388. la guerra, probabilmente, per un “probabilmente”.

è soltanto sulla stampa tedesca che trovo il documento originale che il presidente USA Obama pone alla base di un nuovo intervento militare in Medio Oriente contro la Siria e il governo di Assad tra qualche giorno:

http://www.spiegel.de/media/media-32178.pdf

cliccandoci sopra, se non lo avete ancora fatto, lo potete leggere.

tenete conto che lo hanno scritto loro, che questo è il documento del governo americano, posto a base dell’intervento.

We assess that the scenario in which the opposition executed the attack on August 21 is highly unlikely

Noi valutiamo che lo scenario secondo cui è stata l’opposizione che ha eseguito l’attacco il 21 agosto è altamente improbabile.

il documento che Der Spiegel ha pubblicato è il coronamento di una sfrenata follia.

si sta rischiando una guerra mondiale per qualcosa che viene giudicato semplicemente “improbabile”.

* * *

su queste fragilissime basi Obama lancerà l’attacco contro il parere della Lega Araba, della gran parte dell’Unione Europea, esclusa la Francia, dell’America Latina, che ha preso ufficialmente posizione contraria: infatti il vertice dei capi di Stato dell’Unione delle nazioni sudamericane (Unasur) ha approvato una dichiarazione congiunta contro l’intervento militare.

L’Unasur «condanna l’intervento straniero, che sarebbe incompatibile con la Carta delle Nazioni Unite, e rifiuta anche lo sviluppo di strategie interventiste di tutti i tipi».

per non dire della Cina e della Russia, dato che in ultima analisi l’attacco è rivolto contro di loro; per non dire di quell’altra potenza politica che è la Chiesa Cattolica, che ha pure preso posizione contraria (mentre tacque sulla guerra americana nel Vietnam e approvò l’intervento nei Balcani).

si è arrivati al punto che persino il governo israeliano ufficialmente ora si mostra preoccupato di una guerra regionale generalizzata, che metterebbe lo stesso Israele a rischio.

cioè Obama isolerà gli Stati Uniti nel mondo, perché l’appoggio della Francia, da parte di un presidente ce si è fatto eleggere dalla sinistra, non modificherà un quadro di disapprovazione mondiale molto pesante.

* * *

è una scelta che di un sol colpo rende l’amministrazione Obama di gran lunga peggiore di quelle Bush e che è una violazione evidente del diritto internazionale.

se gli USA non avessero diritto di veto il Consiglio di Sicurezza dell’Onu dovrebbe riunirsi per votare delle sanzioni contro lo stato aggressore e contro un paese impazzito che crede di essere il poliziotto, se non il padrone, del mondo.

suppongo anche che il comitato che ha attribuito ad Obama il premio Nobel per la Pace dovrà riunirsi per toglierglielo, considerando che si sta comportando come un criminale internazionale.

di tutti gli aspetti di illegalità interna ed internazionale, l’unico che Obama ha appena detto di voler sanare sta nella richiesta dell’approvazione del Congresso, che almeno riporta la guerra nell’alveo costituzionale americano.

qualcuno deve ancora spiegare perché dobbiamo appoggiare Al Khaida in Siria, perché siamo così sicuri che non siano stati loro a usare i gas e perché l’intervento contro chi ha usato i gas non viene affidato all’Onu che è l’unica realtà sovranazionale autorizzata a farlo.

* * *

ma un intervento militare in queste condizioni è una drammatica prova della debolezza americana.

una debolezza politica: un’America che spara per far credere di essere ancora potente non è un’America forte, ma una America debole che vuole far credere il contrario, e non riesce ad esercitare una egemonia attraverso i normali canali diplomatici.

e non è ancora chiaro del tutto se quanto avvenuto in Egitto, con la rimessa al potere dei militari che erano stati rimossi dalla rivoluzione anti Mubarak, sia stata una mossa concertata dagli americani, a smentita della loro politica degli ultimi due anni, per preparare il terreno all’intervento in Siria, oppure una loro sconfitta sul campo, che ha reso questo intervento ancora più necessario, allo scopo di mostrare i muscoli.

* * *

questo stesso dubbio possibile mostra che l’amministrazione Democratica sta conducendo una politica estera in stato confusionale: il fatto che in Siria gli Stati Uniti combatteranno al fianco delle bande di Al Khaida per portarle al potere contro Assad, parla da solo di un pasticcio inestricabile frutto di scelte incomprensibili.

è questa confusione che porta all’intervento armato, nonostante o forse addirittura perché questo intervento sarà molto facilmente la premessa inevitabile e necessaria di una guerra su larga scala, che vedrà il coinvolgimento della Russia e dell’Iran contro gli americani e della Turchia al loro fianco, ma per espandersi nella regione e soppiantarli: amicizia pericolosa, quindi.

* * *

atroce e semplicemente folle: io non mi stanco di ripeterlo; lettori di questo blog, non stancatevi di rileggerlo anche voi e di esprimere i vostri commenti, perché la situazione è grave.

2 risposte a “388. la guerra, probabilmente, per un “probabilmente”.

  1. E’ gravissima si la situazione e mi domando, ingenuamente forse, come si possa ancora continuare ad essere, nel mondo globalizzato quale siamo, alla mercé di un solo stato.
    E la delusione che a sostenere questa possibile scelta di morte, ci sia Obama, è ancora più sofferta e triste.
    E’ inutile, è sempre il potere, o come sostieni tu, il voler ostentare un potere che in realtà nasconde debolezza, che innesca questi meccanismi guerrafondai.
    La guerra non ha mai portato soluzioni e ora meno che mai.
    Con tristezza ti saluto
    Pan

    • i giornalisti machiavellisti (rima voluta) italiani ci presentano il tutto come una larvata marcia indietro di Obama.

      può darsi, però se hai tempo, dai un’occhiata al post che ho scritto poco fa…

      la situazione è più complessa e la verità potrebbe farsi strada in tempo per bloccare la guerra.

      almeno spero e lavoro nel mio piccolo anche io perché sia così…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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