312. Napolitano: chi semina ventaglio raccoglie obbligata tempesta.

 Si può mettere a repentaglio la continuità di questo governo, impegnato in un programma di attività ben definito, senza offrire pesanti ragioni ai più malevoli e anche interessati critici e detrattori del nostro paese, pronti a proclamare l’ingovernabilità e inaffidabilità dell’Italia ?

I contraccolpi a nostro danno, nelle relazioni internazionali e nei mercati finanziari, si vedrebbero subito e potrebbero risultare irrecuperabili.

si è mai sentito in settant’anni di repubblica italiana un Presidente della Repubblica che difende il governo esistente e accusa l’opposizione di essere anti-italiana?

sì, forse, ma in anni molto lontani, prima di Ciampi, prima di Scalfaro, prima di Pertini.

forse al tempo di Cossiga, di Leone, di Gronchi, presidenti di destra che attaccavano l’opposizione.

* * *

il discorso di Napolitano di ieri, il discorso del Ventaglio, fatto, si noti bene, ai giornalisti, come per suggerirgli che cosa devono scrivere sui giornali, passerà nei libri di storia come il manifesto ideologico del nuovo presidenzialismo italiano e l’inizio ufficiale di una dittatura di fatto già instaurata sotto parvenza parlamentare?

io credo di no, questo è un percorso verso il suicidio politico: Napolitano sta tirando una corda che si spezzerà.

se lui è il vero capo del governo e ci comporta come tale, la caduta del governo travolgerà anche lui, e ancora nel 2013 o poco dopo l’Italia potrà avere non solo due papi che scrivono una enciclica assieme a quattro mani come una banda rock, ma anche due presidenti della repubblica, uno dimissionario anche lui.

credo che Napolitano stia semplicemente logorando e rendendo poco credibile l’unica istituzione che ancora reggeva della seconda repubblica: il presidente.

* * *

grazie anche a lui, inizialmente: occorre ben ricordare che Napolitano fu eletto sette anni fa come alternativa a D’Alema e al suo esplicito manifesto presidenzialista di allora, e che per i rimi anni della sua presidenza si è mantenuto fedele al disegno originario.

il deragliamento ha coinciso con la fine del berlusconismo: è come se, oramai abituato e mitridatizzato dal presidenzialismo berlusconista, il Partito Democratico abbia scoperto che no si poteva più vivere senza un presidenzialismo alternativo; e allora ben venga quello di Napolitano che dal novembre 2011 è il vero capo del governo e come tale si comporta, trattando il presidente del consiglio, sia egli Monti oppure Letta come propri sottoposti.

* * *

è chiaro che siamo di fronte ad una alterazione della nostra Costituzione sostanziale, anche se poco riconoscibile in apparenza.

perché costituzionalmente il nostro Presidente della Repubblica non è politicamente responsabile delle sue azioni.

ma se si comporta da capo del governo, è come dire che il governo non è più responsabile politicamente, cioè davanti agli elettori,

e a questo punto la democrazia è finita, il potere è fuori controllo e si fonda su stesso soltanto.

* * *

naturalmente questo progetto neopresidenzialista funzionerà soltanto se vi sarà una ripresa economica, e questo lo sa bene anche Napolitano, che dice:

E’ possibile cogliere in modo obbiettivo e puntuale segni incoraggianti di stabilizzazione e ripresa dell’attività produttiva nella seconda metà di quest’anno, pur essendo il 2013 destinato a concludersi con un calo del PIL dell’1,9 per cento in media d’anno.

ma Napolitano conosce anche bene “i rischi che sui mercati finanziari corre ancora l’Italia, sensibile – per via dell’alto debito pubblico e di deboli prospettive di crescita – “alle variazioni” – si sottolinea – “del clima di fiducia degli investitori”, condizionato anche dalle valutazioni degli analisti”.

però questi rischi sono molto reali, anche a fronte della inattività del governo e del carattere completamente sbagliato della politica economica proposta (eliminazione dell’Imu, per alimentare i consumi dei benestanti, anziché una solida aggressione e riduzione del debito pubblico con misure straordinarie).

però Napolitano abbandona il suo marxismo giovanile e rovescia completamente il discorso, dandogli solide basi autoritarie: se questo avverrà, la colpa sarà degli oppositori politici:

Inutile dire come il clima di fiducia verso l’Italia (…) potrebbe invece peggiorare anche bruscamente dinanzi a una nuova destabilizzazione del quadro politico italiano.

sarà dunque la politica, secondo Napolitano, a destabilizzare l’economia e non viceversa.

* * *

questo discorso è molto molto brutto, ma proseguendo si arriva a passaggi davvero superiori ad ogni immaginazione: 

Occorre sgombrare il campo egualmente da gravi motivi d’imbarazzo e di discredito per lo Stato e dunque per il paese, come quelli provocati dall’inaudita storia della precipitosa espulsione dall’Italia della madre kazaka e della sua bambina, sulla base di una reticente e distorsiva rappresentazione del caso (…).

Siate certi che mai indulgerò alle tendenze di taluni a “fare della stampa un bersaglio”, o ad attribuirle colpe di parole e scelte dei politici.

Ma il mio richiamo alle responsabilità del momento si rivolge certamente anche alla stampa.

Napolitano all’incontro annuale con i giornalisti, sede tradizionale di consueti pistolotti sulla libertà di stampa, li bacchetta invece per dare una rappresentazione “distorsiva” del caso kazako, del quale si sta occupando persino l’ONU?

segno evidente che almeno fuori d’Italia qualcuno sta seguendo con evidente preoccupazione l’avvitamento reazionario in atto nel nostro paese…

* * *

ma a questo punto lascio del tutto la parola a lui e affido ai miei quattro lettori il compito di giudicare il discorso di un Presidente della Repubblica che non intende più rappresentare l’intera nazione, ma solamente quella sua parte che appoggia il governo:

(…) da parte di forze politiche di opposizione si tende in questo momento a far franare un equilibrio politico e di governo che si giudica spurio prima ancora che inadeguato.

Per spingere il paese, le sue istituzioni rappresentative, verso quale sbocco?

Tutti i propositi alternativi, anche se appaiano velleitari, possono essere legittimi. Ma inviterei coloro che lavorano su ipotesi più o meno fumose o arbitrarie, a non contare su decisioni che quando si fosse creato un vuoto politico spetterebbero al Presidente della Repubblica e che io – mi spiace, Presidente Sardoni, di non poter rispondere a quelle sue domande – non starò certo ora ad anticipare.

Non ci si avventuri perciò a creare vuoti, a staccare spine, per il rifiuto di prendere atto di ciò che la realtà politica post-elettorale ha reso obbligato e per un’ingiustificabile sottovalutazione delle conseguenze cui si esporrebbe il paese.

obbligati, presidente.

8 risposte a “312. Napolitano: chi semina ventaglio raccoglie obbligata tempesta.

  1. commento via mail:

    Ho la memoria corta o ho preso una svista?
    Credo invece che non mi sbaglio nel constare che da ieri ad oggi a questa ora sono passati per il tuo blog la bellezza di 1.550 lettori.
    E’ vero? da che cosa dipende.
    Buona giornata,

    • sono quasi tutti concentrati sul post sulla glaciazione, e dipende dal fatto che è stato ripubblicato da un sito di informazione evidentemente molto più frequentato del mio blog 🙂

      tranquilla, vedrai che l’onda alta oggi è già passata e torneremo al grigiore usato… 🙂

      • capita che nei miei blog ci siano “fiammate” di ingressi, su certi post, ormai ho capito che a volte selle specie di spam automatiche si buttano sul blog, e vedi che certi giorni, dalla Russia, o dall’Ucraina, o dagli Usa ci siano più ingressi che dall’Italia, per me ho capito così:)

        • per me il record assoluto e credo non verrà mai superato fu quando avevo il blog sull’altra piattaforma e di maggio avevo pubblicato un post ironico dal titolo Modello 730, ed ebbi 27.000 contatti in un giorno. :=(

          questi no, almeno sembrano stati contatti reali, a giudicare dal fatto che alcuni di loro hanno commentato e c’è ancora in corso una discussione molto puntuale e documentata.

  2. anche io ho trovato il discorso di Napolitano veramente inopportuno, ma credo che di qui a parlare di presidenzialismo o altro ce ne passi.
    certo, dipende molto dal prossimo presidente.
    in fondo, vista anche la straordinarietà della rielezione, che Napolitano logori la propria figura non un male assoluto…

    • questo commento mi piace molto (a differenza di altri ;)), soprattutto nella conclusione che mi aiuta ad un punto di vista più distaccato.

      il presidenzialismo sta nel fatto che il presidente si comporta da capo del governo e non da presidente garante di tutti: alterazione sostanziale della costituzione, che Napolitano sta forzando passo dopo passo già anticipando la riforma in gestazione.

      ma non ripeto gli argomenti portati sopra, che evidentemente non ti convincono.

      e io guardo sconcertato alla progressiva divaricazione dei nostri punti di vista e mi domando come abbiano potuto due o tre anni di discussioni nascondere così bene divergenze tanto importanti in profondità.

  3. commento di spam mirata:

    Quindi “né stasera né poi” il presidente della Repubblica parlerà di riforme istituzionali e ”resterà assolutamente neutrale”. Il capo dello Stato ha ricordato infatti che la questione “è all’ordine del giorno della Commissione che si sta costituendo e sarà discusso nel comitato di esperti”. Solo allora, ha aggiunto il presidente, “si entrerà nel merito”. Ma che riforme e vita del governo vadano a braccetto Napolitano lo fa capire bene. Dice che “assolutamente” il governo Letta non ha alcuna scadenza, ma rappresenta per il Paese e le forze politiche “una scelta eccezionale e senza dubbio a termine”, vista la straordinarietà della coalizione che sorregge l’esecutivo. E proprio per questo oggi il capo dello Stato ha ringraziato i partiti di maggioranza per lo sforzo fatto: ”una scelta – ha detto – che comporta sacrifici per i singoli partiti”. Certo, Napolitano ha “apprezzato molto che il 29 maggio le Camere abbiano approvato una mozione in cui sono indicati i tempi delle riforme. Diciotto mesi sono un termine più che appropriato. Sarà un processo molto complesso, l’importante è tenere il ritmo”. La scadenza è la fine del prossimo anno, ma “di qui a un anno si capirà a che punto siamo, si capirà se l’Italia si è data una prospettiva nuova”. E’ anche vero che a partire dall’operazione del Quirinale che ha portato Mario Monti a Palazzo Chigi il ruolo del presidente della Repubblica è molto cambiato, a detta di molti costituzionalisti. Durante la fine del primo mandato e soprattutto l’inizio del secondo (con la formazione di un governo voluto da lui) le prerogative del capo dello Stato sembrano essersi via via rafforzate.

  4. Pingback: Napolitano nove anni nei miei blog: 2013, al governo per interposto Letta – 64. | Cor-pus·

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