449. afo, dove portano il giro del mondo in aereo e altri viaggi mentali.

afo 21 settembre 2013 alle 20:32

hai già pensato a quanto potrebbe costarti il giro del mondo che sognavi, una volta in pensione?

bortocal 22 settembre 2013 alle 08:24

parlando del giro del mondo, un’altra serendipity ha fatto incontrare a bortocal in Germania una agenzia di viaggi specializzata (ma alquanto stupida…) giusto all’”uscita della stazione del metrò del municipio” (Rathaus-U-Bahn-Haltestelle-Ausgang) dove era andato ad informarsi sulle pratiche per la cittadinanza tedesca…

mi hanno chiesto 5.000 euro di biglietto aereo, peraltro strettamente collegati all’itinerario prescelto, per cui viene a mancare il fascino del biglietto aperto: a cui se ne devono aggiungere parecchi altri per le altre spese: per il momento l’innata parsimoniosità mi ha fatto fare uno stop; voglio verificare nei prossimi giorni i costi in Italia.

afo 22 settembre 2013 alle 11:04

per il biglietto aereo prova con un po’ di agenzie diverse. Di solito alcune aggiungono delle tasse proprie esagerate.

Magari prima di andarci fai anche una ricerca online per avere un’idea di quanto dovrebbe costare più o meno ;)

bortocal 22 settembre 2013 alle 13:10

sui RTW tickets c’è una intera letteratura in internet che può ben occupare un paio di settimane del pensionato, visto che il blog langue… :)

e infatti sto già provando diversi itinerari su un sito specializzato, tutti fuori misura e rifiutati…

la prima notizia interessante è che il prezzo dipende dal paese dal quale inizi: quindi, ad esempio, conviene partire, per dire, dallo Sri Lanka…

Con i biglietti non saprei aiutarti. Però sta attento a scegliere voli diretti tra le eventuali destinazioni.

Quelli con scalo intermedio ti fanno lievitare il prezzo non di poco.

bortocal 22 settembre 2013 alle 14:49

la prima simulazione in proprio, con partenza dalla Germania, di RTW ticket, mi ha dato un costo di quasi 14.000 euro e per un percorso più breve di quello proposto all’agenzia di Stuttgart; la seconda, con simulata partenza da Colombo, Sri Lanka, è venuta 4.600 euro, sempre per un percorso più breve.

ma poi l’itinerario è saltato al momento della individuazione concreta dei voli… – perché è in questo momento che saltano fuori gli scali intermedi, e non puoi superare il numero globale di 16.

insomma, ho rivalutato di corsa i tedeschi dell’agenzia.

resta il fatto che non si stratta di biglietti aperti, con voli che decidi di volta in volta, ma di un viaggio globale rigidamente programmato, e fatto così non so se mi piace…

afo 22 settembre 2013 alle 17:01

I biglietti aperti che ti permettono di variare volo costano di più.
Prendi in considerazione il fatto di prenotare alcuni voli con data fissa e altri con data variabile, magari risparmi qualcosa.
  • Sei sicuro di volerlo fare? :D

    .

sul giro del mondo in aereo mi stanno venendo dei dubbi, effettivamente.

l’avevo già scritto una volta: niente diminuisce il desiderio di qualcosa come sapere di poterlo fare senza troppe difficoltà… :(

Ora non mi dirai di volerlo fare a piedi :D

Però effettivamente non ha molto senso.

Troverai qualche modo alternativo di spendere i tuoi soldi ;)

il problema non è certo questo, ma sta in una certa inibizione a considerare spesi bene i soldi spesi per me stesso.

afo 24 settembre 2013 alle 13:17

Di questi tempi prendendo l’aereo faresti un favore anche all’industria aerospaziale, quindi non saranno soldi spesi solo per te.

Infatti le compagnie aeree e gli aeroporti falliscono uno dietro l’altro :( … e quelli che volano ancora lo fanno in perdita o per sopravvivere.

bortocal 24 settembre 2013 alle 13:28(Modifica)

ma come? che cos’è questo colpo di scena?

se mi hai sempre criticato con tanto di calcoli della CO2 emessa, per i miei viaggi!

non sapevo che la situazione fosse così grave; e adesso capisco perché ho la casella mail intasata di offerte di volo…: non avevo capito che erano invocazioni di aiuto… :(

afo 24 settembre 2013 alle 13:44

Non so quanto fossero precisi quei vecchi calcoli sulla CO2 emessa :) . Ma comunque il problema non penso sia di natura ecologica.

So che nel 2012 sono fallite la prima compagnia ungherere Malev e un’altra più piccola di cui non ricordo il nome. Ho sentito che anche la LOT ha avuto poi dei problemi. La Tarom, compagnia di bandiera romena, è in perdita. La Ryanair ha problemi finanziari. Molte compagnie stanno attualmente ristrutturando la loro strategia di mercato riducendo numero di aerei, numero di voli e personale.

Insomma delle compagnie europee poche si salvano.

Invece penso vadano alla grande quelle dell’Asia che continuano a comprare Airbus e Boeing :)

bortocal 24 settembre 2013 alle 18:42

proprio ieri sera in famiglia mi consigliavano la via della Seta con i mezzi di terra… :)

ma tra le compagnie che stanno fallendo hai proprio dimenticato le italiane, l’Alitalia e l’altra che è già fallita: come si chiamava?

quali sono le cause, secondo te?

afo 24 settembre 2013 alle 20:28

Non sarai impazzito ad andarci via terra… :D

Penso che le cause siano le stesse che hanno portato al crollo dell’economia globale degli ultimi 5 anni. E’ diminuito il numero di passeggeri (classe economy) e contemporaneamente sono aumentati i costi del carburante accompagnati spesso anche da aumento di tasse locali. I business man disposti a pagare migliaia di euro per il biglietto sono diminuiti perché si sono comprati il jet privato…

Le compagnie si sono trovate impreparate di fronte a questo crollo.

Così di fronte alla sparizione di una fetta di clienti si sono trovati con più costi che non riuscivano a coprire con i profitti. Non riuscivano a riempire gli aerei e in questo caso lavoravano in perdita.

Dall’altra parte non si possono tenere a terra gli aerei perché questo comporterebbe una perdita persino maggiore. Un aereo che non vola ha costi elevati, ed è per questo che si devono far volare continuamente ed è questa la ragione per cui le riparazioni o la manutenzione su un aereo si fa senza sosta anche per più giorni di fila.

Ora pare che tutte quelle ancora in piedi abbiano fatto scelte simili: licenziare moltissimi dipendenti, in alcuni casi restituire aeroplani ed eseguire meno voli settimanali cercando di riempire di più gli aerei. La ristrutturazione… ammesso che riescano a farlo in tempo e non vengano sommerse dai debiti.

Che sia la scelta giusta… sicuramente sono scelte disperate…

bortocal 24 settembre 2013 alle 21:25

ho detto mezzi di terra, mica a piedi, come ha fatto un francese da Istanbul, mettendoci 4 anni e scrivendoci su un libro ogni anno; invece un certo monaco medievale, Guglielmo di… qualcosa come Kumbrik, mi pare, – no, l’ho trovato con Google adesso, si chiamava Guglielmo di Rubruck e ha scritto un libro straordinario – fece il viaggio, fermandosi però alla corte dei Mongoli, mettendoci solo otto mesi… ho letto la sua cronaca di viaggio (Edizioni Fondazione Valla) ed era bellissima, naturalmente, almeno per me!

molto bella la tua ricostruzione: fra tutti un passaggio mi ha colpito: “I business man disposti a pagare migliaia di euro per il biglietto sono diminuiti perché si sono comprati il jet privato…”

mi pare che la crisi particolare del settore aereo sia una esemplificazione perfetta delle ragioni profonde della crisi economica mondiale, come dici anche tu, che è legata, secondo teorie economiche molto fondate, del resto, alla crescita della diseguaglianza.

afo 24 settembre 2013 alle 23:28

non hai più 20 anni e non sei un monaco medievale.

i biglietti business esistono ancora (per i voli regionali) ma di solito non garantiscono molto più della possibilità di cambiare la data di un volo o scegliersi il posto. Si sono orientati tutti sul low cost che purtroppo per quanto low di questi tempi non riesce comunque a garantire un coefficiente di riempimento dell’aeroplano elevatissimo. Ovviamente la pratica del low si può fare fino a un certo punto… perché se poi non riesci a portare a casa il profitto sei fregato.

ad ogni modo la soluzione che hanno trovato è buttare in strada migliaia di dipendenti. Che sia questa la soluzione anche per gli altri problemi?

ad ogni modo il settore dell’aerospazio si sta aprendo di più allo spazio. Quindi se crolla da un lato almeno da una parte è ancora in fase di sviluppo. Oltre alle nostre industrie di costruzione di aeroplani dove i cinesi faticano un po’ a copiarci :D

guarda che non sono passati secoli dagli ultimi viaggi dove qualche paio di migliaia di chilometri con i mezzi pubblici me li sono già fatti! non vedo una grande differenza tra farsene 2.000 in Indonesia in 3 settimane ad aprile e farsene 5.000 magari in due mesi un anno dopo, almeno fino a che non subentra qualche magagna fisica seria… ;)

delle altre notizie sulla crisi delle compagnie aeree non ho capito due passaggi.

il primo, dove dici che “i biglietti business esistono ancora (per i voli regionali)”; mi pare di ricordare che l’aereo per l’Indonesia, ad esempio, era suddiviso in tre settori…

il secondo, dove dici che “il settore dell’aerospazio si sta aprendo di più allo spazio”: vuoi dire che ci sono più ricerche spaziali?

io non lo farei… ma ovviamente credo dipenda anche dagli interessi di ciascuno. Poi gli italiani sono viaggiatori per natura :D

ma credo sia in crisi più che altro il corto raggio, cioè i voli regionali di un massimo di 3.000 km (per esempio dall’Italia in qualche altro stato europeo). Ovviamente non esistono ancora jet privati capaci di farsi facilmente viaggi intercontinentali. Ad ogni modo per viaggi lunghissimi la concorrenza di altri tipi di trasporto è minima, semmai può esserci una concorrenza tra compagnie diverse ma pur sempre all’interno dello stesso settore.

Non ricerche spaziali. Più che altro il settore dei satelliti e dei vettori che possano portare in orbita gli apparecchi.

Oltre a questo c’è anche qualche miliardario che vuole mettere le basi per i primi viaggi spaziali commerciali
http://www.youtube.com/watch?v=tqYAQdNWQjQ&noredirect=1
oppure


magari in futuro si potrà fare il giro del mondo in un paio d’ore :D

sorry, non capisco di che cosa si tratta…
– mi piace che definisci gli italiani viaggiatori per natura…
ti sei accorto che sto facendoti scrivere pian piano un post, che al momento giusto assemblerò? :)
il primo video sarebbe questo:

dovrebbe essere Branson che fa un po’ di pubblicità alla sua azienda… sezione spazio, Virgin Galactic.

afo 25 settembre 2013 alle 13:35

il secondo video era questo

il primo video ho rinunciato a guardarlo: 55 minuti in inglese! puoi riassumerlo?

afo 25 settembre 2013 alle 18:53

E’ un velivolo a razzo della Virgin Galactic per voli suborbitali nello “spazio” (nel video uno dei test che stanno facendo).

Vogliono creare dei voli di tipo commerciale che i miliardari possono comprare.

Una montagna di soldi per qualche minuto ai limiti dell’atmosfera.

d’accordo che i super-ricchi tendono a crescere di numero e a diventare sempre più ricchi; tuttavia stiamo parlando di prodotti per un milione circa di persone in tutto il mondo.

secondo te sarebbero sufficienti a costituire un vero mercato?

Potrebbe costituire un mercato di avvio.

Come il trasposto aereo che prima era solo per i più ricchi e poi è diventato low cost o comunque alla portata di tutti, almeno in Occidente.

bortocal 25 settembre 2013 alle 21:16

una ripetizione della storia dell’automobile e dell’aeroplano in una nuova società in cui i consumi non saranno più di massa ma di ristrettissime élites?

cioè il ritorno a un medioevo, ma tecnologico?

mi pare possible solo a prezzo di mantenere sul pianeta il milione di super-ricchi soltanto.

afo 25 settembre 2013 alle 23:30

Quello che dicevo io era che quello era un mercato provvisorio prima di buttarsi sul mercato di massa.

Non so quanto sia fattibile come idea… però finché Bronson è disposto a investire, ben venga il suo tentativo :)

Invece credo che i consumi siano ancora di massa. L’élite non consuma, ma accumula.

Però con un app per cellulari venduta per qualche spicciolo si può anche diventare milionari se si ha successo sul piano della popolarità.

bortocal 26 settembre 2013 alle 08:33

ma non potrà mai esserci un mercato di massa dei viaggi spaziali.

no no, questa tendenza è, piuttosto, significativa della generale evoluzione sociale che accennavo sopra (secondo me)

e capisco la tua posizione di prossimo ingegnere aeronautico, ma andrei anche un po’ cauto prima di lodarla…

non ci si può opporre alla concentrazione della ricchezza nelle mani dei super-ricchi senza opporsi anche alla loro smania di farsi qualche viaggetto nello spazio… :(

Non lo so. Sicuramente non sarebbe la prima volta che qualcuno propone qualcosa in cui nessun altro crede.
Se Branson è disposto a investire… ben venga.
Chissà in un eventuale futuro se potranno esserci voli intercontinentali molto più rapidi.

In realtà mi pare un’ottima idee provare a far spendere a questi miliardari qualche bigliettone.

Se fosse come dici tu allora li aiuteremo a risparmiare ancora di più.

mi pare che non riflettiamo abbastanza sul fatto che i limiti sempre più evidenti delle risorse planetarie (che non sono illimitate) spingono oggettivamente verso un nuovo modello di consumi, fondato su un altissimo valore aggiunto, cioè su una grande quantità di lavoro, concentrata nella produzione di merci particolarmente costose.

insomma l’ecologia è reazionaria e spinge l’umanità verso forme di organizzazione sociale fondate sul lusso dei pochi, come in effetti era anche prima della rivoluzione industriale.

in questa prospettiva, come non concordare con te che, comunque, è meglio che i super-ricchi spendano piuttosto che mettersi da parte i capitali per continuare le loro speculazioni finanziarie? ;)

afo 26 settembre 2013 alle 22:00

le cavie di laboratorio servono sempre… ed è meglio se sono orgogliosi miliardari desiderosi di esplorare lo spazio ;)

tantissimo valore aggiunto e prezzi alti? Mi sembra un ottimo modo per ammazzare l’economia :lol: . Ma perché i miliardari hanno tanto ma consumano relativamente poco rispetto a un gruppo di poveri con la stessa cifra. L’economia è ancora di massa… per quanto questa crisi provi a dirci il contrario.

bortocal 27 settembre 2013 alle 07:50

be’, vedi, se non pensiamo ad un futuro dove i prodotti di lusso (come in questo caso i viaggi spaziali), destinati ad una élite molto ristretta, esigono una grande quantità di lavoro, allora buona parte della popolazione attorno ai super-ricchi diventa assolutamente inutile ed è destinata, come del resto sta cominciando ad avvenire sotto i nostri stessi occhi, ad un futuro di miseria e di fame.

se non peggio, con prospettive molto inquietanti, visto che la guerra è sempre stato il modo adottato dalle élites per risolvere i problemi sociali che non sapevano come gestire altrimenti: la famosa “guerra come igiene del mondo”, cioè sterminio dei disgraziati considerati inutili, di cui parlava Papini nel 1914.

altro anniversario prossimo venturo.

afo 27 settembre 2013 alle 21:32

tanto c’è poco da fare. Prima o poi, se non tra 50 anni magari tra 300, le risorse finiranno lo stesso per quanto uno ricicli e sfrutti energie rinnovabili. Non c’è mai il riciclo assoluto di quello che consumiamo e non c’è rinnovabile che prima o poi non inizi ad avere impatti sull’ecologia. Qualunque tipo di economia futura non funzionerà in accordo con le questioni ambientali.

Il futuro sarà di pochi… resta da stabilire chi saranno questi pochi.

Se faranno una guerra non ci saranno vincitori perché renderanno il pianeta inabitabile. Basta pensare a cosa significherebbe far saltare per l’aria due o 3 centrali nucleari delle centinaia sparse in Europa. Già per Fukushima qualche paranoico si era azzardato di proporre l’evacuazione dell’emisfero nord della Terra :)

sì, il futuro dell’umanità appare angosciante, per non dire del tutto compromesso, chiusa come è nella tenaglia tra gli effetti devastanti della crisi dello sviluppo e quelli ancora più devastanti dello sviluppo….

a che cosa potrà portare questo stato di cose non è chiaro, solamente possiamo dire a qualcosa di non positivo…

e per la stragrande maggioranza la gente è inconsapevole, e naturalmente preferisce ascoltare chi nega il problema, e ce ne sono tanti che lo fanno per professione o per innata stupidità…

be’ devo sbrigarmi con questo viaggio intorno al mondo, finché il mondo esiste…

afo il 28/09/2013 alle 11:40

a cosa porterà è chiarissimo e ormai non c’è nulla da fare.

Certo si può prolungare la cosa per un centinaio d’anni ma prima o poi finirà comunque.

Non siamo sostenibili :D

Fai in fretta con sto viaggio ;)

5 risposte a “449. afo, dove portano il giro del mondo in aereo e altri viaggi mentali.

    • afo aveva una volta un blog, ci siamo conosciuti telematicamente per questa via, però vedo che adesso lo ha chiuso.

      per trasferirsi qui, davanti al camino, evidentemente… 🙂

        • da una dozzina d’anni mi sono trasferito (in Italia) dall’appartamento in cui stavo prima, due piani di sotto, a questa vecchia baldresca, cioè soffitta-loggia, al quinto piano, e qui il camino non ce l’ho; e neppure ce l’ho nel monolocale in Germania, che attualmente è la mia prima casa.

          però prima ti confermo che c’era tanta gente che ci stava attorno volentieri… 🙂

          • una volta c’era anche il mio blog. Ma avevo due o tre visitatori all’anno e uno era bortocal :D. Non sono mai stato un bravo blogger…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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