287. la domenica bella dei blog.

è domenica: al risveglio trovo piacevole il freddo che mi ha costretto a cercare il piumone durante la notte e il cielo grigio che insiste per rendere superflua l’idea di sfuggire all’afa in Germania fra qualche giorno.

forse la scarpinata progettata su un altopiano carsico qui vicino verrà cancellata dalla pioggia, forse la giornata virerà nuovamente verso qualcosa che possa assomigliare vagamente all’estate, cosa che per quest’anno sembrerebbe impossibile.

però questa quiete è benefica dopo tre settimane di sbattimento lavorativo un po’ sopra le righe; così faccio colazione a letto aprendo nella casella mail le notifiche dei blog ai quali sono abbonato.

e comincia un viaggio fra persone amiche del quale mi va di rendere conto perché ho voglia di condividerlo e perché mi pare anche giunto il momento di dire un grazie al blog che riempie una parte così importante della mia vita.

* * *

siccome apro le notifiche in senso inverso, ecco che il primo post della giornata è il più recente, o meglio è più recente la notifica di un altro blog che lo ha ribloggato: Scor-date: 7 giugno 1954 Muore Turing: una vita fra enigmi, Intelligenza Artificiale e stupidi.

il topic è di Daniele Barbieri, il reblog di miglieruolo, e ricorda il suicidio di Turing, uno dei più grandi geni del Novecento, condannato per atti osceni, in quanto omosessuale, e costretto alla castrazione chimica.

nell’anniversario della morte di Socrate, il 23 giugno di quel 1954, Turing scrive a un amico:

Turing crede che le macchine pensino.

Turing giace con gli uomini.

Di conseguenza le macchine non sanno pensare.

la conseguenza che Turing avrebbe dovuto trarre è che gli uomini non sanno pensare, piuttosto.

la mia giornata inizia quindi con riflessioni amare, che tuttavia, per qualche inspiegabile motivo, appartengono oramai alla mia personalità profonda, vederle confermate mi procura più piacere che angoscia, o forse è il piacere dell’angoscia.

* * *

cristina bove mi accoglie subito dopo con una delle sue poesie, Accogliere l’inspiegabile; lei cita Jung, ma io la leggo in continuazione col passo precedente, e l’inspiegabile mi pare non tanto fuori dell’uomo, ma dentro di lui.

sembra che la nostra grandezza debba essere scontata da altrettanta follia, ma Cristina ha il dono di parole così misurate e armoniose, che anche l’amarezza diventa un dono, leggendola:

chi s’accontenta di sognare un gesto
e chi si scrolla intriso di realtà
_qualunque sia_

* * *

bettiboohhh, una ragazza di Siena, ha scritto un pezzo tremendo tempo fa: IL CARNEFICE E LA VITTIMA, una testimonianza sconvolgente, quasi una registrazione di un momento di vita vissuta, della violenza amorosa, del delirio del possesso erotico di un maschio sulla donna che è diventata il suo target ed il pretesto per l’espressione di una personalità compulsiva.

E’ fuori la porta e grida t’ammazzo, apri t’ammazzo.
Tanto prima o poi t’ammazzo.
E tu lo sai che succederà. Non sai quando, non sai come, ma sai che lo farà.
Forse stavolta ce l’hai fatta hai schivato la cassetta delle lettere che ti tirava. Sei riuscita ad entrare in casa , ti aveva afferrato per la camicia che si è strappata. Ma, sarà stata la forza che il terrore tira fuori, sei entrata in casa e sei riuscita a barricarti dentro.
Forse ce l’hai fatta. Forse con il paletto non entra.

ho commentato questo testo angoscioso, tempo fa, e purtroppo scritto in maniera potente:

Infatti non si può!

mi sono anche abbonato ai commenti, dunque, ed ecco che leggo a risposta di betty ad un commento che ha fatto la domanda che io volevo, ma non potevo fare:

mi hai letteralmente tenuta attaccata allo schermo. I sentimenti di angoscia e prigioni li hai descritti benissimo, spero che non derivino da esperienze vissute sulla tua pelle :-*

purtroppo ho provato quanto descritto!

avevo pensato a lei un paio di giorni fa leggendo di una blogger che ha descritto per settimane una situazione simile prima di essere effettivamente ammazzata e mi sono ricordato di uno dei primi post che ho scritto sette anni fa su una storia talmente disperante, un altro caso di Cronaca di una morte annunciata, che non ha trovato nessun Marquez sulla sua strada, forse perché gli uomini riescono a raccontare in modo molto più epico gli ammazzamenti che avvengono fra loro e non si sporcano la scrittura raccontando che cosa succede quando un uomo punta una donna per aggredirla e forse anche ucciderla, ma alla fine è soltanto una storia di degrado, che non ha nulla di interessante da un punto di vista maschile.

sono al terzo post della mia domenica lenta, e comincio a rendermi conto con un certo sgomento che il tema non l’ho scelto io, ma che c’è un preciso filo conduttore fra questi topic, ed è la follia umana.

* * *

passo dunque con curiosità alla quartultima notifica, sempre risalendo:  questa viene dal blog di un sacerdote, La moleskine – cioè l’agenda – di un cercatore di Dio.

ci sono soprattutto citazioni su questo blog, quella di oggi è di Paolo Giordano:

Le amicizie si dividono a metà, fra chi ti vorrebbe cambiato e chi ti spera sempre uguale

* * *

segue ad abbellire la domenica, una poesia di Massimo Botturi, l’odore delle pesche

il titolo veramente è un po’diverso, qui sopra ne ho citato solo l’inizio: mi permetto di dire che nella versione completa non mi piace e lo trovo troppo ricercato; quindi leggo e riscrivo a mio gusto: è domenica!

ma la poesia è stupenda come sempre, ed ecco una strofa più minimalista delle altre, che mi piace ancora di più:

La fiamma dal beccuccio del gas è boreale
è un sibilo diretto alla prora della casa
è attesa di balene

* * *

Sendivogius, sul blog Liberthalia cita, Sommossa e Insurrezione, un passo illuminante dai Miserabili di Victor Hugo, con riferimento all’Egitto odierno naturalmente:

La sommossa è una specie di tromba dell’atmosfera sociale che si forma bruscamente in certe condizioni di temperatura e che, nel suo roteare, s’alza, corre, tuona, strappa, spiana, schiaccia, demolisce e sradica, trascinando le nature grandi e le meschine, l’uomo forte e lo spirito debole, il tronco d’albero e il filo di paglia. Guai a colui che essa porta via con sé, come a colui che urta! Essa li schianta l’uno contro l’altro.

Essa comunica a coloro che afferra una straordinaria potenza; colma il primo venuto della forza degli eventi, fa di tutto un proiettile, trasforma in palla da cannone la pietra e in generale un facchino.
A dare ascolto a certi oracoli della politica subdola, dal punto di vista del potere un po’ di sommossa è desiderabile.
Sistema: la sommossa consolida quei governi che non riesce ad abbattere; mette alla prova l’esercito; concentra la borghesia; dà una stiratina ai muscoli della polizia; controlla la forza dell’ossatura sociale. È una ginnastica, quasi quasi, igienica; il potere si sente meglio dopo una sommossa, come l’uomo dopo una frizione.

Sommossa e insurrezione: sono due collere distinte, una delle quali ha torto, l’altra ragione. Negli stati democratici, i soli fondati sulla giustizia, capita talvolta che una fazione sia usurpatrice; allora la totalità si solleva e la necessaria rivendicazione del suo diritto può giungere fino all’uso delle armi. In tutte le questioni che fanno capo alla sovranità collettiva, la guerra della totalità contro la fazione è insurrezione, mentre l’attacco della fazione contro la totalità è sommossa.

egitto-piazza-tahrir

* * *

siccome continuo a leggere il guru sgobbone e pasticcione di Verso un mondo nuovo rieccomi a riflettere sull’Egitto attraverso il suo ultimo post, che naturalmente espone un’analisi della questione perfettamente opposta alla mia.

è molto difficile su tale problema pretendere di avere ragione aldilà di ogni ragionevole dubbio, a meno che non si sia appunto dei guru, ma c’è chi lo fa in nome dei valori assoluti della democrazia formale; qui invece è il complottismo che dilaga: la tesi è che la rivoluzione egiziana è stata orchestrata da Obama (che invece è palesemente messo in difficoltà da uno sviluppo che smentisce la sua linea politica): come mai mancavano cibo e carburanti in Egitto nei giorni scorsi?

uno potrebbe dire: per la crisi finanziaria del paese; l’autore sta invece alle tesi che descrive anche Manzoni quando parla della carestia a Milano: per una congiura dei potenti, in questo caso i militari, che volevano spingere il popolo a protestare per prendere il potere.

lasciamo perdere: non a caso uso questo blog come cartina al tornasole: se scrive il contrario di quel che penso io, è un buon sintomo del fatto che posso avere ragione; se diciamo cose simili, mi guardo attorno per scoprire dove ho sbagliato –  stiamo parlando di uno che riporta senza fare una piega e con evidente soddisfazione anche questa notizia:

1 americano su 4 pensa che Obama potrebbe essere l’Anticristo (!!!)

ma mi pare che questo ci abbia riportato al tema domenicale del delirio nella storia dell’uomo.

* * *

la domenica e le notifiche sono ancora lunghe, chiedo scusa ai moltissimi miei abbonamenti che a questo punto rinuncio a citare, le campane suonano, la luce sembra che stia vincendo provvisoriamente la sua battaglia effimera contro la nuvolaglia; parto per la passeggiata prima che faccia troppo caldo.

ma, prima, ecco un ultimo post: Sotto il selciato, la spiaggia, di Berlino 101, un blog che è un inno d’amore per la capitale tedesca.

Berlino è costruita sulla sabbia, infatti: con un poco di fantasia si tratta della sabbia di una spiaggia lunga decine e decine di km che porta qualcosa del mare fino a lì.

* * *

la vita non è bella, ma non è neppure brutta.

dipende da noi, così come la qualità della domenica.

è la poesia, la variante laica ed individualista della fede, che ce le abbellisce entrambe.

e mi dispiace, perché questo è un bel borforisma, dopotutto, ma, messo qui in fondo, non lo leggerà nessuno.

buona domenica.

12 risposte a “287. la domenica bella dei blog.

  1. La domenica bella dei blog… è vero! Nell’ultimo anno il blog per me è stato un bellissimo spazio per scrivere e condividere ma ancor più per imparare e conoscere tanti altri blogger, tante opinioni, dettagli, punti di vista e mondi. E borforismi, ovviamente… 🙂

  2. Invece c’è sempre qualcuno che ha la pazienza di andare in fondo per cogliere quelle parole preziose che dici anche se sopra io non ci sono 🙂 Buona domenica anche a te 🙂

    • cara amleta, tu sei una donna certamente pericolosa 😉 ma una scrittrice ricchissima e travolgente; quando ti leggo, e lo faccio regolarmente, penso ad Ada Merini, pensa come sparo alto, forse esagero, ma secondo me avete qualcosa in comune, letterariamente parlando, che non è solo quel rametto di follia… 😉

      come ho spiegato, la scelta dei blog non l’ho fatta io, ma l’ordine delle notifiche: era l’unico modo, per non creare delusioni, e avevo provato a scriverlo ben chiaro lì sopra.

      ma chissà, potrebbe esserci in futuro qualche altro blog della domenica, dal quale escludere chi ha già fatto un giro in giostra… 🙂

      • sì, scusa, l’ordine delle notifiche ovviamente è casuale. Non è che mi sentissi proprio esclusa, però….
        Io e Ada? Oddio! solo tu potevi azzardare un paragone così azzeccato. si vede che mi conosci bene allora 🙂

        • se avessi deciso di scegliere io i blog e i blogger, la serendipity dove sarebbe andata a finire?

          no, il bello è che quello del post era proprio l’ordine inverso con cui i post mi sono stati notificati.

          da molto tempo ho imparato a capire che c’è un disegno nel caso e che non bisogna contrastarlo.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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