249. la Chiesa è gay? corruzione sessuale irriformabile in Vaticano.

Il pudore inventò la tonaca nera per godere meglio della nudità.

Carlo Dossi apocrifo, rivisto da Maria e da me

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vorrei dirlo con la massima semplicità possibile e quasi dentro di me.

la chiesa cattolica è la principale paladina della lotta contro i diritti umani degli omosessuali, l’organizzazione che anima le manifestazioni in Francia contro il matrimonio fra persone dello stesso sesso, la principale fonte della teoria che l’omosessualità è una malattia e che l’unica forma di sessualità normale ed eticamente accettabile fra gli esseri umani è rigorosamente quella fra persone non dello stesso sesso strettamente finalizzata a fini procreativi.

ora a me il fatto che il capo di questa organizzazione ammetta con sincerità certamente da apprezzare e sia pure in una riunione privata (illudendosi forse che possa ancora esistere qualcosa di privato al giorno d’oggi) che al suo interno si trova una “lobby gay” e che questa lobby è annidata in particolare nella segreteria di stato, cioè nel cuore stesso del potere vaticano, mi sembra il delirio di un commediografo impazzito.

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leggo che Almodovar, il regista geniale e bislacco di “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” oltre che gay dicharato, si è fatto intervistare per dire che “il sesso in Vaticano è un tema meraviglioso”, come piccato che Dio sia più almovodariano di lui.

ma qui siamo oltre al sesso e al suo carattere pruriginoso ed eccitante, siamo di fronte a un delirio di ipocrisia filosofica e teologica che svela una nudità più oscena del peggiore film porno.

uomini perversi (non perché omosessuali, ma perché ipocriti), pedofili incalliti che hanno creato anni fa in Belgio una struttura di potere parallela per difendere le loro violenze spinte fino all’assassinio protetto di bambini, untuosi lumaconi ammantati di rispettabilità pubblica e di bontà d’animo per garantirsi meglio l’impunità e il silenzio delle loro vittime, hanno fatto della religione lo strumento per realizzare i loro tortuosi percorsi di realizzazione di una sessualità malvagia e volta al male.

ma quanto profonde sono le radici di questa follia che ha indotto in occidente ad affidare la definizione della morale sessuale ad una cricca di pervertiti sessuali?

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passando per il celibato dei preti si deve risalire certamente fino ad Origene, che si evirò considerando l’erezione un peccato mortale e non potendosene impedire qualcuna ogni tanto; gli altri, che non seguirono il suo esempio, erano forse indenni per natura dal pericolo?

risale questa storia di una religione per omosessuali che odiavano l’amore fra uomo e donna ancora più in su, fino al fondatore stesso, al suo amore per Lazzaro, il fratello della moglie Maria di Magdala, e alla notte “nudo con nudo” dopo la liberazione dalla tomba nella quale era stato condannato a morte per sepoltura da vivo, che viene raccontata in un passo del Vangelo secondo Marco successivamente censurato ed espunto dal testo ispirato da dio?

penso di no: a me la figura di Jeshu sembra piuttosto quella di un uomo eroticamente libero, che viveva in una civiltà dove le manifestazioni di affetto tra maschi o femmine tra loro non erano colpevolizzate, come la Chiesa ha fatto in occidente.

non un bisessuale, ma un uomo bieroticamente orientato, come potrebbe essere considerato normale, se non avessimo collegato l’erotismo alla sessualità, fino a fare di quello lo schiavo di questa, e non fossimo stati abituati a vedere con sospetto ed orrore due uomini che passeggiano tenendosi per mano, come i due immigrati africani che passeggiavano ieri sera sotto casa mia, e non sono certamente omosessuali, dato che la loro cultura esclude questi comportamenti, proprio contrastandoli con la libera manifestazione dell’affetto fra persone dello stesso sesso, che non incanala quindi queste forme di simpatia ed attrazione reciproca nel corridoio dei passi perduti forzato del sesso.

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ma questa assoluzione per un uomo come Jeshu che dal quadro storico che possiamo attendibilmente ricostruire appare sposato, ma non ha imbarazzo di dire di amare il fratello di sua moglie, non può certo estendersi anche al vero fondatore del cristianesimo come lo abbiamo conosciuto, che fu quel Marcione che pubblicò e forse scrisse anche le Lettere di Paulus, dal quale parte il delirio, prima sconosciuto, del cristianesimo sessuofobico.

Paulus, da sempre sospettato di essere un omosessuale represso, fu colui che impose alle donne il velo e le obbligò a nascondere il proprio corpo perché non eccitino gli uomini alla lussuria, intesa come forma di pensiero, ossia di libertà. 

e qui siamo alla fondazione stessa della religione che sta alla base dell’Europa come cultura, alla grande ondata reazionaria che distrusse la libertà sessuale del mondo pagano e ci restituì in caambio un  uomo europeo represso e assieme ossessionato dal sesso.

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oh cielo: ma allora è proprio la repressione dell’affettività fra uomo e donna, ma anche di quella omoerotica, la chiave segreta del successo nascosto dell’omosessualità clericale?

quanti sono i preti che nei secoli si sono serviti della penombra delle canoniche e dei divieti del catechsimo per sedurre con più facilità ragazzini o, più raramente, ragazzine, inibiti o inibite al silenzio dalla vergogna del peccato e del senso di colpa?

allora è proprio il soffocamento delle libere manifestazioni di pulsioni naturali, fatte passare per contro natura, il segreto attraverso il quale si diffonde l’omosessualità vera e propria, da tenere nascosta nella vergogna che aiuta il violentatore e il seduttore dei minori a fargli tenere nascoste le sue schifezze?

ahimé, la mia risposta è sì.

col celibato dei preti nei secoli la chiesa cattolica è diventata il ricettacolo naturale degli uomini che hanno paura delle donne o che le odiano; l’orrore per l’omosessualità è servito a tutelare meglio le forme di omosessualità sopraffatrice e violenta.

e se è così, e questo pare, l’intera struttura della morale sessuale cattolica è perversa dalle fondamenta.

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papa Paolo VI, uomo peraltro di cultura e spessore straordinario, fu certamente uno dei principali esponenti di questa occulta struttura di potere gay nella chiesa cattolica, e fu anche l’autore dell’Humanae vitae, l’enciclica della chiusura ecclesiastica alle istanze di liberazione sessuale del Sessantotto (e del Sessantanove, aggiungeva sarcastico qualcuno a quei tempi…).

sotto Woitila, il cinico manipolatore politico votato all’unico scopo dell’anticomunismo, la questione era irrilevante: lui non esitò a servirsi, per questo che era il suo unico maniacale obiettivo, di uomini corrotti e perversi: la cosa non gli faceva né caldo né freddo.

Woitila pose a capo del dicastero che doveva occuparsi di queste cose proprio Ratzinger, che a questa lobby era certamente vicino e che continuò, con l’indulgenza che gli era stata ordinata ma che gli risultava anche congeniale, ad insabbiare i casi delle centinaia di preti pedofili che arrivano al suo dicastero.

Ratzinger fu costretto a dimettersi, come ho sempre sostenuto, da questa contiguità: come poteva essere lui il protagonista di questa lotta diventata necessaria contro la corruzione clericale?

ma papa Francesco, che in Argentina si è macchiato semmai di altre colpe di silenzio e pavidità, se non di complicità con la dittatura, di fronte al compito immane appare sgomento e quasi tremante al pensiero di doverlo affrontare.

* * *

si dimetterà anche lui?

la chiesa cattolica può essere risanata?

oppure papa Francesco è davvero l’ultimo papa delle profezie, il papa nero, quello che scioglierà la chiesa cattolica stessa come struttura di potere, per irriformabilità, come sembra tentato di fare?

6 risposte a “249. la Chiesa è gay? corruzione sessuale irriformabile in Vaticano.

  1. Complimenti Bortocal, e tanti.
    L’aforisma di Dossi, come da me storpiato, ci sta tutto.
    Ai ciarlatani del cielo, fatte le dovute eccezioni, andrebbe tappata la bocca.
    E’ cosa orribile che questi gnomi dell’anima e peccatori cronici e giudici boia, predichino la vittoria sulle passioni.
    E’ cosa orribile che con voce quaresimale parlino di fuoco eterno ed emettano sentenze inappelabili contro disgraziati che vanno puniti per quello che hanno fatto, pensato e anche per il cattivo esempio che hanno dato.
    Da quale pulpito viene la predica.

    • grazie.

      facit indignatio topics… 🙂

      scrivere mi riesce meglio quando mi indigno, e tanto…

      il fuoco eterno che minacciano serve a garantirsi il silenzio: allo stesso modo il mafioso minaccia il ricattato di condurlo in giudizio.

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