370. il vero nemico di masticone è la competenza. i compatibili n. 1.

non bastassero Grillo e Casaleggio, la rete pullula di altri guru nati per salvare il mondo ed indicarci la strada; oggi me la prendo con masticone, un blogger amico, che ha delle capacità narrative straordinarie e sa mostrarci il mondo anche quotidiano con uno sguardo umano che può avere solo chi ha una vita vissuta in profondità, ma che questa volta a mio parere ha toppato, e occorre dirglielo, se si è amici veri.

sto parlando del post IL VERO NEMICO, che masticone ha scritto ieri.

ma credo che ogni tanto mi toglierò altri sassolini dalla scarpa con altri, come ho già fatto in passato.

* * *

esordio alla grande:

Stanno cercando di farci credere che la guerra sia tra il piccolo imprenditore mediamente ladro ed evasore e i dipendenti scansafatiche, mangiapane a tradimento che timbrano senza fare nulla. 

io non so se vi sia una guerra tra questi due tipi umani, lo crede masticone, io no, sono anzi convinto che siano profondamente alleati fra loro: infatti a me sembrano delle varianti di uno stesso tipo di nemico della società: l’individuo che sfrutta la collettività e che non rispetta i suoi doveri sociali.

e non mi pare che ci sia bisogno di difenderli come fa masticone, ma invece bisognerebbe secondo me trovare i modi di impedirgli di nuocere agli altri.

con le buone o con le cattive (perché l’essere umano non è mediamente buono se non è costretto) – si sa io sono mezzo crucco, oltre che mezzo walser, e in  Germania perfino mezzo Tiroler, come venivano chiamati una volta gli immigrati italiani (pare che la differenza fra Tiroler e troll sia soprattutto di pronuncia, del resto).

ma su questo impegno per la moralità pubblica siamo in dissenso, masticone ed io: io credo di rompergli le balle come insopportabile moralista, io qui lo giudico un demagogo di bassa lega (ma avrei dovuto scrivere Lega) che si aggrega al gruppo facile di chi trova sempre qualche presunto colpevole su cui scaricare le proprie responsabilità, arte nella quale gli italiani sono maestri in particolare.

* * *

ma, secondo masticone, “la nostra storia recente invece (ultimi 30 anni)”, diciamo da Craxi in poi, direi io, cioè da quando la nuova destra italiana ha messo sotto controllo il paese, prima col craxismo e poi col parto cesareo del berlusconismo, “racconta un’altra verità”, secondo lui.

che non è quella dell’egoismo asociale, dell’arrivismo cinico, della corruttela pubblica, che ha via via reso il paese più bello del mondo incivile, primitivo e invivibile, ma quella “oramai acclarata, conosciuta da molti, ma taciuta VOLONTARIAMENTE ai più. Alla massa”

e cioè, masticone?

* * *

Qualcuno si è mai chiesto, ad esempio, il perché siano stati proprio i tedeschi, con la Merkel in testa, a imporre Mario Draghi, un italiano, (quindi in teoria il peggior pericolo per l’egemonia economica teutonica dato che la nostra manifattura da sempre fa concorrenza alla loro) a capo della BCE?

questa domanda appartiene alla vulgata leghista-grillesco-berlusconiana, è il frutto dello stesso substrato culturale, ma non è meno sciocca e razzista per questo; lo dico perché può nascere soltanto dalla ignoranza completa del funzionamento di una istituzione come la Banca Europea che Mario Draghi è stato chiamato a dirigere, non certo come rappresentante diretto del nostro paese o della nostra manifattura.

piuttosto, si potrebbe vedere in questa scelta qualcosa di più sottile, cioè la volontà di rafforzare in Italia la cultura della comune appartenenza all’Europa, la cui mancanza diffusa questo post di masticone illustra molto bene: chiunque osservi le cose da un punto di vista europeo vede bene, infatti, che l’Italia in questo momento è fuori dalla comune cultura europea, e rappresenta una piaga nella costruzione dell’Unione; ci sono altre realtà in crisi, come l’Ungheria, per il suo regime autoritario di destra oramai quasi fascistoide, o la Grecia, che ci supera nel’evasione fiscale di massa e nella corruzione pubblica, ma si tratta di aree minori e periferiche; la crisi italiana è invece un bubbone di inciviltà e arretratezza aperto nel cuore stesso del continente che sta cercando di unificarsi.

e la deriva berlusconiana che ci ha spinto verso modelli di satrapia putiniana o kazaka è un pericolo mortale per tutta l’Unione Europea; meglio rafforzare il fragile europeismo italiano, che ha  avuto i suoi punti alti, oltre che in Prodi, in Draghi o in Monti: tutte persone dotate di una qualità che i demagoghi italici vedono come il fumo negli occhi, perché non possono capirla: la competenza.

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ma masticone ha un’altra lettura storica, e siccome gli voglio bene fino a prova contraria, lo prendo molto sul serio.

Il punto di inizio di questo capitolo di storia italiana direi che può essere fatto risalire al crollo del Muro di Berlino. La fine della guerra fredda cambia completamente gli scenari internazionali. Gli USA perdono gli interessi che avevano nel Belpaese come luogo fondamentale nello scacchiere geo-politico post World War 2  perchè non c’era più da garantire l’equilibrio di Yalta.

la mia lettura è diversa: il vero punto di svolta della storia italiana recente è il rapimento e l’assassinio di Moro, che pone termine all’ipotesi di un’alleanza democratica fra Democrazia Cristiana e Partito Comunista, vista dagli americani come il fumo negli occhi.

l’uccisione di Moro riporta al potere la vecchia destra democristiana filomafiosa di Andreotti e poi lascia emergere una nuova destra aggressiva e rampante, ben impersonata da Craxi e Cossiga.

l’Italia è guidata da loro quando crolla il Muro di Berlino, fatto che non diminuisce affatto la centralità strategica del nostro paese per il controllo del Mediterraneo, ma richiede una correzione i rotta nei rapporti col mondo arabo, che sono sempre stati dal punto di vista americano il punto critico del nostro paese (anche Moro era filoarabo…), ora che il centro delle politica estera americana in Europa non è più il contrasto con l’URSS, che si è autodissolta, ma il duro confronto per il dominio del mondo arabo e per il controllo del suo petrolio.

Craxi, nella crisi di Sigonella, ha dato prova di una inaccettabile autonomia di giudizio dagli americani, opponendosi alla consegna di leader della resistenza araba agli americani, fino al rischio di uno scontro armato diretto.

nel nuovo mondo non più bipolare gli americani vanno verso forme di confronto duro col mondo arabo ed esigono che l’Italia si adegui: Craxi va liquidato dal loro punto di vista.

la strada prescelta non è più quella della soppressione fisica per interposte Brigate Rosse, come nel caso di Moro – strategia utile anche a ridurre il consenso popolare al Partito Comunista; 15 anni dopo, basta inventarsi tangentopoli; il Partito Comunista, del resto, si sta sciogliendo per avviare quel percorso confuso che lo porterà in più di un decennio all’inoffensivo Partito Democratico.

* * *

fatta questa premessa, di interpretazione difforme dei fatti, sulla ricostruzione dei fatti dell’ultimo ventennio però masticone ed io marciamo per un tratto d’accordo.

la nuova amministrazione Clinton non ha simpatia per la destra italiana ed è “interessata ad evitare che la mafia prenda troppa forza”.

dopo Sigonella, che masticone definisce epicamente come “l’ultimo grido di libertà europeo alla loro supremazia politico-economica”, ma fu un gesto isolato di Craxi, gli americani “decisero di fargliela pagare nel modo che è passato alla storia come Tangentopoli”.

io ci aggiungo soltanto, da parte mia: e meno male, considerando il senso generale di quello che Craxi stava comunque facendo.

e gli americani sapevano bene come fare, se è vero, come scrive masticone, che “la Cia, oramai è provato, ha contribuito in maniera determinante a nascondere i conti correnti esteri sui quali il Partito Socialista di Bettino Craxi ha fatto girare tutti i finanziamenti illeciti di cui si è avvalso negli anni ottanta”. 

concordo anche sul resto; qui masticone fa considerazioni che trovo molto appropriate:

Anche sulla nascita del movimento “Mani Pulite” non ci sono più molti dubbi. Come mai un Paese che ha vissuto nella corruzione fino a quel momento e che continuerà più o meno impunemente a farlo anche dopo è solo che in quel contesto storico decide di fare un repulisti di tale portata? La risposta va da sola: per cambiare con un colpo di spugna la classe politica.

* * *

masticone fa poi riferimento a resoconti della Stampa sull’ex console americano a Milano Peter Semler che ha dichiarato che Di Pietro lo avvertì in anteprima già nel 1991 che “presto il Psi e la Dc sarebbero stati spazzati via…. ”

ancora più importanti, perché saliamo di un gradino la scala gerarchica e arriviamo praticamente al vertice decisionale le dichiarazioni, sempre opportunamente citate da masticone, dell’ambasciatore americano in Italia  dal 1993 al 1997, Reginald Bartholomew.

Clinton, infatti, consapevole di ciò che stava accadendo, decise di mandare da noi, non il solito mecenate finanziatore di campagne presidenziali a svernare prima della pensione. No. Ne scelse uno in carriera. Uno che aveva già trattato con personalità ingombranti della politica internazionale e con i terroristi. Uno capace di salvaguardare gli interessi strategici americani. Bartholomew capì che l’Italia era sull’orlo della guerra civile – esagerazioni! , che democristiani e socialisti erano oramai inutilizzabili.

vero, dal punto di vista democratico: Clinton è l’espressione della politica americana Democratica, ma dunque anche moderata.

non credo quindi che Bartholomew convinse la sua amministrazione, come scrive masticone, “a puntare su leader dal passato quanto meno “ingombrante” che avrebbero potuto essere condizionabili”: D’Alema, Fini per i loro legami con un passato totalitario e Berlusconi per i trascorsi tutt’altro che cristallini (e i legami con Craxi!).

credo semplicemente che Clinton – e non  Bartholomew, che era un esecutore, per quanto autorevole e partecipe – decise che l’azione dei giudici stava diventando destabilizzante dell’intero sistema politico di un alleato importante, quindi gli americani decisero di fermarli, e dopo una girandola convulsa tra il 1992 e il 1998, da Amato a Berlusconi a Prodi, alla fine l’equilibrio venne raggiunto mettendo al potere l’accoppiata migliore, dal loro punto di vista, quella D’Alema – Cossiga.

* * *

e con ciò arriviamo al 2001, quando le urne puniscono l’inettitudine politica del govermo D’Alema e o stupido ripescaggio di Amato l’impopolare, come foglia di fico.

già, ma questo coincide con un nuovo cambio di potere negli USA: grazie ai brogli elettorali della Florida, convalidati dalla Corte Suprema, nel novembre 2000 era intanto diventato presidente USA non il vice di Clinton Al Gore, ma Bush junior, e dunque anche in Italia ritorna al governo Berlusconi, che il figlio del primo Bush considera il suo migliore alleato.

e non serve a nulla che la gestione berlusconiana sia talmente disastrosa che le elezioni del 2006 vedano la seconda caduta di Berlusconi e l’ascesa di Prodi, uomo visto dagli americani sempre con molta diffidenza, in quanto protagonista della costruzione europea, oggettivamente pericolosa per loro: la presidenza Bush junior si conclude col ritorno al potere di Berlusconi con le elezioni del 2008.

peccato soltanto che le elezioni di fine 2008 negli USA riportino al potere con Obama i democratici, il che significa, per Berlusconi, morte politica certa; e infatti occorre del tempo per logorare la sua incredibile maggioranza parlamentare, ma a fine 2011 ci si riesce, e il controllo berlusconiano sul governo finisce.

per sempre? almeno fino a quando il governo USA sarà in mani democratiche, cioè almeno fino al 2016: ma allora Berlusconi avrà ottant’anni e sarà un pluricondannato fuori dalla storia…

* * *

questa mia ricostruzione storica non coincide affatto in tutti i dettagli con quella di masticone, ma sul punto essenziale sì.

quindi sottoscrivo quel che lui scrive sullo stato d’animo popolare di vent’anni fa, quando si sviluppò il fenomeno Mani Pulite:

Io che ho vissuto quel tempo da adulto ho memoria che in tutti gli italiani, allora, c’era la convinzione che potesse iniziare un periodo migliore per il nostro Paese. E la cosa che veramente mi disgusta oggi è aver capito che al contrario, in segreto, il governo dei potenti della terra aveva deciso di tornare nella nostra penisola.

però, un momento: perché “tornare”?

il controllo americano sulla nostra politica interna non è mai venuto meno dal 1943. la nostra storia è sempre stata scritta Washington, almeno tanto quanto a Roma – come del resto è normale, in un sistema politico internazionale comunque interdipendente e con una paese dalla identità e dall’orgoglio nazionali scarsi, come l’Italia.

* * *

quel che trovo decisamente grottesco e populista è quel che segue:

“Il governo dei potenti della terra aveva deciso di tornare nella nostra penisola a depredarla come era stato fatto nei secoli passati da tutti coloro che vi ci sono avventurati”.  

intanto non stiamo parlando direttamente del “governo dei potenti della terra”, col quale intenderei il blocco del potere economico-finanziario mondiale che sta dietro i governi e oramai li condiziona completamente, a partire da quello americano, ma del livello più basso, cioè del governo americano.

e nel rapporto con gli USA parlare di “depredare” l’Italia è solo stupido nazionalismo: noi non siamo depredati dagli Stati Uniti da settant’anni: forse masticone non si ricorda come era l’Italia all’inizio della sua alleanza con gli USA, quando uscì dalla seconda guerra  mondiale, ma io sì, dato che nacqui più o meno allora e ho visto un paese poco lontano dal terzo mondo diventare una delle grandi potenze della Terra: quindi, per favore, masticone, stiamo con i piedi per terra, e lasciamo perdere queste cazzate.

* * *

ma masticone ha la cronaca dalla sua parte, ascoltatelo:

La svendita venne chiamata “privatizzazione”. L’Italia è stata venduta molte molte. Tra le tante date storiche la più recente però, è stata il 2 giugno del 1992. Su ciò che successe quel giorno a bordo del panfilo Britannia, di proprietà della regina Elisabetta è stato scritto e detto molto, quasi sempre in incognito e di nascosto. Per anni infatti è stato tentato di nascondere la verità e, chiunque citasse quell’episodio, veniva attaccato come pazzo visionario. Su quella grande nave, alcuni appartenenti all’élite di potere anglo-americana, come i reali britannici e i grandi banchieri delle banche a cui si rivolgerà il governo italiano durante la fase delle privatizzazioni (Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers) decisero di spartirsi il nostro patrimonio nazionale con l’aiuto di alcuni italiani che avrebbero tratto giovamento personale da tale operazione e di far crollare il vecchio sistema politico per insediarne un altro, completamente manovrato dai nuovi padroni.

fermi tutti: allora l’operazione Mani Pulite fu decisa a bordo del Britannia da alcuni congiurati nel 1992?

ridicolo: manca un tassello da niente a questa ricostruzione: nell’estate 1992 l’Italia è sull’orlo del default; nella notte tra giovedì 8 e venerdì 9 luglio avviene il famoso prelievo forzoso dai conti correnti bancari per evitare il crollo dello stato, e solo l’11 luglio l’avvenuto viene legittimato da un decreto; siamo in una piena drammatica emergenza; la riunione sul Britannia è uno dei tanti incontri con i quali si discute l’urgenza drammatica che si profila.

* * *

ma masticone il garantista ha dei colpevoli da additare:

A quella riunione parteciparono Mario Draghi, allora direttore delegato del ministero del Tesoro, il dirigente dell’Eni Beniamino Andreatta e il dirigente dell’Iri Riccardo Galli. Gli intrighi decisi sulla Britannia avrebbero permesso agli anglo-americani di mettere le mani su quasi il 50% delle aziende italiane, fra le quali c’erano la Buitoni, la Locatelli, la Negroni, la Ferrarelle, la Perugina e la Galbani. Ma soprattutto su l’ENI, Finmeccanica e sul sistema bancario che era il nostro asset reale di grandissimo valore: Comit e Credit su tutte. Se l’IRI, fosse ancora oggi quella che era allora, sarebbe stata tra le più grande multinazionale del mondo. Invece fu fatta a smembrata pezzo per pezzo. Venduta un tanto al chilo e uno degli uomini che più di tutti ha contribuito a distruggerla si chiama Romano Prodi. Ex boiardo di Stato che, sorretto dai poteri forti (e da D’Alema) riuscì a farsi eleggere a Palazzo Chigi e poi, con la scusa dell’efficienza, vendette pezzo per pezzo i nostri gioielli di famiglia.

qui siamo di fronte a qualcosa di peggio che a vaneggiamenti: siamo di fronte ad una cattiva azione di disinformazione e di propaganda nazionalistica; e il bello è che tocca dirlo a me, che sono contrario alle privatizzazioni e che condivido alcune valutazioni di fondo con masticone; ma è proprio la prospettiva storica che ci divide irreparabilmente.

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se è vero che il sistema economico- finanziario italiano cadde sotto il completo controllo dell’élite, quella finanziaria internazionale, masticone, che è più forte dei singoli governi, questo è dipeso dalla politica economica demenziale condotta negli anni precedenti dalle forze al governo (il tutto è partito con Andreotti e Craxi, non dimenticate) e dal dissesto del paese provocato dalla teoria della barca va e dell’indebitamento dissennato, che fu la sostanza dell’azione loro prima e di quella berlusconianan dopo negli ultimi 35 anni.

e comunque il problema della costruzione in questi anni del potere incontrollato dell’élite finanziaria non ha riguardato in quegli anni soltanto l’Italia, ma è stato ed è mondiale.

per questo occorre un’ottica internazionale e non nazionalistica per esaminarlo, capirlo e contrastarlo.

purtroppo, masticone, a mio parere a te mancano gli strumenti interpretativi globali per affrontare questi problemi.

non si può parlare di economia e di politica internazionale da burini, scusa il termine:  le cose sono un po’ più complesse di come le fai tu.

* * *

quindi le tue conclusioni sono terribilmente sbagliate: secondo me, si intende.

non si deve “dire che il vero nemico non è il piccolo imprenditore che evade le tasse perché non ce la fa a sopravvivere o il dipendente assentista o scansafatiche che non è adeguatamente motivato. Il vero nemico è il dispotismo dei mercati finanziari che tramite i tecnici e gli eurocrati, le agen­zie di rating e i circuiti speculativi, le lo­ro banche e i loro circoli, tartas­sano e tentano di ridurre i cittadini in schiavi pronti a cancellare stati sovra­ni se non hanno i conti a posto”.

il piccolo imprenditore che evade le tasse perché non ce la fa a sopravvivere e anche quando ce la fa o il dipendente assentista o scansafatiche non sono i NOSTRI alleati contro il potere finanziario: sono i LORO alleati, e dunque i nostri nemici, perché questa loro disonestà e inefficienza indebolisce il nostro sistema economico e sociale e dunque aumenta il loro potere.

e uno stato, oramai sovrano soltanto a parole, perché il potere vero non sta negli stati, non è in grado da solo di contrastare il potere mondiale della élite finanziaria: occorre un’alleanza democratica internazionale o almeno di area europea anche solo per riuscirci.

per questo il nazionalismo è il migliore alleate della élite dei super-ricchi che sta affamando il mondo.

* * *

adesso fammi dire di cuore ancora una cosa, masticone.

quando scrivi: “con la scusa della lotta all’evasione fiscale ci stanno obbligando a portare tutti i soldi in banca, non solo per poterci controllare meglio, ma anche per poterceli rubare meglio”, questi sono vaneggiamenti, se detti così e con questa rozzezza culturale.

e forse l’imprenditore che evade il fisco per sopravvivere è prima di tutto un imprenditore mal preparato ed incapace, se è costretto ad usare questo metodo per sopravvivere, e non è in grado di battere la concorrenza in  altro modo restando all’interno delle regole.

sì, diciamolo una buona volta: che l’imprenditore che sta in piedi evadendo il fisco è semplicemente arretrato ed arcaico, e che diamine!

nel resto del mondo ce la fanno anche pagando le tasse, e se queste sono di meno perché il debito pubblico da sostenere è più basso, dove era l’imprenditore negli anni in cui questo debito pubblico mostruoso è stato costruito? assieme ad Andreotti, Craxi e Berlusconi che l’hanno costruito, mi pare.

e quando Amato, Prodi e Monti, le uniche persone quanto meno competenti, anche se politicamente molto diverse, hanno preso diversi provvedimenti per ridurre questo deficit, dove stava l’imprenditore evasore?

contro di loro a farfugliare analisi di livello disperante, come quelle che hai esposto nel tuo pezzo.

chi è causa del suo mal, allora?

* * *

ed è purtroppo su analisi incapaci come queste che vive e prospera quel potere finanziario occulto dei quali ci sentiamo egualmente nemici, ma che non possiamo combattere assieme, dato che le armi che vorremmo usare sono completamente diverse.

Loro sono il vero nemico. L’Europa delle banche e tutti i suoi protagonisti sono il mio nemico.

siamo d’accordo, ma purtroppo chi scrive queste cose non sa di essere l’alleato migliore del nostro nemico, perché non è in grado di capirlo.

* * *

un grazie finale a masticone,comunque, dopo averlo così tanto maltrattato, perché però, almeno, ci fa discutere di questi problemi.

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14 risposte a “370. il vero nemico di masticone è la competenza. i compatibili n. 1.

  1. commento qui trasferito da altro post:

    edoardo 10 ottobre 2013 alle 10:52 (Modifica) Risposta
    in italia il popolo dei produttori,che e’ in minoranza,deve mantenere le larghe schiere dei parassiti,che sono maggioranza.

    in decenni di cattiva politica si sono decuplicate le cariche, carichette, consulenze, uffici e prebende che nutrono una enorme massa di parassiti che essendo politicizzati portano voti e tessere.

    la stessa burocrazia, incubo di chi fa impresa e non,e’ formata da troppi centri di inutile potere, ai quali non si può sfuggire grazie a leggi fatte ad hoc per tutelare sprechi e parassiti.

    ed eccoci al punto…: tutta questa inutile e macchinosa struttura costa circa 800 miliardi l’anno ed invece di cominciare ad abbatterla i nostri politici non hanno saputo trovare 3 dico 3 miliardi per non aumentare l’iva.

    la mia e’ una osservazione stupida perche’ e’ come chiedere ad una banda di ladri di vigilare una oreficeria.

    per me finira’ in maniera semplice…: partira’ una rivolta fiscale, probabilmente dal veneto che si estendera’ a buona parte del centro-nord e finalmente ci sara il dissolvimento di questa pseudo repubblica democratica.

    • nel dibattito che c’è stato su questo post, ad alcune cose che dici ho già risposto, proponendo un punto di vista diverso.

      a partire dal fatto che vorrei sapere bene CHI sono i parassiti dal tuo punto di vista, perché sulle clientele politiche dei consulenti siamo d’accordo, ma su altre categorie credo di no.

      sono di famiglia veneta e ho alcuni parenti in quella regione: fanno parte della categoria del popolo dei produttori che tu usi con tanta sicurezza rispetto al suo ruolo sociale positivo.

      uno in particolare è un grande imprenditore edile, ha costruito villette e appartamenti turistici a centinaia.

      permettimi di dirti che non c’è gruppo sociale più ammanigliato con la politica e più addentro a privilegi e tangenti del cosiddetto popolo produttivo.

      quando parliamo di produttori contrapposti alla politica parliamo di pure leggende metropolitane: politici locali e nazionali e popolo produttivo sono una cosa sola.

      mi risparmio i commenti su una lotta politica fatta con l’obiezione fiscale da parte di coloro che hanno sempre evaso le tasse… 😦

  2. Pingback: 393. io vi salverò. i compatibili n. 2. | Cor-pus·

    • be’ diciamo che la tua critica è un poco più sintetica della mia…

      io sono rimasto ancora più allibito dalla replica, veramente…

      comunque questo dibattito, per quanto pesante, secondo me è stato decisamente interessante.

        • red, lascia perdere, per favore: è già stato chiarito tutto quel che c’era da chiarire.

          e lo scopo di questo post non era di suscitare casino lì dentro, ma proprio di discutere alcune idee chiave della destra, che masticone aveva finalmente espresso con la chiarezza che gli è propria.

          quindi direi che il mio post è perfettamente realizzato e pago di se stesso così; sarei anche dispiaciuto se ci fossero altri seguiti e dissapori; bastano e avanzano quelli a monte, direi…

          grazie, comunque.

  3. Pingback: masticone alla prova della discussione. | bortocommentando·

  4. Sarebbe facile oltre che divertente smontare pezzo per pezzo le tue argomentazioni fantasiose, purtroppo non ne ho il tempo nè, scusami, la voglia.
    Mi accusi di essere, non sto nemmeno a rileggere, vado a memoria: rozzo, burino, incompetente e privo di analisi logica e interpretativa.
    naturalmente rispetto la tua opinione.
    Su ciò che è successo in Italia da 30 anni a questa parte e cioè sul fatto che lo Stato è stato depredato dei suoi asset principali (ammesso che tu capisca di che cosa sto parlando e non creda che l’asset principale sia l’amministrazione pubblica alla quale sono certo tu appartenga visto l’approccio mentale) non c’è grandi discussioni da fare. Trovo solo curioso il fatto che tu non lo comprenda in quanto per assurdo sono incredibilmente io che ho usato argomentazioni proprio care alla sinistra, solo che tu, muovendo soltanto a testa bassa per un mero tentativo di far male alla persona senza manco cercare di capire le sue idee non hai proprio capito una mazza. Cosa che peraltro ti capita spesso.
    Non riuscire a comprendere ciò che è accaduto in questo Paese, ti impedisce di comprendere anche il senso globale sia del post che delle conclusioni.
    Non comprendere che non sono più gli americani in quanto tali i nemici (svegliati amico siamo nel 2013 e tu mi sa che sei rimasto a sognare del tuo amichetto Togliatti che andava a cena con Stalin per discutere chi ammazzare per pranzo il giorno dopo e pur capendo che rimpiangi quei tempi in cui eri giovane e con la testa ancora funzionante, ti ricordo che sono andati, puff, svaniti, non c’è più baffone, fattene una ragione) ma un sistema finanziario molto più complesso in cui ci sono interessi molto più trasversali è tipico di colui che non capisce che l’evasione fiscale è solo fumo negli occhi. Persino nella tua cara Unione sovietica, quella, per capirsi, in cui il diritto a dire tante stupidaggini come hai fatto in questo tuo post non te l’avrebbero concessa, Lenin concessi agli agricoltori “i kulaki” di poter fare una libera attività per risollevare le sorti di un’economia distrutta. Che significa questo? che oggi siamo di fronte alla stessa necessità.
    Non mi metto nemmeno a spiegarti che cosa intendo perchè tu, fuori dal mondo come sei, nella tua torre di avorio assieme a persone che amano pontificare senza mai sporcarsi le mani, non hai la minima idea di che cosa significa fare gli imprenditori OGGI in Italia. Non ce l’hai e va ancora bene, ma il dramma è che nemmeno ti importa comprenderlo perchè per te il nemico è davvero il barista che non ti batte lo scontrino per non morire a causa di uno STATO LADRONE che gli ruba anche senza averne diritto.
    Non comprendere che l’ingerenza di uno Stato non può arrivare a dirti dove e come tenere i tuoi soldi è tipico di chi non hai mai dovuto far altro che sperare che detto Stato esistesse per poter sopravvivere. In genere alle spalle di chi fa qualcosa. In altre parole il vecchio caro parassitismo ti cui sei il paladino.
    E arrivare a dire che Amato e Prodi e Monti sono state le uniche persone quanto meno competenti è la prova del nove nel dimostrare che la logica non sai nemmeno da dove comincia.
    C’è Bortocal poi comincia essa.
    Amato è stato il peggiore amministratore italiano del dopoguerra ed è ancora là. Se sapessi fare un ragionamento di senso compiuto che non sia solo “io tarzan tu jane” capiresti anche il perchè si è salvato da Mani Pulite. Io però ricordo perfettamente quando nel 1992 andò in televisione a reti unificate a giurare e spergiurare agli italiani che l’Italia non sarebbe mai uscita dallo SME (che tu ovviamente non sai manco cos’è perchè nei regimi comunisti non si applicava) e che avrebbero benissimo continuare a fare mutui in ECU (lo sai che si chiamava così una volta quello che tu chiami adesso euro? no eh? e lo sai che al tempo la lira oscillava in una banda ristretta che consentiva senza svalutarsi di poter aver mutui in ECU a tassi agevolati? non ti ricordi manco questa sono certo). Grazie al tuo idolo che li aveva personalmente rassicurati in diretta TV incentivandoli a farlo, centinaia di migliaia di italiani hanno continuato a contrarre debiti salvo poi ritrovarsi in bancarotta quando l’Italia è uscita dallo SME svalutando. Ma che ne sai tu?
    E quando arrivò Prodi e quegli italiani andarono a chiedergli conto il professore aprì le mani, proprio come fai te adesso e fece spallucce: Mi dispiace cazzi vostri, la sua risposta. La stessa che usi te con chi sta crepando oggi, per pagarti la pensioncina a te che mi auguro sia entrato regolarmente e non come la maggior parte dei tuoi colleghi che per decenni hanno lavorato nello Stato imbucati da ogni parte per clientelismo dei partiti.
    Difendere Prodi, uomo dei poteri forti, quelli che tu dici (a parole) di voler combattere ma ai quali sei nella sostanza alleato perche sei felice di aver vissuto una vita nelle pieghe di un’amministrazione statale dove per cinque persone messe là ne bastava mezza, dopo che l’esimio professore ha tolto al tuo Stato proprio i mezzi di produzione che tu marxista senza aver mai letto Marx continui a dire che devono stare nelle mani del popolo è un vero ossimoro.
    E difendere Monti, proprio uomo di quel sistema finanziario globale che sta cercando di farci diventare loro schiavi, significa non aver mica chiaro in che Paese stai vivendo. Difendere il fatto che c’è stato un golpe in cui ci hanno tolto la sovranità nazionale per darla in mano a un uomo delle banche significa farfugliare di una cosa e poi parlare di fuffa.
    Ah già, ma tu che ne sai di che parli.
    A te basta parlare.
    per te la legge con effetto retroattivo è normale. Per te questo è lo stato di diritto. Forse perchè nei Soviet ti hanno indottrinato a non pensare.
    E devo dire che ci sono riusciti perfettamente.

    un grazie finale comunque a te perché però, almeno, hai provato a discutere di questi problemi.

    • non è questo quello che io intendo per discussione; del resto tu stesso dici di non averla voluta fare, e la cosa è evidente; soltanto non si capisce perché hai scritto tanto, allora…

      allora facciamo così.

      col tuo consenso estrapolo dal tuo commento quel che è argomentazione e lo trasformo in un post e lì risponderò ai tuoi argomenti, o a quelli che nella mia mente così limitata capisco come tali.

      e qui mi diverto anche io con il cazzeggio, ok?

      se le mie argomentazioni sono più o meno fantasiose delle tue è inutile che lo diciamo io o te; lo dirà chi ha voglia di leggersele, se c’è, direi.

      io mi sono guardato accuratamente dall’esprimere giudizi sulla persona, per il semplice motivo che un post e neppure un blog non permettono di giudicare di una persona intera, che è qualcosa di molto più complesso: i giudizi netti che ho espresso riguardano soltanto le argomentazioni; se poi tu li senti ricadere sulla tua persona intera, questo lo puoi valutare soltanto tu se sia giusto oppure no.

      io dico soltanto, leggendo la tua risposta, che se ti senti così toccato, qualche motivo ci sarà…

      avresti potuto fare altrettanto, ma mi rendo conto progressivamente che non sarebbe stato da te.

      ho passato la mia INTERA vita di essere politico a criticare Togliatti (del quale ho anche un preciso ed urtante ricordo personale), per non parlare poi di Stalin che aborro; non dico che tu sia obbligato a saperlo; però informarsi almeno sommariamente prima di parlare del mio “amichetto Togliatti”?

      e in questo lessico, poi…, che nausea: parlo della rozzezza e dell’infantilismo dell’espressione, ovviamente: questo è il massimo delle capacità di sarcasmo alle quali arrivi?

      per restare ai miei ultimi 4 anni di vita e a questo blog, qui c’è il link ai miei riferimenti a Togliatti qui dentro: trovane uno solo positivo, se ci riesci: https://bortocal.wordpress.com/?s=Togliatti

      non più tardi del 18 luglio scorso, quando mi riempivi ancora di lodi strumentali che suonavano a me un poco ambigue o false, ho scritto questo post https://bortocal.wordpress.com/2013/07/18/210-e-la-chiamano-sinistra-italiana/, che comincia così:
      era il 1921 e volevate la rivoluzione, pronti a finire in galera.
      ma poi vi sceglieste come leader uno come Togliatti e quando Stalin lo pretese, avete abbandonato Gramsci a se stesso.
      era il 1939, Stalin si alleò a Hitler, e voi eravate alleati di Stalin.
      era il 1944 e avete fatto la svolta di Salerno, decidendo di tenervi la monarchia, per il momento.
      era il 1947 e avete inserito i Patti Lateranensi del fascismo nella Costituzione Italiana, minandone alle fondamenta alcuni valori fondamentali e facendone una Costituzione doppia e ipocrita.
      era il 1953 e gli operai si ribellavano a Berlino e Varsavia, venivano presi a cannonate e voi scrivevate necrologi per il grande padre Stalin che li faceva bombardare.
      era il 1956 e dopo la rivoluzione di Budapest voi avete approvato non solo l’invasione, ma perfino la fucilazione del primo ministro abbattuto dai carri armati sovietici.

      mi sembra una critica sintetica ma precisa di tutta la politica togliattiana; e su questo, basta: mica devo giustificarmi di fronte a te, figurati.

      immagino solo che anche nel resto di quel che scrivi tu sia altrettanto alieno dal documentarti; la cosa non è consolante che per chi dovesse leggerti per apprendere qualcosa da te.

      per il resto la mia testa funziona ancora abbastanza bene, grazie, ne ho la prova ogni giorno, anche se credo di avere un bel po’ d’anni più di te; non sarai tu a pretendere di smentire le verifiche in situazione reale, credo; spero altrettanto di te, considerando l’usura del tempo che ti attende, e le premesse relazionali odierne, ma probabilmente anche antecedenti, così malsicure.

      l’ultima risposta fuori tema è su qualcosa che non c’entra, ma che ti brucia come del resto a ogni buon berlusconiano: tu dici che per me “la legge con effetto retroattivo è normale” e per me “questo è lo stato di diritto”.

      poiché capisco a che cosa intendi riferirti, ti faccio presente una cosa ovvia anche per i bambini: che il decreto che esclude dal parlamento chi consegue una condanna (definitiva) per reato NON COLPOSO superiore a due anni è stato approvato, col voto favorevole anche di Berlusconi e dei suoi, il 31 dicembre 2012, per iniziativa di quel benemerito di Monti, mentre la condanna definitiva di Berlusconi è dell’agosto 2013: quindi non c’è nessuna retroatttività della legge, se sai bene che cosa vuol dire questa parola.

      e soprattutto non c’è nessuna retroattività per principio, dato che l’ineleggibilità al parlamento prevista da questa norma non è una sanzione penale, a cui si applica il principio giuridico generale della retroattività, bensì una norma extragiuridica e solo politica di attuazione dell’art. 65 della Costituzione che prevede che il Parlamento determini i casi di ineleggibilità.

      questa norma ha natura intrinsecamente diversa dalla esclusione dai pubblici uffici come parte della pena attribuita dal tribunale: questa sì è una norma penale e non potrebbe essere applicata retroattivamente, cioè a fatti avvenuti prima che la legge introducesse la sanzione.

      dubito che tu abbia capito: però fidati, ti parla uno che è stato condannato in primo e secondo grado con l’applicazione retroattiva di una legge, prima di essere prosciolto senza rinvio in Cassazione proprio per questo, oltre che nel merito; quindi me ne intendo abbastanza da vicino.

      conclusioni di tipo inter-relazionale: è evidente a questo punto che le dichiarazioni di amicizia ripetute anche in questo mio post di critica vengono ritirate in quanto sono frutto di un equivoco e, ad un esame più completo dei tuoi comportamenti via blog, tu non sei degno della mia amicizia.

      non è che per questo cambia il mio giudizio sulla tua capacità di scrivere cose toccanti e non modifico una sola delle parole di solidarietà che ti ho rivolto in passato per le tue vicissitudini personali, dato che la solidarietà e la compassione non si negano a nessuno, indipendentemente dalle valutazioni dei suoi comportamenti in altri campi: i miei giudizi, a differenza dei tuoi, non mutano semplicemente perché tu oggi mi offendi personalmente (non è neppure la prima volta, peraltro).

      però diciamo che ho un quadro più completo del tuo modo blogghistico di essere e questo esclude possibilità di amicizia e di collaborazione anche su questo semplice piano; del resto per altra via, più piana e intuitiva ci eravamo già arrivati entrambi, e sta bene così: meglio soli che in mala compagnia, no? 😉

      bye.

      ops, aggiunta dell’ultimo momento su un’altra cazzata che mi era sfuggita.

      mi spiace informarti che mio padre era un imprenditore e che quando morì precocemente mi trovai ad ereditare la gestione della sua azienda: avevo 18 nni quando dovetti cominciare a sostituirlo e a 20 anni mi ritrovai a dovere gestire tutto da solo, con direi circa un paio di milioni di debito in euro di oggi da ripianare per finire di pagarla, tre operai da non mettere sulla strada, mentre dovevo anche studiare e mantenere mia sorella più giovane agli studi.

      per prima cosa coinvolsi gli operai nella gestione, cedendo loro delle piccole quote di proprietà, poi ho seguito questa attività per una quindicina d’anni in tutto, prima di cederla a loro che ne vivevano ad un prezzo molto basso.

      non mi sono mai ricavato del guadagno personale dato che mi mantenevo prima con lezioni private e poi facendo l’insegnante: però so che lavoravo u decimo di quel che lavoro oggi e che in case entrava forse dieci volte quel che guadagno oggi come dirigente statale: in dieci anni l’azienda fu pagata e ci vivemmo su alla grande: in casa direi che entrava netto il valore di un appartamento all’anno, anche se ogni tanto c’era un paio d’anni di magra nei quali non si guadagnava niente, ma si viveva sul saggiamente accumulato (sempre che lo si avesse fatto).

      saranno anche stati gli anni delle vacche grasse, ma – da ex imprenditore, anche – sono stufo di sentire gli imprenditori lamentarsi.

      facciano, anziché piagnucolare: un imprenditore che si lamenta troppo a me sembra più che altro un lavoratore dipendente finito nel posto sbagliato.

      e se molti imprenditori si facessero meno di coca negli anni delle vacche grasse sarebbe meglio per tutti.

      – oh ma non me ne hai risparmiata una…

      adesso ne scopro ancora un’altra.

      sono in grado di confrontare il lavoro che ho fatto negli ultimi anni e la sua retribuzione corrispondente in Germania: ho fatto il preside di due scuole per circa 2.000 studenti al costo per l’amministrazione di circa 4.000 euro al mese in tutto.

      in Germania c’è un preside a part time ogni 400 studenti circa: quindi il ,io lavoro corrisponde a quello di 2,5 presidi tedeschi a tempo pieno; quando lavoravo in Germania al Consolato i miei colleghi tedeschi dicevano che ero pazzo a lavorare come lavoravo…

      considerando che in Germania un preside di scuola superiore è pagato sui 6.000 euro al mese, io sono stato pagato per circa un quinto rispetto ad un preside tedesco: in compenso la borghesia italiana e il mondo delle alte professioni vive in un lusso deplorevole e scandaloso, e perfino difficilmente concepibile in una paese dove viceversa un notaio guadagna forse un quinto di quel che guadagna mediamente un notaio in Italia e quando vai allo studio devi lustrarti gli occhi col suo lusso che gli hai pagato tu, mentre in Germania il suo è un semplice ufficio come un altro.

      ah già, dev’essere quello che tu chiami parassitismo pubblico, giusto perché non vuoi la guerra contro i dipendenti pubblici che hai ripetutamente insultato attraverso la mia figura personale autorevole e rispettata da chiunque mi conosce.

      spero che chi ti conosce possa dire altrettanto di te.

    • ecco il post:

      http://bortocommenti.wordpress.com/2013/08/23/masticone-alla-prova-della-discussione/

      * * *

      masticone alla prova della discussione.

      da una mia critica ad un post di masticone è nato un acceso dibattito, come era ovvio aspettarsi, visto che la mia critica era netta ed esplicita.

      tolgo dalla replica di masticone a quel post il troppo e il vano delle contumelie personali, ed ecco gli argomenti reali che rimangono a mio modo di vedere.

      masticone ed io continuiamo a ringraziarci ad ogni stoccata: non fatevi impressionare troppo, sono le regole cavalleresche e questo è un duello in piena regola.

      * * *

      Su ciò che è successo in Italia da 30 anni a questa parte e cioè sul fatto che lo Stato è stato depredato dei suoi asset principali (ammesso che tu capisca di che cosa sto parlando e non creda che l’asset principale sia l’amministrazione pubblica) non c’è grandi discussioni da fare.

      partendo dal presupposto che so che cosa sono gli asset principali di uno stato, è incontestabile, come dici, che l’Italia ne ha perso una parte importante e altri si sta apprestando a perderne sotto il governo di grande coalizione fra berlusconiani e democratici.

      ma quando lo stato vende queste parti delle sue quote di proprietà, anche di importanti aziende statali o a partecipazione statale per provare a ridurre il debito accumulato, la discussione da fare è questa: la responsabilità di queste vendite è di chi materialmente le esegue oppure di chi ha accumulato il debito?

      la prima affermazione si può sempre fare: però in questo caso occorre dimostrare che vi erano altri modi concretamente praticabili per ridurre il debito.

      e in ogni caso la responsabilità principali per gli effetti negativi della restituzione di un credito è a mio parere di chi ha fatto il debito, non di chi lo restituisce.

      (…) Non comprendere che non sono più gli americani in quanto tali i nemici (…) ma un sistema finanziario molto più complesso in cui ci sono interessi molto più trasversali è tipico di colui che non capisce che l’evasione fiscale è solo fumo negli occhi.

      sul primo punto sono perfettamente d’accordo: ho già sottolineato altre volte che nel 2008, all’inizio della crisi, perfino Bush provò a resistere al potere finanziario, lasciando fallire la Lehman Brothers, ma dovette rendersi conto che perfino lo stato americano era impotente di fronte al potere traversale extrastatuale assunto dalla finanza mondiale globalizzata.

      ovviamente con tutto questo l’evasione fiscale che tu ami difendere non c’entra proprio niente.

      Persino nella (…) Unione sovietica (..) Lenin concessi agli agricoltori “i kulaki” di poter fare una libera attività per risollevare le sorti di un’economia distrutta. Che significa questo? che oggi siamo di fronte alla stessa necessità.

      cioè, secondo te, dalla crisi si esce rimettendosi a fare i magliari come negli anni Cinquanta?

      ecco il dramma della imprenditoria italiana: non sospetta nemmeno dove sta la vera risposta alla crisi: che è ricerca, formazione, dipendenti meglio preparati, gara tecnologica da vincere, partecipazione dei dipendenti alla gestione delle imprese: insomma, il modello tedesco, lontano anni luce da noi e anzi guardato con l’odio di chi sente irrimediabilmente inferiore.

      loro pensano di uscire dalla crisi de-regolentamendo: fuori dai denti, con i bassi salari.

      ma su questa strada all’Italia non resta che diventare un paese dell’est Europa, e non parlo della virtuosa Polonia sulla strada dello sviluppo, ma di paesi come la Romania, la Bulgaria o la Russia, che del resto sono il loro modello mentale; magari fantasticando di ritorno alla lira e di svalutazione, per concludere l’opera.

      sorry, noi, il resto d’Italia, non siamo d’accordo nel declassamento del paese, quindi, datevi una regolata, tiratevi su le maniche, mettetevi a studiare anziché passare le serate in discoteca, diminuite i vostri consumi di lusso e ricordatevi che essere imprenditori è una funzione sociale, come ben sapevano almeno i parùn dale bele braghe bianche della fine Ottocento.

      Per te il nemico è davvero il barista che non ti batte lo scontrino per non morire a causa di uno STATO LADRONE che gli ruba anche senza averne diritto.

      mi dispiace, con una imprenditoria che pensa così il paese è condannato: qui il vero ladrone è il barista che non paga lo scontrino: ruberà poco, ma ruba.

      Non comprendi che l’ingerenza di uno Stato non può arrivare a dirti dove e come tenere i tuoi soldi.

      la moneta è un fatto sociale, non un fatto individuale; nessuna moneta esiste al di fuori della realtà statale che la emette e a cui compete il diritto di regolarne la circolazione come crede.

      nessuna somma di denaro è unicamente di chi la detiene perché è solo la società che ha il potere di conferirle un valore (abc dell’economia contro il feticismo della moneta).

      E arrivare a dire che Amato e Prodi e Monti sono state le uniche persone quanto meno competenti è la prova del nove nel dimostrare che la logica non sai nemmeno da dove comincia. (…)
      Amato è stato il peggiore amministratore italiano del dopoguerra ed è ancora là.

      argomenti? sarebbe quello che segue?

      Io però ricordo perfettamente quando nel 1992 andò in televisione a reti unificate a giurare e spergiurare agli italiani che l’Italia non sarebbe mai uscita dallo SME (…) e che avrebbero benissimo continuare a fare mutui in ECU ((…) si chiamava così una volta quello che tu chiami adesso euro)

      che solenne cazzata: l’ECU ha anticipato l’euro, ma era una realtà strutturalmente diversa.

      (…) al tempo la lira oscillava in una banda ristretta che consentiva senza svalutarsi di poter aver mutui in ECU a tassi agevolati? (…) Personalmente rassicurati in diretta TV incentivandoli a farlo, centinaia di migliaia di italiani hanno continuato a contrarre debiti salvo poi ritrovarsi in bancarotta quando l’Italia è uscita dallo SME svalutando.

      siccome ho vissuto personalmente quei momenti, ricavandone anche un danno personale diretto, posso assicurare che comunque l’entità del danno percentuale che se ne riceva non era tale da potere determinare la bancarotta di nessuno che non fosse già sull’orlo della bancarotta per conto suo.

      è poi strana questa valutazione, considerando quanta gente invece considera oggi (scioccamente= quella svalutazione degna di essere ripetuta, sopratutto nel quadro della destra berlusconiana ed adepti vari: vedi

      https://bortocal.wordpress.com/2013/07/24/320-se-bagnai-diventa-il-secondo-guru-di-grillo-e-5-stelle-diventa-nazista/

      E quando arrivò Prodi e quegli italiani andarono a chiedergli conto il professore aprì le mani (…) e fece spallucce: Mi dispiace cazzi vostri, la sua risposta. (…)

      perché “gli italiani” andarono a chiedere conto a Prodi di quel che aveva fatto Amato? ahimé, la logica vacilla e la fantasia galoppa…

      Difendere Prodi, uomo dei poteri forti, quelli che tu dici (a parole) di voler combattere ma ai quali sei nella sostanza alleato (…) dopo che l’esimio professore ha tolto al tuo Stato proprio i mezzi di produzione che tu marxista (…) continui a dire che devono stare nelle mani del popolo è un vero ossimoro.

      ho già risposto sopra: non è stato Prodi a toglierci i “mezzi di produzione”: sono stati Andreotti, Craxi e Berlusconi con la loro politica dell’indebitamento illimitato.

      E difendere Monti, proprio uomo di quel sistema finanziario globale che sta cercando di farci diventare loro schiavi, significa non aver mica chiaro in che Paese stai vivendo.

      Difendere il fatto che c’è stato un golpe in cui ci hanno tolto la sovranità nazionale per darla in mano a un uomo delle banche significa farfugliare di una cosa e poi parlare di fuffa.

      il golpe sta nel porcellum che ci dà un Parlamento incostituzionale; parlare di golpe al di fuori di questa premessa, che rende golpisti tutti i governi italiani dal 2006 in poi, è una solenne cazzata ripetuta a pappagallo da una propaganda senza senso comune.

      Un grazie finale comunque a te perché però, almeno, hai provato a discutere di questi problemi.

      un grazie anche a te; ma che fatica ripulire il testo dagli insulti: ti prego, se replichi ancora, di astenertene una volta per tutte, grazie.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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