137. chi vota di testa sua non è figlio di Giuseppe (Grillo).

«Chi ha votato di testa sua ne tragga le conseguenze»

così Beppe Grillo, che però dovremmo abituarci a chiamare, piuttosto, Beppe Grullo o Geppe Brillo.

che è come dire, da parte del Grullo Brillo: non c’è spazio nel Movimento Cinque Stelle per chi pensa di testa sua.

perfetto!

ma uno non valeva uno, in quel MoVimento?

* * *

e invece ieri, grazie a qualche testa pensante, è stata una bellissima giornata, ieri, e nel pomeriggio me la sono goduta proprio anche passando davanti a Montecitorio, dove una troupe televisiva stava intervistando il candidato grillino alla presidenza della Camera, che ripeteva imperturbabile i mantra del MoVimento.

mantra quieti, condivisibili, di cittadinza propositiva e attiva, ma fuori contesto, che vede il Brillo Grullo tentare di distruggere  e cancellare i suoi stessi slogan.

ma do voce al blog “postideologico” di Giovanni Maria Sini, riprendendo ampi stralci del suo ultimo post di ieri, perché mi sembrerebbe inutile sforzarmi per farmi bello quando molte le cose le ha già dette lui così bene:

Oggi – cioè ieri – è una splendida giornata, all’insegna del cambiamento, della svolta possibile e praticabile.

Tutto il resto non conta.

Non contano le partigianerie e le piccinerie di chi, alla lunga, sarà chiamato a pagherà dazio per l’inconcludenza dell’opporsi a tutto e tutti, perdendo il lume della ragione e della ragionevolezza, non riuscendo mai a trovare interlocutori credibili, degni d’attenzione e considerazione. (…)

Vuoi vedere che la buona politica sarà in grado di sgonfiare l’antipolitica di chi, privo di qualsiasi proposta e progetto serio e concreto, si è fatto istituzione per incarnare tutti i vecchi vizi del nemico immaginario?

* * *

ieri il Partito Democratico di Bersani ha avuto il coraggio di fare la mossa giusta, la mossa del cavallo: di saltare l’ostacolo e di spiazzare tutti: anzi, di mosse del cavallo ne ha fatto due, trovando al proprio interno due candidati perfetti, per la presidenza delle due Camere, fuori dall’apparato del partito, personalmente credibili, forti di convinzioni e di valori che sono quelli condivisi dall’elettorato democratico troppe volte deluso.

e ha vinto, il grigio Bersani.

ed ecco che abbiamo sentito risuonare nelle due aule che ci rappresentano i discorsi forti della solidarietà, della legalità e del rinnovamento contro le diseguaglianze sociali, che sembravano dimenticati in una lunga notte oscura della corruzione, dell’affarismo, della propaganda ingannevole.

sono i discorsi che possono spezzare l’incanto malefico di Grillo, la sua pretesa totalitaria, il suo isolamento autoreferenziale che lo distruggerà.

* * *

ma ridò la parola a Giovanni Maria Sini:

Il Movimento ©inque $telle™ è un copyright, un marchio, un prodotto d’impronta personale, reso, sin qui, apparentemente corale.

Lo spot per il lancio sul mercato politico è stato efficace.

Sulla bontà del prodotto e sul suo contenuto, al di là del fascino del packaging design, si possono nutrire dubbi e riserve, in attesa di verifica?

A me ricorda, per dirla alla Gaber, tanto caro a Grillo (a frammenti!);

“il salariato del piacere che propina storie colorate e grasse, un bel film con dentro tutti gli ingredienti che piacciono alle masse, che stanno lì inchiodate e si divoran tutto senza protestare, gli si potrebbe dare in premio un bel barattolo di merda per duemila lire e senza esitare un momento sarebbero pronti a scannarsi per quel divertimento! Son proprio deficienti gli uomini, ormai son proprio devastati, non riesci più a strapparli alla loro idiozia, ci sono incollati”.(…)

E non ha ragionevoli spiegazioni, anzi fa inorridire (politicamente), la colleganza tra ©inque $telle™ e Popolo delle Libertà, che non hanno saputo cogliere le ragioni d’un consenso a chi ha sempre dimostrato e mantenuto alto senso dello Stato.

Non ha possibile giustificazione avere interpretato, ancora una volta, l’elezione di due cariche istituzionali, chiamate a rappresentare tutti, come se si trattasse d’una scelta di parte e tra parti contrapposte. (…)

La prima occasione di democrazia perduta – seppur vanno raccolti gli incoraggianti segnali di chi si è sottratto all’appiattimento del pensiero unico reso collettivo – è stata l’elezione dei Presidenti dei due rami del Parlamento, vissuta come l’ennesima lotta contro chissà quale maleficio, anzichè cogliere gli incoraggianti motivi che spingevano alla condivisione d’una scelta tutta costruita attorno a due altissime personalità, indipendenti e con una marcata discontinuità rispetto al passato.

E invece no. I ©inque $telle™, almeno nella loro rappresentazione dei pupazzetti del ventriloquo, hanno continuato nella loro stucchevole – e fuori luogo – dichiarazione di purezza, laddove non ricorreva alcun motivo di dissenso.

Lo slogan “nè con la destra, nè con la sinistra, ma in alto”, si è manifestata come politica di bassissimo profilo, un tantino più coricata sulla destra, incapace di decidere e volare alto (…).

* * *

ma che importa? la forza della democrazia e della storia trascinerà da parte anche Beppe Grullo, salvando chi tra i suoi seguaci ragiona e vota di testa sua.

49 risposte a “137. chi vota di testa sua non è figlio di Giuseppe (Grillo).

  1. Eh sì… pare che siamo parecchio in sintonia!!
    E hai ragione, una risata li seppellirà, anche perché iniziano veramente a prendersi troppo sul serio (vedi capigruppo). Mi è invece piaciuto il candidato presidente del senato, e mi sono piaciuti i siciliani, che hanno dichiarato “se eleggono schifani quando torniamo in sicilia ci fanno un culo così” che è esattamente il sentimento popolare. aggiungo che il post sul blog del Capo è pieno di commenti fuori dal coro, che inneggiano ai senatori “ribelli”.

    • vado ad aggiungerne uno anche io, e a controllare che fine ha fatto la mia diffida legale a Grillo perché applichi il non statuto e faccia decidere la linea del suo movimento attraverso consultazioni on line e non da lui stesso medesimo.

  2. Come ho già commentato da Wish aka Max ,adesso Grillo e casaleggio potrebbero pure sloggiare !
    Hanno fatto bene a votare Grasso e non Schifani che sappiamo tutti da dove discende!
    Ciaoooo
    liù

  3. il commento che ho pubblicato sul blog di Grillo:

    Beppe, ti rendi conto che stai ragionando come un capobastone di partito?

    non ti rendi conto che, se il voto fosse stato pubblico, il numero degli eletti del Movimento che si sarebbero opposti a Schifani sarebbe stato ancora più grande, altrimenti avrebbero dovuto vergognarsi davanti ai loro elettori?

    e non ti rendi conto del danno che stai facendo al Movimento con queste posizioni?

    siete stati eletti per opporvi a Berlusconi e ai suoi famigli, non per reggergli il moccolo!

    comincia a far decidere la linea del Movimento online attraverso consultazioni aperte a tutti, come sta scritto nel Non Statuto, anziché comportarti da padrone unico del movimento!!

    https://bortocal.wordpress.com/2013/03/17/137-chi-vota-di-testa-sua-non-e-figlio-di-giuseppe-grillo

        • Non mi piaceva come comico e non mi piace adesso come politico,però ho votato per il Movimento 5 stelle mica lui ,e spero che sloggi il prima possibile lui e il suo guru tirapiedi che mi inquieta parecchio ogni volta che lo vedo.

              • potrebbe volerci del tempo e l’esito non è scontato; però ho letto, se non mi sbaglio, che in una recente discussione del gruppo in Senato 24 erano col capo e 20 in disaccordo con lui.

                a me pare un ottimo punto di partenza, che potrebbe essere usato molto bene.

                in ogni caso, credo che si dovrebbe riformare la legge elettorale e farne una decente, e poi dovremmo avere la forza di rinunciare anche a questo parlamento che sopravvaluta probabilmente la forza degli elettori che vogliono il rinnovamento.

                per averne uno che dia un quadro più realistico delle cose, e dia la forza di un rinnovamento davvero voluto e non sovrastimato.

                • Sono d’accordo con te !
                  Prima di tutto riformare e cancellare “La Legge Porcellum”
                  e se possibile diminuire il numero dei Senatori e dei Deputati che secondo la mia modesta opinione sono troppi:

                  • secondo me il numero dei deputati va bene, andrebbe soltanto cancellata la Circoscrizione Estero, costosissima e inutile.

                    la riforma dovrebbe concentrarsi sul Senato, che andrebbe ridotto a una cinquantina di membri, da far designare dai consigli regionali, e neppure eleggere, senza poteri nella fiducia al governo e con funzioni legislative differenziate dalla Camera. (come negli USA o in Germania).

                    questa potrebbe essere una riforma che ci fa risparmiare circa 250 parlamentari, senza intaccare i livelli di democrazia, come potrebbe succedere con un dimezzamento delle due camere, lasciando tutto il resto immutato.

                    • Ecco! Tu hai detto perfettamente ciò che io non ho saputo scrivere,il mio pensiero intendeva esattamente questo .
                      Ma quando si tratta di parlare un po’ di politichese vado nel pallone 😉

    • Bravo! Che altro dire? Sono troppo d’accordo:-)
      Ieri, quando c’era la diretta del discorso della Boldrini, ho cercato di capire se i M5S applaudivano o no, chiedendomi in cosa potessero eventualmente dissentire; il discorso esprimeva passione civile, era ineccepibile, molto bello. Ho ripensato alla Pivetti: che differenza di calibro! Induce a sperare.
      Qualcuno mi sa dire se hanno applaudito?

    • E’ incredibile la somiglianza dei discorsi e degli atti di Grillo con alcuni passi della Fattoria degli Animali di Orwell, quando il capo comincia a espellere gli animali…Scrivilo sul sito di Grillo, dovrebbe LEGGERE quel libro, o almeno dovrebbero leggerlo i 5 S per non farsi fregare!!!!

      • purtroppo ho poco tempo in questi giorni, ma ci tornerò su appena possibile…

        grazie della segnalazione: del resto il libro funziona sempre quando un potenziale dittatore va al potere: qui comincia a funzionare come modello addirittura prima… 😦

        • E anche il fatto che ogni rivoluzione ha in se stessa la potenzialità per diventare una nuova dittatura…Pensa anche cosa è successo nel Paese in cui ci siamo incontrati qualche anno fa….

          • proprio l’Eritrea col suo dittatore paranoico ex leader rivoluzionario, oppure Cuba, per dirne un’altra, dimostrano quanto siano pericolosi i meccanismi psico-sociali della dittatura, che appartengono alla specie umana come tale e non a questo o quel popolo in particolare…

  4. Carissimo bortocal a tua attenzione mi onora.
    Ti ringrazio, non senza un certo imbarazzo, per questo gradito regalo.
    Io e te nutriamo sane passioni e non siamo al soldo di nessuno.
    Per questo siamo e restiamo liberi di esprimere le nostre idee e altrettanto liberi di cambiare opinione se ne avremo motivo.
    Grazie ancora e chiedo scusa per il ritardo.

    • caro giovanni, siamo comuni cittadini che amano il loro paese.

      noto che oggi non cambierei mai la mia “rassegna stampa” domenicale fatta dei blog ai quali sono abbonato (fra i quali, il tuo) con le paginate di repubblica.

      siamo in grado di fare in rete una controinformazione che delinea una nuova prospettica culturale e politica, e perfino di costume.

      quindi, nessun senso di inferiorità tra di noi, perché ognuno di noi ha i suoi punti di forza, ed è la rete della nostra informazione dal basso che diventa fortissima in questo modo.

      • Naturalmente enza l’urgenza di fare proselitismo 😉
        Tengo ferma la convinzione che le mie idee vivano una loro temporaneità, possibilmente una contemporaneitá, utile al dibattito e al confronto.
        E quando non in sintonia col pensiero del luogo o del logo comune, non per questo si è prezzolati o servi di qualcuno.
        Purtroppo, il settarismo, a volte genera questo tipo di facile accusa.
        http://www.reset-italia.net/2013/03/10/la-rete-degli-irretiti
        Dopodiché si può tranquillamente affermare che un’opinione faccia totalmente schifo, magari con qualche argomento in più.
        Perdona lo spazio rubato.
        Segnalo anche http://www.wumingfoundation.com/giap/

        • spaventoso e semplicemente e apertamente fascista il livello dei commenti su quell’altro sito dove hai scritto…

          non vedo perché tu debba difenderti da quel tipo di accuse.

          a tratti hanno provato ad arrivare anche qui commenti di quel tipo.

          io non mi faccio alcun problem a censurarli: non vedo proprio perché dovrei dare voce a qualcuno che vuole togliermela e perfino lo dice.

          • Nessun problema. Io elogio la diversità d’opinione, purché argomentata da qualcosa che vada oltre l’insulto.
            Chi segue passivamente il corifeo della protesta, generalmente, si qualifica come tale sia nel tono che nel contenuto.

            • gli insulti non sono opinioni.

              sarebbe bene che gli italiani cominciassero a capire la differenza. 🙂

              non tutti i seguaci di Grillo sono così come dici qui sopra, sulla base della brutta esperienza di quei commenti, penso; qui puoi leggere ad esempio anche i commenti di Liù, che ha votato per Grillo, ma appare una persona molto ragionevole e aperta nella discussione.

              • Concordo. Infatti non nego l’assoluta buonafede ed il sano desiderio di cambiamenro del corpo elettorale che ha votato in quella direzione. Contesto la gestione della politica come logo su cui ci si deve appiattire.

                • condividiamo, e per fortuna non solo noi che abbiamo votato, con diverso gradi di convinzione, per il Partito Democratico, ma anche molti elettori di Grillo.

                  • Sempre con lo spirito critico di chi non ha appartenenze fideistiche.
                    L’adesione al logo, col continuo richiamo all’appiattimento, è degno del miglior berlusconismo.
                    Identità parallele direi.

                    • c’è nel farsi aderenti al partito una specie di scotto da pagare che è l’immedesimazione con l’agire di un gruppo, che non sempre coincide col sentire individuale.

                      però questa contraddizione esistenziale insuperabile deve trovare un limite nella concretezza delle scelte, un punto di equilibrio da definire di volta in volta.

                      chi non sente questa esigenza non supera il livello del servo o del fanatico, Giovanni

  5. è una partita a scacchi, il PD ha vinto la prima mossa, il M5S no, comunque vada la partita alla fine speriamo di avere una situazione molto migliore di quella che c’era prima.
    se il PD farà certe cose perché le “capisce”, o perché c’è il M5S, e i suoi elettori, come stimolo, non importa.

    • se la dobbiamo vedere come una partita, Beppe Grillo ha dato al Partito Democratico uno scacco dietro l’altro, sino a ridurlo quasi alla resa; ma qui Bersani, tenendo ferma la posizione e svuotando le pressioni dei soliti maneggioni del partito, è riuscito almeno ad arroccare e a rimettere in moto la partita.

      sarà la forza della disperazione, ma induce Bersani ad attingere al suo patrimonio valoriale autentico.

      non so quanto l’Italia sia davvero disposta a seguirci, ma il bisogno di rinnovamento raccolto anche da Grillo deve almeno realizzare alcuni punti importanti per il bene del paese

  6. mannò, uno vale centosessantatrè.
    mi sembra ovvio: Grillo ha sempre detto di essere il “capo” di M5S, con tutte le implicazioni del caso.

    il paragone col berlusconismo si conferma anche nella lettura di M5S come un marchio. non mi sarei aspettato nulla di diverso.
    comunque, nonostante i commentatori che continuano a ripetere che “la strada è stretta” per un governo, direi che dopo la mossa delle presidenze delle Camere Bersani l’ha allargata un pò.
    non so se bastarà, ma è stata una mossa saggia, oltre che bella.
    la notte porterà consigli….

      • io purtroppo, a differenza di Gramellini, sono convinto che a quel 30% di italiani che ha votato la coalizione di Berlusconi non interessi assolutamente niente di quali sono i servi di cui Berlusconi si circonda.

        loro votano il capo, e poi il capo, che è il più furbo di tutti, faccia pure tutto quel che gli pare.

        l’importante è che tornino a casa quelle decine di di euro dell’IMU per le quali loro hanno votato…

        e non serve a niente che legga chi è abituato a leggere se chi non legge continua ad agire così.

    • sono convinto anche io che Grillo sia una specie di Berlusconi solo un pochino più moderno perché usa per la propaganda un impero internettiano, il suo blog, piuttosto che la televisione.

      ricordo certe riflessioni di qualche settimana fa sulla supermente transpersonale che si crea facilmente attraverso i blog e i social network, e dico che dobbiamo stare molto attenti perché le capacità di condizionamento con questi strumenti sono probabilmente molto maggiori di quelle fondate sui media più tradizionali.

      tuttavia rimane per me l’inesplicabile domanda di come mai gli italiani devono alla fine sempre scegliersi un leader, possibilmente cialtronesco, ai quali delegare ogni loro facoltà di decidere; perfino quando scelgono semplicemente un leader minore, gli italiani vanno a cercarsi un Renzi, un Giannino, un Di Pietro, un Bossi.

      metti in capo una persona almeno seria e che non buffoneggia (anche se portatore di una linea inaccettabile), come Monti, o Bersani, e gli italiani, guidati sottotraccia dai media, fuggiranno a gambe levate…

      la campagna mediatica per il leader cialtrone tambureggia sempre e gli italiani ci cascano sempre, a meno che non siano proprio loro in realtà a guidare i media: perché?

      domanda seria e grave, direi, che delude le aspettative di chi pensava (come me) che la fine del berlusconismo potesse essere qualcosa di simile a una presa di coscienza, ad una se pur breve Resistenza, e non la sostituzione di un pagliaccio con un altro.

      in realtà, se avessimo guardato bene ai mesi di Monti avremmo dovuto accorgerci subito della piega che stavano prendendo le cose, per il tipo di campagna cialtronesca e puerile condotta anche a sinistra contro Monti e la Merkel, soprattutto.

      che non ha mai assunto il carattere di una battaglia politica seria, con la proposta di documentate e fondate proposte politiche alternative, come si sarebbe dovuto, ma di una campagna populista per un pubblico infantile e oramai ampiamente incapace di valutazioni critiche.

      o veramente, chi non se ne era accorto? però prevaleva la voglia di illudersi.

      caro redpoz, contro la stupidità, contro la disinformazione, contro la derivata e oramai cronica incapacità di ragionare attorno a concetti elementari c’è poco da fare, anche i blog sono dei lussi narcisisti senza grande significato, se non come strumento di dialogo a distanza fra persone che non si possono frequentare personalmente.

      e nessuno è in grado di far capire qualcosa a chi semplicemente non ci arriva.

      vai a capire perché scriviamo tanto…

      • ovviamente non sono in grado di dare una risposta compiuta alla tua domanda, sappiamo che le ragioni sono molteplici: gli effetti del cattolicesimo, la facilità di delegare ad altri, il menefreghismo, l’individualismo estremo e parassitario, un certo “odio” o mal sopportazione nei confronti delle regole e dello Stato….
        senza dimenticare l’illusione che “l’uomo solo al comando” possa tagliare il nodo gordiano del nostro Stato e trasformarlo radicalmente.
        un bisogno di carisma. che potrebbe farci dire che gli unici sistemi di potere che funzionano in Italia solo quelli a-moderni: tradizione e carisma. non il legal-razionale, stando a Weber.

        mi illudevo anche io su Monti e su una certa maturazione degli italiani, ma già da come conduceva la sua campagna elettorale ho dovuto ricredermi….

        certo che se tutto questo è inutile, allora veramente tanto vale abbandonare il paese… non ha senso rovinarsi la vita.

    • grazie mille, ho letto davvero con interesse.

      la gente ha votato Grillo perché ha ritenuto la rabbia contro la cattiva politica decisamente prevalente rispetto ad altre considerazioni.

      bell’errore che ha fatto: oggi ho trovato un elettore di Grillo dove lavoro, girava un poco incavolato e ha detto anche lui di essersi pentito.

      io mi domando che valore abbia la democrazia che inchioda per 5 anni un paese ad una fotografia di come era in un momento in cui aveva perso il controllo di se stesso.

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