487. Berlusconi serve all’amnistia, non l’amnistia a Berlusconi.

nel mondo semplificato della politica italiana sembra che l’amnistia va bene, se non ne usufruisce Berlusconi.

Ezio Mauro, il direttore di Repubblica, dice:

Renzi ha detto che parlare di amnistia è un autogol.

risposta di Letta:

Renzi sbaglia: nel messaggio di Napolitano, il miglior presidente della Repubblica che potessimo avere, non ci sono ambiguità. Le vicende di Berlusconi sono un’altra cosa rispetto alla lettera di Napolitano.

anche io penso che Napolitano non abbia proposto l’amnistia per Berlusconi, e l’ho anche scritto qui: 477. amnistiate Grillo, piuttosto….

ma le buone intenzioni di Napolitano (che peraltro ha dato solo un input generico, necessariamente, dato che spetta al Parlamento articolare la proposta e trasformarla in legge), non bastano a fare dell’amnistia una buona idea.

* * *

per evitare ogni ambiguità dobbiamo parlare piuttosto di depenalizzazione dei reati che hanno intasato le carceri, non di amnistia.

una amnistia generica svuota le carceri al momento, liberando troppi, e lascia intatti i meccanismi che portano a riempirle di nuovo di piccoli delinquenti o di persone che non sono delinquenti per nulla (i clandestini).

nell’amnistia indifferenziata i poveracci che soli finiscono in galera servono come alibi per liberare i grandi delinquenti della politica e della finanza.

* * *

piccola divagazione (e non è anti-berlusconiana).

guardando da vicino la storia giudiziaria di Berlusconi abbiamo appreso che:

1 – puoi frodare fiscalmente lo stato nel 2002 e finire condannato in via definitiva nel 2013, e soltanto perché l’Italia ha dovuto adeguarsi alla legislazione europea

2 – puoi essere condannato a 4 anni di carcere, ma te ne fai soltanto uno, tanto c’è un indulto (variante soft dell’amnistia)

3 – puoi dover fare questo anno di carcere residuo per ua sentenza di agosto, ma poi i giudici vanno in ferie e tu hai tempo fino a metà ottobre per decidere se vuoi proprio farlo

4 – una volta che hai deciso di non farlo e chiedi l’affidamento ai servizi sociali, per premio di questa tua buona azione l’anno di carcere diventa di 9 mesi, come la gestazione di un bambino

5 – intanto che il Tribunale trova il tempo per risponderti, e ci vorrà circa un anno (quello che avresti dovuto trascorrere dentro) tu intanto stai fuori e sei libero come prima.

queste sono regole che valgono per tutti, mica per Berlusconi soltanto.

e mi parlate di amnistia in un paese che ha di queste regole, che vive cioè in una condizione di amnistia permanente anche senza amnistia, per chi ha i soldi per pagarsi gli avvocati?

* * *

ora, se occorre trovare qualcosa per svuotare carceri talmente piene da diventare luoghi di tortura, occorre amnistiare per una volta soltanto gli altri, quelli che non sono già amnistiati tutti i giorni.

e allora non si chiama amnistia, ma DEPENALIZZAZIONE.

dopo avere depenalizzato clandestini e piccoli spacciatori, punendoli con pene diverse dal carcere, ma egualmente incisive, allora si può coerentemente liberare, per sottoporli a pene alternative al carcere, anche coloro che vi stanno già dentro per gli stessi motivi.

sarebbe ancora tecnicamente una amnistia, ma estremamente limitata.

* * *

perché, se vi fosse una amnistia generalizzata, l’esclusione in qualche modo di Berlusconi, oltre che sommamente ingiusta, sarebbe soltanto una foglia di fico.

* * *

PS. mi accorgo di dovere già correggere un passaggio dell’ultimo post di ieri sera: per la segreteria del Partito Democratico, Repubblica dunque non correrà per Renzi, ma per Letta, che peraltro non è candidato.

non devo correggere invece il punto principale: Renzi è un pallonaro e riesce ad avere torto perfino quando rifiuta l’amnistia, mettendosi sullo stesso piano di Grillo.

“Affrontare oggi il tema dell’amnistia e dell’indulto è un clamoroso autogol. Bellissimo vedere chi fa volontariato nelle carceri, ma come facciamo a insegnare la legalità ai giovani e agli studenti se ogni sei anni buttiamo fuori i detenuti perché le carceri scoppiano?”

questa non è politica, questa è propaganda.

poveri noi, tra Letta  la zuppa e Renzi il pan bagnato.

8 risposte a “487. Berlusconi serve all’amnistia, non l’amnistia a Berlusconi.

  1. bhè, sul punto della legalità secondo me Renzi c’entra un tema corretto: è un messaggio sociale.
    per il resto, ovviamente sono del tutto d’accordo. lo anche già scritto, d’altronde.

    ti anticipo inoltre che proprio le “piene carceri” sarà il tema che affronteremo nel social blog

    • caro red,

      forse sto cominciando a perdere colpi come blogger… 😉

      di fronte alla spudorata campagna anti-Renzi scatenata dalla delinquenziale classe dirigente politico-imprenditoriale italiana sui media, dove manca persino qualche giornalista che faccia il suo mestiere e interpreti lo stato dell’opinione pubblica, è chiaro che io forse dovevo difendere Renzi col suo principio di legalità, che appare il minimo necessario di fronte ai mascalzoni che ci governano.

      ma allora dovevo anche difendere Grillo? 😦 – eppure l’ho criticato alla stessa maniera.

      eppure no: la posizione di Renzi non è degna di un politico che aspira a fare il segretario del Partito Democratico, perché in questa posizione non deve limitarsi a lanciare slogan, come siamo capaci di fare tutti, ma deve proporre delle soluzioni.

      quindi ci tocca difendere il principio di legalità e nelle stesso tempo spiegare come mettere fuori senza danno sociale i disgraziati che le riempiono allo scopo di consentire ai colletti bianchi di usufruire ogni 6-7 anni di un indulto o di una amnistia…

      bene per la scelta del tema, finalmente un tema un poco più concreto.

      magari ci faccio un nuovo articolo anche io qui sul mio blog: tanto poi i reblog non sono mica proibiti neppure nei blog di gruppo, ahh ahha

      (dov’è il tuo post sul tema? mi è sfuggito)

        • bene, leggerò, allora.

          ma siccome non è più frequentissimo, ultimamente, che concordiamo sulle scelte politiche di attualità, ero curioso di leggere un bene argomentato “ovviamente sono del tutto d’accordo”.

          io direi soltanto, per vivacizzare il dibattito, che la vicenda dell’amnistia sta proprio dimostrando come mai il governo delle larghe intese è il peggiore dei governi possibili: almeno in Italia, dove suscita nei leccapiedi che riempiono le redazioni dei giornali e dei media un irresistibile bisogno di conformismo da trasmettere al popolo.

          • Non ricordo se l’avevo scritto in passato anche qui da te, dalle tue risposte deduco di no.
            Comunque, da alcuni giorni vado ripetendo che l’unica soluzione è una radicale, strutturale depenalizzazione (in primis, dei reati di droga); riduzione delle pene e, a più ampio respiro, riordino dei pene alternative.
            Molto di questo sarà nel post.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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