463. quel meraviglioso travaglio interno che diventa appoggio esterno.

è meraviglioso sentire Berlusconi che, nella dichiarazione di voto per annunciare la strabiliante fiducia a Letta, cita Travaglio, anche se gli toglie la maiuscola:

non senza travaglio interno…

e quell’infame fazzoletto spolverato sulla sedia di Travaglio sorrise…

* * *

è meraviglioso sapere benissimo che la fiducia data da un partito che non ha ministri nel governo tecnicamente si chiama “appoggio esterno”…

che è importante soltanto quando i tuoi voti sono determinanti, altrimenti non serve a niente.

nel senso che da questo momento Berlusconi non ha più voce dentro il governo, che deciderà ogni cosa senza consultarlo (se vuole), dato che tutti i ministri che aveva hanno aderito alla nuova forza politica.

* * *

è meraviglioso sentirlo dire, mentre quasi sta ancora dando la fiducia, che voterà contro le tasse: figurati se questa poteva mancare: ma dovrà sgomitare forte con Bossi e Grillo d’ora in poi per farsi ascoltare.

sarà una lotta titanica tra le Vanne Marchi della politica italiana.

ma Berlusconi è battuto in partenza, fra due settimane sarà ai servizi sociali o agli arresti domiciliari, in ogni caso impedito di fare politica attiva…

gli altri due invece saranno ancora fuori, per il momento…

* * *

anche se Grillo, affetto da sindrome compulsiva del “ti aspetto sotto casa”, ora detto ai suoi dissidenti interni e non soltanto ai giornalisti RAI, una denuncia se la meriterebbe a questo punto.

oppure l’affidamento ai servizi psichiatrici.

* * *

“grande!”

è meraviglioso non sentire Letta mentre lo dice, ma leggerglielo sulle labbra soltanto, mentre ascolta le parole di resa di un Berlusconi confuso e disperato che si sta buttando dal decimo piano per sfuggire alle fiamme che ha alle spalle…

e leggere Repubblica che si precipita a spiegare che era ironia, come se non fossimo in grado di decidere da soli che non lo è con certezza, che la parola rimane detta in modo ambiguo.

* * *

poi, per riprendersi da tanta meravigliosa felicità e non farsi punire dagli dei per tale eccesso, pensare che al governo ci stanno Formigoni e Giovanardi e che Letta potrebbe anche ammirare davvero Berlusconi…

* * *

la giornata è storica, oggi il berlusconismo è finito davvero in un mare di ridicolo.

scusatemi se rinvio analisi più serie ad un altro momento e mi accontento di farmi due risate, anche se con la bocca amara.

mi sembra però l’unica reazione ragionevole di fronte ad una farsa che conclude venti anni di follia criminosa che metà degli italiani hanno preso per una cosa seria.

e spero adesso che almeno qualcuno si vergogni…

20 risposte a “463. quel meraviglioso travaglio interno che diventa appoggio esterno.

    • be’, a me piacerebbe pensarli assieme quei due, allo stesso servizio sociale, magari quello che suggerisce justlost nel commento qui vicino, oppure agli arresti domiciliari ASSIEME. 🙂 🙂 🙂

  1. e per defungere ha fatto ballare in borsa le azioni e ci ha guadagnato … , e cosa ne avrà ricevuto in cambio ? oltre il guadagno certo in borsa ? mah…..

  2. sbaglio o colgo un certo ottimismo in questo post? come una nota di gaiezza… .aahah, ma in che situazioni da teatrino, siamo!

    propongo servizi psichiatrici in coppia, per Berlusconi e Grillo (ti immagini i dialoghi? sarebbero sulla scia di “Dio mi ha detto di attraversare il mar Rosso” “cosa ti ho detto io?”).

    qualcuno si vergognerà? macché, saranno già in moto per trovare il prossimo paladino dell’ “anticomunismo”, vedrai.
    e temo pure di sapere in chi lo troveranno….

    • be’ come negarlo: l’allegria forse era anche eccessiva ma qualche volta bisogna pure ubriacarsi, anche senza vino…

      stai parlando di Grillo anticomunista?

      più di Letta e di tutti gli altri dem dem, oramai? 🙂

      io parlerei semplicemente del prossimo antidemocratico, perché del comunismo in Italia si è persa proprio ogni traccia…

      • Dico “anticomunista” perché sarà questa ancora una volta l’etichetta che useranno… Comunque sì, il senso è radicalmente antidemocratico

        • in questo momento mi sembra più in voga l’anticomunismo di Letta e Alfano.

          mi pare che di Grillo non si senta affatto il bisogno e tutta la stampa è impegnata a contrastarlo, con qualche eccesso di zelo che porta a negare anche punti particolari sui quali ha ragione…

          Grillo ha suscitato molti anticorpi e si sta visibilmente indebolendo: la sopravvivenza momentanea del governo Letta è una sua grossa sconfitta.

          tuttavia non credo che il PdL resterà integro e neppure che resterà in piedi il PD.

          stiamo passando alla terza repubblica e questo avviene sempre attraverso ristrutturazioni profonde del sistema politico.

          si sta ricostituendo un nuovo centro, che passa attraverso la scomposizione di PdL e PD, e dunque si dovrebbe arrivare ad un sistema politico quadripolare: destra anti-euro (Bossi e post-fascisti berlusconiani), nuova DC, sinistra democratica e grillo-fascismo.

          difficilmente Grillo potrà però convergere con la prima (mi dissocio da certe analisi tue e di altri ;)) se non forse tatticamente su alcuni punti particolari, perché perderebbe la propria ragione d’essere…

          • Diciamo che Grillo ha vita facile, come Berlusconi, in momenti di scontro aperto, come le campagne elettorali.
            Così, a sua sopravvivenza politica (nei grandi numeri) dipende dalla capacità di mantenere aperto lo scontro.

            Però Letta-Alfano non li riassumerei nella medesima categoria di Grillo Berlusconi: ho cercato di spiegare nel precedente commento come “anticomunismo” fosse solo l’etichetta di comodo.

            Credo che il punto su cui tutti si focalizzano ora è la rinascita o meno di un “centro” (Letta-Casini-Alfano, a grandi tratti). Personalmente, non ne sono così convinto.

            • la profondità della ristrutturazione delle forze politiche nella Terza Repubblica sarà anche l’indice dell’effettivo rinnovamento della politica italiana; quindi, secondo me c’è da augurarsi che non si limiti alla comparsa di Grillo (che è uno indubbiamente degli elementi nuovi di questa Terza Repubblica) e c’è da sperare la frantumazione definitiva dello schieramento berlusconiano.

              un elemento essenziale di questa terza repubblica sarà la nuova legge elettorale: se si supererà il porcellum sarà nella direzione di una ripresa moderata del proporzionalismo (come del resto a me pare più giusto), anche considerando la pessima prova che ha dato il bipolarismo nel nostro paese.

              a questo punto verrà anche meno l’unica ragione d’essere del Partito Democratico, che credo (e mi auguro) perderà la sua ala sinistra.

              non mi faccio molte illusioni sulla consistenza di questa forza, però; la cosa che veramente mi auguro è che il centro non si compatti politicamente restaurando la DC; ma questo mi pare difficile in termini di creazione di un’unica forza politica, e su questo sono d’accordo con te (lo avevo già scritto): questa potrebbe restare una eredità positiva storicamente della seconda repubblica.

              a questo punto l’Italia potrebbe diventare un paese europeo elettoralmente normale nel quale il centro-sinistra potrà scegliere se allearsi alla sinistra oppure al centro-destra in una grande coalizione.

              credo che un nuovo partito di sinistra, oltretutto, potrebbe ridimensionare fortemente Grillo, che ruba dalla scena molti dei suoi temi, e me lo auguro anche per questo.

              sono soltanto valutazioni: ma chi di noi ha la sfera di cristallo?

              l’unica cosa sicura è che la finanza mondiale esige al momento la convergenza al centro e che la revisione della Costituzione risponde agli input dati molto esplicitamente da quegli ambienti…

                  • Boh, a grandi linee vi ho già accennato sopra: non vedo all’orizzonte la formazione di un nuovo “super blocco” centrista.
                    Se anche vi fosse un nuovo centro, questo per superare il bipolarismo dovrebbe affermarsi almeno 30-40% costanti, altrimenti altro non sarebbe che un centro-destra.

                    • be’, è quello che continuo a scrivere anche io: un super-blocco no, ma un’alleanza sì – , ma tu continui a rispondere che non sei d’accordo! mi domando se leggi le mie risposte, a questo punto! 🙂

                      quanto alla tua ultima obiezione è condizionata dal porcellum, ma dobbiamo cominciare a ragionare alla luce di un suo superamento inevitabile.

                      il porcellum funziona in un sistema politico bipolare (e il nostro imperfetto non funziona per via del biparlamentarismo con leggi elettorali diverse, per via della Costituzione); chi ha fatto saltare il porcellum, e in questo ha aperto la strada alla terza repubblica, è Grillo, che ha reso il sistema tripolare e dunque ingestibile: però non lo capisce, e adesso lo vuole…

                      ma in qualunque altro sistema elettorale che non sia il collegio uninominale secco diventa inevitabile il compromesso e l’alleanza tra forze diverse.

                      a meno di non togliere di mezzo definitivamente la fiducia al Senato (la soluzione migliore a mio parere).

                      in questo caso si potrebbe pensare anche al collegio uninominale a doppio turno se nessuno al primo turno raggiunge la maggioranza oppure una soglia del 40%, ad esempio: questo permetterebbe di introdurre anche in Italia il principio del recall, cioè della decadenza del parlamentare in seguito ad elezioni anticipate del suo collegio richieste dal 25% degli elettori o altra percentuale adeguata.

                    • Intanto io a ‘sta storia del recall credo poco. Anche negli USA dove esiste, non si applica mai per le cariche nazionali, ma solo per quelle più ridotte.

                      Comunque, tu pensi ad un centro che nascerebbe dalla scomposizione di PD e PDL. Io a questa soluzione non credo, almeno non in misure significative: secondo me il bilpolarismo (che non è bipartitismo!) in Italia sta prendendo piede e non verrà tanto facilmente smontato, quindi il nuovo “centro” in realtà sarà sempre un centro-destra, perché il centro-sinistra esiste già ed è il PD.
                      Non possiamo sapere e non possiamo negare oggi che magari qualcuno da PD uscirà, ma a mio giudizio saranno uscite marginali (come sono stati Rutelli e Follini, per dire), che non andranno né ad indebolire il PD, né a rafforzare realmente il centro.
                      Ed è per questa ragione che non credo ad un sistema “quadripolare”, quale che sia la legge elettorale. Per essere qualificate “poli” di un sistema, è necessario che le forze in campo raggiungano dimensioni tali da influenzarlo e, sempre a mio giudizio, questo non accadrà: non potremmo avere 4 blocchi ciascuno da circa il 25% (anche perché, in quell’ipotesi, torneremo ad un bipolarismo con centro e PD costretti ad allearsi di nuovo contro gli “anti Euro”+ Grillo): di questi quattro, uno o due sono destinati all’irrilevanza politica. Irrilevanza che non vuol dire scomparsa, ma ridotti a “junior partner” di qualsiasi coalizione.
                      Quali saranno, oggi, è difficile a dire: le mie ipotesi sono in primo luogo il “centro” e gli “anti-Euro” berlusconiani: in fin dei conti, sono loro che si devono spartire l’elettorato del PDL. Se uno di essi riuscirà a “mangiare” l’altro, resterà un player chiave nel sistema; se si spaccheranno 50-50%, spariranno entrambi. Vedo più difficilmente un declino immediato di Grillo, anche se nel lungo termine suppongo si spaccherà anche lui fra sinistra ed “anti Euro”.

                      Infine, questi ragionamenti certo sono legati alla legge elettorale, ma non dipendono da questa e non pensavo ai meccanismi del porcellum quando dicevo 30-40% per il centro.
                      1) Questa soglia la menzionavo perché è l’unica soglia che renda un partito centrista tale nel sistema politico, ovvero di fatto insostituibile per la formazione di un governo. Al di sotto, diventa un qualsiasi partito di impronta cristiana, conservatore o riformista.
                      2) I flussi che ipotizzo sono certo a livello nazionale e possono subire variazioni in base alle circoscrizioni locali, ma al momento a noi interessano i dati complessivi. Credo di aver più o meno spiegato sopra cosa implica un “quadripolarismo” per me.

  3. ma la funzione del recall, come per tutte le buone leggi, è quella di esistere e di esercitare un effetto dissuasivo, non di essere concretamente applicata, anche se qualche caso non manca.

    be’, a questo punto ho riletto per bene la discussione e mi sono accorto che è attraversata da un equivoco: tu parli del successo di un grande centro identificandolo con la parte alfaniana dei berlusconiani: questo centro, concordiamo, non riuscirà più ad essere maggioritario; io parlo del rischio di una aggregazione di centro più vasta, che comprenda, oltre a Monti, anche Letta e/o Renzi, cioè il Partito Democratico, ma nego che sia possibile in termini di blocco organico (almeno per un po’) e parlo piuttosto della continuazione di una coalizione di centro (centro-destra + centro-sinistra); questa mi pare nell’ordine delle cose, ed è la presenza di Grillo a renderla inevitabile al momento.

    la valutazione su cui evidentemente dissentiamo è quella delle prospettive delal legge elettorale: io ritengo che sia inevitabile superare lo schema “il primo vince tutto” del porcellum; penso fra l’altro che, se Bersani avesse avuto la maggioranza anche al senato, forse oggi la situazione sarebbe ancora peggiore; mi sembra problematico guidare un paese in crisi con un terzo circa dei consensi e questo rende secondo me quasi inevitabile il ritorno a qualche sistema elettorale che costringa alle coalizioni.

    le uscite che io penso dal PD non sono certo a destra (più a destra di così!), ma a sinistra, e sarebbe anche giusto che ci fossero una volta che venisse meno il ricatto del porcellum che costringe a stare assieme a persone con obiettivi diversi.

    la sinistra di SEL del resto esiste già: può rafforzarsi, ma esiste; quindi il sistema è già sul punto di diventare quadripolare, con Grillo; se il PdL si spaccasse diventerebbe addirittura pentapolare (come in Germania fino alle ultime elezioni).

    spero anche io che i 5 Stelle si spacchino e una parte vada a rafforzare la sinistra; ma manca un leader adeguato, per ora…

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