265. verso la tempesta perfetta, sullo stesso Barca.

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Scalfari spreca il suo editoriale domenicale su Repubblica per prevedere, da cartomante molto informato, l’ascesa di Renzi alla segreteria del Partito Democratico a settembre e poi a primo ministro nelle elezioni del marzo 2014.

Scalfari coglie l’occasione per dirci di Renzi:

A me era antipatico, poi a Firenze, nel corso della nostra “Repubblica delle Idee” l’ho conosciuto e mi è parso simpatico.

ovviamente Scalfari scrive queste cose perché sa benissimo che a una grossa parte del Partito Democratico Renzi non va giù, e lo si è visto alle primarie, dove ha avuto contro il 60% dei votanti, nonostante il cammellaggio di molti non  iscritti.

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dopo la figuraccia penosa di Bersani, forse qualcuno lì dentro ha cambiato o sta cambiando idea? è possibile.

però continuo a pensare che sarà dura far votare agli elettori di quel partito qualcuno che vuole essere il Tony Blair dell’Italia, come Renzi ha appena dichiarato contando sul fatto che molti conoscano poco Tony Blair, forse, cioè uno che vuole portarci (o riportarci) le politiche neoliberiste e la guerra alle fantasticate armi di distruzione di massa.

insomma, Renzi avrà anche solo 38 anni, cioè meno della metà degli anni di Berlusconi, ma  i suoi riferimenti politici e culturali sono vecchi come i suoi; oltretutto si veste come Fonzie, cioè non ha alcuna idea della cultura attuale del mondo giovanile.

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d’altra parte anche Scalfari non può fare a meno di dire che la proposta politica di Renzi non è altro che quella di Veltroni nel 2008, e dunque è una proposta che è già stata sconfitta cinque anni fa, quando Veltroni fece fallire un governo “di sinistra” come quello di Prodi, per contrapporgli un governo di centro a guida democratica, sotto la dicitura di “vocazione maggioritaria”, ma il maggioritario se lo prese Berlusconi, a ben larga distanza.

“vocazione maggioritaria! uno slogan senza senso, che Renzi sta riproponendo, perché trovatemi qualcuno in politica che non ce l’abbia, questa vocazione maggioritaria.

e se l’hanno Grillo e Berlusconi non va bene, perché sono dei potenziali dittatori, e invece se ce l’ha Renzi va benissimo, è il trionfo della democrazia e del popolo che decide?

ma fatemi il piacere!

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la vocazione maggioritaria è un eufemismo per dire “governo autoritario” (quello di cui le élites oggi hanno davvero bisogno in tutto il mondo) e occorre dirsi chiaro che in Italia questa prospettiva funziona soltanto tenendosi il porcellum, magari rivisto in porcellinum.

e qui la Corte Costituzionale dovrebbe porre fine alle fantasie malate di chi vuole governare l’Italia non attraverso qualche coalizione che rappresenti davvero la volontà popolare prevalente, ma solo perché ha preso in più di Berlusconi i 160.000 voti dei sudtirolesi… 

la nostra Costituzione è nata implicitamente proporzionalista: altrimenti non si potrebbe spiegare come mai si può cambiare la Costituzione anche con una maggioranza parlamentare semplice…

sbaglierò (io non ho tutte le informazioni riservate di Scalfari, scrivo da casa mia usando solo a mia testa, sperando che funzioni), ma la Corte Costituzionale, che lo ha già accennato in alcuni pareri che non avevano forza di sentenza, nella sentenza vera e propria non potrà che ribadirlo a breve: fisserà un tetto al premio elettorale di maggioranza, che non potrà certo essere al 29%, o meglio ancora obbligherà ad una sua graduazione.

e questa sarà la morte della vocazione maggioritaria e del porcellum che la sostiene.

con buona pace di Renzi, di Veltroni e anche di Scalfari, che fanno i conti senza l’oste.

ma del resto scrivono e parlano tutti per condizionare la Corte, non per descrivere la situazione come è.

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Renzi del resto non è il nuovo che avanza, è il vecchio che prova a ritornare.

quindi resto convinto che il problema nel Partito Democratico è di trovare un leader qualunque che sia un po’ più comunicativo di Bersani e che non butti a mare la lunga tradizione democratica e solidaristica di quel partito e il suo insieme di valori in nome di una generica modernità che è quella del mercato che sta affamando milioni di persone.

potrebbe essere Barca, per quanto sia poco comunicativo.

ma facciamo conto che il Partito Democratico non lo troverà, questo leader, e si attacchi a Renzi in mancanza di meglio (ammesso che Renzi non venga azzoppato lungo la strada: lo scandalo escort a Firenze non fa rizzare le orecchie a nessuno?).

be’, secondo me, allora, il Partito Democratico perderà una bella fetta del suo elettorato, che si sposterà altrove, forse anche alla ricerca di un leader che sia soltanto in grado di far dimettere un ministro come la Idem scoperta ad evadere le tasse dopo avere fatto la testimonial negli spot antievasione…

Renzi non sarà mai questo leader, visto che su Berlusconi dice di volerlo battere “politicamente” (promettendo di restituire l’IMU anche lui?) e non applicando la legge che lo dichiara ineleggibile.

quindi noi non abbiamo dubbi che a Renzi il rispetto della legge non importi nulla e che malaffare, illegalismo ed evasione, i mali veri dell’Italia, con Renzi continuerebbero a prosperare.

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ma Scalfari non ha dubbi, comunque:

“Renzi vincerà. (…) Renzi premier nel prossimo maggio. Questo è quanto”.

Scalfari non è un cartomante, ovviamente, è invece un esempio perfetto della “razza padrona” (la definizione l’ha inventata lui) che detta legge al mondo con l’aria di spiegargli il principio di realtà.

Renzi vincerà perché deve vincere, dice, e, proseguendo nel suo delirio di onnipotenza senile che, del resto assomiglia molto a quello di un suo importantissimo amico, Scalfari continua dettando leggi al mondo, anche a Letta:

… deve fare quelle tre o quattro cose che la gente si aspetta in tempi di vacche magre: un po’ più di lavoro ai giovani, un po’ di soldi agli esodati, un po’ di cantieri per opere pubbliche locali, l’abolizione del patto di stabilità per i Comuni virtuosi, Senato federale senza poteri di fiducia. E poi a casa. Quando? Mica subito.

a casa soltanto quando farà comodo a Renzi…

non so a voi (ammesso che qualcuno mi legga), a me scappa da ridere.

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io dico che Renzi non diventerà mai primo ministro, ce lo toglierà di mezzo la tempesta perfetta che si sta preparando, e che del resto vede all’orizzonte anche Scalfari.

la crisi economica mondiale non è affatto in  via di risoluzione: siamo al suo sesto anno e non se ne vede neppure l’accenno di una fine, anzi si sta preparando un salto di qualità, cioè un peggioramento, per dirlo col suo nome non ambiguo…

ecco come descrive Scalfari la situazione, tacendone però il punto centrale:

i mercati sono agitati, da qualche giorno le Borse perdono colpi in Europa, ma anche a Tokyo e anche a New York; lo “spread” italiano (e quello spagnolo) hanno perso terreno, il nostro veleggiava verso i 240 punti e adesso è di poco sotto ai 300; il dollaro è debole rispetto all’euro, la Fed fa intravedere che tra sei mesi potrebbe cessare l’acquisto di titoli di Stato e aumentare il tasso di sconto.

attenzione a questo punto: significa che gli Stati Uniti sono parzialmente in uscita dalla crisi, ma occorre subito frenare la ripresa, perché questo significa incremento del debito pubblico.

attenzione di nuovo: tutti i neokeynesiani, a partire da Krugman, dovrebbero soffermarsi su questo aspetto, perché dimostra semplicmente che il neokeynesismo della vulgata non funziona!

se rilanci i consumi, incrementi il debito, e poni le premesse di un crollo ancora più grave.

e quindi appena rilanci la domanda con la spesa pubblica improduttiva occorre subito frenare gli effetti positivi dell’incremento drogato della domanda…

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ma torniamo a Scalfari:

Draghi dal canto suo è alle prese con i falchi della Bundesbank, dietro ai quali, secondo i sondaggi, c’è il 48 per cento degli elettori che vorrebbe l’uscita della Germania dall’euro.

Ebbene sì, i mercati sono allarmati per tutti questi “rumors” ai quali bisogna aggiungere anche la crisi di governo in Grecia, ipotesi tutt’altro che incoraggiante.

che cosa manca nell’analisi di Scalfari?

la frenata dell’espansione cinese.

mi si dirà che passare dal 12% di espansione annua all’8% è una situazione alla quale l’Italia dovrebbe apporre la firma subito.

ma il problema è che anche in Cina l’espansione è sostenuta dall’indebitamento statale (interno) e il punto di equilibrio è rappresentato da una crescita minima del 10%, al di sotto di tale tasso di espansione anche la Cina rischia il fallimento.

e questa è appunto la situazione cinese da qualche tempo.

naturalmente ci sarebbe da chiedersi che razza si sistema economico sia quello che rimane in equilibrio soltanto se gli viene garantita una crescita illimitata, che è per definizione impossibile, ma non è il momento per farsi (o meglio rifarsi) questa domanda.

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basta osservare che la crisi non  risolta dell’Europa, che resta il principale mercato mondiale, si sta allargando anche nel resto del mondo; se finora la crisi era solo dell’economia occidentale, ora sta diventando davvero mondiale.

e se cominciano ad andare in crisi le economie dei BRICS, i paesi emergenti (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) la tempesta perfetta che inzierà la distruzione inevitabile della civiltà postmoderna si profila ben chiara all’orizzonte.

* * *

la tempesta perfetta, attesa per gli analisti economici, a settembre, ha dato segno addirittura di volere accelerare e si è già affacciata.

la tempesta perfetta vede un chiaro rischio di fallimento per l’Italia nei prossimi mesi e occorreranno misure draconiane: confisca di quote dei depositi bancari, tagli di tipo greco al bilancio pubblico, imposta patrimoniale sugli immobili.

non lo dice solo bortocal (per la verità da un paio d’anni), ma documenti riservati che circolano in ambienti economici e che ieri Il Fatto Quotidiano ha publicato.

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noi intanto ci cincischiamo con Berlusconi e l’abolizione dell’IMU, che peraltro verrà sostituita, secondo Scalfari stesso, “con un’imposta sugli immobili quale esiste in tutti i paesi dell’Occidente, nel quadro d’una riforma generale del fisco”.

una autentica presa per i fondelli degli elettori berlusconiani, che oramai hanno mangiato la foglia (sono loro soprattutto che non vanno più a votare, a parte gli elettori democratici schifati dal Partito come me).

e l’IVA, altro cavallo di battaglia bolso del berlusconismo dilagante anche a sinistra e nell’estrema sinistra paciosa?

se si va a leggere, ad esempio qui, si scopre che in Germania le tasse corrispondenti sono più alte, hanno avuto un effetto benefico sull’economia, e che soprattutto è l’imposizione fiscale specifica sui redditi da lavoro che è più bassa: attorno al 19% rispetto al 33% dell’Italia, il che, combinato col 10% in più dei salari lordi fa una differenza di reddito netto in tasca ai dipendenti del 25% in un paese con un costo della vita più basso, data la presenza di una borghesia delle professioni meno avida.

e sta qui l’irraggiungibile stabilità economica tedesca.

e qui dovrebbe stare una riforma fiscale italiana per rilanciare davvero la domanda.

abolendo d’ora in poi la liquidazione ad esempio, che è una istituzione tutta nazionale: ma noi tagliamo le pensioni piuttosto, vai a capire perché, non sembra neppure il massimo per rilanciare i consumi.

* * *

ora, come si vede bene, spero, la politica economica che serve al nostro paese non è il neoliberismo addomesticato renziano, bensì un New Deal autenticamente rooseveltiano che parta dal tagliare i redditi troppo elevati, per tenere alta la domanda interna, stroncare la speculazione e difendere i redditi più bassi (che è poi il problema centrale).

niente Renzi nel nostro futuro, quindi… (almeno spero).

fra poco, piuttosto, mi auguro, saremo tutti sullo stesso Barca. 🙂

6 risposte a “265. verso la tempesta perfetta, sullo stesso Barca.

  1. in tanti nel PD stanno cambiando idea….

    però vi è differenza mica da poco fra la “vocazione maggioritaria” di Berlusconi (“date il 51% a me solo”) o di Grillo (“voglio il 100%”) da quello del PD… Veltroni lì, almeno in parte sbagliò, ma il messaggio che il PD miri a governare non è secondario.
    o non vorrai forse dire che il PS francese, il PSOE spagnolo e l’SPD erano “autoritari” quando al governo?
    mi sembra un pò forte come affermazione (ma taccio su Blair).

    ed a me, in effetti, lo scandalo di Firenze ha fatto fischiare le orecchie eccome.
    curioso, ad esempio, che nessuno sia andato a spulciare il passato (Domenici?).

    comunque, dimentichi il nome di Civati, che è abbastanza comunicativo anche se senza quel “carisma” renziano.
    quanto a Barca, darei ormai per assodato che il principio segretario = candidato presidente del consiglio è morto, quindi se anche è poco “comunicativo”, questo non preclude spazio per altri candidati….

    ciò detto, credo anche io Renzi vincerà. per quanto non mi batterò fra le sue fila, anzi.
    questo non per qualche profezia, ma perché vedo tanti all’interno del PD che ora si spostano comodamente sul carro -supposto- vincente, portando a Renzi in dote quella “struttura del partito” che alle primarie lo ha sconfitto.
    tanti che, fino a ieri, lo avevano avversato: le dichiarazioni di D’Alema vanno in questo senso…

    • il fatto che una certa élite storica del Partito Democratico si stia buttando verso Renzi, cioè verso il liquidatore del patrimonio storico del partito (Renzi ha appoggiato Marchionne, per dirne una,..) lo vedo come un pessimo segnale sulla qualità del personale interno di quel partito e anche sul suo futuro.

      ora che l’uscita di scena di Berlusconi è praticamente inevitabile, sarà bello scoprire che i poteri forti sono riusciti anche a distruggere quel poco di tradizione democratica che sopravviveva a sinistra.

      Renzi ha carisma? a me pare un tipo molto buffo.

      però non hai risposto alla mia previsione principale: che il procedere della crisi spazzerà via Renzi…

    • cara patrizia, ti capisco benissimo e spero solo che la tua nausea no si estenda tra poco anche ai post sempre più sparuti anche da parte mia che dedico a questo argomento.

      però il tuo atteggiamento, del tutto ragionevole e comprensibile, mi colpisce molto, dato che viene da una persona molto attiva nella vita di base del Partito Democratico della tua zona…

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