443. il mio primo amico di blog indonesiano.

sto sfogliando le notifiche arrivatemi  su gmail dal mondo vario del mio blog e, a sorpresa, ecco un “I like” che proviene da una strana lingua e da uno strano blog: kaligrafinusantaraonline, che ad un primo sguardo sembra dedicato alla calligrafia islamica.

vi consiglio di cliccare sul link e di dargli un’occhiata, ma anche di ascoltarlo: trasmette una canzone molto melodica, il cui titolo chiaramente riconoscibile è “Insciallah”.

la cosa strana è che l’apprezzamento arriva a un mio borforisma di critica netta della fede religiosa, chissà se letto col traduttore automatico.

* * *

chi è questo blogger e come mi ha raggiunto nel mondo del blog?

ecco una bella domanda: provo a inserire nel traduttore automatico un brano del suo blog, immaginando, prima ad occhio, che possa essere scritto in indonesiano; e poi invece ne sono sicuro perché individuo la parola masjid, moschea…

(ops, ecco come può essere arrivato qui, su un motore di ricerca e attraverso questa parola, citata in qualche resoconto di viaggio indonesiano).

e infatti ci azzecco! è davvero indonesiano…

ecco che cosa mi esce tradotto:

Grazie a Dio, io prego Allah l’Altissimo, che ha dato la sua grazia e la guida, in modo che io possa creare un Arcipelago Calligrafia blog in conformità con quello che avevo pianificato.

Benedizioni e saluti possano essere sempre dedicati al Profeta Muhammad, alla sua famiglia, ai suoi amici, e ai suoi seguaci fedeli fino alla fine del tempo.

Aamiin.

a questo punto vado anche a tradurre il titolo del blog, che significa appunto “Arcipelago calligrafia”: arcipelago, come lo è l’Indonesia con le sue 20.000 isole.

ed eccomi ad ospitare con rispetto le parole di un credente islamico indonesiano, sul mio blog…

* * *

un fedele indonesiano che mi scrive?

bella forza, dirà qualcuno: sei appena stato in Indonesia (diciamo 5 mesi fa), sarà qualcuno che hai conosciuto lì?

ora non farete fatica a credere che in Indonesia non sono andato a fare pubblicità al mio blog e non ne ho dato il link a nessuno; forse a due o tre persone ho parlato del mio canale You Tube, questo sì, ma su questo canale non pubblicizzo il mio blog, neppure per gli articoli di viaggio, per mancanza di tempo, anche se mi riprometto sempre di farlo.

e non riconosco nel frammento di viso dell’autore pubblicato nel blog nessuno dei miei occasionali e sporadici contatti lì.

resterà sempre misterioso per me questo incontro, quindi.

* * *

medito sull’affascinante mistero del caso, quando sembra che si stia sforzando di dirci qualcosa…

una serendipity sottolineata da questo frammento di conversazione di un paio di ore fa con mia figlia Sara, rientrata domenica dalla Cina, mentre andavamo a pranzo parlando di un progetto in cui sono finito coinvolto e che non voglio anticipare troppo.

“bene, e io giro il mondo a cercarvi i contatti con gli artisti, allora!

ma non in Indonesia, direi, perché mi sono fatto l’idea che la vita artistica indonesiana sia soprattutto concentrata sulla musica, ma in campo figurativo ho visto che sono proprio negati…, sarà l’influenza dell’islam che vieta la riproduzione della figura umana…”

“papà, non capisci proprio niente: non sai che in questo momento l’arte indonesiana va per la maggiore a livello internazionale? come l’arte araba…”

“ma allora sarà un’arte prevalentemente calligrafica, immagino”.

“sì: mentre i cinesi stanno abbandonando la componente calligrafica della loro cultura figurativa, questi popoli invece sviluppano l’arte in questa direzione, che del resto si incontra facilmente con l’arte astratta”.

* * *

bene, credo che quello che il caso sta cercando di dirmi possa essere quel che segue.

guardo i risultati artistici di questo mio ignoto visitatore e li trovo belli, anche se così lontani dalla mia sensibilità e proprio da tutto quello che io posso intendere per arte…

quindi, ecco, faccio (parziale) ammenda della mia mancanza di comprensione per l’arte islamica e credo di averne capito le motivazioni: ha una componente popolare, per non dire populista, troppo forte per me.

sono pur sempre un vecchio europeo eccentrico e un poco snob, mentre questo tipo di arte assomiglia a quella tardo-romana o bizantina dato che rinuncia senza rimorsi a tutte le finezze della nostra tradizione figurativa, per ripartire quasi da un livello zero, da accostamenti di colori e forme molto semplificate e dal significato religioso molto forte e diretto.

spero che possiate capire la metafora e che nessuno pensi che voglio offendere qualcuno, se dico che questa è un’arte barbarica, è un punto zero di ritorno nella storia artistica, rispetto a noi, il segnale di un altro mondo che attende alle frontiere, mentre le sue prime avanguardie scivolano nel nostro.

l’islam sarà per l’occidente cristiano e laico quel che il cristianesimo fu per l’impero romano? un nuovo inizio per una società che era diventata troppo complicata e si era  aggrovigliata su se stessa?

kalirafi-arab

13 risposte a “443. il mio primo amico di blog indonesiano.

  1. A me queste “sorprese” del destino piacciono tantissimo! 🙂

    Ho dato una sbirciatina al blog….la canzone o meglio la musica mi piace…anche se mi sembra di averla già sentita magari cantata in inglese.

    Però è un pochino triste, per me…non capire ciò che c’è scritto… 😦
    Certo se parla sempre di Allah…e via dicendo… non è che mi entusiasmi….

    • anche a me piace quella canzone, ma non ho certo la cultura musicale contemporanea che hai tu per poterla riconoscere…

      per capire quel che c’è scritto, giustissima esigenza (anche se sappiamo già che saranno lodi di Allah), occorrerebbe trovare qualche blogger che sa l’arabo.

      infatti il blogger è indonesiano, ma le scritte sono in arabo, dato che quella lingua stessa per gli islamici è sacra.

      su tutto possiamo avere del resto le nostre riserve, resta però il fatto che questi fenomeni esistono e non è sufficiente rifiutarli, non mi pare il modo giusto di rapportarsi con loro…

      almeno fino a che si esprimono in questo modo.

  2. Giacché colleziono carte da gioco che trovo in strada in tutto il mondo, non posso non amare le strane coincidenze! 🙂 Anche io mi diverto ogni tanto a vedere come e da dove sono arrivati i lettori al mio blog e certe volte trovo delle grandi sorpese…

    • bellissima storia questa della collezione di carte da gioco trovate in strada durante i viaggi, e credo che la serendipity si dia molto da fare ad aiutarti perché direi in quarant’anni di viaggi di non averne mai trovata una! 🙂

  3. Pingback: 454. il laboratorio di Affandi a Yogyakarta – videoclip indonesiano n. 53. | Cor-pus·

  4. Pingback: musica sacra e terrazza del tempio Kudalagar a Madurai, Tamil Nadu, India – My Indonesia 15 – video indiano 6, 24 – 707. | Cor-pus·

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