196. lunga vita al bipresidente.

la maggioranza è nettissima, è inutile ricamarci sopra.

Napolitano può piacere o non piacere e a me l’ultimo Napolitano non è piaciuto per niente.

comunque è stato eletto da una rappresentanza politica di circa il 75% degli italiani e le critiche alla formazione del Parlamento che lo ha votato non intaccano comunque la sostanza di questo risultato.

si può dissentire e criticare questa scelta, e mi riservo tutto il diritto di farlo civilmente, ma protestare con manifestazioni di piazza è incostituzionale.

credo davvero che per Napolitano sia un sacrificio restare, e capisco questo sacrificio quando faccio anche io la stessa scelta con 22 anni di meno.

rispetto per lui, anche quando si ritiene che sbagli, e rispetto per gli italiani, per favore.

* * *

quanto è disperante la situazione politica italiana: non puoi, davvero, identificarti con nessuno, e non è uno sfizio.

quanto al Partito Democratico che si è suicidato, occorre ripartire da Barca, pare.

24 risposte a “196. lunga vita al bipresidente.

  1. Manifestare non è mai incostituzionale. Sul resto potrei dire molto, ma preferisco mordere la caviglia alla prima grossa boiata che hai scritto da che ti leggo. Aggiungo che il PD sta tradendo i suoi elettori. Sono schifato. Vorrei quasi avere qualche neurone di meno per essere grillino. Con affetto, si intende.

    • puo’ darsi che resti una boiata lo stesso, ma non puoi leggere questo post staccato dagli altri.

      il Partito Democratico sta tradendo i suoi elettori? gia’ scritto e m\nel mod piu’ duro che mi e’ riuscito di scrvere.

      Beppe Grullo e’ appunto un grullo? gia’ scritto anche questo….

      contro Napolitano e’ lecito perfino manifestare? e perche’ no?, la Costituzione lo difende da atre cose, non dalla critica, e Napolitano l’ho criticato su molte scelte concrete.

      ma protestare perche’ gli altri non si sono piegati al suo ricatto, come stava per fare Grillo, a quel che leggevo ieri sera all-\’aeroporto di Doha, resta una solenne cazzata.

      Grillo manifesti contro la distruzione delle intercettazzioni e saro’ con lui.

      pero’ deve capire che la politica non e’ la scienza dell’imposizione.

      se Grillo capisse qualcosa di politica, alla quarta votazione avrebbe eletto Prodi, anziche’ dire: non lo votero’ mai.

      con la sua sti\upida arroganza da padroncino si e’ messo da solo fuori da tutti i giochi e ha reso totalmente inutili i voti di un quarto degli italiani.

      adwsso Napolitano, simpatico o antipatico che ci sia personalmentew (e nn ho bisogno di ripetermi \\su questo) e’ comunque il nostro legittimo presidente.

      pero’ hai fatto bene a dissentire: fallo ogni volta che occorre. 🙂

  2. Dissento la scelta.
    Non mi piace che abbia accettato di far parte di un “gioco”.
    Non mi piace che abbia accettato per fare da copertura levando responsabilità politiche a chi doveva invence assumersele tutte.
    Non mi piace per come si è comportato, come tu dici, negli ultimi due anni…
    Non mi piace il comportamento di questi “uomini” che giocano al massacro: è evidente, netto che a questi non gliene importa niente del popolo, della gente, di nessuno e niente.

    Per quanto riguarda il dissenso manifestato in piazza devo dirti che, potendo, ci sarei stata anche io. Quella è una forma di democrazia.
    Magari andassimo più organizzati, ti direi….perchè anche chi ha votato queste “belle persone” è abbastanza schifato. Ma del resto come ho già scritto da altre parti e forse anche qui, il PD è la fotocopia becera della democrazia cristiana di un tempo..
    Mi meraviglia solo che in tanti non si siano resi conto e se lo hanno percepito gli han voluto dare un’altra possibilità….come credi si siano sentiti dopo gli ultimi avvenimenti?

    Io che credo nelle azioni più che nelle parole…ho visto comportamenti da parte del PD che mi hanno inorridito…come si fa a prendere accorti con un pdl??….e non è da ora.

    Come può una dirigenza nazionale respingere, ignorare e sostituire persone indicate attraverso le primarie in Sardegna con persone di loro scelta? Non è una presa in giro questa? Ed io avrei dovuto votare PD? Ma andiamo, su…

    Il popolo di sinistra (sinistra? destra?) è stato tradito più volte e si è dimostrato un popolo sul quale puoi approfittare e ne hanno approfittato.
    Tutto qui.

    buona domenica
    .marta

    • il bello e’ che sono completamente d’accordo parola per parola con quello che scrivi.

      eppure riscriverei quest post tale e quale.

      in momenti piu’ clami, e non da un internet cafe’ indonesiano, potremo discuterne meglio.

    • In cosa è consistito il tradimento del PD, in concreto?
      Il PD non ha una maggioranza tale da poter formare un governo o poter eleggere un Presidente che soddisfi chi li ha votati. Se tutti quelli del PD avessero votato Prodi, Prodi non sarebbe comunque stato eletto.
      Io partirei da questo fatto: il PD ha provato a gestire un dopo voto che di fatto era ingestibile. Avrebbe dovuto tirarsi fuori, ma per un generico senso di responsabilità (o per altri sentimenti meno nobili) ci ha provato. Il fallimento poteva essere evitato solo dichiarando da subito la propria impossibilità ad accontentare gli elettori, perché mancavano i numeri. Sette anni fa tutti quelli che hanno votato PD hanno considerato l’elezione di Napolitano con soddisfazione; aver fatto convergere i voti della destra verso un candidato PD inviso alla base elettorale del PdL è stato un successo. O non è così?

      • Per me, per la mia grande ignoranza, consiste nell’aver tradito le mie aspettative. Mi ha illuso di portare avanti un certo modo di esser vicino alle classe più deboli, ai giovani. A tutto un sistema per il quale ho sempre provato schifo (passami la parola e scusami).

        Ora la conferma del non aver ascoltato la base. Ma di questo già ne ha dato dimostrazione come ho scritto su.
        Copio qui quanto riportato su un giornale locale: Il Napolitano bis al Quirinale non solo segna il fallimento di un parlamento ostaggio di interessi autoreferenziali e tatticismi di retrobottega, ma soprattutto indica una perfetta e addirittura ostentata continuità con il malgoverno di una Repubblica democratica di nome e oligarchica di fatto. Uno Stato che risponde non ai cittadini, che alle elezioni hanno inviato un messaggio chiarissimo di voler finirla con lo squallore delle beghe inconfessabili, ma ai soliti partiti che governano sulle nostre teste da decenni.

        Ma per favore…non chiamiamolo successo. No, successo proprio no!

      • no, rimane inspiegabile perche’ il PD non abbia votato un suo ex-presidente come Rodota’.

        e il significato politico e’ chiarissimo: continuare a tutelare Berlusconi contro la magistratura.

        parere mio, naturalmente.

        il mio giudizio sugli ultimi due anni di Napolitano e’ del resto pessimo e non potra’ che peggiorare, lui come presidente intendo, non il mio giudizio che cerca di adeguarsi ai comportamenti.

  3. Mi scusi Presidente
    ormai ne ho dette tante
    c’è un’altra osservazione
    che credo sia importante.
    Rispetto agli stranieri
    noi ci crediamo meno
    ma forse abbiam capito
    che il mondo è un teatrino.
    Mi scusi Presidente
    lo so che non gioite
    se il grido “Italia, Italia”
    c’è solo alle partite.
    Ma un po’ per non morire
    o forse un po’ per celia
    abbiam fatto l’Europa
    facciamo anche l’Italia.
    G.G.

      • No invece. Il peggior gaber di sempre. Quello che aveva votato la moglie. Quello morto dentro. Io non voglio i tuoi idraulici cretini alla guida di un paese di tassisti con la pistoia tdp. Vaffanculo rinnovato al m5s, ma vaffanculo anche al PD. Io non vivo più in una democrazia. Alle prossime il mio voto andrà alla sinistra estrema, non come SEL, proprio quella fuoricoalizione, che non servirà forse a costruire nulla, ma sarà il mio dissenso da tutto questo.

    • e come si fa a sapere che il popolo non e’ d’accordo?

      credo che siamo d-\’accordo noi due e molti altri che da queste elezioni doveva uscire un-\’allenanza di rinnovamento tra Partito Democratico e 5 Stelle.

      e invece no: le responsabilita’ le metto da tutte due le parti: probabilmente il Partito Democratico si sarebbe staccato e difficilmente sarebbe nato un governo con una maggioranza.

      sto parlando gardando ai numeri degli elettori, non a quelli fasulli dei deputati espressi dalla legge procellum, che non riconosco come valida.

      in una situazione di questo tipo si va necessariamente verso il presidenzialismo, purtroppo…, qualcuno deve pur governare.

      e occorre anche capire quando la partita e’ finita e la si e’ persa…

  4. Borto, perché dici che manifestare è incostituzionale? E’ vero che è stato eletto, ma è vero che gli italiani non lo volevano. Se loro fanno queste scelte, beh almeno noi dobbiamo tenere alto il nostro diritto di dissociarci, di dire che a noi non va bene! Abbiamo abbassato la testa troppe volte, è giunto il momento, anzi, di andare oltre le manifestazioni!

    • vorrei avere piu’ tempo per risponderti meglio.

      non ho detto che e’ incostituzionale protestare e neppure che e’ incostituzinale manifestare contro il presidente.

      dico che chi manifesta contro un’elezione regolare (a parte dettagli evidenziati in altri post, ma che in questo caso non inficiano il risultato)\, e qui si dovrebbe argomentare a lungo), questo si’ e’ incostituzionale.

      e anche presidenzialista, aggiungo.

      perche’, se il presidente non lo elegge il parlamento, chi lo deve eleggere?

      il popolo, come vorrebbe Berlusconi, sicuro del resto che sarebbe confermato appunto a furor di popolo?

      la rete, attraverso le Quirinarie di Grullo?

      occorre pensare bene a quel che si fa e protestare contro la legittima riconferma di Napolitano ha dei significati politici molto evidenti (tranne forse a chi vorrebbe farlo).

      se poi il Partito Democratico ha tradito i suoi elettori votando Napoltiano (ma non credo, sinceramente) s\bisogna manifestare contro il Partito Democratico da parte dei suoi iscritti o fare qualunque altra iniziatvia utile, ma non contro Napolitano.

      parere mio, ovviamente.

  5. Sottoscrivo questo post, che mi pare non sia stato capito nel punto centrale: manifestare non è incostituzionale, ma gridare al golpe, disconoscere che l’elezione di Napolitano è molto più democratica del tentativo di imporre, con il 25%, Rodotà, nome scelto da una casta autoreferenziale e non rappresentativa (i famosi 20.000 iscritti al Movimento prima del 31 dicembre) con un sistema di voto autogestito, affermare che è stata disotterrata l’ascia di guerra, che non gliela faranno passare liscia, ecco, tutto questo credo possa configurarsi come apologia di fascismo, o qualcosa del genere. E Grillo, che probabilmente l’ha capito, si è defilato. La marcia su Roma del 1922 presenta analogie impressionanti con la situazione odierna: un partito di minoranza, che continuando a ripetere che i politici legittimamente eletti non rappresentano più il popolo, sale al potere per salvare la Nazione.
    La democrazia non è immune da difetti, e non è detto che accontenti sempre tutti, ma le sue regole garantiscono comunque che è possibile cambiare le cose attraverso uno strumento, che è il voto. Non sono contento di come sono andate le cose, in questi giorni – non tanto per i risultati conseguiti o non conseguiti, quanto per l’andamento incerto, spaventato, della dirigenza PD, che non si è mai dimostrata all’altezza – e alle prossime elezioni lo farò capire. Urlare in piazza, bruciare le tessere con un fuoco sul quale Grillo soffia furbescamente è molto più pericoloso di una classe politica che non trova la forza di rigenerarsi.

    • Ascolta, Cicciosimpatico: il post dice “si può dissentire e criticare questa scelta, e mi riservo tutto il diritto di farlo civilmente, ma protestare con manifestazioni di piazza è incostituzionale”. E tu dici che il post non lo dice. Come la mettiamo?

      Rodota era una possibilità per fare una intesa di governo escludendo la destra, che sembrava lo scopo di Bersani, per cui continuava a fare incontri esplorativi senza combinare mai nulla. Che è successo dopo? Voleva una intesa con Grillo a costo di non darci un governo per mesi, ma quando la condizione posta da Grillo è votare un uomo che non è nemmeno un grillino, ma un progressista, non va bene. Spiegami, perché non capisco.

      (mi scuso per i refusi scrivo da un tablet e sono davvero furioso)

      • Sorvolando sul Cicciosimpatico (non sono il tuo gatto), il post, per come l’ho letto io, dice che manifestare in piazza affermando che un’elezione democratica è un golpe, minacciando di morte chi ha sostenuto questa elezione, è anticostituzionale. Secondo me è proprio così: il Movimento Cinque Stelle non sta contestando la scelta di questo presidente, le motivazioni politiche che ci stanno dietro, ma la sua stessa legittimità; afferma che è un diritto del popolo farsi giustizia con le proprie mani perché i politici eletti hanno messo in atto un complotto – e il fatto che Grillo abbia rinunciato alla manifestazione della sera, e che poi il giorno dopo abbia sentito il bisogno di parlare (finalmente) con i giornalisti, dicendo che si doveva “sgrassare” il linguaggio degli ultimi giorni – il suo linguaggio – fa capire che anche lui, a un certo punto, si è reso conto di aver superato il segno.

        Per quanto riguarda Rodotà: Grillo ha imposto questo nome non all’interno di un civile dibattito politico, ma come un diktat, un “o così o niente”. Poteva cercare una convergenza con il PD – poteva, e doveva, consentire al PD una scelta che non umiliasse il partito… pensaci: a quelle condizioni, se fosse stato eletto Rodotà, si sarebbe trattato di una vittoria del Movimento Cinque Stelle, non del PD. Credo che sia uno dei principi insegnati nel libro “L’arte della guerra”: devi sempre lasciare una via di fuga dignitosa al tuo nemico, sennò questo lotterà fino alla morte. L’elezione di Rodotà sarebbe stata un’umiliazione per il PD – paradossalmente più di quanto sarà, alla lunga, quella di Napolitano. Se il tuo ideale di politica è quello del M5S, allora vota loro, ma non chiedere al PD di aderire al suo approccio alla politica..
        E Grillo non è stato capace (o non ha voluto) creare le condizioni giuste perché Rodotà fosse eletto: il suo scopo non è governare (chi potrebbe farlo, nel M5S?) ma creare le condizioni per eliminare PD e PDL. Ci sta riuscendo, ma non credo che quello che verrà dopo – questo intruglio populista e demagogico propinato come il nuovo che avanza – sarà la soluzione…

        • non so se si capisce, ma io credo che siamo dentro una tenaglia: da una parte un partito pieno di oppoortunisti, che non funziona: dall’altro un pazzo isterico che non sa fare politica e che ha neutralizzato il voto di 10 milioni di italiani.

          non so chi sia il piu’ imbecille: direi il secondo, ma il il primo non ci lascia nessuan speranza.

    • condivido tutto, pero’ Rodota’ dava tutte le garazie di non farsi strumentalizzare e sarebbe stato un presidente molto migliore e pi’ obiettivo di Napoliano.

      che comunque e’ stato regolarmente eletto e adesso e’ il nostro presidente, come ha detto anche lo stesso Rodota’, dissociandosi dalla folle idea di una manifestazione contro l’elezione di Napolitano.

  6. Pingback: Napolitano nove anni nei miei blog: 2013, come si (ri)elegge un presidente – 57. | Cor-pus·

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