutte). Avrà comunque coperto solo lo 0,000000008% del totale.
                    Magari a te sembra ragionevole… però a me sembrano ipotesi completamente campate per l’aria. Cioè va bene procedere per deduzione… però se finisco per dedurre dal nulla… mi sembra più un modo di fantasticare che scrivere studi scientifici rigorosi.
                    Ora vado a rileggere l’articolo 😆

                    • il tema si allarga, ma cercherò di contenermi…

                      secondo te abbiamo bisogno di un campione di almeno lo 0,1% di molecole d’acqua per dire qualcosa sulle proprietà dell’acqua?

                      abbiamo bisogno di esaminare lo 0,1% delle formiche per parlare delle formiche?

                      tu devi conoscere ed esaminare almeno 7 milioni di esseri umani prima di dire qualcosa di attendibile sull’uomo come essere vivente?

                      e perché con le galassie dovremmo comportarci diversamente?

                    • perché di un essere umano puoi sempre fare esperienza sia qui che in Cina mentre non puoi andare a visitare una galassia lontana. Lo stesso vale per l’acqua… puoi sempre andare a studiarla in un Oceano oppure in qualche piccolo fiume sperduto nella giungla. Certamente hanno qualcosa di forte in comune… però dall’altra parte sono anche profondamente diverse (impurita, fauna-flora, interazione temperatura ambiente ecc).
                      Quindi forse intendevo avere la possibilità di accedere a una certa percentuale di un certo fenomeno.
                      Analizzando una sola persona non potrò mai capire i casini che possano combinarne 7 miliardi insieme. Potrò farmi un’idea… quello si… ma niente di rigoroso.

  2. @ afo

    caro afo, come temevo la nostra discussione si sta allargando al tema complessivo della scienza.

    la scienza funziona sulla base del presupposto della continuità.

    anche se non andremo mai a vedere l’acqua di un altro pianeta presupponiamo che sia sempre composta di idrogeno ed ossigeno.

    perché con le galassie questo principio non dovrebbe essere applicato?

    (sai come ingrandire la visualizzazione del blog? forse me lo avevi giù spiegato, ma me lo sono dimenticato)

    • devi tenere premuto Ctrl e poi premere +

      perché le galassie non sono acqua. Vedi… se tu analizzasi solo un bicchiere d’acqua non puoi automaticamente concludere che anche dall’altra parte dell’universo l’acqua abbia la stessa forma. Puoi farlo ma solo se fosse, in qualunque momento, possibile verificare quello che dici.
      Non significa che non puoi fare ipotesi, quello che stavo contestando io è spacciare “ipotesi” (che sono dei costrutti mentali privi di una verifica più o meno diretta) per “studi rigorosi”.

      • grazie!

        in realtà la scienza è fatta solamente di ipotesi, questa è la realtà.

        se vedi il commento che ti ho mandato poco fa in un altro post, quello su Nostradamus, ti accorgerai che quelle ipotesi non sono rigorose…

        quali sono le ipotesi rigorose e quali no?

        noi risoliamo il problema dicendo che rigorose sono quelle che hanno forma matematica.

        ho l’impressione che il problema non abbia una soluzione così semplice, ma non so andare oltre.

        • vero… la scienza è solo un’accumulo di ipotesi. Vengono considerati studi rigorosi (ipotesi molto probabili) quelle che hanno una qualche fonte di verifica. Bisogna quindi essere in grado di accertare in qualche modo le idee espresse campionando un certo fenomeno in modo il più possibile omogeneo. Cioè non basta campionare l’acqua prelevando qualche milione di campioni dallo stesso bicchiere. Se scegliendo in modo casuale di campionare un certo fenomeno in certe condizioni avrò dei risultati molto vicini a quelli espressi dalla teoria attraverso ipotesi allora posso considerare lo studio attendibile. In caso contrario le ipotesi cadono e la teoria necessita di correzioni o nuove ipotesi 🙂

          insomma uno studio rigoroso porta alla formulazioni di teorie basate su ipotesi che permettono di prevedere l’andamento/l’esistenza di un certo fenomeno. Nel caso della vita nelle 100 miliardi di galassie non riesco a capire dove stia questa verifica delle ipotesi su cui si fonda l’affermazione finale. Questo non significa che uno può dire che sicuramente ci sono altre forme di vita da qualche altra parte, però allo stesso tempo non può affermare il contrario. Semplicemente questi studi costituiscono delle ipotesi, però appunto solo delle ipotesi prive di qualunque controllo (pertanto non studi rigorosi).

          • certamente nessuno può dire con assoluta certezza se un’altra vita di tipo umano potrebbe esistere altrove nel cosmo, possiamo fare solo ipotesi.

            io credo però che le nostre ipotesi siano fortemente condizionate da un fattore emotivo che sta nell’importanza che attribuiamo alla nostra specie, e questo ci impedisce di distinguere ipotesi sensate da ipotesi palesemente insensate.

            ti faccio una domanda: tu ritieni possibile che sulla terra, dove esistono ben 97 miliardi di esseri umani ce ne possano essere due identici fra loro?

            no, vero?

            e se vi fossero 70 miliardi di esseri umani, lo riterresti più possibile?

            e se ci fossero 70 volte sette miliardi di esseri umani?

            se ce ne fossero 7.000 miliardi, ancora questo aumenterebbe la probabilità di trovare due esseri umani identici?

            oppure è più naturale l’ipotesi che ogni essere umano sia unico per sua propria natura? e che è perfettamente inutile aumentare a piacere il numero delle possibilità perché quanto più alto è il numero degli individui tanto più bassa è la probabilità di trovarne uno uguale ad un altro?

            voglio dire che se gli esseri umani fossero due sarebbe molto più probabile che fossero uguali fra loro che se se sono 7 miliardi.

            e poi mi spieghi perché diciamo con sicurezza che in natura nei miliardi di anni di nevicate non sono mai esistiti due cristalli di neve che fossero uguali fra loro e poi pensiamo che debbano esserlo gli abitanti di pianeti lontani?

            cioè la natura ci mostra questo spreco assurdo di una creatività inesauribile per i fiocchi di neve e poi si dedica a delle banali repliche e copie proprio per gli esseri umani….

            ovviamente anche queste considerazioni sono ipotesi.

            ma personalmente mi affido ad ipotesi molto più incerte di queste, considerandole vere, nella mia vita quotidiana…

            • Semplicemente non puoi sostenere “in modo rigoroso” una delle due ipotesi. Infatti mentre io sto dicendo che è probabile trovare forme di vita simili alla nostra tu ne sostieni l’assoluta impossibilità. Alla mia probabilità (cioè delle ipotesi che necessitano di verifica) tu contrapponi un’assoluta certezza.

              comunque non è possibile trovare due persone uguali. Semplicemente perché pur essendo magari “uguali” fisicamente non potrebbero esserlo dal punto di vista evolutivo. Cioè non possono occupare stesse posizioni nello stesso tempo… pertanto la loro esperienza del mondo circostante sarà magari simile ma comunque diversa.
              quindi una delle possibile ipotesi può essere: non cercare esseri esattamente uguali ma simili.

              • non capisco dovrei avrei portato delle certezze nella mia risposta.

                bene, parliamo allora delle specie simili.

                io queste non le escludo in assoluto.

                simili come?

                se trovassimo un indice di somiglianza pari a quello che si stabilisce mettendo in relazione un formicaio con un essere umano tu saresti contento?

                naturalmente dovremmo trovarlo grazie ad un certo tipo di essere che non sia né l’uno né l’altro, e neppure un mix fra i due, ma qualcosa di completamente nuovo e perfino difficilmente immaginabile per noi.

                per esempio, se trovassimo delle tempeste di fiocchi di neve salati allo zolfo in grado di scambiarsi informazioni meglio di un computer supergigante, tu saresti soddisfatto e diresti che abbiamo trovato finalmente una forma di vita simile all’uomo?

                oppure, che ne so, dei vermi giganti lunghi centinaia di chilometri depositati sul fondo di oceani brodosi, capaci di riprodursi grazie ad accoppiamenti plurimi che avvengono attraverso un eccitante lancio di spore fosforescenti in grado di cercarsi nell’oscurità dei fondali, tu diresti che finalmente possiamo essere contenti di avere trovato delle forme di vita simili a noi?

                e se invece in tutto il resto del cosmo non ci potessero essere, al massimo, altro che batteri? 😦

                e la vedi la faccina che, d’istinto, ho messo anche io?

                • simili per la volontà di esplorare, conoscere e ovviamente distruggere per conquistare o per divertimento. Le dimensioni e la forma dipenderanno poi dal tipo di pianeta e dall’ambiente in cui eventuali creature potranno svilupparsi. Magari uno sviluppo e una forma diverse… dovuto magari a problematiche simile alle nostre.

                  comunque io non stavo dicendo che le forme di vita simili alla nostra esistono… dicevo solo che non bisogna escluderlo. Tu invece continui a sostenere l’assoluta impossibilità in quanto noi siamo un’anomalia (però come fai a dirlo senza esplorare il resto dell’universo?).

                  • quindi, se trovassimo delle piante intelligenti, desiderose di conoscere, ma non di esplorare, di invadere, ma non di conquistare, come la metteresti?

                    la mia convinzione che sia altamente improbabile l’esistenza nell’universo di altre forme di vita intelligente con cui noi possiamo comunicare è filosofica, non scientifica, anche se mi fa piacere osservare che anche la scienza sta accumulando argomenti contrari.

                    per questo continuo ad insistere che è quasi più simile ad uno stato d’animo e non può certo essere fatta passare per una certezza scientifica.

  3. beh… se una volta Marte era coperta di acqua, presentava quindi un ambiente umido e basico sarebbe interessante capire dove sia sparita tutta l’acqua e se qualche altra specie di bonobo abbia abitato anche quel pianeta 😀 (allora sarebbe tutto chiaro)

    • dici che l’acqua se la sono bevuta tutta i bonobo prima di tirare le cuoia? 🙂

      ad un certo punto su Marte c’è stato un impatto tremendo, che ha creato su un lato una specie di arido bassopiano o “oceano” marziano, asciutto, e sul lato opposto il monte Olimpus, alto 28 km.

      questo potrebbe essere stato sufficiente a vaporizzare e disperdere buona parte dell’acqua del pianeta?

      ma soprattutto qualcosa ha fatto perdere a Marte la sua atmosfera e, privandolo di ogni minimo effetto serra, lo ha congelato ampiamente, trasformando in ghiaccio assorbito dal terreno quel tanto di acqua che era rimasto, probabilmente.

      tuttora però non mi pare che abbiamo spiegazioni certe su che cosa abbia distrutto un pianeta “simile alla Terra”.

      • Marte mi pare che un’atmosfera ce l’abbia ed è composta per il 95% di CO2:
        http://it.wikipedia.org/wiki/Atmosfera_di_Marte
        non si spiegherebbe altrimenti la necessità di montare dei paracadute sul sistema dedicato al trasporto di rover sul pianeta rosso.

        piacerebbe anche a me capire dove sia sparita l’acqua. Non so molto sul monte Olympus, quindi non ti saprei dire se sia il risultato di un impatto. Soprattutto perché è strano che abbia perso oceani e non l’atmosfera (per quanto rarefatta). A meno che l’atmosfera attuale non si sia formata dopo…
        però sarebbe stato bellissimo vedere un altro pianeta (magari senza forme di vita) con oceani. L’acqua è sempre bella da vedere 🙂

        te li immagini i bonobo che mandano una sonda di esplorazione sulla quel pianeta Terra privo di forme di vita? Magari l’hanno contaminata loro con i primi microrganismi 😆

        • sì, in un certo senso ce l’ha, ma è debolissima rispetto alla nostra.la pressione; quella rilevata dalle sonde è di circa 7-9 hPa nelle depressioni più profonde rispetto alla pressione media dell’atmosfera terrestre di 1015 hPa; quindi è più di 100 volte meno densa di quella terrestre.

          se è fatta di anidride carbonica probabilmente questo dipende dalla pesantezza di questo gas; la forza gravitazione di Marte sembra troppo debole per riuscire a trattenere i gas più leggeri.

          quanto all’impatto, copio adesso da wikipedia:
          Una teoria proposta nel 1980, e avvalorata da prove scientifiche nel 2008, giustifica questa situazione attribuendone l’origine a una collisione del pianeta con un oggetto con dimensioni stimate tra un decimo e due terzi di quelle della Luna, avvenuta circa 4 miliardi di anni fa[31][32].

          • L’impatto con Marte, da quello che dici, è avvenuto circa 4 miliardi di anni fa. Allo stesso tempo la vita sulla Terra è fatta risalire in un arco temporale che va da 4,4 e 2,7 miliardi di anni fa.

            Vuoi vedere che i bonobo marziani avendo capito che il loro pianeta stava per impattare un corpo celeste troppo grande da poter essere fermato hanno deciso di salvare la “vita” inviandola sulla Terra. Ovviamente non potevano spedire organismi più evoluti in quanto troppo specializzati quindi adattati all’ambiente marziano che non avrebbero avuto alcuna possibilità si sopravvivere sulla Terra, però i microrganismi batterici sarebbero potuti sopravvivere al viaggio e poi al nuovo ambiente. Bella fantascienza… però è quello che avrei fatto anch’io al posto dei bonobo, un arca di salvezza 😀
            In realtà quel periodo dev’essere stato molto instabile per il sistema solare… ed è molto più probabile che la vita sia arrivata a bordo di qualche cometa.

            • ovviamente non poteva esserci una evoluzione di bonobo su Marte nel tempo di un’esistenza planetaria così breve.

              però come fantasia romanzesca funziona.

              quando è successo l’impatto con la Terra che ha creato la Luna? 🙂

              • la Luna pare si sia formata 4,5 miliardi di anni fa, solo 50 milioni dopo la formazione del sistema solare.

                comunque perché i bonobo marziani non potrebbero essersi evoluti? Voglio dire… fino a poco più di 2000 anni fa anche noi eravamo dei bonobo primitivi. Non che ora fossimo più evoluti… però almeno siamo in grado di lasciare il pianeta piazzandoci sotto il sedere una quantità stratosferica di combustibile e dandoli fuoco 😀

                vuoi vedere che Noe non era una persona… ma il nome di una navicella? Ovviamente interpretando la favola al contrario… cioè non un diluvio ma una sparizione dell’acqua in seguito al tremendo impatto con il pianeta.

                vado a scrivere un libro e a prepararmi a diventare milionario 😆

                • in 500.000 anni sulla Terra abbiamo avuto una evoluzione limitata soltanto ai batteri…

                  e nello stesso tempo, anche solo a guardare la luna, che ne ha conservato traccia, c’era un bel bombardamento di grossi meteoriti che non era proprio favorevole all’evoluzione di organismi complessi.

                  però nel romanzo che stai scrivendo puoi trascurare il problema, tanto i lettori difficilmente se lo porranno, a parte pochissimi, che non avranno importanza nello stabilire il successo del libro… 🙂

                  • giusto… allo stesso tempo in 2000 anni abbiamo avuto una spinta innovativa incredibile dell’umanità 🙂

                    la Luna si… sarebbe interessante capire se anche la regione marziana fosse altrettanto instabile.

                    non intendo scrivere libri, e comunque non potrei comunque mai dimostrare una teoria del genere. Come nemmeno tu riuscirai mai a dimostrare l’assoluta inesistenza di altri essere intelligenti 😉

  4. @ afo.

    vero.

    molto tempo fa ne avevo visto un altro simile, che però scendeva anche nell’infinitamente piccolo.

    per una strana coincidenza per un numero di passaggi identico a quello necessario per un viaggio nell’universo conosciuto.

    per quanto grande sia l’universo esiste una sola possibilità che esistano con certezza altri esseri umani nell’universo, anzi che ne esista un numero infinito.

    ed è che l’universo stesso sia infinito.

    a questo punto il problema sarebbe risolto.

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