227. l’Epifani-a tutte le feste si porta via.

… e passata la festa, gabbato lo santo.

* * *

ho votato Bersani perché aveva promesso in campagna elettorale che avrebbe smacchiato il giaguaro.

era stato eletto da milioni di militanti nelle primarie, non mi pareva un imbroglione patentato come i D’Alema e Veltroni, mi scappava da ridere per questo modo di esprimersi, ma mi sono fidato.

le elezioni hanno messo il Partito Democratico nelle condizioni non di smacchiare soltanto il giaguaro, ma di mandarlo del tutto in pellicceria, semplicemente applicando la legge elettorale esistente, che lo dichiara ineleggibile in quanto concessionario pubblico .

ora è chiaro che mi sono sbagliato, e continuo a sentirmi un idiota; mi vergogno di avere dato indicazioni su questo blog di votare per lo schieramento che faceva capo al Partito Democrativo.

sono stato truffato, come non so quanti altri milioni di elettori, che stanno covando come me la loro rabbia tranquilla, ma feroce.

e hanno voglia di fare i conti con i ladri dei loro voti.

* * *

passate le votazioni, che non sono affatto piaciute al Presidente della Repubblica, 100 parlamentari infiltrati nel Partito Democratico di Bersani lo hanno messo nelle condizioni di dare le dimissioni (che io non avrei dato, cribbio!) e hanno capovolto la linea del partito.

a questo punto la democrazia esige che si torni a votare.

e non mi si venga a parlare del rischio Berlusconi, per favore!

perché non abbiamo poprio più niente da perdere.

ma per fortuna le nuove elezioni diventeranno moralmente inevitabili (moralmente, capito? sono o no spiritoso?) una volta che la Corte Costituzionale avrà dichiarato la legge elettorale vigente contraria alla Costituzione.

e allora, finalmente, saremo governati di nuovo direttamente da Berlusconi, senza interposti Democratici a reggergli il moccolo.

* * * 

il nuovo segretario del Partito, Epifani, ci spiega in una pura logica di potere mafiosa, che ignora il valore cogente della legge, che  “la fonte normativa risale al ’57”, e riguarda “i rappresentanti legali di aziende che hanno concessioni pubbliche. Berlusconi non e’ il rappresentante legale”.

datare la legge, comunque l’ultima sull’argomento, è come suggerire che da domani non si punisce più nessun reato, dato che il codice Rocco è di più di trent’anni antecedente alla legge elettorale.

per il resto quella di Epifani è semplicemente una bugia, assolutamente spudorata e vergognosa: ho già pubblicato in altro post il testo della legge, che – lo ripeto – è questo:

Art. 10

1. Non sono eleggibili inoltre:

1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per (…) per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l’obbligo di adempimenti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta.

“in proprio o in qualità di rappresentanti legali”, capito?

“o” nel senso di “”oppure, e anche”, chiaro?

 visto che i giornalisti che lo “intervistano” non sono in grado di fare il loro mestiere e di correggere le bugie di Epifani, qualcuno rilegga la legge a Epifani, per favore, e lui la smetta di dire cazzate.

* * *

dice l’Epifani(a):

“Abbiamo bisogno di una straordinaria, forte e moderna legge sul conflitto d’interessi, che valga da oggi per i prossimi trent’anni”.

già, come quella che il Partito democratico non ci ha mai dato in questi vent’anni, perché per farla bisognava cominciare ad applicare per prima cosa la legge che c’è.

come quella che non ci darà neppure questa volta, perché al Senato adesso, oltretutto, la maggioranza non ce l’ha.

come quella che, se ci fosse, servirebbe soltanto a non essere applicata, come quella che c’è già.

del resto, risponda Epifani(a) a questa domanda: secondo lui, in questa moderna legge che sta per arrivare tra qualche annetto, sarà legittimo oppure no che il proprietario di un impero mediatico si metta a fare politica in proprio, o gli sarà impedito come nelle democrazie civili?

se la risposta è la seconda che hai detto, allora una nuova legge non serve, dato che questo c’è già scritto nella legge del 1957.

altrimenti, significa che per Epifani(a) una nuova legge dovrà semplicemente consentire a Berlusconi di fare quel che gli pare, togliendo di mezzo l’intralcio di una legge civile fatta – purtroppo, secondo lui – quando Berlusconi non c’era ancora…

* * *

certamente, essere fuori dal Parlamento non significherà per Berlusconi smettere di fare politica, come non impedisce di farla a Grillo, come dice Epifani.

e allora? ma nessuno ha l’aspirazione di impedire a Berlusconi di fare politica con questa legge!

ci mancherebbe: questo lasciatelo dire a Berlusconi, oltre che a Epifani.

semplicemente vogliamo che la faccia senza i privilegi e le immunità del parlamentare, esattamente come Grillo.

vogliamo semplicemente che venga applicata la legge.

e alle prossime elezioni voteremo qualcun altro che ci dia la garanzia che cerchiamo.

* * *

ora abbiamo capito che la mancata applicazione di questa legge negli anni passati non era un caso, e neppure una colpa di D’Alema o Veltroni, ma qualcosa di costitutivo del Partito Democratico.

il partito più inutile che ci sia.

sempre che mentire agli elettori e prenderli per il culo non sia qualcosa di peggio che inutile: dannoso, anzi letale, anzi fascista.

* * *

il Partito Democratico intossica da vent’anni con le sue bugie e le sue ipocrisie la nostra vita politica, peggio di Berlusconi stesso, nuoce gravemente alla democrazia italiana e porta un nome abusivo.

giuro solennemente: se sulla piazza restassero solo due partiti, Berlusconi e il Partito Democratico, a questo punto, piuttosto che votare Democratico, voterei Berlusconi.

vediamo di togliercelo dai piedi al più presto, questo Partito fasullo; oggi credo che questo sia l’unico modo per togliersi dai piedi anche Berlusconi; ed è l’unica speranza (forse assurda), perché nasca davvero una democrazia in Italia.

9 risposte a “227. l’Epifani-a tutte le feste si porta via.

  1. bhè, dire che “non abbiamo niente da perdere” non mi sembra del tutto condivisibile….

    sulla dichiarazione di Epifami: ammesso che è errata, Berlusconi è forse concessionario “in proprio”?
    così, ad occhio, non mi risulta: la concessione credo sia a Fininvest, non a Berlsconi S.
    e lo dico pur restando convinto che il PD debba votare l’ineleggibilità.

    concordo con quanto dici sull’ “impedire a Berlusconi di fare politica”

    • caro red,

      o si è democratici o non lo si è, anche se si scrive il nome democratico con la maiuscola dopo la parola Partito.

      dopo vent’anni e dopo averlo portato al potere tre volte a me pare che non ci sia assolutamente più alcun dubbio possibile sul fatto che non serve assolutamente a niente far vincere il Partito Democratico: riuscirà sempre ad autodistruggersi.

      occorrono nuove elezioni, il prima possibile: non si può ammettere in una democrazia una truffa così disgustosa contro gli elettori.

      e poi che vinca il migliore, che a questo punto è palesemente Berlusconi.

      però meglio Berlusconi con un’opposizione che Berlusconi senza opposizione alcuna, come adesso.

      non ti rispondo sull’ineleggibilità, perché io tuoi sono sofismi avvocateschi – con tutto il rispetto: chi controlla il pacchetto azionario Mediaset chi è?

      e comunque, se ritenevano Berlusconi ineleggibile, che facessero il piacere di dirlo prima delle votazioni, che in tanti avremmo votato Grillo, allora; oggi sarebbe lui il capo del governo, Berlusconi sarebbe fuori del Parlamento, e di sicuro si respirerebbe un’aria migliore.

      oppure ci dicano che devono tenere in piedi il governo e non possono permettersi di tenere Berlusconi fuori del Parlamento, ma che sarà per la prossima volta, se li votiamo, almeno: siamo abbastanza intelligenti, gli altri elettori ed io, per riuscire a capire.

      nessuno gli crederebbe più, sicuramente, ma almeno sarebbe chiaro che non hanno la faccia come quello che non dico.

      • quella dei “sofismi” legali è una china che non ho intenzione di discendere.
        se le norme hanno un significato, questo va ricercato per quello che è.
        se dobbiamo cominciare a travalicarlo per ragioni di fatto, allora passiamo direttamente al “diritto” nazionalsocialista ed al “sano sentimento del popolo”.
        no, millenni di storia giuridica occidentale si fondano su un altra logica.

        detto questo, so che con le mie prossime parole scatenerò probabilmente la tua irritazione, ma l’affermazione che si debba tornare alle urne perché il PD ha “tradito” le promesse elettorali mi sembra francamente berlusconiana.
        capisco il ragionamento retrostante, che abbiamo parzialmente condiviso, sul fatto che le votazioni siano una “foto sfocata” di una realtà mutevole, ma questo a mio avviso non basta a proclamare un “tradimento” tale da esigere nuove elezioni.
        i motivi di questo li abbiamo chiari e non credo sia utile tornarvi qui.
        il punto è, secondo me, che da sempre i partiti ed i parlamentari hanno dovuto adattare le proprie posizioni alle condizioni ivi esistenti, anche a costo di lasciare insoddisfatti i propri elettori.
        (parzialmente insoddisfatti, aggiungerei, visto che tanti che hanno votato PD pregavano perché vi fosse un governo, uno qualsiasi e parimenti non lo avrebbero più votato in caso contrario).
        vuoi dirmi che Togliatti (toh, con l’amnistia!) o Berlinguer non hanno mai “tradito” le promesse elettorali?

        se SEL e M5S non fanno opposizione, io su questo non so cosa dire.

        credo tu intenda “se Berlusconi è eleggibile facessero il piacere di dirlo prima”.
        ma qualcuno l’ha forse chiesto?

        • neppure io ho l’intenzione di discendere la china delle accuse di avere un modo di pensare nazionalsocialista.

          ho invece un modo di ragionare da tedesco (di cui vado fiero per i suoi lati positivi) e di trovare ridicolo il formalismo giuridico italiano, che è tutt’altro che europeo, ma in Europa appare come una stranezza.

          la questione dell’eleggibilità del concessionario non è una questione di forma, ma di sostanza; e quindi chi nella sostanza, anche se non necessariamente nella forma, è il concessionario è il destinatario di questa legge.

          che evidentemente impedisce di fare azione politica (perché condizionabile dal governo!!!, pensa tu al ridicolo) chi dipende dal governo per la concessione.

          e stiamo parlando evidentemente di tutti gli azionisti di una certa consistenza: non è che perché uno si è inventato una società per azioni, che per il resto controlla, allora si sottrae alla legge.

          questo tipo di trucchetti giuridici funzionano solo in un paese dalla debole coscienza civile e morale come l’Italia, nella quale vi è una lunga tradizione di diritto a difesa dei mascalzoni con trucchetti verbalistici di ogni tipo.

          ogni altra impostazione è solo una manifestazione del grottesco giuridicismo italico che ci rende ridicoli nel mondo. e dammi pure del nazionalsocialista, perdiana: io ti darò dell’Azzeccagarbugli… 🙂

          * * *

          sul tradimento degli elettori decidono gli elettori: il quasi 50% che non è andato a votare in alcune situazioni di punta, aggiungendo gli elettori di Grillo, configura un quadro devastante e devastato della democrazia italiana.

          però, contenti voi, continuate così: la cecità è un segno dell’odio divino… 😉 😉 😉

          mi permetterai però almeno di protestare dal mio punto di vista, vero?

          Grillo ha detto oggi che almeno a destra non pigliano in giro i loro elettori: è una delle poche cose giuste che ha detto nell’ultimo anno.

          alle prossime elezioni, per liberarmi di Berlusconi, se votassi (ma non lo farò, perché ci lascerete il porcellum, anche) voterei Berlusconi, perché ormai sono convinto che il primo passo per liberarsi di lui è cancellare dalla scena politica gli imbroglioni che fingono di combatterlo e invece lo appoggiano.

          distruggere il Partito Democratico oppure azzerarne totalmente la dirigenza nazionale; ma se la base è come te, non mi pare che vi stiate neppure ponendo il problema, quindi non ci lasciate che la prima scelta.

          e con tutto il rispetto dei tanti amici e compagni onesti che ci lavorano dentro, ma non sono capaci di fare un’analisi della situazione…

          • sarei effettivamente ingiusto se facessi un’affermazione simile.
            il mio è evidentemente un paragone storico, non un attributo (paragone peraltro, mi pare, ben focalizzato su un aspetto specifico, non sulla dottrina nazista in generale).
            paragone che comunque -anche alla luce delle tue successive argomentazioni- mi pare renda molto bene.
            avrei potuto benissimo citare anche il diritto sovietico, se ciò ne riduce l’offensività, ma l’esempio della Scuola di Kiel è il più noto e meglio strutturato, per cui ho scelto quello.

            in ogni caso, il punto è semplice: non si tratta di mentalità “formalista” o “sostanziale”, si essa in Italia od in Germania.
            perchè il diritto è forma.
            è sostanza inquadrata in una certa forma.
            ma la forma plasma la sostanza e se si vuole by-passarla per riaffermare la sostanza, si fa violenza al diritto.
            tanto per esser chiari: se l’omicidio è “togliere la vita ad una persona”, ridurla in stato vegetativo permanente non può in nessun modo esservi equiparato, nonostante “ragioni di sostanza” possano spingerci a questo.

            qui non è questione di essere nazionalsocialisti, di essere italiani o tedeschi o di essere azzeccagarbugli!
            se il diritto ha un suo senso ed una sua logica, non possiamo stravolgerla.
            oppure, vogliamo rivoluzionarla perchè le “ragioni sostanziali” devono prevalere? bene, ma siamo coscienti della porta che andiamo ad aprire. io, scusa, non ci sto. e ti ho anche indicato la strada, che non è una barzelletta ma un fatto storico.
            a parte il fatto che non conosco posto al mondo in cui si ridicolizza un simile modo di pensare (a parte, forse, da ultima la Cina della Rivoluzione Culturale): ovunque, la forma giuridica da regolarità e certezza.
            “rule of law”: Stato di diritto.
            se pensiamo di scardinare questo principio, bene: torniamo pure ai modelli dello Stato assoluto.
            (e, ribadisco, come questo potrebbe essere l’idillo socialista, potrebbe anche risolversi nel monstrum nazista: se si apre la porta alle “ragioni sostanziali” preminenti sulla forma, queste lo saranno, ma a seconda del momento!)

            quindi, per quanto mi dispiaccia, da un punto di vista giuridico se Berlusconi non rientra nelle categorie della legge, essa non vi può essere applicata.
            anche se ciò non toglie che, come detto, io personalmente la voterei quella mozione. e vorrei che la votassero.
            ***
            sul tradimento degli elettori decidono gli elettori: il “quadro devastato” della nostra democrazia che intravedi non è certo una novità di oggi.
            e non mi lascia contento, ma improvvisamente tutta la colpa ricade su questo “grande tradimento”??
            io non arrivo certo a dire che gli elettori hanno “premiato il PD per il governo Letta”, figuriamoci! ma non posso neppure improvvisamente pensare che un partito con 1/3 del elettorato gioca sempre al peggio.
            tu dici che a questo punto è meglio un Berlusconi senza opposizione.
            meglio per chi?
            per una qualche sinsitra che rinascerà dalle ceneri?
            o meglio per l’Italia?
            davvero, vogliamo dare all’Italia 5 o più anni di cricche, Ruby, nani puttane e ballerine?
            o è meglio turarsi il naso e cercare di portare a casa anche una sola riforma?
            non vado oltre.

            vuoi votare Berlusconi la prossima volta? perchè non abbiamo cancellato già la sua opposizione nel 2001 e nel 2008?

            però almeno non imputarmi responsabilità che non ho sul porcellum!
            e, comunque, non cantar vittoria: tolto quello, arriverà il semipresidenzialismo.
            ***
            infine, trovo personalmente offensivo che mi si dica che “la base è come me” e non mi pongo il problema della dirigenza del PD.
            veramente offensivo, come se non avessi letto qui e da me in tutti i mesi precedenti le mie critiche -sempre attuali- al problema della dirigenza del PD.
            come se non avessi condotto tutte le mie battaglie per un partito onesto.
            cazzo.
            forse esistono diversi percorsi per arrivare ad un solo scopo e forse io ho scelto di condurre una battaglia su un percorso diverso, che è quello del congresso. che, peraltro, è anche lo strumento deputato a ciò.
            e forse, nonostante l’avversione per alcune idee, se ne possono condividere altre.
            evito altri paragoni, ma qualcuno credo lo abbiamo in mente entrambi.

            • ti rispondo sull’insieme con calma appena posso con un post intero.

              qui, per ora, soltanto questa osservazione: non sto negando l’importanza del rispetto formale della legge contrapponendole un fantomatico ed arbitrario diritto del popolo: questa è una tua caricatura del mio pensiero, forse deotta pari dalle tecniche argomentative suggerite da Schopenauer nel suo “L’arte di farsi dare ragione”.

              sto contestando l’uso che si fa della forma per contestare la sostanza della legge.

              l’esempio del rifiuto della ineleggibilità di Berlusconi in quanto semplice azionista di maggoranza che controlla la concessionaria Mediaset è lampante di questo uso distorto e capzioso dell’interpretazione formale, che deve essere volto a conseguire gli scopi della legge e non ad eluderli.

              in sostanza ogni analisi formale della norma parte dalla ricerca di quale sia il suo scopo sostanziale e la ratio profonda che le sottende.

    • è un grosso errore confondere il piano delle amministrative con quello delle politiche, anche se il 20% in più di astenuti perfino qui parla ben chiaro.

      anche io ho votato a Brescia per il candidato sindaco del PD, che va al ballottaggio con soli 50 voti di prevalenza rispetto al sindaco berlusconiano uscente, e figurati quanto mi sarei sentito stupido se i voti fossero stati anche solo 49.

      ma il voto amministrativo non si rifletterà affatto nelle politiche.

      politicamente il Partito Democratico è finito, a mio sentire di cretino che non ne azzecca una, tanto è vero che aveva perfino votato Bersani.

      ma anche Grillo è finito, sostanzialmente; e quindi ora c’è un elettorato immenso che cerca qualche nuovo riferimento.

      speriamo che esca presto dall’area progressista e democratica (con la minuscola):

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