320. se Bagnai diventa il secondo guru di Grillo e 5 stelle diventa nazista.

il topic di ieri sul blog di Grillo rappresenta una svolta politica importante in senso definitivamente antitedesco e antieuropeo, ponendo fine ad un lungo periodo in cui il Guitto che guida il Movimento 5 Stelle ha cercato di giocare su due tavoli e di far credere che il suo obiettivo fosse di far decidere al popolo se restare in Europa oppure uscirne, ed assume per la prima volta a propria stella polare sulla questione Europa quell’altro guitto, ma non di professione, che è Bagnai.

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ma prima di affrontare i lati economici della scelta, voglio dedicare una sezione di questo mio intervento agli aspetti psicologici deteriori della propaganda antitedesca di cui Bagnai è stato un vistoso protagonista, ma che oramai dilaga per forza irresistibile anche in ambienti che si consideravano e magari ancora si considerano di sinistra.

Il diavolo veste Merkel, intitola Grillo: quindi il capo del governo tedesco per lui è il diavolo…

do forma organica ad alcuni spunti di riflessione sparsi qua e là nei mesi passati e passo a documentare perché, dal mio punto di vista, l’antitedeschismo dell’Italia di oggi è l’esatto corrispondente dell’antisemitismo nazista.

cominciando da una premessa: il nazismo fu un tipico movimento populista da classe media, non delle elites, neppure di quelle conservatrici, che si illusero soltanto di poterlo utilizzare e per questo lo aiutarono ad affermarsi alla fine della sua scalata al potere, e il razzismo del quale il nazismo si nutrì ebbe le stesse caratteristiche.

il razzismo nazista era per così dire socialmente centrista e serviva a ricompattare psicologicamente la piccola borghesia attorno ad alcune certezze, prima di tutto psicologiche.

il razzismo nazista infatti si manifestava in due forme, che si combinavano fra loro.

da un lato l’odio razziale per chi era considerato inferiore, ad esempio gli zingari o gli omosessuali: era uno sbocco all’odio della classe media per i poveracci, che desidera opprimere e grazie al razzismo ci riesce meglio.

poi c’era l’odio quasi più feroce per chi era sentito come superiore: gli ebrei in Germania non erano un piccolo gruppo emarginato e perseguitato, ma un’élite culturale ed economica, che venne spazzata via come ostacolo alla affermazione dei mediocri.

una variante dell’odio antisemita dei tedeschi di ottant’anni fa l’ho trovato di recente nel drammatico razzismo anticinese in Indonesia, che da poco tempo si sta cercando di superare dopo i massacri della minoranza cinese atroci e anche piuttosto recenti.

un meccanismo analogo funzionò nel Ruanda sia nel 1963 sia nel 1994 nello spingere la classe media degli hutu, in prevalenza agricoltori, al massacro dei tutsi (da noi noti piuttosto come watussi), in prevalenza allevatori di bestiame, e dunque sentiti come una élite sociale più elevata.

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l’odio per chi appare più efficiente, più ricco, più colto è una delle degenerazioni possibili della vita sociale umana, al pari dell’odio per il diseredato o per l’appartenente ad un’altra cultura, o meglio ancora per il diseredato appartenente ad un’altra cultura.

fa venire i brividi pensare che Marx ritenne di potere fondare su questo istinto, che chiamò l’odio di classe, le speranze di un mondo futuro più giusto, e non stupiscono le aberrazioni nate dal suo movimento di pensiero, dato che proprio le sue radici erano intrinsecamente sbagliate e tali da porre le premesse dei massacri staliniani, ripetutisi ciclicamente anche altrove dalla Cina alla Cambogia.

l’unica cosa che consola nell’Italia di oggi è che, a parte i sudtirolesi di origine germanica, che fanno caso a sè, e che potrebbero essere spinti a reclamare l’indipendenza se la tendenza antigermanica dovesse prendere piede, in Italia di tedeschi non ce ne sono, e dunque questo proposto da Bagnai e da Grillo rimane un odio astratto e privo di conseguenze pratiche, se non l’abbandono dell’Italia, invivibile anche per tanti altri aspetti, da parte di chi ormai spera di essere più tedesco che italiano, come me.

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ma ancora più preoccupanti di questi accenti propagandistici purtroppo difficilmente contrastabili, perché l’essere umano ama scaricarsi dei suoi errori e delle sue responsabilità e chiunque lo aiuta a farlo è molto più gradito di chi invece richiama a correggersi, sono le considerazioni che ne vengono ricavate in termini di politica economica.

e qui passo a commentare l’articolo del blog di Grillo che ho riprodotto quasi integralmente.

l’esordio è sconcertante:

L’ultimo default dell’Italia è del 3 settembre 1992 quando il presidente del Consiglio Amato annunciò in diretta televisiva la svalutazione della lira.

lo si dice in tono nostalgico e lo si propone come un modello di comportamento: la proposta è di fregare chi ci ha prestato i soldi.

discorso doppiamente stupido perché una parte importante, anzi prevalente, dei creditori dello stato italiano sono oggi i cittadini italiani stessi, che si vedrebbero rapinati dei loro risparmi.

nessuna proposta di selezione dei creditori e di trattamenti differenziati verso la grande finanza e verso i piccoli risparmiatori, ma un discorso confuso che mette tutti in un sacco e per primi coloro che ci credono…

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Svalutare una moneta che si controlla in cui è espresso il proprio debito pubblico equivale a ristrutturare il debito verso i creditori esteri.

questa affermazione è completamente falsa: svalutare una moneta significa togliere valore reale a chiunque la detenga, e dunque primariamente ai propri concittadini.

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L’Italia ha interessi sul debito pubblico, che ha raggiunto 2.047 miliardi, sempre più alti. Nel solo mese di maggio con 32 miliardi di nuovo debito pubblico pagheremo circa 1,5 miliardi di euro in più di interessi annui.

i dati sono corretti, a parte la frase demenziale sui debiti annui che si pagheranno nel solo mese di maggio (ma non è già passato, maggio?), ma l’analisi che segue è totalmente sbagliata.

In sostanza, come analizza Alberto Bagnai nel suo “Tramonto dell’Euro“, il risultato è stato un trasferimento netto di reddito nazionale dai servizi primari ai contribuenti, sanità, scuola, sicurezza, ai detentori del debito, soprattutto alle banche italiane e estere.

no, soprattutto alla classe media interna che detiene in maggioranza i titoli del debito pubblico italiano.

* * *

ed ecco che segue una completa rassegna delle aberranti tesi economiche di Bagnai: la colpa della crisi italiana è dello SME prima e dell’euro dopo.

non della corruzione, della burocrazia, dell’ignoranza che hanno preso piede per la crisi della scuola, non dell’inefficienza e della stupidità dei raccomandati nei posti di comando: la colpa è dell’Europa, colpevole di funzionare, e dei tedeschi, colpevoli di funzionare al meglio in Europa, pur con i loro limiti.

Nello SME nel quale eravamo entrati nel 1978 legandoci mani e piedi ad un cambio rigido penalizzante che ci fece rinunciare alla leva della svalutazione.

ha appena detto il contrario e che nel 1992 una svalutazione ci fu.

Nulla di diverso rispetto a oggi.
Allora fu lo SME a legarci le mani, oggi l’Euro
Allora emettevamo debito in una valuta nazionale di cui non controllavamo il valore rigidamente fissato nello SME. Oggi è peggio perché ci indebitiamo in una valuta estera (tale è l’Euro per aver rinunciato alla nostra sovranità monetaria) non potendo usare la leva del cambio

secondo Bagnai l’euro è una valuta estera per tutti i paesi dell’area euro, primo esempio nella storia di stati che tutti usano una moneta che non è la propria..

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Oggi come allora i rendimenti che l’Italia dovrà offrire per rendere appetibile il suo debito non potranno che salire.

questa è l’unica affermazione corretta; naturalmente la domanda che dovrebbe immediatamente seguire è se i tassi cresceranno di più per una moneta nazionale che si è appena svalutata e che promette di farlo al più presto di nuovo, oppure restando dentro una valuta transnazionale.

* * *

Oggi come allora sarà il mercato ad imporci una decisione: allora si trattò di abbandonare lo SME e svalutare, oggi si tratterà di decidere se ristrutturare il debito restando nell’euro o tornare alla lira.
Solo così l’Italia tornerà a vedere la luce.

solo così, cioè, anche se non è detto certo chiaramente, col ritorno alla lira.

la generalità degli economisti considera queste come pure follie.

e del resto la Grecia è stata costretta a ristrutturare il debito e i creditori europei sono stati costretto ad accettarlo, restando dentro l’euro.

non è necessario uscire dall’euro, dunque, per ristrutturare il debito.

* * *

La Storia è piena di entrate e uscite di Paesi da aree monetarie comuni. Queste sono normalmente imposte da Paesi forti (USA con Bretton Woods, Germania con l’Euro) con fini di annessione economica via export verso le zone più deboli e/o al fine di tutelare i propri crediti in tale area monetaria. Il sistema a cambi fissi di Bretton Woods ad esempio servì agli Stati Uniti per tutelare la propria posizione creditoria verso l’Europa dovuta al Piano Marshall dopo la Seconda guerra mondiale. 

l’identificazione del sistema internazionale dei tassi fissi di Bretton Woods con l’area euro è una tale bestialità economica che lascia senza parole.

però è inutile argomentare, perché l’italiano medio, culturalmente abituato all’etica del malaffare capisce soltanto:  freghiamoli tutti e gongola all’ipotesi.

* * *

Il credito della Germania verso l’Europa è il lato oscuro della medaglia del debito di Italia e Spagna. Invece di prestare ai PIGS il Nord Europa preferisce prestare alla BCE che a sua volta fornisce liquidità ai PIGS. Con tale sistema, chiamato “Target 2“, la Germania ha accumulato 600 miliardi di euro di crediti verso la periferia dell’Europa via BCE.

questi odiosi prestiti tedeschi ai paesi europei in difficoltà, che in Germania suscitano aspre proteste per la rischiosità della manovra, chiamansi in realtà aiuti, per difendere l’euro, e le considerazioni che seguono da parte del Grullo diconsi sputare nel piatto da cui si mangia.

La tutela di tali crediti è l’unico criterio che la guida.

indovina se non è così per tutti i creditori: i creditori non tedeschi ardono invece dalla voglia di prestare soldi all’Italia sena garanzie e possibilmente a fondo perduto…

ma come si fa a scrivere delle sciocchezze simili?

* * *

Non importa che i 600 miliardi siano stati costituiti da parte della Germania violando gli stessi accordi europei che oggi essa impone agli altri. Infatti sforando ampiamente il 3% di deficit nel 2003 la Germania ha finanziato riforme strutturali che nel decennio successivo le hanno dato un vantaggio competitivo grazie ad un’inflazione minore dei partner europei e ad un basso costo del lavoro ottenuto grazie alla forza lavoro della Germania dell’Est. Ciò si è tradotto in vantaggi di prezzo e nel boom delle esportazioni verso l’Europa..

in sostanza: la Germania si è arricchita facendo una intelligente politica economica che l’Italia negli anni del berlusconismo non è stata capace di fare…

di chi è la colpa? di Berlusconi e degli italiani berlusconiani?

ma no: della Germania, naturalmente!

e la Germania sarà ancora più colpevole, naturalmente, se gli italiani seguendo le idee demenziali di Bagnai e Grillo andranno in completa rovina.

a questo punto anche una guerra ci starebbe bene, per fargliela pagare…

* * *

Sarebbe bastato imporre il pareggio della bilancia commerciale invece del pareggio di bilancio per avere una storia completamente diversa che avrebbe tarpato le ali alle politiche mercantiliste del Nord Europa.

imporre in costituzione il pareggio della bilancia commerciale…: una follia pura!

mettiamoci pure il comunismo di guerra e il tesseramento del pane…

* * *

quasi conclusione della nuova diabolica coppia, anzi del trio per niente jazz Grullo, Casaleggio e Bagnai:

La politica italiana ha venduto l’anima al diavolo teutonico in cambio della propria sopravvivenza a spese della collettività su cui ha riversato austerità e deflazione.

questo è il linguaggio esatto del populismo nazista e siccome è molto difficile fermare l’onda con le mani, a me pare che sia già segnato il destino dell’Italia, divisa tra le principali correnti politiche del berlusconismo parassitario, del populismo fascistoide grillino e della totale perdita di identità dei Democratici, partito allo sbando e oramai in via di essere fagocitato dal primo.

nessuna di queste forze politiche è in grado di offrire la minima speranza di ripresa al paese, ma tanto meno i Grilletti, ora che si sono posti al servizio di Bagnai.

10 risposte a “320. se Bagnai diventa il secondo guru di Grillo e 5 stelle diventa nazista.

  1. commento di spam mirata:

    cioè circa 20 volte le spese militari: in altre parole l’intero debito pubblico americano è pari a 20 anni delle sue spese militari.

  2. commento di spam mirata:

    Ripeto: il problema non è che Grillo non dia la diagnosi giusta. Il problema è che dà sistematicamente quella sbagliata, rinviando tutto a debitopubblicobbruttocastacriccacoruzzioneladriiiiiii.

  3. commento di spam mirata:

    Questo giochetto, e cioè utilizzare il grimaldello del debito pubblico, gonfiato ad arte dalla finanza internazionale, per poter riformare in senso neoliberista l’economia degli stati, è stato usato nel corso degli anni, come abbiamo detto, proprio nei confronti di quei paesi che avevano bisogno di un “aggiustatina” economica, o che risiedevano su territori appetibili economicamente, o possedevano una vasta mano d’opera a basso costo desiderosa di farsi sfruttare. E non solo in Argentina o in Cile, in Corea del Sud o in Messico come in Brasile o in Bolivia, ma anche in quei paesi del “primo” mondo che avevano bisogno di una svolta liberista, come l’Inghilterra della Thatcher o gli Stati Uniti di Reagan. Questi episodi storici di introduzione forzata di misure neoliberiste sono partiti tutti dall’assunto di un debito pubblico troppo elevato, di una riforma dell’economia per ridimensionarlo e dell’impossibilità di andare avanti in questo modo. Proprio grazie a questo, e alla battaglia culturale (stravinta) sulla necessità di avere un debito in ordine per marciare verso il progresso e il benessere, è stato possibile la vittoria schiacciante del neoliberismo in molti stati. Oggi è il turno dell’Italia, della Grecia, della Spagna, del Portogallo e dell’Irlanda. Sebbene paesi capitalisti e liberisti, hanno ancora uno strato socio-economico basato sulla presenza dello Stato nell’economia, hanno ancora un potenziale non indifferente di profitto per la finanza speculativa mondiale.

  4. in realtà quella su Rwanda è un pò una semplificazione (“hutu” e “tutsi” non erano, intanto, categorie fisse, ma molto flessibili. furono soli i belgi a radicalizzarle attribuendo agli ultimi funzioni superiori). ma ovviamente non è l’oggetto del post.

    in realtà, questo odio per il “superiore” non mi sorprende affatto… in fin dei conti, l’invidia è condannata come peccato capitale anche dal cattolicesimo.
    potremmo però ricollegarlo a quell’idea di Josè Ortega y Gasset ‘la ribellione delle masse’, secondo cui la classe media ha cominciato ad affermare la propria superiorità anche intellettuale sulle altre negli ultimi 2 secoli… prima, sarebbe stato impensabile.

    dovrei ricontrollare, ma son convinto che anche le riflessioni di George Steiner ne ‘il castello di barbablù’ ti risulterebbero utile (a conferma, direi).
    sarebbe da integrare questi tre autori per sviscerare il fenomeno del grillismo…

    sui dati economici, non ho di che aggiungere, tanto ne hai illustrato la follia.
    anzi, prendo e ripubblico

    • sì sono consapevole che quella sul Ruanda è una semplificazione, ma non potevo far deragliare il post in un’analisi più dettagliata di quella situazione…

      le integrazioni che suggerisci sarebbero interessanti se fosse in vista una evoluzione di questo topic verso un articolo vero e proprio…

      ma, sbaglio o gli autori che citi sono due e non tre? (non dirmi che inconsciamente hai considerato Ortega y Gasset come due autori… ;))

  5. Pingback: masticone alla prova della discussione. | bortocommentando·

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