293. cercansi fucili.

Beppe Grillo va dal Presidente della Repubblica a parlare di fucili.

Napolitano ascolta senza metterlo alla porta.

aveva detto che non voleva Casaleggio fra i piedi, ma Casaleggio è andato lo stesso e non è stato messo alla porta  neppure lui.

ma i fucili di Grillo…

che siano ancora quei 300mila fucili che Bossi si deve essere perso nelle valli bergamasche?

anche gli elettori, probabilmente, gli stessi.

* * *

qualcuno sa dirmi dove sbattere la testa?

la loro, intendo pensandoci meglio (e su sollecitazione di tramedipensieri… ;))

34 risposte a “293. cercansi fucili.

    • naturalmente parlavo, masochisticamente, della mia… 😦

      ma il tuo suggerimento è certamente da accogliere: smettiamola, noi innocenti, di sbattere la nostra testa e cominciamo a sbattere quella dei veri colpevoli. 😉

      solo che in questo caso non avrei neppure dubbi dove sbatterla…

  1. chiedevano se Grillo assomiglia di più a Segni o Bossi… a quanto pare cerca di imitare Bossi.
    d’altronde, il “razzismo” contro “oranghi”, teruni o zombie già c’era…..

    gli elettori son senza dubbio gli stessi.
    i fucili… come detto all’epoca, io vorrei che li tirassero fuori sul serio: tempo due settimane con esercito e polizia avremmo risolto il problema.

    • mi preoccupa, diciamo la verità, questa tua propensione all’uso dei fucili contro gli oppositori del potere costituito…

      soprattutto se rappresentati da pazzoidi inoffensivi come Grillo e i suoi.

      ma forse hai solo dimenticato di mettere la faccina ironica in fondo a questa cavolata che hai scritto. 🙂

      • no, no: io sono serissimo.

        infatti, non intendo prendere personalmente in mano i fucili, questo mai.
        semplicemente, vorrei che finalmente queste minacce venissero portate fino in fondo ed i criminali si mostrassero per quello che sono.
        così la polizia potrebbe rapidamente risolvere il problema

        • e allora più che di cavolata si dovrà parlare di autentica castroneria 🙂

          che cosa ti garantisce, scusa, che la polizia sarà dalla tua parte?

          soprattutto considerando che il Partito Democratico l’ha affidata ad Alfano, assieme al controllo delle prossime elezioni?

          • Ok, allora mettiamo pure che la polizia si schieri con leghisti o grillini del momento….
            diciamo pure che scoppi una guerra civile….

            in ogni caso, anche in questa sciagurata ipotesi, avremo almeno un risultato positivo: la chiarezza di un confronto faccia a faccia.
            Inoltre, magari sarà la volta buona che le Nazioni Unite capiscono che ci servono i caschi blu e una missione di State building

            • non vedo come potrebbe scoppiare la guerra civile se hai appena detto che tu non prenderesti i fucili mai.

              non vorrai che resti io da solo a farla… 🙂

              no no, in un caso del genere (anzi, un pochino prima) io mi accontento di andarmene in Germania e di porre termine al mio forzato esilio in Italia… 🙂

              sei sempre molto fiducioso, vedo, che qualcuno risolva i tuoi problemi al tuo posto… :=)

              • cioè, prima mi accusi di violenza politica, poi quando mi dichiaro politicamente non violento, mi dai dello “scansafatiche”….
                ma io la guerra l’ho messa come eventualità… in fondo, potrebbe scoppiare anche fra grillini e leghisti: sarebbero gli unici armati

                • la guerra civile tra i grilletti e i leghisti?

                  sarebbe come la guerra civile tra gli orango e gli scimpanzé.

                  invece io credo che questi stiano solo dissodando assieme il terreno e che tra poco verrà qualcuno più tosto di loro a prendere il loro posto (giusto per fare anche rima,..)

                  no, non ti ho affatto accusato di violenza politica, non conosco persona che me ne sembri maggiormente aliena; ti ho solo criticato per una presunta propensione alla violenza politica degli altri… 😉

                  e infatti, come vedi, anche qui prevedi una guerra civile alla quale non potresti partecipare.

                  dimmi invece come reagiresti di fronte a un’Alba Dorata che vincesse regolari elezioni grazie al Porcellum e che poi cominciasse a smantellare lo stato di diritto con leggi e riforme costituzionali regolarmente approvate dal Parlamento.

                  • premesso che mi sembra comunque difficile che una qualche “Alba Dorata” italica (diciamo pure: CasaPau) ottenga una maggioranza dei 2/3 (salvo alleanze con M5S…), reagirei
                    combattendo in Parlamento tali riforme;
                    manifestando in piazza;
                    applicando la disobbedienza civile (mia e magari anche degli altri rappresentanti dello Stato);
                    facendo ricorso alla Corte Costituzionale;
                    facendo ricorso alla CEDU;
                    facendo ricorso pure alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea;
                    (nel caso, denunciandoli anche alla CPI)

                    come vedi, tutti mezzi civili e legittimi.
                    non nego che se esperiti tutti questi fosse ancora necessario, potrei pensare di andare oltre.
                    ma mai e poi mai vorrei che ad andare oltre fosse l’esercito.

                    • rispondo qui anche all’altro commento perché sopra la coda è chiusa.

                      intendevi Berlusconi/Grillo? ah già, è una tua accoppiata, direi molto poco realistica, semmai vedo persino meno irrealistica l’accoppiata Bossi/Grillo, dato che pescano in parte in un elettorato simile.

                      ma veniamo al commento qui sopra.

                      per avere la maggioranza in Parlamento non occorrono i 2/3, basta un voto in più di tutti gli altri.

                      e per riformare la Costituzione basta la maggioranza del Parlamento, cioè anche il 20,4 dei voti se ci sono altre 4 liste che pigliano il 19,9% (per fare esempi astratti, ovviamente), e poi basta vincere il referendum confermativo, valido indipendentemente dal numero dei partecipanti.

                      vedo poi che ritieni che un regime autoritario instaurato legalmente e costituzionalmente ti lascerebbe tutti i tuoi diritti costituzionali intatti.

  2. rispondo qui.
    so benissimo le maggioranze richieste in Parlamento, semplicemente ragionavo sul fatto che -proprio perché la maggioranza in Parlamento potrebbe non esser maggioranza nel paese- senza i 2/3 vi sarebbe referendum costituzionale.

    la conclusione “un regime autoritario instaurato legalmente e costituzionalmente ti lascerebbe tutti i tuoi diritti costituzionali intatti” è tutta tua e non risponde alle mie parole.
    io ho detto solo come avrei risposto e, come sempre da quando questa discussione è iniziata, ritengo che le risposte debbano essere nell’alveo costituzionale fino a quando possibile.

    • già, ma i referendum costituzionali si possono vincere, manovrando la propaganda in modo adatto.

      sulla tua affermazione finale figurati poi se non sono d’accordo (chissà, allora, di che cosa stiamo discitendo…;) )

      a questo punto sarebbe interessante ritornare a quello che è stato il punto remoto di origine di questa discussione, cioè l’impeachement del governo Morsi realizzato in Egitto per conto del popolo dai militari, dato che l’evoluzione dei fatti e il progressivo emergere dell’uomo forte generale al-Sisi sembra cominciare a darti ragione… 😦

      il suo appello televisivo è peraltro un grossolano passo falso che dovrebbe indebolire l’appoggio popolare ai militari anziché rafforzarlo.

      vedremo domani.

      • credo la nostra proficua discussione potrebbe fare ancora un bel progresso con questa citazione.
        per il momento sto ancora elaborando il concetto, quindi mi limito a darti gli indirizzi teorici dello stesso e mi riservo di entrarvi in merito.
        non dovessi riuscirsci, confido la lettura ti risulti comunque interessante

        trattasi dell’elaborazione del giurista tedesco Gustav Radbruch in merito alla “ingiustizia legale e diritto sovralegale”
        http://de.wikipedia.org/wiki/Gustav_Radbruch
        http://www.amazon.de/Gesetzliches-Unrecht-%C3%BCbergesetzliches-Gustav-Radbruch/dp/3830504535

        se trovo il testo dell’articolo, te lo indico

        • ho scorso con interesse la biografia di questo grande personaggio, per me completamente sconosciuto, e che ti ringrazio anzi di avermi presentato :), ricavando l’impressione che in Germania vi sia stato un intero strato di intellettualità che con poche eccezioni si è opposto al nazismo, mentre in Italia non si può dire altrettanto per il fascismo e l’opportunismo di intellettuali e accademici ha avuto ben più largo spazio.

          le informazioni sul pensiero di Radbruch nella voce di wikipedia tedesca sono piuttosto limitate, ma anche io ho trovato pertinente in modo particolare alla lunga discussione che stiamo facendo la formula che hai citato anche tu come titolo di un suo libro e che è difficile da tradurre perché in Germania vige l’identificazione di diritto e giustizia in una sola parola, mentre in Italia i due termini vengono visti piuttosto in contrapposizione fra loro; io quindi lo tradurrei così: “Ingiustizia legale e giustizia oltre la legge”.

          ovviamente mi aspetto proprio a partire da questa interpretazione un pieno appoggio alle mie tesi… 😉 😉 😉

          è stato tradotto in italiano, che tu sappia?

          non credo, e se fosse così sarebbe bello farlo.

          • la traduzione comune italiana è quella che ti ho dato.
            sono convinto di averlo letto, almeno in parte in passato, quindi sì: dev’esser stato tradotto.

            • scusa, il commento era partito ancora in bozza, ora è completo.

              può essere che la traduzione diffusa sia quella, ma è tendenziosa e falsificante (non voglio dire sbagliata, ma lo penso): non si può tradurre Unrecht come ingiustizia e poi la parola di cui è il contrario, Recht, come diritto.

              ho già detto della difficoltà di tradurre Recht in italiano, ma se vogliamo dargli il significato di “diritto” dobbiamo tradurre in un modo ancora diverso, mica si può fargli cambiare significato nella stessa frase: questo si chiama cambiare le carte in tavola.

              Violazione legale del diritto e diritto sovralegale: è un’altra traduzione possibile, ma a mio parere meno incisiva e comunicativa della precedente.

              • dovrei controllare, ma personalmente la traduzione mi sembra abbastanza soddisfaciente: “giustizia sovralegare” è appropriato ed “Unrecht” ha un significato prepicuo che, per quanto difficilmente, può avvicinarsi ad “ingiustizia”.
                di certo, “ingiustizia” è più corretta che “violazione legale del diritto”, perché “Unrecht” ha anche il significato di vero e proprio “torto”

                • ho spiegato bene, mi pare, perché secondo me non lo è: introduce in italiano uno slittamento semantico tra due significati diversi che nell’originale certamente non c’è e trasforma una presa di posizione chiara in una formula iniziatica da azzeccagarbugli.

                  ma su questo non ho altro da aggiungere, però di traduzioni me intendo un pochino. 🙂

                    • dai, red, mica è difficile da capire.

                      Radbruch usa un chiasmo: Recht, Unrecht / gesetzliches, uebergesetzliches.

                      ogni traduzione che non sia fatta da un beota o da qualcuno interessato a confondere fin dall’inizio il suo pensiero rispetta questo chiasmo e cerca di renderlo anche nell’altra lingua, perché è l’essenza del suo stesso pensiero.

                      ti ricordo De Sausurre: il significato di un testo (e anche il titolo di un saggio, nel suo piccolo, è un testo) è dato dall’intreccio fra testo e struttura del testo, oltre che dal rapporto fra testo e contesto: non lo si interpreta né comprende semplicemente sulla base dei valori semantici delle parole che lo costituiscono, ma la sua struttura è ancor più importante ai fini del significato.

                      però, d’accordo, non ci sei arrivato tu da solo, quindi dev’essere sbagliato…

                    • scusa, la traduzione è “ingiustizia legale e giustizia sovralegale”

                      ingiustizia [Unrecht] / diritto [Recht] (o giustizia che dir si voglia)
                      legale [gesetzlich] / sovralegale [übergesetzlich]

                      la struttura data da Radbruch mi pare perfettamente rispettata.
                      oppure non ci stiamo capendo

  3. e certo che non ci stiamo capendo!

    tu hai dato, all’inizio di questa discussione, che è diventata un miniscontro, un’altra traduzione: “ingiustizia legale e DIRITTO sovralegale” (concetto questo anche abbastanza fumoso).

    poi, come ti succede sempre più spesso (e se lo dico io… :)) ti sei via via incaponito sempre di più.

    questa traduzione che riporti adesso è accettabile; io avevo proposto una formula molto simile: “Ingiustizia legale e giustizia oltre la legge”.

    la piccola differenza è legata al solito problema di rendere in italiano ueber (a partire da Uebermensch di Nietsche) che un po’ è “al di sopra (senza contatto) un po’ è “al di là”, per cui, volendo, Uebermensch si potrebbe anche provare a tradurlo “Al di là dell’uomo”.

    comunque questo è davvero un dettaglio, e la traduzione, che hai proposto ADESSO, sta bene

  4. Pingback: Napolitano nove anni nei miei blog: 2013, al governo per interposto Letta – 64. | Cor-pus·

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