489. i delinquenti, l’amnistia, gli ostaggi.

le carceri traboccano, il Tribunale europeo per i diritti dell’uomo ci ha dato 12 mesi di tempo per cambiare e ne sono già passati 5 senza che nessuno si ponesse neppure il problema (tranne il Presidente della Repubblica e gli eterni radicali); e ora la confusione politica è massima, le strilla raggiungono il cielo, come sempre, ed impediscono di pensare, di concentrarsi, di capire…

io ci provo lo stesso.

* * *

almeno un terzo di coloro che affollano le carceri, cioè più di quelli in eccesso, sono soltanto degli ostaggi.

gli OSTAGGI sono lì dentro per tre leggi del centro-destra:

1. la Bossi-Fini, che considera un reato punibile col carcere l’ingresso clandestino in Italia (così, una volta dentro, nel duplice senso del termine, l’immigrato clandestino lo manteniamo noi a 12.000 euro al mese, perché tanto ci costa un carcerato, manco li nutrissimo ad aragoste e vini d’annata)

2. la Giovanardi, che sbatte in galera i piccoli spacciatori e i consumatori di non modica quantità (semplifico un po’)

3. la Cirielli, che costringe al carcere i recidivi in genere, senza troppe distinzioni tra i diversi casi (anche qui lasciatemi semplificare un poco, per motivi di spazio).

questo terzo di carcerati che stanno dentro sono gli ostaggi dei grandi delinquenti che restano fuori, corruttori (che non sono politici o almeno non sempre, ma coloro che corrompono soprattutto i politici), corrotti consenzienti (politici ed amministratori in genere), inquinatori, grandi evasori fiscali, grandi truffatori, maestri della bancarotta fraudolenta, esportatori di capitali all’estero, grandi registi occulti dei traffici criminali: di droga, di merce contraffatta, di uomini e donne schiavi.

* * *

i primi, i piccoli ostaggi di una delinquenza mediocre ed emarginata, finiscono dentro in quantità troppo elevata, forse proprio per dare ai secondi il motivo del sovraffollamento (che è vero, non è un pretesto) per restare fuori.

condoni e amnistie periodiche per tutti! e chi se ne frega della legalità.

e perfino della sicurezza, che va bene solo per vincere le elezioni.

condoni ed amnistie tirano dentro TUTTI, cioè i veri grandi potentissimi delinquenti, ammanigliati col governo, presenti anche in Parlamento.

quanti hanno visualizzato che Berlusconi si fa un anno soltanto su quattro di condanna perché usufruisce dell’indulto del 2006, che lui votò, ma poi sbandierò contro quel fesso di Prodi che l’aveva votato con lui, e gli servì, assieme all’Alitalia, per tornare al potere due anni dopo?

* * *

ma allora come si risolve la questione?

come difendere il principio di legalità e nelle stesso tempo mettere fuori senza danno sociale i disgraziati che le riempiono allo scopo di consentire ai colletti bianchi di usufruire ogni 6-7 anni di un indulto o di una amnistia?

loro, quelli delle grandi intese, che cercheranno di mettere fuori tutti con la foglia di fico di Berlusconi dentro (o forse no, perché non puoi fare leggi contra personam, adesso) credono di avere già vinto: si ritengono intoccabili, vista la debolezza dell’opposizione e dimostrano con ciò stesso che le larghe intese sono il peggiore dei governi possibili: almeno in Italia, dove suscitano nei leccapiedi che riempiono le redazioni dei giornali e dei media un irresistibile bisogno di conformismo.

invece occorre che si diffonda una idea semplice e chiara: che non tutte le amnistie sono uguali.

che una amnistia non significa per forza che TUTTI i reati devono essere trattati allo stesso modo.

l’amnistia va riservata ai condannati per le tre leggi viste sopra e per nessun’altra,

inoltre deve esserne escluso chi ha già usufruito di altra amnistie o altri indulti, a qualunque titolo.

* * *

ci stanno chiedendo ancora una volta di schierarci nel gioco bambino tra chi è favorevole e contrario all’amnistia.

il giochino è riconosciuto e serve per tenersi il pallino in mano: serve per impedirci di discutere di politica e avanzare proposte concrete.

non cadiamo nel tranello: liberiamo gli ostaggi, non i delinquenti.

si chiama depenalizzazione e precede logicamente una amnistia.

* * *

una parte di queste posizioni è anche il frutto di una discussione con redpoz sui commenti di questo post, anche se ovviamente rimane mia la responsabilità dell’insieme di quel che ho scritto e dei modi scelti per dirlo.

8 risposte a “489. i delinquenti, l’amnistia, gli ostaggi.

        • questo invece funzione: ho letto e apprezzato. 🙂

          però che brutto modo di impaginare (posso criticare, qui?): perché tutti questi articoli, così interessanti uno per uno, affastellati assieme?

          e già che ci sono: neppure l’idea del tema settimanale obbligato a me pare una gran trovata editoriale…

          🙂 🙂 🙂

          • Diciamo che l’impaginazione aveva senso quando si trattava di un vero “duello” con due opinioni abbastanza contrapposte…
            In questo caso, è stata un’idea nata maluccio, ma vabbè.

            In realtà io trovo l’idea del tema molto interessante: ci aiuta a darci un pò di regolarità ed è foriera di idee molto interessanti

            • io considero le scelte editoriali da un punto di osservazione un poco diverso, che è quello dell’efficacia.

              attribuire ad un gruppo di redattori, oltretutto di spicco, un tema fisso settimanale mi pare comporti il rischio che l’attenzione di chi legge finisca col concentrarsi sul modo diverso in cui le singole personalità trattano il tema.

              soprattutto se poi le diverse prospettive non interagiscono attivamente fra loro quando sono diverse: quel che dici giustamente tu che manca, il “duello”, o semplicemente la discussione, il confronto e l’approfondimento dialettico.

              insomma, anche se non lo dico chiaramente, si capisce che vedo l’iniziativa come un po’ troppo narcisista…

              però ho detto troppo, e preferirei non continuare per non ridiventare sgradevole anche a distanza, adesso. 🙂

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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