172. disinformatia sulle Commissioni: ragioni a 5 Stelle.

le notizie che ho già dato: ho da sempre il maledetto vizio di informarmi di persona; e da qualche anno anche di scrivere quello che scopro in un blog anziché raccontarlo soltanto a familiari e amici.

sulla faccenda della mancata convocazione delle commissioni parlamentari – e, aggiungo, della Giunta per la verifica dei poteri, che deve espellere dal Parlamento gente come Vendola e Cota che hanno violato la costituzione (art. 122) per candidarsi, essendo consiglieri regionali, e il Regolamento dice che deve farlo immediatamente –  Grillo ha perfettamente ragione.

l’ho dimostrato, Regolamenti alla mano, nei miei post 167. e 169., che in questo momento non riesco, chissà perché, a linkare.

è ragione su un punto specifico, e per niente sull’insieme delle sue proposte, ma va riconosciuta, e il sopruso di un presidente del Senato, eletto anche con i voti delle 5 Stelle, e di quella della Camera, che fa parte della lista di Vendola, che si dichiara favorevole al dialogo con i 5 Stelle, ma che non rispettano i regolamenti parlamentari, deve finire.

Grillo protesta? protestano anche alcuni parlamentari del Partito Democratico: e fanno bene; protesto anche io che non sono né democratico né pentastellato, ma un libero pensatore.

loro lo faranno con una occupazione simbolica del Parlamento?

benissimo, altro che marcia su Roma: non ho mai visto una marcia su Roma fatta per chiedere il rispetto della legalità.

* * *

dopo di che, le conclusioni da trarre da questa vicenda sono semplici ed evidenti: l’affermazione di Bersani di volere trattare con Grillo è pure manfrina per fare fessi i propri elettori e procedere là dove i poteri forti dell’Italia, il Presidente della Repubblica e tutta la casta autoreferenziale che conta vogliono spingere il paese.

cioè l’accordo con Berlusconi, che deve essere presentato come inevitabile.

ma la strada vera di un accordo con Grillo, che sarebbe passata dalla proposta di un nome  accettabile per entrambi e dall’avvio, previsto oltretutto dai Regolamenti parlamentari, del lavoro della Commissioni, non è mai stata neppure tentata.

sono conclusioni amare per me, perché è quasi come ammettere pubblicamente che sono stato un fesso finora a credere a questa gente.

(però non credo che sia stato proprio così, ma siccome non ho tempo adesso, lo spiegherò un’altra volta).

* * *

resta da constatare l’inutilità di una stampa serva di regime che diffonde ogni tipo di dinformatia, e che in Italia chi protesta per il rispetto dei suoi diritti è sempre oggetto di sospetto.

chi sa quanto poco mi piaccia Beppe Grullo, sa che dire tutto questo mi pesa.

ma si vede che in Italia occorre essere un po’ Grulli per opporsi ai soprusi e chiedere il  rispetto della legge.

2 risposte a “172. disinformatia sulle Commissioni: ragioni a 5 Stelle.

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