244. le speranze del giovane Renzi.

così Renzi ha deciso che cosa farà da grande: il segretario del Partito Democratico, in alleanza con Letta e per appoggiarne il governo.

mi pare una buona notizia: se tutto va come è ragionevole che vada, questo governo dovrebbe cadere presto, considerando il nulla programmatico ed operativo che lo caratterizza (a parte lo stravolgimento della Costituzione, che comunque non porteranno a casa, perché saranno travolti prima – o almeno lo spero).

così, quando il governo Letta cadrà, ci saremo ragionevolmente anche liberati del sorriso a culo di gallina di Renzi, che entrerà a sua volta nel panteon Democratico delle vecchie glorie da rottamare, assieme a D’Alema, Veltroni, Bersani…

ma no, l’astuto Bersani si salva, mica si è tirato fuori per niente appena in tempo, per salvarsi il… futuro.

e se invece il governo sopravvive davvero?

poco male, non sopravvive l’Italia, lo spread ha già ricominciato a mordere, come una metastasi…

9 risposte a “244. le speranze del giovane Renzi.

  1. io vorrei sperare che sopravvivano sia il Governo Letta che l’Italia… forse sto chiedendo l’impossibile.
    E’ possibile?
    Comunque l’esperienza ci insegna che “nulla è più eterno di ciò che è provvisorio”. Questo governo è nato come governo anomalo, di necessità, con un voto “non di fiducia ma di rassegnazione”, con un orizzonte temporale limitato davanti, con una formula politica precaria e provvisoria, con una dichiarata intenzione di voler passare poi alla fase più stabile cioè la separazione fra PD e PDL, conun programma essenziale di poche cose da fare e poi passare la mano… ……PER QUESTI MOTIVI il Governo Letta durerà cinque anni interi…!
    Ehm…. booh..? Sto sbagliando?

    • caro miki, a mio parere, se vuoi che sopravvivano assieme sia il governo Letta che l’Italia, stai veramente chiedendo quelli che un mio vecchio professore di filosofia avrebbe chiamato due coimpossibili…

      questo governo è totalmente inetto e privo di linea strategica, annaspa visibilmente senza nessuna idea chiara di quello che si deve fare, è arrivato a far rimpiangere Monti che era di destra, ma almeno ci capiva qualcosa di economia e lasciava in pace la Costituzione.

      l’unica cosa che stanno facendo davvero infatti è cercare di smantellare la Costituzione, che pure una volta mi ricordo che amavi alquanto.

      per l’autunno qualcuno prevede un nuovo riacutizzarsi della crisi economica; mi stupirei se il governo Letta fosse ancora lì in quel momento, però se non fosse già caduto prima per lo spread che ha ricominciato ad alzarsi di fronte all’inettitudine di questi governanti, credo che l’autunno lo spazzerà via, e lascerà il Partito Democratico in un mare di macerie.

      • uh… i due “coimpossibili”… questa mi mancava come definizione! 🙂 Ahahah! Mi piace! 🙂

        Continuo ad amare la nostra Costituzione e sono seriamente preoccupato; non mi piace il Presidenzialismo, credo che basterebbe un bel sistema elettorale con Secondo Turno sui base nazionale applicabile solo sulla Camera che non esprime una maggioranza assoluta.
        Sono molto impresionato dalla tua diffidenza nei confronti di questo governo. Non è che il problema sta nella “formula” politica, cioè nell’alleanza fra PD e PDL, più che nelle persone chiamate ad interpretarla?
        E poi… caduto questo governo… chi ci governerà?
        Quali sono le tue previsioni per il futuro dei prossimi mesi?
        Che succederà?

        • caro miki, fai bene a ridere: ti garantisco che ridevamo di gusto anche noi, di fronte a quel “coimpossibili” (che il professore asseriva di ascendenza tomistica, ma io dubito piuttosto di scolastica medievale – ma non ho mai verificato); anche perché il professore, o per errore o per dimostrare la ricchezza di variabili della lingua italiana, alternava questa forma con un’altra, ancora più spassosa: incompossibili!

          e dunque, sì, a mio parere il governo Letta e la salvezza dell’Italia, sono coimpossinili o addirittura incompossibili.

          per antipatia ideologica? onestamente credo di no, anche se l’antipatia c’è, vivissima, ed è inutile negarlo.

          però sono abbastanza pragmatico per essermi digerito buono buono e contro l’avversa corrente del blog perfino Monti, che ci capiva di economia, nonostante facesse una politica di destra che mi stava assolutamente sulle scatole; figurati se non sono pronto a digerirmi anche Letta, purchè faccia qualcosa di buono.

          purtroppo non è neppure questione di buono o cattivo: siamo alla paralisi totale: il paese sta precipitando, il sistema produttivo è in smantellamento, ci aspettano decenni di rinnovata povertà; per uscirne l’Unione Europea ha chiesto all’Italia riforme economiche in sei punti; e Letta proprio oggi risponde che le riforme più importanti sono ben-altre: la riforma della Costituzione.

          ora io non nego che bisogna togliere al Senato la possibilità di dare la fiducia al governo, eliminarne il carattere elettivo diretto e ridurlo a un’assemblea di una cinquantina di delegati regionali; che – piuttosto che abolire le province – occorre trasformarle a loro volta in meri centri di coordinamento delle amministrazioni comunali che ne compongono il territorio; che, per ridurre le spese si poteva pensare di eliminare semmai le Prefetture, ma i poteri di queste ultime sono stai invece potenziati, con i relativi costi, immagino; che vanno ridotti i costi della politica ad ogni livello, agendo principalmente sui compensi dei politici.

          e soprattutto la regina delle riforme, la più essenziale: quella elettorale, che è proprio quella che manca e che a sua volta si risolve in un attimo, se c’è la buona volontò, cone le votazioni a doppio turno che funzionano così bene per i sindaci, come giustamente dici tu; e questo riduce tutto il processo delle riforme ad un escamotage di ingegneria costituzionale per spartirsi il potere, ridurre la vita politica necessariamente-

          per queste riforme una commissione non occorre: sono pochi punti precisi da approvare i sei mesi.

          e invece eccoci all’eterna commissione per dare ai denti perché tanto i meembri del governo non sono d’accordo su nulla neppure qui, con Berlusconi che detta il tema vitale per lui del presidenzialismo o semi- che dir si voglia, per mimetizzare meglio l’operazione, eil Partito Democratico di nuovo a rimorchio.

          tutto questo è assolutamente deprimente.

          a mio parere ci poteva essere il temo, durante il governo Monti, di porre le basi di una opposizione di sinistra, cioè sociale e solidale, alla politica di supporto attuale alla finanza internazionale e alle banche, da proporre a livello europeo.

          non se ne è vista la traccia; il Partito Democratico si è presentato alle elezioni senza proposte precise, senza un programma, con una pura operazione di potere, andata anche a finire male.

          nell’alleanza chi detta i temi è Berlusconi, con la sua abolizione dell’IMU che è una idiozia completa.

          e infatti l’IMU condiziona la politica di questo governo, che non eliminerà l’aumento dell’IVA già quasi fatto con Monti, per restituire l’IMU: insomma far pagare le tasse ai consumatori e non ai proprietari.

          siccome questo giudizio di inettitudine non è solo mio, ma per pura coincidenza, viene espresso in contemporanea daghli ambineti della City attraverso il Financial Times, mi pare che sia, come dire?, piuttosto fondato e non dovuto a fisime ideologiche.

          sono anzi piuttosto stupito, e mi accorgo di parlare mentalmente anche a redpoz, altro attivista Democratico come te, che non ve ne rendiate conto e che l’attaccamento al partito vi tolga la vista fino a questo punto.

          alla fine tu mi chiedi delle previsioni e io non vorrei farne, visto che ho appena sbagiato la mia previsione su quel che avrebbe fatto Bersani.

          comunque questo è quel che vedo io: in queSto momento il fuoco cova sotto la cenere: siamo vicini al tracollo politico del sistema; quasi il 50% dei cittadini non è andato a votare neppure nelle elezioni comunali, che sono quelle più vicine alla vita quotidiana e più sentite.

          l’ondata di protesta riversatasi su Grillo si sta già ritirando e molti dei suoi elettori, probabilmente proprio quelli più affascinati dal suo lessico fascistoide, si stanno guardanfo attorno per riposizionarsi.

          attendono qualcuno che esprima la loro rabbia ancora più dura.

          in questo momento sullo sfondo non vedo una dittatura semplicemente perché non vedo ancora nessuno che abbia la sagoma e la figura del dittatore; altrimenti l’Italia sarebbe pronta di nuovo, ad una dittatura, cioà ad un’ondata di violenza e forse anche di sangue.

          certamente però un Putin casereccio, un Erdogan, un qualche Suharto postumo sono possibili e nell’ordine delle cose,

    • se vuoi chiamarlo catastrofismo è lo stesso delle dichiarazioni del Financia Times di oggi e di ogni osservatore imparziale.

      questo governo è un vuoto pneumatico, che sta dando l’impressione di essere anche piuttosto incompetente: non perché manchino le competenze individuali, ma perché manca una idea chiara di strategia: in altre parole è il premier che è sbagliato.

      • un attimo, dai: lo sappiamo che il compromesso di governo non è ottimale, ma non dimentichiamo che alcune cose in cantiere sono positive.
        rifinanziamento CIG, disegno di legge sul finanziamento ai partiti, pagamento debiti PA…

  2. pagamento debiti della Pubblica Amministrazione? ottimo principio; e il relativo provvedimento è già fuori cantiere, almeno dal punto di vista legislativo, visto che è stata pubblicata sulla G.U. n. 132 del 07/06/2013 la L. 06/06/2013, n. 64, di conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 08/04/2013, n. 35.
    http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2013-06-06;64

    non voglio nulla togliere all’operazione meritoria, dati i vincoli del patto di stabilità, me vediamo bene che cosa prevede:

    1) l’esclusione per il 2013 dal Patto di stabilità interno dei pagamenti di debiti di parte capitale per un importo di:
    5 miliardi di Euro per quanto riguarda gli Enti locali;
    1,4 miliardi di Euro per quanto riguarda le Regioni;
    800 milioni di Euro per investimenti cofinanziati dai fondi strutturali europei;
    insomma sblocco reale immediato di circa 7 miliardi.
    a chi andranno, visto che la massa dei debiti è più di 10 volte più alta? come sarà quel creditore fortunato ogni 10 che riceverà i rimborsi, mentre gli altri resteranno a bocca asciutta?
    girano per la rete analisi molto malevole (che accenno soltanto perché non ho potuto verificarle), che dicono “banche”.

    2) l’istituzione nel bilancio dello Stato di un unico Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili, con una dotazione di 10 miliardi di Euro per il 2013 e di 16 miliardi per il 2014.
    le modalità operative per costituire questo fondo sono però ancora tutte da definire (in questo senso, probabilmente, il cantiere aprto di cui parli tu), e l’ammontare dei debiti, tuttora incerto, si aggira comunque attorno agli 80 miliardi.

    la vera notizia non è quindi quella propagandistica del pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, ma che almeno 50 miliardi di questi debiti non verranno pagati a tutto il 2014, e che non si sa con quale criterio verranno distribuiti ((o almeno non lo so io; se poi qualcuno lo sa, ecco una buona occasione per renderlo noto).

    ma vedo che le notizie che circolano sono troppo vaghe e propagandistiche, e quindi diffido.

    quanto al rifinanziamento della CIG è un atto minimo dovuto e non basta certo a definire la linea economica di un governo.

    sul DISEGNO DI LEGGE sul finanziamento pubblico dei partiti non mi pronuncio, dato che preferisco occuparmi di problemi più seri: una manovra propagandistica per tirare a campare.

    la volontà di accettare gli esiti del vecchio referendum e di superare questo concetto stesso di finanziamento pubblico DEI PARTITI e non della attività politica dei cittadini non risulta da nessuna parte…

    ti sottolineo anche, se hai tempo, la mia risposta qui sopra a Michele Lecchi, un altro amico che è pure attivista del Partito Democratico in quel di Bergamo, e che tocca temi che interessano anche te.

  3. Pingback: 247. discussione di giugno sul governo Letta e sui coimpossibili incompossibili. | Cor-pus·

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