168. nessuno ha rubato il quadro di Simone Martini?

vi racconto l’imbarazzante scoperta dei giudici romani….

* * *

vive ancora a Roma, ed ha 95 anni, la sorella di Alberto Sordi, erede di una immensa fortuna lasciata dall’attore, protagonista indiscusso della commedia all’italiana nella sua versione romana, che mai si era voluto sposare, vivendo invece con lei.

qualche settimana fa i giornali se ne sono occupati; i titoli erano: 

Sorella di Alberto Sordi vittima di un raggiro

Roma, la procura ha aperto un fascicolo per circonvenzione di incapace.

in sostanza in banca si era presentato l’autista della signora, con una procura sottoscritta davanti a un notaio che lo autorizzava a prelevare dal suo conto corrente; anzi, siccome i conti bancari erano dieci in banche diverse, si era presentato in due, e i direttori, insospettiti, avevano fatto un esposto in procura.

i giudici hanno posso sotto sequestro l’eredità e hanno cominciato ad indagare.

* * *

e a questo punto alcuni amici hanno fatto presente che non si trovava più nell’appartamento dei Sordi un pezzo di straordinario valore; una tavola di Simone Martini, che l’attore aveva più volte dichiarato di volere lasciare in eredità alla città di Roma.

un pezzo così raro da essere chiamato proprio “tavola Sordi”.

Sordi ne aveva parlato nel 1999 a Rutelli, quando era sindaco di Roma:

«È il pezzo a cui tengo di più, sono legatissimo a questo gioiello.

Sappi che, quando non ci sarò più, voglio che sia regalata a Roma, alla nostra città.

Deciderai poi tu dove…».

quando Sordi morì la sorella aveva contattato Rutelli, nel frattempo diventato ministro per i Beni culturali, che aveva avviato la pratica per la notificazione dell’opera e l’apposizione del vincolo come bene culturale, avendone verificato l’autenticità.

ma dopo la formazione del governo Berlusconi nel 2008 la pratica fu lasciata cadere.

* * *

le notizie sull’indagine hanno riacceso l’attenzione: dov’era finito quel quadro che non era più al suo posto in casa Sordi, dove era stato sempre visto?

era stato forse trafugato, venduto, rubato, caduto nelle mani di ricettatori?

giudicate voi.

* * *

il 4 febbraio 2009 la 91enne signora Sordi chiede ed ottiene udienza personale dal papa in Vaticano: portava con sé la tavola e gliela regalò.

il papa non provò il minimo imbarazzo a ricevere un regalo simile, né si chiese se l’anziana signora fosse pienamente capace di intendere e di volere, anzi apprezzò talmente di ricevere un quadro del valore di qualche milione di euro che se lo mise nell’appartamento pontificio per tenerselo sotto gli occhi.

e il suo segretario,  monsignor Gänswein, che i giornali definiscono – non so perché – particolare ed è tuttora il prefetto, cioè l’amministratore, della Casa pontificia, ne mise addirittura la foto sull’invito che spedì a parenti e amici per la sua “ordinazione episcopale ad arcivescovo titolare di Urbisaglia”.

affinché quell’imbarazzante presenza non restasse un segreto fra lui e il suo amico papa, immagino… 

* * *

naturalmente, a questo livello artistico, dallo Stato italiano possono uscire solo opere che abbiano un attestato di libera circolazione.

dal punto di vista dello stato italiano l’esportazione clandestina verso uno stato estero di un’opera d’arte di tale valore è equiparabile ad un furto a carico della collettività.

Ratzinger, papa emerito che è riuscito a rendere così imbarazzante il suo titolo, da far venire al suo successore l’idea di farsi chiamare semplicemente vescovo di Roma, non solo non ha avuto la sensibilità umana, non dico cristiana, di porsi il problema se la signora Sordi era del tutto consapevole di quel che faceva, ma non si è neppure chiesto se quel quel bene che tanto generosamente lei gli regalava non era comunque sotto tutela dello Stato italiano.

* * *

conclusione del caso?

l’esportazione illecita di un’opera d’arte è appunto un illecito penale, cioè un reato, del quale si è resa colpevole – ironia della sorte – proprio la signora Sordi.

nessun illecito, aldilà del confine, ha compiuto quel capo di stato straniero, protetto dall’immunità diplomatica (ma ora non più) che ha accettato in casa propria l’opera trafugata dall’Italia.

secondo la legge italiana, naturalmente.

14 risposte a “168. nessuno ha rubato il quadro di Simone Martini?

  1. @Bortocal
    Non sono papalino, lo sai…
    Ma se lo Stato Italiano ci mette tutto questo tempo a accettare la donazione Sordi, allora, che se lo godano i preti, ‘sto quadro !!!
    Ai fessi occorre fare “marameo”, anche se si tratta di Stati.

    • be’, e io che dicevo? Ratzinger è legalmente del tutto innocente; è la signora Sordi che è colpevole!

      però, data l’età, le daranno le attenuanti…

      il che non significa che ci dobbiamo tenere per buono che il signor Ratzinger è un maestro di morale…

      lo sarà anche, ma allora è morale cattolica.

      non l’ho scritto nel post perché mi pareva di cattivo gusto, ma mi sono trovato due volte di persona in una situazione simile: la prima quando la anziana dirimpettaia, una signora molto in crisi che aveva già tentato di uccidersi due volte, e che una notte avevo salvato dal ripetere il tentativo coccolandola per ore, in segno di riconoscenza volle regalarmi i mobili di casa sua prima di finire al ricovero, ed erano un intero negozio di antiquariato.

      e la seconda volta quando un amico che stava morendo di aids voleva regalarmi la preziosissima collezione di francobolli del nonno, per evitare che cadesse nelle grinfie di sua madre, e il valore era di 2 o 3cento mila euro, ma forse anche di più.

      in entrambi i casi rifiutai, ma la seconda volta me ne sono anche pentito, perché il risultato fu che la famosa collezione finì, alla morte del mio amico, nella mani di un giovanotto che adorava assistere i moribondi, che tanto fece che alla fine si beccò l’aids anche lui, e che per dare un degno senso alla storia, morì poco dopo non di aids, ma rovesciandosi con una jeep ubriaco una notte lungo un assurdo e impraticabile percorso di montagna.

      per cui neppure so se quei francobolli non siano semplicemente andati perduti.

      questo per dire che il problema della circonvenzione di incapace me lo sono posto io, che sono ateo e amorale, si dice, in tutt’altri contesti, che forse lo giustificavano anche di meno…

    • buona domenica, marta.

      noti anche tu come la realtà si preoccupa di me e dei miei possibili vuoti di ispirazione?

      non faccio a tempo a dire: oggi non ho niente da scrivere, che subito arriva la notizia in grado di rianimarmi… 🙂 🙂 🙂

  2. i soliti ladri bastardi che prendono per il culo tutti coloro che hanno paura del buio promettendogli disneyland se fanno i bravi.

  3. vabbè, però non mi aspetterei tanta sensibilità giuridica dal papa, abituato com’è a ricevere doni.
    quanto a quella umana-spirituale…. mah, la devonizione può oscurare tante cose.
    certo, quel quadro andrebbe recuperato anche per la volontà di Sordi.

    ah, ti prego: “reato penale” proprio non si può sentire!

    • ahhh, credo che su “reato penale” tu possa proprio avere ragione… 😉

      “Impropriamente si parla talvolta di “reato penale”, in quanto con la definizione reato si intende già l’illecito penale stesso: cioè una violazione di legge che viene sanzionata con la pena. In altre parole, non esistono “reati non penali”.”

      “è il tipo di sanzione, “la pena”, che distingue il reato, ovvero l’illecito penale, dall’illecito civile e dall’illecito amministrativo”.

      morale: dovevo scrivere illecito; e anzi approfitto della tua correzione per rimediare subito, grazie.

      – neppure io mi aspetto sensibilità giuridica da parte del papa, ma forse dai suoi consiglieri sì.

      da lui mi aspetto però sensibilità morale: se non ce l’ha lui, che ne è o pretende di esserne maestro…

      mi aspetterei la stessa sensibilità umana che ho avuto anche soltanto io, che quando mi si è voluto regalare da persone in particolari situazioni psicologiche beni del valore di alcune centinaia di migliaia, e non milioni, di euro, li ho rifiutati… 🙂

      • esatto, in pratica hai scritto “illecito penale penale”.

        sul papa: come detto, la devozione può oscurare molte cose… in fin dei conti se c’era gente (e c’è) gente disposta a buttarsi fra le fiamme o uccidere, una vecchietta che regala un dipinto milionario può ben esser compresa….

        • certo!

          la sensibilità morale del papato e dei papi è ancora quella di chi ha promosso le crociate e protetto in tempi più recenti diversi genocidi, come quelli di Croazia o del Ruanda.

          semplicemente bisognerebbe che molta più gente se ne rendesse e che la loro pretesa di insegnarci la morale ci facesse semplicemente sghignazzare. 😦

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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