285. Snowden, internet, Morales, Obama e l’Impero del Bene: la rivincita di Che Guevara.

nei giorni scorsi alcuni stati europei alleati degli USA (tra cui ovviamente l’Italia) hanno bloccato il volo di stato del presidente boliviano Morales, ritenendo che a bordo potesse esserci Snowden, l’informatico libertario che ha sollevato lo scandalo datagate e rivelando le tecniche americane (e non solo) di controllo antiterroristico delle comunicazioni private dei cittadini, e che aveva chiesto asilo politico per salvarsi da una possibile condanna a morte per tradimento negli USA.

asilo che ora il Venezuela gli ha concesso.

Bolivia, Ecuador, Suriname, Argentina, Uruguay e Venezuela, che costituiscono l’Unasur, il raggruppamento di stati sudamericani indipendenti dagli USA, creato anni fa da Chavez, lo scomparso presidente venezuelano, hanno organizzato ieri nella città di Cochabamba un vertice lampo per protestare contro l’incredibile episodio: un atto comprensibile solo in uno stato di guerra guerreggiata, ma del tutto inaccettabile secondo le regole diplomatiche vigenti in tempo di pace.

una specie di dichiarazione di guerra americana non detta e una minaccia esplicita allo schieramento degli stati progressisti dell’America Latina (fra i quali manca il Brasile e il suo governo, che si dice di sinistra, ma non lo è).

al quale si reagisce con una mossa forte che delinea per la prima volta un nuovo fronte.

fino a qui la cronaca, ma ora qualcuno si fermi e provi a seguire la prossima avventurosa analisi: se gli piacciono gli scenari un poco fantascientifici, siamo un pochino più in là di Guerre Stellari, per il resto piuttosto profetico…

* * *

non bastasse la crisi economica e sociale interna che preannuncia il crollo del capitalismo (ma in America l’economia sembra riprendersi), le cose non vanno troppo bene per l’Impero del Bene, ufficialmente fondato da Obama nel 2008 col premio Nobel ricevuto per la Pace.

a chi si oppone oggi l’Impero del Bene, di cui i Bush erano i leader politico-militari e Ratzinger ha provato senza successo ad essere il teorico di riferimento?

scomparsa l’URSS, lo storico Impero del Male, la Cina è però oggi troppo forte per poterla sostituire nel ruolo, quindi scusate la divagazione storica che segue, o propriamente excursus, per provarci a chiarire le idee.

la guerra diversamente localizzata e intermittente, più che fredda, combattuta per quasi quarant’anni dagli USA contro l’Unione Sovietica dal 1950 al 1989, in successione in Corea, Vietnam ed Afghanistan, con contorno di bombe atomiche esplose nei propri territori o sottoterra a scopo dimostrativo e di corsa agli armamenti, è stata la terza guerra mondiale, non detta e non dicibile, del ventesimo secolo e si è conclusa col crollo dell’Impero del Male russo e col trionfo planetario del capitalismo che avrebbe dovuto segnare la fine della storia.

ma la guerra, a sorpresa, continua, contro altri nemici, esterni e perfino interni, anche se è un  tipo di guerra nuovo.

* * *

il nuovo millennio della globalizzazione ha forse reso superato il concetto stesso di guerra mondiale e si deve parlare di guerre necessariamente globali in in mondo che è diventato unico; esso ha visto iniziare due guerre globali parallele che sono ben lontane dal concludersi e che, anche loro, si combattono in diversi punti del pianeta.

la prima guerra globale è quella degli islamisti contro il resto del mondo e la seconda è quella degli hacker, di Anonymus, degli occupy di varie cose e degli indignati del mondo, contro lo strapotere informatico degli stati.

sono consapevole di avere dato una definizione strana e discutibile, perché abbiamo finora considerato fondamentale perché vi fosse una guerra che vi fossero degli stati che la promuovono; è il dogma stesso del pensiero unico degli Stati Maggiori militari, che sono abituati a pensare alla guerra in questo modo, e dunque la affrontano associando al nemico qualche stato (Iraq, Afghanistan nel primo caso) e combattendo questo con i metodi tradizionali.

ma internet è un fenomeno talmente potente che sta cambiando sotto i nostri occhi ogni categoria concettuale tradizionale, ad esempio oltre a quella della guerra, quella della democrazia.

così nella quarta guerra mondiale parallela in corso, o meglio nelle prime due guerre globali parallele e contrarie, lo scontro appare sempre di più tra gli stati del potere tradizionale e una nuova democrazia di fatto realizzata, che sembra quella della profezia marxista dell’utopia comunista, perché fondata su semplici reti di cittadini liberi, che non hanno organizzazioni statali di riferimento, ma semmai soltanto di appoggio transitorio.

le due prime guerre globali del millennio sono quindi guerre nuove, che neppure sembrano guerre, ma piuttosto rivoluzioni.

* * *

a guardare bene coloro che le hanno promosse, gli islamisti teocratici nemici della modernità e gli hacker anarchici e libertari che combattono, nuovi Robin Hood, contro la burocrazia, la censura e il potere, hanno gli stessi nemici, ma sono al momento nemici anche fra loro.

non ci sarebbe il caos in Egitto in questo momento, altrimenti: il mondo islamico appare in questo momento il cuore molle del pianeta, il punto sismico dove si concentrano le contraddizioni fra un movimento di protesta necessariamente parziale come quello islamista (pur se l’islam è ampiamente diffuso nel mondo) e il movimento libertario globale, che vede nell’oscurantismo islamista uno dei propri più importanti nemici globali.

tuttavia vi sono convergenze oggettive, quasi striscianti, ma eventuali alleanze future sembrano piuttosto improbabili se l’islamismo radicale non cambia radicalmente la propria natura (o viceversa? saranno i libertari, sotto la possibile guida di vari Grillo locali, a diventare fanatici e intolleranti come talebani?).

* * *

la guerra non sta andando troppo bene su nessuno dei due versanti per la principale potenza politica del mondo, tanto che con la presidenza Obama essa ha avviato un lento tentativo di distensione e di pacificazione sul primo fronte: l’accordo con i talebani afghani è attivamente ricercato in Afghanistan e lì vicino, nel Pakistan che è il vero retrovia non dichiarato dell’islamismo fanatico in via di pacificazione; lo scopo di Obama è di raggiungere una tregua con l’islam, facendo prevalere le componenti più moderate.

in questo la battaglia di Obama è titanica e si oppone a una forte componente interna, tutto il famoso apparato industrial-militare, che ha in mente un’uscita classica dalla crisi: instaurando una guerra globale al mondo islamico, che sarebbe la quadratura del cerchio, perché permetterebbe di combattere parallelamente anche gli anarchici interni, additati come nemici del popolo e facili – si pensa – da sopprimere in uno stato di guerra aperta.

la Siria è il prossimo futuro campo di battaglia individuato, ma Obama, che prima dell’elezione ha dovuto concedere la guerra in Libia per abbattere Gheddafi, ora resiste alla pressione sempre più violenta per portare l’America e l’Occidente in una nuova guerra.

ma la rivoluzione egiziana in corso, scatenata da libertari contro islamisti, è un colpo mortale alla sua strategia, anzi potrebbe far precipitare il Medio Oriente proprio verso quella guerra che lui non vuole, e invano Obama ha protestato contro i militari egiziani che si sono prestati a destabilizzare un paese già sul punto di crollare di suo.

* * *

Obama vuole concentrare gli sforzi contro l’altro nemico, che ritiene più pericoloso, perché è quello che mina la stabilità interna dell’impero: l’anarchismo libertario; oppure deve concedere anche qui qualcosa, per provare a mediare col potere militare-industriale interno, che però ben poco si soddisfa di una guerra che non può essere combattuta sul campo.

i leader nemici degli USA e degli stati emersi sinora di questa guerriglia senza prìncipi, Assange e Snowden, persone drammaticamente comuni e perfino quasi banali, sono risultati però sinora inafferrabili, e la storia sta delineando per la prima volta una possibile base territoriale di riferimento, uno schieramento di stati che si propongono come il retroterra possibile della lotta contro il Grande  Fratello planetario: che è l’America latina.

sembra di assistere alla rivincita di Che Guevara, effettivamente.

e se questa trama non è meglio di Guerre Stellari, io non so che cosa propinarvi di più… 🙂

13 risposte a “285. Snowden, internet, Morales, Obama e l’Impero del Bene: la rivincita di Che Guevara.

    • su Cochabamba ti credo sulla parola, e ho corretto, ma era un copia e incolla. 🙂

      la canzone è molto bella.

      i potenti del mondo cominciano a sentirsi in pericolo, ma questo è più pericoloso per noi che per loro…

      purtroppo.

  1. facciamo così… anche loro si possono tenere i nostri politici quando passano dalle loro parti però ci devono promettere che poi non li rilasciano più 😆

      • volevo essere sicuro che nel Sud America capissero il messaggio 😀

        comunque non saranno ostaggi… ma semplicemente “ospiti” proprio come Morales, magari “ospiti a tempo indeterminato”.

        comunque questo Snowden mi fa pensare sempre a Snowball (Palla di neve) della Fattoria degli Animali di Orwell che avevo letto in inglese molti anni fa. Anche Snowball fu perseguitato e poi cacciato 😀

        • il paragone con Snowball di Orwell è geniale.

          dovresti svilupparlo solo un pochino, e ne facciamo un piccolo post, che ne dici?

          quanto alla diffusione del topic in America Latina, be’, effettivamente questo topic è uno di quelli che ha avuto più successo (!) in questa settimana nel mio blog: 55 contatti, così capiamo di che portata di cifre stiamo parlando… (e tu quante volte ci hai cliccato? :))

          sono andato a controllare la distribuzione geografica dei lettori: wordpress non è così accurato come Youtube che te la dà per il totale delle visite e video per video (così che so che una grande parte dei mie spettatori è degli Emirati Arabi – non scherzo! credo che siano emigrati indiani o altro che si guardano i miei video sui loro paesi, se no non so cos’altro pensare); wordpress mi dà solo i visitatori della giornata; nessuno dall’America Latina, però, soddisfazione immensa, uno dall’Indonesia! – che on avrei mai scoperto senza questa ricerca… 🙂

          • non sono così bravo nel fare questo tipo di analisi a confronto. Sono convinto che tu farai un lavoro migliore 😉

            Inizialmente Snowden mi ha fatto venire in mente Snowball per il nome. Però pensandoci effettivamente la storia immaginata da Orwell è molto simile a quella della spia. Un maiale perseguitato dai suoi simili perché detentore di idee diverse e soprattutto diceva la verità agli altri animali della fattoria. Solo che in questo caso Napoleon non è un avversario singolo ma un intero sistema che stando nell’ombra decide il futuro dell’intero mondo (magari anche inconsapevolmente).

            ho trovato questo carino cartone animato. Auguriamo a Snowden di non fare la stessa fine 😀

            • be’, vedo che con l’aria più innocente del mondo stai buttando lì tutto il materiale necessario e lasci a me il lavoro bruto della stesura… 🙂

              vediamo: ho una connessione internet che sul netbook continua a saltare; ora sto scrivendo sul computer fisso tedesco, ma sono troppo scomodo per pensare a un post…. 😉 😉

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