326. i bresciani nella quinta guerra d’indipendenza contro le altre quattro.

il consiglio provinciale bresciano ha stabilito in questi giorni “la facoltà del popolo lombardo di invocare e rivendicare il diritto alla verifica referendaria, in modi e forme legali e democratiche, dell’atto di annessione della Lombardia all’ordinamento statutale italiano – statutale dev’essere un errore di battitura – a seguito delle guerre risorgimentali” e si è impegnato a “sostenere con ogni mezzo a disposizione del Consiglio provinciale e della Giunta provinciale, quell’insieme di iniziative spontanee che mirano ad ottenere l’indizione della consultazione referendaria al fine di accertare la volontà del popolo lombardo in ordine alla propria autodeterminazione”,

Libero, che dà la notizia assieme al Corriere, dice che lo slogan Padania libera può diventare realtà, ma deve avere le traveggole perché la Provincia di Brescia ha approvato di sostenere un referendum non per l’autodeterminazione della Padania, ma della Lombardia: è la Padania che va in crisi per prima.

* * *

del resto le idee partorite dalla Lega in questi anni sono state una più fantasiosa dell’altra: prima venne quella di Brescia regione, poi – con linearità perfetta. quella di macroregione che doveva incorporare tutte le regioni del mitico Nord; e adesso tocca al referendum per l’indipendenza della Lombardia: non c’è una proposta che vada assieme con l’altra.

questa poi va contro perfino la Costituzione e non contro un articolo qualunque, ma contro uno dei Principi fondamentali, immodificabili, per comune convinzione dei costituzionalisti, anche se la Costituzione stessa non lo dice.

Art. 5

La Repubblica, una e indivisibile (…)

ovviamente, una proposta del genere è semplicemente anticostituzionale ed eversiva: i partiti che a livello locale hanno votato questa proposta demenziale dovrebbero essere sciolti e messi fuorilegge, come avviene in altri paesi per l’ETA che vuole l’indipendenza dei paesi baschi o per i separatisti corsi, nonché per quelli sudtirolesi degli anni Cinquanta-Sessanta o quelli siciliani della fine degli anni Quaranta.

* * *

quando ero bambino e vivevo in Sued Tirol la volontà di molti nella minoranza di lingua tedesca di staccarsi dall’Italia veniva considerata semplicemente terrorismo e combattuta come tale.

vediamo allora chi sono i terroristi bresciani di oggi, dato che la Lega non ha la maggiorana assoluta in Consiglio Provinciale: oltre a loro, il Popolo delle Libertà (vuoi che si neghi la libertà di creare un confine tra Sirmione e Peschiera?) e anche i Fratelli d’Italia, che da questo momento a Brescia si sono trasformati nei Fratelli di Lombardia.

l’Italia dei Valori, invece, si è astenuta, alla fine delle due ore di dibattito in Consiglio Provinciale:  non sapeva che valori prendere...

Diego Invernici, di Fratelli d’Italia, ha voluto dare una pubblica spiegazione al suo voto stupefacente favorevole al referendum per la secessione:

Abbiamo voluto dare un segnale a Roma che sta accentrando ogni decisione, togliendo potere al territorio. Ma sia chiaro, noi saremo sempre contrari all’indipendenza delle regioni dal contesto nazionale.

chiaro, anzi chiarissimo no?

e questa è la classe politica dirigente della regione più avanzata, spiace dirlo, ma potrebbe essere per poco, dell’Italia.

* * *

Rolfi, segretario provinciale bresciano della Lega Nord del Carroccio, suona le trombe in attesa di far rullare i tamburi:

Si tratta di una data storica per la nostra terra. Per la prima volta un ente istituzionale si esprime in modo favorevole alla promozione di un referendum popolare attraverso cui i cittadini lombardi possano liberamente esprimersi in merito all’indipendenza della regione”.

ma non è una cosa seria: neppure decidono di farlo il referendum, ma semplicemente di appoggiare (come?) coloro che vogliono farlo.

l’idea era portata avanti sinora dal gruppo Color44, presentato a Milano il 23 marzo scorso; al sito del gruppo non mi è possibile accedere perché il mio antivirus lo blocca dichiarandolo pericoloso e in grado di iniettare virus, probabilmente quello della stupidità.

la raccolta delle firme è già partita e in pochi mesi sono arrivate finora ben 2.412 adesioni su 10 milioni circa di cittadini lombardi.

però l’iniziativa stava creando dissesto dentro la Lega Nord: ad esempio vi ha aderito la segreteria della Lega del varesotto, luogo di nascita della Lega stessa, che ha dichiarato che “la consultazione referendaria è prevista dal diritto internazionale”: ma ha trascurato che è vietata dalla nostra Costituzione, che è stata scritta nel periodo del separatismo siciliano ed è piuttosto dura con i separatismi.

questa delibera è dunque soltanto un favore fatto alla Lega per aiutarla a combattere la concorrenza imprevista che può metterla alle corde e svelare il suo inganno propagandistico nel campo dell’indipendenza della Padania, slogan agitato da vent’anni per il popolo padano bue.

* * *

però lasciatemi fantasticare per un momento su questa Lombardia indipendente.

intanto penso che la cittadinanza verrà concessa su base rigorosamente etnica soltanto a chi potrà dimostrare di essere figlio di lombardi almeno da due generazioni e non semplicemente a chi è nato in Lombardia: altrimenti mi spiacerebbe scoprire di avere figli e nipoti di una nazionalità diversa dalla mia.

ma è proprio così che andrà a finire, invece: dato che la loro mamma è bresciana, mi ritroverò straniero nella mia famiglia.

poi mi chiedo se la Lombardia indipendente aderirà oppure no all’Unione Europea: ma anche ammettendo che non ci sia una guerra dello stato italiano contro gli indipendentisti, come avvenne con gli altri separatismi sopra ricordati, immagino che l’Italia almeno porrà il veto all’ingresso del nuovo paese nell’Unione, sempre che questo nuovo stato lo chieda.

resterebbe come possibile punto di riferimento la Svizzera, che però non avrà nessuna intenzione di farsi fagocitare dall’ingombrante vicino.

suppongo che il nuovo stato sarebbe escluso anche dall’aerea di Schengen, e che quindi ci sarebbe un passaporto lombardo col simbolo del Carroccio da esibire alla frontiera, all’entrata e all’uscita e che per andare in autostrada da Torino a Verona si dovrebbero fare anche le code, oltre che ai caselli, in dogana. 

TIR compresi, ovviamente.

lo stesso dicasi per la moneta, che non sarà più l’euro, per gli stessi motivi, ma una moneta locale, per la gioia di Bagnai, e immagino che potrà chiamarsi lo sghéo.

ma a me che ho lavorato per tutta la vita per lo stato italiano in Lombardia, la pensione chi me la pagherà?

lo stato italiano residuo jn euri, la Lombardia in sghei, oppure più nessuno dei due perché passeranno il tempo a litigare per stabilire a chi tocca e noi finiremo in ostaggio?  

* * *

sapete che vi dico? che a sorpresa e in maniera assolutamente folle a me questa idea comincia a piacermi e quasi quasi firmo il referendum di questi misteriosi Color 44, ammesso che trovi i banchetti da qualche parte, così poi nessuno tra parenti, amici e blogger disapproverà più se andrò a vivere in Germania, perché sarà chiaro che ho ragione…

ma, come dice un commentatore su Libero:

Ci sono due tipi di persone che voteranno per il no. I sinistri che per far dispetto alla lega (…si usa dire alla moglie) si tagliano gli attributi, e i meridionali che vengono al nord nei posti statali con lauree 10 e lode prese al sud.

ma io lo smentirò: perché da sinistro, per fare dispetto vero alla Lega, che non ho mai sposato, e per essere venuto in Lombardia dal Veneto e averci preso un po’ più che 10, 110 e lode, potrei anche votare il sì, giusto per divertirmi un po’.

 

5 risposte a “326. i bresciani nella quinta guerra d’indipendenza contro le altre quattro.

  1. Pingback: 326. i bresciani nella quinta guerra d’indipendenza contro le altre quattro. | I discutibili·

  2. Se voti Si, avrai tanti sghei. 🙂
    Anche se credo che il nome della moneta sarà differente,
    Qualche sindaco intellettuale di adro, noterà l’assonanza
    Con la parola gay, e per non turbare lo sviluppo psicofisico
    Dei nuovi piccoli Longobardi organizzerà un referendum
    Per votare il nome del nuovo conio.
    Già me li vedo dare l’assalto al duomo d Monza reclamando la corona ferrea
    Loro di diritto.
    Ciao ivan

    • be’ la “s” in italiano è uno dei prefissi negativi dell’aggettivo, hai presente: cortese , scortese…

      dunque: gay e sgay, dovrebbe andare benissimo.

      però, se ci sarà un referendum sul nome della nuova moneta lombarda, io propongo “il bosso”, plurale “i bossi” 🙂

  3. una proposta del genere è discussa anche in consiglio regionale veneto.
    qui hanno nominato anche dei “saggi” per valutarne la fattibilità, tutti esimi costituzionalisti…..
    http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/07/30/news/indipendenza-del-veneto-il-governatore-zaia-favorevole-a-un-referendum-1.7502746

    ovviamente è una gran boiata, come tu stesso dici e come avevo messo in luce anni fa.
    https://redpoz.wordpress.com/2012/01/06/stato-di-confusione/

    però vedere in pratica le conseguenze mi piacerebbe assai… ovviamente io scapperei prima, ma vedere ‘sti quattro ebeti col loro passaportuncolo… riderei da matti

    • 35 anni fa processavano come eversivi i 68ini, e oggi si lasciano passare senza reazione giuridica veri e propri attentati alla Costituzione che stabilisce che l’Italia è indivisibile.

      nel momento in cui si mette in votazione una simile mozione, il parlamento regionale andrebbe sciolto.

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