142. Italia: un naufragio diplomatico coi suoi marò.

con 24 ore di ritardo per problemi di connessione, ecco il mio post di ieri, sulla inesuaribile storia dei nostri marò.

a cena una collega di lavoro a cui ho esposto verbalmente una sintesi delle mie tesi sul tema mi ha accusato di essere tendenzioso con toni così accesi che abbiamo sfiorato una lite aperta.

colgo quindi l’occasione per precisare che il mio problema non sono i nazionalisti indiani, dato che vivo in Italia, e che mi vergognerei ad attaccare loro con l’unico risultato di portare acqua ai nazionalisti italiani.

* * *

21 marzo 2013

non faccio in tempo a scrivere un post sui marò (vedi quello di ieri, da Madrid – come quello di oggi) che la realtà mi supera; del resto mi pare di essere quasi l’unico a farlo su questa piattaforma, e quindi direi che la realtà si sta dando moto da fare per non farmi fare brutta figura, sostanzialmente…

la notizia di oggi è che i marò tornano in India, mentre i quotidiani non hanno ancora finito di cancellare dagli articoli online la lista, presa dalle veline del Ministero degli Esteri, dei perché non dovevano tornare…

insomma, tanta fatica fatta ieri sera dal sottoscritto dopo una giornata impegnativa, comunque la si voglia giudicare, per smantellare queste tesi inconsistenti del nostro Ministero degli Esteri, e tutto il lavoro svolto per il post già oggi è totalmente inutile… (oggi, cioè ieri, e figuratevi oggi oggi), e lasciatemi dire un paio di parolacce, almeno…

* * *

La parola data da un italiano è sacra” ha detto il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, che segue il caso.

non spaventatevi, forse non sapete che questo nostro sottosegretario – che assomiglia un poco a Stanlio, vedi foto nella home page, e ha un senso dell’umorismo simile – è nato a Stoccolma, è un diplomatico svedese, come lo definisce anche wikipedia, non italiano, ha poi preso anche la cittadinanza italiana, e adesso lavora nel nostro governo.

svedese? allora questo spiega tutto.

* * *

forse che il governo aveva detto che i marò se li teneva qui?

non avete capito niente:

“Noi avevamo sospeso in attesa che New Delhi garantisse alcune condizioni».

ora ce l’abbiamo fatta!

“il governo indiano ha garantito che non ci sarà la pena di morte nei loro confronti”.

sta’ a vedere che tra un po’ ci toccherà leggere che abbiamo ottenuto una grande vittoria diplomatica…

* * *

nel frattempo pare anche che perfino il Tribunale di Roma li indaghi per omicidio volontario.

mi trovo costretto a precisare a seguito della discussione a cena ricordata all’inizio, che, nonostante qualche indizio (il non avere usati le armi di ordinanza, l’aver lasciato ben 16 fori di pallottola sullo scafo della sventurata barca indiana, oltre ai due finiti nei corpi dei due marinai uccisi), io non sostengo affatto con certezza che i marò hanno ucciso deliberatamente, e per il bene del nostro paese, mi auguro che non risulti mai che le cose sono andate così, dopo i messaggi di solidarietà del Presidente della Repubblica e l’udienza accordata pubblicamente dal capo del Governo, Monti.

però ritengo che l’ipotesi vada verificata laicamente come ogni altra e che i gesti delle nostre massime autorità sopra ricordati, senza questo accertamento preventivo in un’aula di tribunale, siano degli atti di sconsiderata imprudenza nazionalistica.

a uno dei due volte indagati per omicidio, in India e in Italia, il Presidente della Repubblica Napolitano, ha telefonato (senza rischio di intercettazioni, questa volta) per esprimere l’apprezzamento per il senso di responsabilità con cui i due marò hanno accolto la decisione del Governo; e ci tiene anche a farcelo sapere con un comunicato.

in sostanza, li ha chiamati per dirgli che sono stati bravi a non tagliare la corda.

* * *

“e ha assicurato loro la massima vicinanza nel percorso che li attende con l’augurio di un sollecito, corretto riconoscimento delle loro ragioni”.

le buone ragioni di chi ha ucciso, forse per sbaglio o forse intenzionalmente.

e questa è la nostra Italia, ragazzi.

grazie, Presidente, di rappresentarla così bene.

11 risposte a “142. Italia: un naufragio diplomatico coi suoi marò.

  1. Mi ripeto: analisi impareggiabile, ed aggiungo: fin troppo elegante, ma rende l’idea, come sempre bortocal!

    • sei stata bloccata per sbaglio dalla piattaforma, non certo da me, che sono sensibile alle lodi, soprattutto quando limitate dall’accenno a qualche altra qualità…

  2. L’inesauribile Terzi…
    Ieri il Governo italiano, dopo la malissima parata dei Marò indecisi se tornare in India o meno (parto – non parto – ma sì è meglio partire, ché abbiamo fatto incazzare di brutto gli Indiani) proclama a gran voce: “Abbiamo garanzia scritta dal Governo Indiano che ai nostri fucilieri non verrà comunque applicata la pena capitale”.
    Non passano neanche 24 ore che il Ministro della Giustizia indiano smentisce categoricamente: “Mai assicurato da parte del Governo indiano niente di simile”.
    Si può proprio dire che non siamo “Terzi” a nessuno in fatto di cialtroneria….
    A Bologna, quando qualcosa ci sta dando proprio fastidio, diciamo:
    “Ma che due Marò !!!” , nel senso degli attributi maschili.
    Allora è il caso che il governo Monti & C. ne prenda atto: gli italiani si sono proprio “rotti i Marò” di questa storia di figuracce infinite !!!

    • Giulio Maria Terzi di Sant’Agata: una carriera dentro il Ministero degli Esteri, prima di diventare ministro, e questo dice tutto.

      ho lavorato per questo ministero, fino a due anni fa, lo conosco – per un settore particolare – dall’interno: è un concentrato di clientelismo, malaffare, pressapochismo, ruffianeria e peggio: non si fa carriera lì dentro se non si hanno al massimo grado le caratteristiche che ho descritto, e questo Terzi non può fare eccezione.

      l storia della garanzia, però, mi sembra posta molto male dalla stampa: l’India è uno stato di diritto, non una repubblica delle banane come l’Italia: ti sembra possibile che un ministro degli Esteri dia delle assicurazioni sull’esito di un processo?

      evidentemente no: si è limitato a dire, ma questo è stato fatto fin dal primo momento, che la pena di morte, in linea teorica possibile in India per un omicidio volontario, non era concretamente prevedibile in un caso come questo, dove andranno comunque riconosciute delle attenuanti perfino nel caso si dimostrasse che l’omicidio p stato intenzionale e gratuito.

      di suo il ministro ci ha messo l’abituale pressapochismo…

      piuttosto, dobbiamo sforzarci di guardare più in profondità a quel che sta succedendo: ti do appuntamento al mio post di domattina e intanto ti ringrazio dei commenti…

  3. Continua la giostra italo-indiana dei 2 Marò.

    Adesso gli indiani dànno il cambio agli italiani a fare i voltagabbana e smentiscono se stessi.
    23 Marzo h. 16 italiane: Ministro Giustizia indiano: “Pena di morte non va esclusa”
    23 Marzo h. 20 italiane: Ministro Esteri indiano: “Pena di morte: il caso non la prevede”

    Avanti così: tra indiani e italiani è una lotta tra giostrai e magliari. Vince chi la spara più grossa.

    ——-

    Vedasi:
    Notizie come riferite dal sito del Corriere della Sera:
    http://www.corriere.it/esteri/13_marzo_22/maro-governo-camera_7205499e-92ed-11e2-b43d-9018d8e76499.shtml

    Riporto, testuale:

    Scontro tra il ministro della Giustizia e il capo della diplomazia

    I due marò, India divisa su pena di morte
    “Non va esclusa”.
    “Il caso non la prevede”.

    “Non c’è stato nessun accordo, nè ci sono state garanzie” nei colloqui fra India e Italia. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri indiano, Salman Khurshid, chiarendo però che il caso che coinvolge i marò italiani «non è di quelli che implica in India l’applicazione della pena di morte». E il ministro della Giustizia indiano Ashwani Kumar, ha ribadito che il governo indiano non ha fornito «nessuna garanzia» a Roma in merito alla sentenza che verrà pronunciata dal tribunale speciale ordinato dalla Corte suprema di Delhi.
    Alla domanda su come mai il ministro degli Esteri Khurshid avesse rassicurato l’Italia sul fatto che i due marò non rischiano la pena di morte, Kumar ha risposto: “Come può il potere esecutivo dare garanzie sulla sentenza di un tribunale?”.
    Ma il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura parla invece di una “assicurazione scritta” al governo italiano.

  4. HEAVEN IS
    french cook
    german mechanical
    british police
    italian lover
    and everythink organized by swiss

    HELL IS
    french mechanical
    german police
    british lover
    swiss cook
    and everythink organized by italians

    nel mondo anglosassone ci vedono cosi’….!!
    noi d’altro canto non perdiamo occasione per dimostrare che i loro non sono pre-concetti

    • giusto per restare nella parte, vorrei difendere la polizia tedesca, per quel poco che ci ho avuto a che fare…

      la polizia indiana è molto peggio.,

      ma il detto è rigorosamente eurocentrico, mi pare… 🙂

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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