234. Fede, Minetti, Mora e il Corriere del maggiordomo.

quasi quasi faccio un sondaggio.

era meglio il Corriere della Sera del 1924 quando, dopo l’omicidio di Matteotti, col direttore Albertini, diventò quasi il punto di riferimento dell’opposizione antimussoliniana, oppure il Corriere di ottant’anni dopo, che, per voce del suo editorialista Battista, tra i giudici e la cricca dei ruffiani e dei magnaccia berlusconiani sceglie di criticare i giudici?

* * *

questo articolo di Battista non posso definirlo in altro modo che infame (e siccome il giudizio va all’articolo e non alla persona che lo ha scritto, penso di poterlo esprimere).

è l’appello esplicito ad una congrega di complici della stessa levatura morale dell’ambiente che i giudici hanno descritto, ferendo i sentimenti di Battista, che evidentemente ne convide i valori, se non anche i comportamenti.

è evidente che ogni persona che non sia un utilizzatore finale di prostituzione minorile, o a sua volta un magnaccia e un ruffiano, dopo questo articolo di Battista, se continua a comperare e a leggere il Corriere si qualifica da solo per quello che è.

del resto le strade della prostituzione minorile dei paesi dell’Est Europa non sono riempite soprattutto da italiani?

e da italiani lettori del Corriere della Sera, immagino.

* * *

il Pubblico Ministero del processo a Mora, Minetti e Fede è legittimamente convinto, a conclusione delle sue indagini, che Berlusconi avesse a disposizione un harem di giovani donne, di cui una minorenne, procurategli da quei tre personaggi, le ospitasse in sue proprietà e le stipendiasse lautamente, con ulteriori benefit occasionali, non per bontà d’animo, come sostiene in maniera ridicola, ma per ricavarne prestazioni sessuali: quindi, che si prostituivano per lui, 

sul significato esatto di queste prestazioni non mi dilungo per rispetto della privacy del personaggio: la sensazione che Berlusconi sia sopratutto un guardone abusatore di viagra ce l’ho, considerando anche i postumi di un cancro alla prostata, ma alla fine i suoi piaceri sono fatti suoi.

si soddisfacesse a vedere la  Minetti travestita da suora o non so chi da Ilda (Bocassini), se le portasse a letto per toccacciarle, o riuscisse anche a scoparsele, ma senza orgasmo finale, date le sue condizioni fisiologiche, sono fatti assolutamente suoi e non sono affatto curioso di saperli; anzi, sinceramente mi fa anche un po’ schifo dover occuparmi di queste parole, mentre invece vorrei parlare di politica.

come cittadino mi basta sapere che questo uomo pubblico che aspira ad essere nominato senatore a vita per avere illustrato la patria con meriti straordinari, e potendo presidente della repibblica, ha giurato agli italiani, non ricordo più se quella volta sulla testa di figli e nipoti, di non avere mai pagato una donna.

in qualunque paese che non fosse su Marte questa accusa, se provata, dovrebbe bastare per una cacciata definitiva dalla vita politica con ignominia.

ma siamo in Italia e Berlusconi serve appunto a far prendere coscienza a tutto il mondo che razza di popolo di farabutti e di coglioni assieme siamo.

* * *

comunque a fronte dell’organizzazione di questo sistema prostitutorio, che in Italia, secondo la legge Merlin, è un reato grave, tanto più se ha coinvolto una minore, la famosa Ruby, il Pubblico Ministero, convinto della colpevolezza, ha chiesto 7 anni di carcere, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto “di avvicinarsi a tutti i luoghi, primi fra tutti le scuole, dove possano concentrarsi minorenni”.

l’ultima misura suscita in particolare lo sdegno di Battista:

Configura una definitiva degradazione morale di tre persone dipinte come la sentina di ogni vizio, l’espressione di ogni nefandezza. Si smarrisce ogni senso delle proporzioni.

a persone che hanno avvicinato una sedicenne per indurla a prostituirsi, secondo la tesi del Pubblico Ministero, dovrebbe essere consentito di frequentare, dopo un reato del genere, se dimostrato, di avvicinare ancora altri, anzi altre, minori?

io non so se il senso delle proporzioni non lo abbia perso Battista, piuttosto: ma si tratta di misure comuni per casi del genere: frequentamente le scuole ricevono in via riservata elenchi di persone condannate per reati di questo tipo, ai quali è interdetta la frequenza di quegli ambienti: sono diverse decine di persone ogni volta.

non credo che Fede o Mora faranno mai una domanda di supplenza, non hanno più l’età, ma la Minetti? magari in qualche professionale per odontecnici potremmo ritrovarcela, una volta che avrà perso gli emolumenti berlusconiani.

e lasciamo aperto il rischio che sia lì per reclutare ancora?

* * *

la tesi principale di Battista è che il giudizio morale abbia indotto il Pubblico Ministero a richieste abnormi: naturalmente si guarda bene dal consultare i codici per dare sostanza alla sua accusa e si limita a dire:

La condanna morale sembra simbolicamente preminente rispetto a quella giudiziaria in senso stretto.

sembra?

Codice Penale art. 600 bis

Chiunque induce alla  prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione è punito con la reclusione da sei a dodici anni.

proporre una pena di 7 anni entro un range che va da 6 a 12 significa chiedere “una condanna esemplare” in un tono “ancora più decisivo della misura concreta di una condanna”?

a me pare, piuttosto, il contrario.

però è bello dire quello che passa per la testa, o che deve passare per la testa dei lettori, parlando a vanvera per lettori di bocca buona, non abituati a documentarsi.

* * *

immaginiamo che il protagonista, sullo sfondo, non fosse il miliardario in euro che è, ma un cittadino qualunque?

avrebbe il privilegio di essere difeso da editoriali del secondo quotidiano italiano che minimizzano comportamenti innominabili in chiunque e senza precedenti, ma ancora più ripugnanti, in un uomo pubblico?

il fatto che si difenda in questo modo, anziché attendere il verdetto dei tre gradi di giudizio, difeso com’è dai migliori avvocati del paese, non è a sua volta un pesante indizio di colpevolezza?

e poi è concepibile che uno dei principali quotidiani italiani attacchi in questo modo un magistrato che fa il proprio dovere, solo perché il quotidiano e quel giornalista sono al soldo di un potente?

6 risposte a “234. Fede, Minetti, Mora e il Corriere del maggiordomo.

  1. Articolo 54 della Costituzione Italiana:
    “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
    I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle CON DISCIPLINA ED ONORE, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”
    Se questo Articolo non vale per il Presidente del Consiglio, notoriamente impegnato a girare nel mondo partecipando a riunioni, convengni, assemblee e vertici, a chi si applica?
    Sette anni sono ancora pochi, …si tratta di Alto Tradimento della Costituzione.

    • hai perfettamente rgiome, miki.

      in un paese normale, dopo l’elezione di un Parlamento espressione di una volontà netta della stragrande maggioranza degli italiani di farla finita col berlusconismo, Berlusconi sarebbe stato processato per altro tradimento della Costituzione dal Parlamento stesso.

      però poi scoprima che un terzo dei voti che pareva fossero antiberlusconiani, erano invece fatti da signor non so.

      ed eccoci in questa situazione pirandelliana in cui i deputati eletti da elettori fessi come me che li ritenevano antiberlusconiani, si rivelano invece i migliori difensori di Berlusconi e governano con lui.

      il problema non era il berlusconismo, che cazzo avevamo capito?

      il problema era che Berlusconi voleva fare il berlusconismo tutto da solo, senza di loro.

      lo avesse capito subito anche lui! ci saremmo risparmiati vent’anni di manfrine… 😦

  2. l’ultima richiesta del pm potrebbe in effetti apparire un pò forte.
    però è un tocco di classe, giuridicamente parlando.
    la sentenza più forte.

    in questo senso, mi trovo quasi d’accordo con Battista (ma non nel senso che dice lui), nel ritenere che la condanna simbolica sia addirittura più forte.
    d’accordo, dico, ma non nel senso indicato da Battista: perchè è evidente che ad una condanna del genere ne conseguirebbe una condanna simbolica come “magnaccia”, “puttaniere” e spergiuro.
    tali, per un politico o personaggio mediatico sono condanne simbolicamente gravissime, simboliche perchè non attengono al profilo giuridico ma a quanto il personaggio in questione rappresenta.

    non arriverei comunque, come fa il commentatore precedente, a ventilare “l’alto tradimento”, che giuridicamente proprio non ci sta.

    • un po’ forte la richiesta di vietare l’accesso ai luoghi dove si concentrano minorenni per degli organizzatori di un sistema di prostituzione anche minorile?

      oltre al caso Ruby ci sta anche il caso Noemi, per chi avesse la memoria corta…

      sinceramente non riesco a capire perché i fatti, se accertati, sarebbero forti se chiamati col loro nome…

      credo che Michele Lecchi parlasse di alto tradimento della Costituzione in senso prevalentemente politico piuttosto che giuridico.

      • un vecchio articolo, commentando il processo civile iniziato contro Berlusconi per l’inadempimento del “contratto con gli italiani” che ne chiedeva la condanna a pubblicare l’ammissione dell’insuccesso su tutti i giornali si concludeva pressapoco così: “ammissione di aver mentito. e forse questa è la sentenza più forte”.
        i fatti anche quando veri possono esser “forti” per l’impressione che ci lasciano.
        anzi, sono tanto più forti quanto veri (solo i pazzi non vogliono riconoscere la verità), come direbbe Martin Lutero.

        è una forza simbolica, immane. non vedo perchè negarla

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